
Stalking sulla ex a Gallipoli, arrestato 33enne con il Codice rosso rafforzato
Decisivo il video registrato dalla vittima: l’uomo era già stato ammonito e arrestato per atti persecutori Con l’accusa di atti persecutori, stalking ai danni della
Decisivo il video registrato dalla vittima: l’uomo era già stato ammonito e arrestato per atti persecutori. Con l’accusa di atti persecutori, stalking ai danni della ex compagna., la polizia ha arrestato in flagranza differita a Gallipoli un 33enne , già noto alle forze dell’ordine e già destinatario di un ammonimento del Questore di Lecce e arrestato ai domiciliari nel settembre dello scorso anno per gravi episodi persecutori contro la stessa donna. Ottenuta la libertà nell’aprile di quest’anno, il 33enne aveva inizialmente tentato di riallacciare i rapporti con la vittima , ma dopo una brevissima frequentazione, sono riemerse le stesse condotte persecutorie. L’episodio culminante è avvenuto la scorsa notte, quando l’uomo si è scagliato con calci contro la porta d’ingresso dell’abitazione della donna, nel tentativo di irrompere nell’appartamento. Non riuscendovi, ha infranto il vetro della finestra della camera da letto lanciando una pietra. Nonostante il terrore, la vittima è riuscita a filmare con il proprio smartphone l’aggressore e grazie all’analisi di queste prove , l’uomo è stato arrestato in flagranza differita, una nuova procedura introdotta dalle recenti modifiche al cosiddetto “Codice Rosso rafforzato“, che permette alla Polizia Giudiziaria di procedere all’arresto anche se l’autore non viene colto sul fatto, purché vi sia documentazione video o fotografica che attesti in modo inequivocabile la condotta delittuosa.
I dati mostrano l’ampia diffusione della violenza fisica, psicologica ed economica tra le donne che intraprendono un percorso di uscita attraverso i Centri antiviolenza. Secondo gli ultimi dati Istat, tra le donne che stanno affrontando un percorso di uscita dalla violenza sulle donne attraverso i Centri antiviolenza (CAV) emergono numeri molto significativi sulle diverse forme di abuso subite. Il 64,5% delle donne ha subito violenza fisica, mentre il 52,3% ha ricevuto minacce. Il 10,4% ha dichiarato di aver subito stupro o tentato stupro. A questo dato si aggiunge un ulteriore 13,6% che ha subito altre forme di violenza sessuale, tra cui molestie sessuali, molestie online, revenge porn e costrizione ad attività sessuali umilianti o degradanti. Il 22,8% delle donne vittime di violenza ha subito stalking o cyberstalking. Ancora più diffusa è la violenza psicologica, che spesso accompagna altre forme di abuso e riguarda quasi nove donne su dieci seguite dai centri antiviolenza. Anche la violenza economica rappresenta un fenomeno rilevante: il 39,7% delle donne ne è vittima. Le fasce d’età più colpite dalla violenza I dati mostrano che alcune fasce d’età risultano più esposte a specifiche forme di violenza domestica e di genere. Le donne tra i 30 e i 39 anni sono quelle che hanno subito più frequentemente violenza fisica (70,2%). La violenza sessuale colpisce soprattutto le donne sotto i 29 anni (41,2%). Tra le donne con più di 30 anni, il 96,9% ha subito almeno una forma di violenza, tra cui minacce, stalking, violenza psicologica o economica. Nella maggior parte dei casi le violenze non si presentano isolate ma si sovrappongono. Solo il 15,7% delle donne ha subito un unico tipo di violenza, mentre: il 24,8% ha subito due forme di violenza il 26,9% tre forme di violenza il 32,6% più di quattro forme di abuso Violenza economica e dipendenza finanziaria Un elemento centrale nel fenomeno della violenza di genere riguarda la dipendenza economica. Nel 2024 il 45,5% delle donne seguite dai centri antiviolenza dichiara di non essere economicamente autonoma. Le differenze cambiano molto in base alla situazione lavorativa: 14,7% tra le donne occupate oltre 82% tra le disoccupate 86,6% tra le studentesse 83,7% tra le casalinghe La mancanza di autonomia economica rappresenta spesso un fattore che rende più difficile uscire da una relazione violenta. I figli testimoni della violenza domestica Un altro dato particolarmente grave riguarda la presenza dei figli durante gli episodi di violenza domestica. Nel 79,2% dei casi i figli assistono alla violenza subita dalla madre. Inoltre: nel 24,7% dei casi anche i figli diventano vittime dirette di violenza nel 15,7% dei casi la donna ha subito violenza durante la gravidanza Chi sono gli autori della violenza Secondo il report Istat, nel 96,8% dei casi la violenza è commessa da un solo autore, mentre nel 2,7% dei casi gli autori sono due. Nella maggioranza delle situazioni l’autore della violenza è una persona legata affettivamente alla vittima: 52,8% partner 26,1% ex partner 10,7% altri familiari o parenti 10,4% persone esterne alla famiglia o alla relazione Identikit dell’autore della violenza Dalle informazioni disponibili emerge che l’autore della violenza è: un uomo nel 97% dei casi italiano nel 75,8% tra i 30 e i 59 anni nel 75,4% dei casi Nel dettaglio: 21% tra i 30 e i 39 anni 30,7% tra i 40 e i 49 anni 23,5% tra i 50 e i 59 anni Per quanto riguarda il livello di istruzione, il 79,9% possiede un titolo di studio di scuola secondaria e il 74,2% risulta occupato, di cui il 61,4% con un lavoro stabile. Infine, quasi un autore su quattro (24,8%) presenta una forma di dipendenza, come alcol, droghe, gioco d’azzardo o psicofarmaci. Nel 12,4% dei casi l’autore era già stato violento con altre donne, ma nel 63,6% dei casi la vittima non era a conoscenza di questi precedenti.
La donna è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Giannuzzi di Manduria ed è stata medicata. Picchia la compagna di fronte ai figli piccoli. È successo nella notte a San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. Arrestato un 34enne del posto dai carabinieri di Manduria. Dopo una lite per futili motivi, l’uomo si è allontanato di casa. Al rientro ha forzato la porta e ha aggredito la donna, colpendola in pieno volto con calci e pugni, minacciandola di morte. Il tutto alla presenza dei bambini. La donna è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Giannuzzi di Manduria ed è stata medicata. L’uomo è stato arrestato. È scattata la procedura di Codice rosso.
Frantumati gli occhiali da vista. L’uomo le ha anche sottratto il cellulare perché non chiedesse aiuto. Ennesimo episodio di violenza sulle donne. Questa volta è accaduto a San Giorgio Ionico, nel Tarantino, dove è stato arrestato un 35enne di origini francesi per aver aggredito verbalmente e fisicamente la convivente, davanti ai figli minorenni. L’ha colpita in pieno volto, frantumandole gli occhiali da vista, provocandole disorientamento. Le ha anche sottratto il cellulare, perché non chiedesse aiuto. La donna invece, approfittando di un attimo di distrazione, è riuscita a chiamare il 112. Intervenuti i carabinieri. La vittima ha raccontato che le violenze andavano avanti dal 2018. Solo oggi ha trovato il coraggio di denunciare ed è scattato il Codice rosso.
Ad allertare i carabinieri è stata la donna. A Matino i carabinieri di Taviano hanno arrestato nella flagranza di reato un 48enne, agricoltore del posto, per maltrattamenti verso la sua convivente con gravi disabilità. Ad allertare gli uomini dell’Arma è stata la stessa vittima a seguito dell’ennesimo episodio di violenza che si è vista costretta a subire al culmine di una banale lite domestica. La donna da tempo era vittima di ripetuti episodi caratterizzati da minacce verbali e aggressioni fisiche, spesso scaturite da futili motivi e aggravati dallo stato di ebbrezza. L’uomo è stato condotto nel carcere di Lecce.
Nella giornata contro la violenza sulle donne, il Tribunale di Bari, da luogo del “dopo”, si è trasformato in un laboratorio di prevenzione e consapevolezza. Servizio di Maurizio Spaccavento
Un messaggio semplice, ma dalla forza dirompente. A Monte Sant’Angelo un forno ha deciso di imprimere sugli scontrini il numero antiviolenza, il 1522.
Tantissimi i giovani soprattutto universitari oltre ai parenti delle vittime di violenza, le istituzioni e la gente comune. Circa 300 persone partecipano a Foggia alla marcia intitolata “Facciamo rumore”, promossa dall’Università in collaborazione con Comune e Provincia ed una fitta rete di associazioni in occasione della giornata internazionale dell’eliminazione della violenza contro le donne che ricorre oggi 25 novembre. Tantissimi i giovani soprattutto universitari oltre ai parenti delle vittime di violenza, le istituzioni e la gente comune, tutti con indosso un foulard rosso con la scritta “Facciamo rumore”. Il lungo corteo si snoda attraverso il centro passando per i luoghi della vita cittadina. “Facciamo rumore è l’idea che la cultura possa farsi movimento, alimentando una coscienza condivisa capace di influenzare i gesti, i linguaggi e la qualità delle nostre relazioni. È da qui che può nascere un cambiamento autentico”, ha dichiarato il rettore dell’università di Foggia Lorenzo Lo Muzio.
I Carabinieri di Taranto invitano le vittime a raccontarsi e a denunciare. Dall’inizio dell’anno oltre 200 querele in tutta la provincia. L’ascolto è la chiave di tutto. Ne derivano empatia e fiducia, finché non si riaccende la speranza e allora si trova il coraggio di denunciare. In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, l’Arma di Taranto invita la stampa per divulgare un messaggio: i carabinieri ci sono, sono presenti. Pronti ad accogliere le vittime ma anche a prevenire il fenomeno, con incontri nelle scuole, con Soroptimist, con tre Stanze tutte per sé a Grottaglie, a Massafra e a Taranto Salinella. Con l’applicazione del Codice Rosso, con la formazione dei militari nell’accoglienza delle vittime e lavorando in rete con altre istituzioni e il centro antiviolenza. Interviste a Francesca Romana Fiorentini, Comandante Compagnia Carabinieri Taranto; Maria Domenica Milano, Maresciallo
Al TgNorba parla una donna barese che ha subito anni di vessazioni. In occasione della giornata contro la violenza sulle donne abbiamo intervistato una donna barese che dopo anni di vessazioni é riuscita, anche grazie all’aiuto dell’associazione La Giraffa, a denunciare il marito, già condannato a 4 anni di carcere.
Oltre mille e cinquecento coperte hanno ricoperto Piazza Santa Teresa, che si è trasformata in un grande mosaico di colori Intervista: Filomena Pomes-D’Angnano (Ass. “Tutto quello che vorrei”) Stefania Rescio (Ass. “Il bene che ti voglio”) Cristina Begni (Pres. Nazionale Viva Vittoria)Giornalista: Pamela Spinelli
La donna si è barricata in casa per sfuggire all’aggressione. Solo qualche giorno prima la vittima aveva sporto denuncia ai carabinieri per reiterati episodi di violenza fisica Si barrica in casa tentando di sfuggire all’ira dell’ex e chiama i carabinieri. L’aggressione si è consumata a Ginosa Marina il 15 sera. Un episodio concluso con l’arresto in flagranza di reato di un 40enne per presunte minacce aggravate e maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex convivente. L’uomo ha cercato di sfondare con calci e pugni la porta di casa della donna. È stato arrestato in flagranza di reato. Solo qualche giorno prima la vittima aveva sporto denuncia ai carabinieri per reiterati episodi di violenza fisica, minacce e comportamenti persecutori, tali da far scattare il Codice rosso.
La vittima perseguitata da mesi, costretta anche a ricorrere alle cure ospedaliere per ansia. Si era invaghito di una donna e per questo la seguiva fino a casa e sul posto di lavoro, inviandole messaggi e facendo appostamenti. Un 61enne di Gallipoli, professionista del posto è stato così arrestato in flagranza di reato e posto ai domiciliari con l’accusa di atti persecutori, aggravati dall’uso di strumenti informatici, violazione di domicilio e porto abusivo di oggetti atti a offendere. Nel corso di una perquisizione nella sua auto, gli agenti hanno trovato due coltelli da cucina e un bastone di ferro. L’ultimo episodio risale allo scorso fine settimana, quando l’uomo si è introdotto nel cortile di casa della vittima approfittando dell’apertura del cancello automatico, sorprendendola insieme ai suoi tre figli. La donna ha raccontato di essere stata perseguitata per mesi con irruzioni nel suo ufficio, messaggi ossessivi e avances indesiderate. In un’occasione l’uomo l’ha raggiunta sul luogo di lavoro, spingendola per lo spavento a recarsi in ospedale in stato di ansia.
Uccisa il 18 ottobre scorso a colpi di pistola dall’ex marito, poi morto suicida Intervista: Lydia Colangelo, sindaco di San Severo Giusy, figlia di Celeste Palmieri Servizio Fabrizio Sereno
L’iniziativa è della Cgil, in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica Intervista: Fernanda Cosi (Segretaria Gen.le SPI Cgil Lecce) Giornalista: Pamela Spinelli
Approvata oggi l’iscrizione al bilancio di previsione Approvata quest’oggi dalla giunta regionale pugliese l’iscrizione a bilancio di previsione 2023 e pluriennale 2023-2025 di 2,5 milioni di euro destinati al potenziamento delle forme di assistenza alle donne vittime di violenza e ai loro figli. La giunta ha contestualmente approvato le risorse finanziarie, e al contempo la programmazione, per l’annualità 2023-2024, destinate ai centri antiviolenza, alle case rifugio e a tutte le strutture presenti in Puglia, regolarmente iscritte al registro regionale, che applicano interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

Decisivo il video registrato dalla vittima: l’uomo era già stato ammonito e arrestato per atti persecutori Con l’accusa di atti persecutori, stalking ai danni della

I dati mostrano l’ampia diffusione della violenza fisica, psicologica ed economica tra le donne che intraprendono un percorso di uscita attraverso i Centri antiviolenza Secondo

CODICE ROSSO La donna è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Giannuzzi di Manduria ed è stata medicata Picchia la compagna di fronte ai figli

Frantumati gli occhiali da vista. L’uomo le ha anche sottratto il cellulare perché non chiedesse aiuto Ennesimo episodio di violenza sulle donne. Questa volta è

Ad allertare i carabinieri è stata la donna A Matino i carabinieri di Taviano hanno arrestato nella flagranza di reato un 48enne, agricoltore del posto,

Attualità Nella giornata contro la violenza sulle donne, il Tribunale di Bari, da luogo del “dopo”, si è trasformato in un laboratorio di prevenzione e

Un messaggio semplice, ma dalla forza dirompente A Monte Sant’Angelo un forno ha deciso di imprimere sugli scontrini il numero antiviolenza, il 1522.

IL CORTEO Tantissimi i giovani soprattutto universitari oltre ai parenti delle vittime di violenza, le istituzioni e la gente comune Circa 300 persone partecipano a

I Carabinieri di Taranto invitano le vittime a raccontarsi e a denunciare. Dall’inizio dell’anno oltre 200 querele in tutta la provincia L’ascolto è la chiave

Al TgNorba parla una donna barese che ha subito anni di vessazioni In occasione della giornata contro la violenza sulle donne abbiamo intervistato una donna

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