Skin Telenorba50
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

comune-di-castelmezzano

usura

Secondo la GdF, l’uomo avrebbe accumulato simile ricchezza attraverso usura, estorsione, riciclaggio e ricettazione Avrebbe accumulato una ricchezza superiore alle proprie possibilità attraverso usura, estorsione, riciclaggio e ricettazione di beni per circa 1,3 milioni di euro. La Guardia di Finanza di Altamura, su richiesta della Procura di Bari, ha sequestrato preventivamente conti corrente, beni mobili e immobili a un residente di Gravina di Puglia. I sigilli sono stati apposti a 10 fabbricati, 2 terreni, 2 autovetture e diversi mobili di arredamento.

Imprenditore di Gravina, “il fatto non sussiste” È stato assolto ‘perché il fatto non sussiste’ il 54enne imprenditore di Gravina in Puglia Antonio Demarzio, accusato nel 2011 di usura, estorsione e violenza privata. La piena assoluzione è arrivata a 12 annidall’inizio della vicenda, costata all’imputato sei mesi di carcere. La presidente del collegio giudicante della seconda sezione penale del Tribunale di Bari, Luana Calzolaro, ha assolto l’imputato da tutte le accuse (stesso esito anche per il cittadino cinese Weidong Xiao, co-imputato per minacce) e hainoltre trasmesso gli atti al pubblico ministero ‘per eventuali determinazioni’ – si legge nella sentenza – nei confronti del denunciante per le dichiarazioni rese in udienza. A denunciare Demarzio fu un imprenditore edile, assiduo frequentatore delle sale slot di Demarzio, che in varie occasioni (tra il 2009 e il 2011) denunciò l’imputato per usura e “per le ripetute richieste estorsive per la restituzione del capitale e degli interessi usurari da parte dello stesso Demarzio”. Nel settembre 2011 il 54enne fu arrestato e trasferito incarcere. La presunta vittima disse di aver ricevuto da Demarzio dei soldi per continuare a giocare alle sue stesse slot machine ma poi l’imputato, insieme ad altri, lo avrebbe minacciato di morte se non avesse restituito il dovuto.

Servizio di Pietro Loffredo Intervista a Francesco Bonito sindaco di Cerignola Intervista a Don Luigi Ciotti presidente di Libera

Cinque anni e sei mesi di reclusione per il dipendente della società partecipata del Comune di Lecce, accusato di usura ed estorsione ai danni di un imprenditore I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce hanno condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione un dipendente della Sgm, la società partecipata del Comune di Lecce, accusato di usura ed estorsione ai danni di un imprenditore. I fatti contestati si sarebbero verificati tra luglio e novembre del 2011. Secondo l’accusa Vito Baglivi, 55 anni, con mansioni di autista presso la suddetta società, estranea ai fatti contestati dalla Procura, attraverso pressioni e minacce, avrebbe ricevuto da un imprenditore edile, in più tranches somme di denaro con interessi usurari tra il 94 % ed il 190 %, come corrispettivo di precedenti prestiti sotto forma di assegni. Al 55enne è stata anche inflitta una multa di 20 mila euro e disposta l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e la confisca di quasi 4 mila euro, ritenuti profitto del reato. La vittima era difesa dall’avvocato Francesca Conte.

Concedeva prestiti con interessi del 100% all’anno  I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lecce hanno confiscato beni ad un imprenditore di Racale accusato di usura. I militari hanno eseguito il provvedimento, emesso dalla Corte d’Appello di Lecce, per tre casi di usura. Le indagini, avviate a seguito della denuncia presentata da una vittima, hanno consentito di appurare che l’imprenditore, approfittando della situazione di necessità delle vittime, aveva concesso prestiti a tassi usurari pari a circa il 100% annuo. Gli accertamenti hanno permesso ai finanzieri di ricostruire le modalità di restituzione del denaro, imposte attraverso l’utilizzo della forza intimidatrice da parte dell’usuraio. La confisca ha riguardato somme di denaro su conti correnti bancari e alcuni immobili.

L’accordo prevede la nascita di sportelli di ascolto con personale specializzato presso i centri servizi di ogni comune Servizio di Francesco Iato Riprese di Orazio Corbacio Intervista a Rosa Barone, assessore welfare Regione Puglia

Scattato anche il sequestro di 82mila euro. L’uomo avrebbe rivolto alla vittima esplicite minacce di morte Con l’accusa di usura ed estorsione aggravata verso il titolare di un bar, la Polizia ha arrestato, a Taranto, un 56enne, nei confronti dei quali è scattato anche un sequestro, finalizzato alla confisca, di 82mila euro. Le indagini della Squadra Mobile, hanno preso il via dalla denuncia del commerciante, il quale, per fronteggiare i problemi economici, a partire dal maggio del 2020, si era rivolto all’indagato per ottenere un prestito. In due anni la vittima avrebbe consegnato all’indagato circa 82mila euro, pattuendo sempre un tasso mensile di gran lunga superiore alla soglia legale. Inoltre il 56enne avrebbe rivolto alla vittima minacce di morte sia personalmente che tramite terze persone.

Una situazione allarmante quella emersa nella due giorni del convegno delle Fondazioni antiusura a Bari Servizio di Anna De Feo Riprese di Orazio Corbacio Montaggio di Pasquale D’AttomaInterviste a: Maria Grazia Nicolò, commissario straordinario del governo antiracket e antiusura Luciano Gualzetti, presidente della consulta nazionale anti usura

Accade al parco Pio XII dove i bambini, spesso, inciampano. L’appello dei genitori Servizio di Annamaria Rosato

La denuncia: strumento fondamentale per debellare il fenomeno. Il bilancio dell’associazione antiracket a Molfetta Servizio di Giovanni Di Benedetto Interviste a: Renato De Scisciolo, vice pres. naz. Fai avv. Maurizio Altomare, legale Fai

Ditta foggiana attende dal Comune oltre un milione di euro Prima in mano agli strozzini e poi sull’orlo del fallimento: è l’odissea di una ditta foggiana, che da anni attende che il Comune le paghi lavori per oltre un milione di euro. Intervista Avv. Pio Gaudiano, legale ditta Gracos sas Servizio Pietro Loffredo

Usura ed estorsioni, l’importanza di denunciare

La denuncia: strumento fondamentale per debellare il fenomeno. Il bilancio dell’associazione antiracket a Molfetta Servizio di Giovanni Di Benedetto Interviste a: Renato De Scisciolo, vice

deliziosa
deliziosa