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Il delicato intervento di scoliosi complessa eseguito dall’équipe del Policlinico su un paziente con patologie neurologiche. Un quindicenne affetto da una seria patologia neurologica e da una forma severa di scoliosi è stato operato con successo presso il Policlinico di Bari, dopo che diverse altre strutture sanitarie avevano giudicato l’intervento troppo rischioso. Il delicato intervento di chirurgia vertebrale è stato portato a termine dal dottor Andrea Piazzolla, alla guida dell’unita operativa di Chirurgia vertebrale e Centro scoliosi, coadiuvato dal suo staff medico e dal team di anestesisti. La famiglia del ragazzo ha deciso di affidarsi al nosocomio barese proprio a causa del rifiuto di altri centri, spaventati dalla complessità del quadro clinico del paziente con disabilità. L’ospedale pugliese ha invece accolto il giovane, offrendo anche alla madre la possibilità di assisterlo durante la degenza. Il dottor Piazzolla ha evidenziato come la vera sfida non sia stata la tecnica chirurgica in sé, quanto l’intera gestione post-operatoria e anestesiologica, definita eccellente, che ha previsto anche l’uso di morfina intratecale per una efficace terapia del dolore. A una settimana dall’operazione, il ragazzo è in pieno recupero e prossimo alle dimissioni. Il direttore generale dell’azienda sanitaria, Antonio Sanguedolce, ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come il centro sia ormai un punto di riferimento per i casi clinici complessi grazie a un modello organizzativo vincente incentrato sulla multidisciplinarità e sulla stretta collaborazione tra specialisti differenti.

L’Ospedale Santa Maria degli Angeli primo nel Mezzogiorno con il sistema Forum e microscopi 3D con OCT integrato per interventi alla retina ad altissima precisione. L’Ospedale “Santa Maria degli Angeli” di Putignano si posiziona all’avanguardia nel panorama oftalmologico del Meridione grazie all’introduzione di due innovazioni tecnologiche che rivoluzionano la chirurgia oculare. Sotto la guida del dr. Giovanni Colonna, l’unità operativa ha attivato un microscopio 3D con OCT integrato e l’innovativo sistema Forum, una piattaforma informatica che permette di integrare in tempo reale tutti gli esami diagnostici del paziente direttamente durante l’operazione. Il nuovo microscopio permette di eseguire interventi complessi, come quelli per il pucker maculare o il distacco di retina, con una precisione estrema grazie alla Tomografia a Coerenza Ottica (OCT), che analizza retina e cornea in profondità senza l’uso di radiazioni. Le immagini vengono proiettate su uno schermo 55 pollici ad alta definizione, garantendo massima sicurezza e controllo per tutta l’équipe medica. Il valore aggiunto è rappresentato dal Sistema Forum, una tecnologia tra le poche in Italia e prima nel Sud, capace di far convergere nel microscopio i dati di campo visivo, biometria e fluorangiografia, offrendo al chirurgo una visione digitale completa e interattiva del quadro clinico. Come evidenziato dal direttore generale Luigi Fruscio, questo potenziamento tecnologico rappresenta una priorità strategica per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria, coniugando innovazione, sicurezza e cure personalizzate per i pazienti pugliesi.

Fondi per conguagli e annualità 2025: aumenti mensili per il comparto e compensi orari per i medici. La Giunta regionale pugliese ha sbloccato i fondi per le indennità di pronto soccorso, assegnando alle aziende sanitarie oltre 21 milioni di euro per i conguagli 2023-2024 e per l’annualità 2025. Il provvedimento, proposto dall’assessore Donato Pentassuglia, recepisce gli accordi sindacali del 9 aprile 2025 e stanzia già 23 milioni di euro come riparto previsionale per il 2026. Per il personale del comparto, l’indennità mensile pro-capite per il 2025 sarà di 353,84 euro, mentre per la dirigenza medica è previsto un compenso di 11,76 euro per ogni ora di servizio. Le risorse puntano a sostenere chi opera in prima linea nell’emergenza-urgenza, contrastando la fuga dei medici da una specializzazione esposta a rischi. I fondi sono ripartiti tra Asl, aziende ospedaliere e centrali operative 118 in proporzione al personale effettivamente in servizio e alle ore lavorate. Con queste delibere si dà finalmente attuazione alle norme nazionali che compensano le gravose condizioni di lavoro nei dipartimenti d’emergenza.

Il dato è emerso ieri a Roma durante il tavolo tecnico di verifica. Una manovra correttiva da lacrime e sangue con l’aumento delle tasse per coprire il buco nei conti della sanità pugliese. È lo scenario confermato ieri 10 marzo dopo il tavolo tecnico tenuto a Roma tra la regione Puglia e i Ministeri di salute e finanze. Il deficit 2025 è schizzato a 369 milioni di euro per effetto di una serie di voci negative sui bilanci delle Asl. La mobilità passiva, i viaggi della speranza, da 253 milioni, la spesa farmaceutica fuori controllo, i 21 milioni e mezzo di risarcimenti per le trasfusioni di sangue infetto e circa 30 milioni di investimenti. Ma ad incidere anche il divario tra aumento dei costi e finanziamenti statali. A fronte di un rialzo del 4% per le spese di personale ed energia, il fondo nazionale ha riconosciuto alla Puglia solo l’1%. Senza questo squilibrio il buco si sarebbe assottigliato sui 130 milioni, in linea con quello del 2024. La Puglia, è emerso dal confronto, deve accelerare anche sul programma operativo: interventi su prevenzione, screening oncologici e assistenza territoriale. Nelle prossime settimane continuerà l’interlocuzione con i Ministeri per definire il dato finale del deficit. Entro fine aprile la Regione Puglia deve indicare a Roma le coperture finanziarie. Previsto l’aumento dell’Irpef sui redditi più alti e l’uso del bilancio autonomo, mentre è partita la razionalizzazione della spesa sanitaria per evitare l’anno prossimo di ritrovarsi nelle stesse condizioni.

C’è il rischio di un vuoto amministrativo. Ore decisive per la sanità pugliese alle prese con la scadenza di mandato per cinque commissari straordinari di altrettante aziende sanitarie: Asl Bat e Taranto, Policlinico Riuniti, Ircss Bellis e Oncologico di Bari. I commissari sono in proroga da quasi un anno tra veti politici e pastoie burocratiche. Il termine del 7 febbraio rappresenta la scadenza definitiva dopo l’ultimo prolungamento stabilito prima del voto dall’ex presidente Emiliano, che aveva fissato il rinnovo entro un mese dall’insediamento del nuovo governatore. Il presidente Decaro, però, vuol riaprire gli albi degli idonei onde ampliare la platea dei candidati e puntare su top manager anche da fuori regione. Di traverso il parere negativo dell’avvocatura che ha congelato l’iter. In giornata la presidenza regionale deve decidere il da farsi per evitare un pericoloso vuoto di potere, scegliendo fra una delle tre soluzioni in campo: l’ennesima proroga di sei mesi per i commissari in carica – Di Matteo, Colacicco, Pasqualone, Delle Donne e Fruscio – in alternativa la nomina di nuovi direttori generali attingendo dagli elenchi aggiornati la scorsa estate. O, ancora, usare la proroga come ponte per rifare la selezione e riaprire gli albi come richiesto da Decaro. L’orientamento è quello di allungare la vita ai commissari in carica per non creare scossoni al piano anti liste d’attesa appena partito. Decisione che potrebbe essere confermata nel vertice straordinario convocato stamattina, 6 febbraio, alle 10 alla Regione Puglia con tutti i manager della sanità pugliese.

I ritardi hanno attirato l’attenzione anche della Corte dei Conti, che ha aperto un fascicolo. Il Governo ha approvato il riparto del Fondo sanitario nazionale 2025: 136 miliardi e mezzo di euro destinati al Servizio sanitario pubblico, con un aumento delle risorse per le regioni del Mezzogiorno. Alla Puglia sono destinati oltre 8 miliardi e 600 milioni di euro, con un incremento rispetto agli anni precedenti. Ma insieme ai nuovi fondi arriva anche una critica diretta alla Puglia, ultima in Italia per l’apertura delle Case di comunità previste dal Pnrr. Intervista a Marcello Gemmato (Sottosegretario alla Salute)

Attivi in tutta la provincia di Bari, facilitano il percorso dall’ingresso alla dimissione Si chiamano “infermieri di processo” e sono ormai presenti in tutti i pronto soccorso della Asl Bari. Quasi 200 operatori, formati e già in servizio, hanno il compito di accogliere utenti e familiari nei casi d’emergenza-urgenza, fornendo informazioni chiare e tempestive. Dotati di tablet e facilmente individuabili dalla casacca con la scritta ben evidente “Infermiere dedicato all’accoglienza e di processo”, operano tutti i giorni dalle 8 alle 20 nei presidi di Bari e provincia: dal Di Venere al San Paolo, fino a Corato, Molfetta, Monopoli, Putignano e Altamura. Una presenza ritenuta strategica, soprattutto nelle sedi considerate a rischio aggressioni. L’obiettivo è ottimizzare i tempi di attesa, ridurre le tensioni e migliorare la gestione di ogni passaggio del percorso, dal triage alla dimissione o al ricovero.

Fa discutere la legge che ha istituito sei centri d’eccellenza per l’autismo, di cui uno privato ad Andria di dubbia legittimità Servizio di Francesco Iato

Emiliano: “non è più tollerabile questa costante inerzia”

Scocca l’ora della verità per i direttori generali delle ASL pugliesi, atteso in giunta regionale il fascicolo con le pagelle di promossi e bocciati. Servizioo di Francesco Iato, Montaggio di MariaCristina Quintale

S’infiamma la polemica sullo slittamento della riforma sui nuovi Lea alla regione Servizio: Francesco Iato

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