
Crac Banca Popolare di Bari: chieste condanne per Marco e Gianluca Jacobini
La Procura di Bari sollecita oltre 17 anni di carcere per l’ex presidente e l’ex vicedirettore accusati di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza
La Procura di Bari sollecita oltre 17 anni di carcere per l’ex presidente e l’ex vicedirettore accusati di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza. La Procura di Bari ha richiesto la condanna a nove anni e sei mesi per Marco Jacobini e a otto anni e tre mesi per Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente ed ex vicedirettore della Banca Popolare di Bari (oggi Banca del Mezzogiorno). Il processo riguarda le accuse di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza legati al crac dell’istituto commissariato nel 2019. Il procuratore Roberto Rossi, insieme ai pm Toscani, Di Vittorio e Perrone Capano, ha concluso la requisitoria evidenziando la cattiva gestione che ha causato ingenti perdite a centinaia di risparmiatori e azionisti, costituitisi parti civili. Durante l’udienza è stata citata la toccante mail di una risparmiatrice che ha perso l’intera eredità del padre, simbolo dei 70mila azionisti danneggiati da un bilancio fasullo e da una situazione finanziaria che ha pesato per oltre un miliardo di euro sui cittadini e sull’Erario. Le discussioni delle parti civili inizieranno il 19 maggio, seguite dalle arringhe dei difensori degli imputati.
Secondo l’impostazione accusatoria, Andidero, in qualità di amministratore unico della Modoni Building, avrebbe ottenuto dalla Regione Puglia un finanziamento di oltre un milione di euro a fronte di lavori mai realizzati. Il pm della procura di Bari Lanfranco Marazia ha chiesto il rinvio a giudizio per il costruttore barese Vittorio Andidero, accusato di truffa ai danni dello Stato e bancarotta. L’inchiesta della magistratura ruota attorno alla trasformazione di un ex centro colonico a Ugento in un resort a 4 stelle, oggetto di sequestro da parte della Guardia di Finanza. Secondo l’impostazione accusatoria, Andidero, in qualità di amministratore unico della Modoni Building, avrebbe ottenuto dalla Regione Puglia un finanziamento di oltre un milione di euro a fronte di lavori mai realizzati. Tesi che è stata fermamente respinta dagli avvocati Gaetano e Vito Sassanelli e Gianluca Loconsole, i quali hanno infatti chiesto il non luogo a procedere. Secondo la difesa, anche sulla scorta di documenti prodotti nel corso delle indagini, non si potrebbe configurare alcuna truffa, tutto si sarebbe svolto nel rispetto della legge. All’attenzione del gup Giuseppe De Salvatore anche la vicenda della bancarotta del gruppo Andidero, che interessa – oltre Vittorio – altri cinque imputati. L’udienza è stata rinviata al prossimo 23 giugno per la discussione delle altre difese.
Inchieste delle procure di Lecce e Bari. Non solo la residenza per anziani Santa Caterina di Adelfia. La procura di Bari ha acceso un faro anche sulla gestione di altre Rsa che ricadono in tutto il territorio di competenza. Verifiche preliminari che esamineranno ogni aspetto, a 360 gradi: dalle gestione delle risorse finanziarie, all’assistenza sanitaria degli ospiti, al rispetto dei protocolli. Un’attività embrionale che, come sempre in questi casi, è stretta in un assoluto riserbo. In queste ore, intanto, i finanzieri della tenenza di Palo del Colle stanno esaminando la documentazione acquisita dopo le perquisizioni di ieri nella struttura di Adelfia, disposte dal procuratore aggiunto Giuseppe Gatti e dal sostituto Matteo Soave: sette gli indagati a cui viene provvisoriamente contestato il reato di associazione per delinquere finalizzato alla corruzione, ai maltrattamenti, al trasferimento fraudolento di valori. La procura ipotizza presunte condotte vessatorie ai danni degli ospiti, nonché il mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori. Questo l’oggetto dell’inchiesta condotta dai magistrati baresi, che segue le orme di un separato e distinto procedimento avviato dalla procura di Lecce, sul fallimento della Grs, società che in passato gestiva alcune residenze per anziani. Intanto lunedì c’è stato un incontro fra il nuovo amministratore della Rsa di Adelfia, il sindaco Giuseppe Cosola e il dipartimento di prevenzione della Asl. La Asl di Bari ha pronto un piano di emergenza, che consiste nella creazione di una equipe medica pronta a subentrare nel caso si creassero criticità con il pagamento degli stipendi del personale in servizio. Il nuovo amministratore della Rsa ha garantito la prestazione dei servizi essenziali.
La Procura di Bari pronta a coinvolgere due imprese che nel 2024 avevano effettuato lavori di messa in sicurezza. Sei gli indagati già a processo
Per far risultare le gare regolari veniva preventivamente concordata la documentazione tecnica da presentare Una tangente del 10 per cento per ogni appalto. C’e’ anche il sindaco di Gioia del Colle Giovanni Mastrangelo a capo di una coalizione di centrodestra tra le otto persone indagate con l’accusa di corruzione nell’ambito di una indagine condotta dalla procura di Bari. Questa mattina sono scattate le perquisizioni della guardia di finanza. Svelato un sistema collaudato in grado di pilotare gli appalti. Servizio di Matteo Spada
La vicenda è quella di Gessica Disertore, la giovane di 27 anni di Triggiano Non credono alla tesi del suicidio ed alle conclusioni a cui sono giunte le indagini delle autorità americane e sperano che la Procura di Bari possa fare piena luce sulla morte della loro congiunta. La vicenda è quella di Gessica Disertore, la giovane di 27 anni di Triggiano trovata senza vita un anno fa nella sua stanza, a bordo della nave da crociera sulla quale da poco aveva iniziato a lavorare come pasticciera. La tragedia mentre la nave era ferma a Puerto Rico. La seconda autopsia, chiesta dalla famiglia quando la salma è giunta in Italia, avrebbe riscontrato elementi non compatibili con il suicidio. Da qui l’auspicio che le indagini vadano avanti e possano dirimere ogni dubbio sulla morte della 27enne.
Una inchiesta parallela è stata aperta anche dal garante della privacy
La vicenda risale al 2014, quando l’amante, un imprenditore barese, venne sorpreso dalla Guardia di Finanza proprio su soffiata del marito in cerca di vendetta Chiesta la condanna a 4 anni di di reclusione nei confronti di Gaetano Filograno e il rinvio a giudizio per Nicola Loprieno. Queste le richieste della Procura di Bari nei confronti dei due avvocati ritenuti colpevoli in concorso di detenzione e spaccio di stupefacenti. Il primo ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato, mentre il secondo procederà con il rito ordinario. Filograno, con la complicità di Loprieno, tentò di incastrare l’amante della moglie, nascondendo 26 grammi di cocaina nella sua auto. La vicenda risale al 2014, quando l’amante, un imprenditore barese, venne sorpreso dalla Guardia di Finanza proprio su soffiata del marito in cerca di vendetta. L’uomo venne prima arrestato e poi, nel 2017, assolto con formula piena. Nella trama ordita ai danni dell’imprenditore è coinvolto anche un finanziere, Enzo Cipolla, che coordinò la perquisizione e poi, nel 2016, chiese all’imprenditore 15mila euro per fornire un elenco di domande che il difensore dell’imprenditore avrebbe potuto fargli nel processo. Per lui le accuse sono di tentata corruzione in atti giudiziari e la Procura ha chiesta un anno e sei mesi di reclusione
Venerdì sera al Graffio il padre di Ciccio e Tore Pappalardi, i fratellini di Gravina scomparsi a giugno 2006 e ritrovati morti, quasi due anni dopo, sul fondo di una cisterna in un vecchio casale abbandonato a pochi metri da casa loro, ha annunciato la richiesta di riapertura delle indagini alla Procura di Bari. Anche la mamma sta per fare la stessa cosa, sulla base di un elemento in particolare Intervista realizzata da Antonio Procacci a Rosa Carlucci, madre di Ciccio e Tore Pappalardi
E’ quanto avanzato dalla Procura di Bari nei confronti dell’ex dirigente della Protezione civile della Regione Puglia, arrestato il 23 dicembre 2021 con l’accusa di corruzione per aver intascato due “mazzette” Servizio di Maurizio Marangelli

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