
Caso Vannacci, la mamma di Noemi Durini risponde: “Le nostre figlie non si toccano”
Dopo la replica di Imma Rizzo al generale, l’avvocata Valentina Presicce presenta in Puglia una nuova proposta di legge a tutela delle vittime di reato
Dopo la replica di Imma Rizzo al generale, l’avvocata Valentina Presicce presenta in Puglia una nuova proposta di legge a tutela delle vittime di reato e dei familiari delle vittime. “Ho perso mia figlia e sono indignata dalle parole di Vannacci che dovrebbe avere rispetto per le vittime e per noi familiari. Finalmente con la legge sul femminicidio è previsto l’ergastolo e questo è un traguardo per restituire alla mia Noemi e alle vittime di femminicidio la giusta giustizia. Non sono offesa da Vannacci, provo solo compassione, e sono sicura che nessuno appoggerà mai queste idee, non si può tornare indietro, significherebbe far morire di nuovo le nostre figlie”. Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini, uccisa a 16 anni dal fidanzato, pure lui minorenne, nel settembre del 2017 a Specchia (Lecce), replica così al leader di Futuro nazionale. Mentre la sua legale, Valentina Presicce, dopo la proposta legislativa ‘Noemi Durini’ contro i permessi premio concessi ai condannati di femminicidio, presenta un’altra proposta di legge per l’istituzione in Puglia del Garante per la tutela delle vittime di reato e dei familiari delle vittime. “Il femminicidio esiste – spiega – perchè esiste una violenza contro le donne che colpisce le donne ‘in quanto donne’, il femminicidio esiste perchè esiste odio, discriminazione, prevaricazione, controllo o dominio, il femminicidio esiste perchè alle donne viene negato lo status di persone in un rapporto paritario. Ogni giorno ascoltiamo storie di violenza che occupano le pagine di cronaca, ma dietro ogni femminicidio ci sono vite distrutte e famiglie disperate. Donne, madri, figlie uccise spesso per incapacita’ di accettare una separazione o per un desiderio di possesso. Donne che rivendicano autonomia e liberta’ e uomini che vivono questa indipendenza come una minaccia”. “La violenza di genere nasce spesso da una cultura del possesso – ricorda l’avvocata Presicce -. É bene ricordare a Vannacci che l’articolo 4 della Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013, non solo impone agli Stati di ‘assumere le misure specifiche necessarie per prevenire la violenza sulle donne‘ ma aggiunge che dette misure ‘non saranno considerate atti discriminatori’. La battaglia contro la violenza sulle donne non deve essere una battaglia della destra o della sinistra, ma una battaglia condivisa, un urlo di dolore, una battaglia di civilta’”. “Ricordo a Vannacci – continua Presicce – che il femminicidio esiste: sono nomi, sono volti, sono storie, sono silenzi dove prima c’erano voci, tristezza dove prima c’erano sorrisi. Ogni forma di violenza, ogni femminicidio è un fallimento che riguarda tutti noi, e a noi spetta il compito di gridare il loro nome, di pretendere che chi si macchia di femminicidio paghi fino in fondo”. La proposta di istituzione di un Garante regionale per la tutela delle vittime di reato e dei familiari delle vittime è stata presentata al consigliere regionale Gianni De Blasi che ha immediatamente attivato l’iter legislativo. “C’e’ la necessità – spiega l’avvocata Presicce – di garantire anche alle vittime e ai loro familiari una tutela equiparata a quella che oggi è assicurata agli autori del reato con la figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Molte famiglie restano sole nel dolore e nelle battaglie legali. Alcune si arrendono perche’ convinte di non essere ascoltate. Io continuero’ a stare al loro fianco per restituire dignita’ e giustizia alle loro figlie e per dare voce alle donne che non possono piu’ parlare”.
La famiglia Durini scende in piazza a Scorrano. Una battaglia in nome di Noemi Durini, la ragazza di Specchia tragicamente assassinata nel 2017, per mano di Lucio Marzo. In questi nove anni l’assassino della giovane ragazza ha goduto di permessi premio, che lo hanno avvicinato ad una vita normale che Noemi non potrà mai più avere. Dei premi che non piacciono alla famiglia Durini, che ha scelto di scendere in piazza per raccogliere le firme necessarie portare in Parlamento una proposta di legge contro i permessi premio nei fasi di femminicidio e reati efferati. I banchetti per raccogliere le firme saranno in giro per tutto il Salento nel corso del mese di marzo. Ma si potrà anche sottoscrivere la petizione on line. L’obiettivo è quello di arrivare a cinquantamila firme. Intervista a Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini Servizio di Matteo Bottazzo
Il prossimo 23 febbraio la Cassazione accoglierà la proposta di legge popolare per abolire i benefici penitenziari ai responsabili di femminicidio. Il dolore che non finisce e la richiesta di una giustizia senza sconti. Arriverà il prossimo 23 febbraio in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Noemi Durini“, che punta a vietare i permessi premio per chi si macchia di femminicidio. L’iniziativa, promossa dalla madre di Noemi e dal suo legale Valentina Presicce, nasce dalla ferita ancora aperta per l’omicidio della sedicenne, avvenuto nel 2017 e mira a coinvolgere 50.000 firmatari affinché la proposta possa approdare alle Camere per essere approvata. Secondo la famiglia e l’avvocato l’obiettivo della legge è garantire che la funzione rieducativa della pena non calpesti il diritto delle vittime a una sanzione commisurata. Un appello alla mobilitazione collettiva per allineare l’ordinamento italiano alla Convenzione di Istanbul e mettere fine a quelli che i familiari definiscono “regali” ai colpevoli. Intervista ad Imma Rizzo, mamma Noemi Durini Servizio di Matteo Bottazzo
“Uccisa per la seconda volta dallo Stato” accusa mamma Imma Il servizio
La sedicenne fu accoltellata, presa a sassate e sepolta nelle campagne di Specchia nel 2017
Confermata dalla Corte d’Appello di Lecce la condanna per Biagio Marzo e sua moglie Rocchetta Rizzelli Confermata dalla Corte d’Appello di Lecce la condanna per diffamazione nei confronti dei genitori di Lucio Marzo, il giovane che quando era minorenne uccise il 3 settembre del 2017 a Castrignano del Capo la 16enne Noemi Durini. Secondo l’accusa, Biagio Marzo e sua moglie Rocchetta Rizzelli nel corso di tante trasmissioni televisive avrebbero offeso la reputazione della ragazza uccisa. “Giustizia è fatta”, il commento della madre di Noemi, Imma Rizzo secondo la quale i genitori di Lucio Marzo non hanno mai dimostrato alcun sentimento di pietà nei confronti di Noemi.
Il 24enne, che nel 2017 uccise la fidanzata, è stato fermato lo scorso 11 agosto mentre era alla guida di un auto ubriaco. Intervista a: avv. Valentina Presicce, avv. madre Noemi Durini Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo
Il trasferimento è arrivato dopo la richiesta della legale della mamma della vittima, Valentina Presicce, avanzata al Ministro della Giustizia e al Capo di Dipartimento per la Giustizia minorile Si sono aperte le porte del carcere per adulti per Lucio Marzo, il 24enne condannato per aver ucciso, nel settembre 2017, l’allora fidanzata 17enne Noemi Durini. Il ragazzo sarà trasferito dal carcere minorile di Quartuccio, in Sardegna, per la sua rimarcata ‘pericolosità sociale’ dopo che, l’11 agosto scorso, è stato fermato in Sardegna, mentre era alla guida di un auto ubriaco. Il trasferimento è arrivato dopo la richiesta della legale della mamma della vittima, Valentina Presicce, avanzata al Ministro della Giustizia e al Capo di Dipartimento per la Giustizia minorile. Marzo continuerà a scontare ciò che resta della condanna a 18 anni e 8 mesi nella casa circondariale per adulti. “Dopo sei anni di detenzione – scrive in una nota il legale Valentina Presicce – Lucio Marzo risulta ancora pericoloso per la società, quindi non ha più senso la sua permanenza in un carcere minorile”.
Autore dell’omicidio della fidanzata Noemi Durini, uccisa il 3 settembre del 2017 a Castrignano del Capo Revocato il permesso premio ottenuto da Lucio Marzo, 24 anni, autore dell’omicidio della fidanzata Noemi Durini, uccisa il 3 settembre del 2017 a Castrignano del Capo, in provincia di Lecce. Il ragazzo, reo confesso, aveva un permesso per raggiungere il luogo di lavoro a cui era stato destinato a Sarroch, in Sardegna. Un mese fa il ragazzo era stato fermato dalle forze dell’ordine a bordo di un’auto, dopo aver assunto sostanze alcoliche, e senza averne il permesso. La vicenda aveva scatenato una serie di reazioni, prima fra tutte quella di Imma Rizzo, la mamma di Noemi. In queste ore il tribunale di sorveglianza ha revocato la misura premiale.
Per lui è scattata una denuncia a piede libero perguida in stato di ebbrezza Sorpreso dagli agenti della Polizia Stradale in stato di ebbrezza mentre guidava, avrebbe provato a scappare prima in auto e, successivamente a piedi. Per lui è scattata una denuncia a piede libero perguida in stato di ebbrezza. E’ quanto accaduto a Lucio Marzo, 24enne di Castrignano del Capo (Lecce), condannato in via definitiva per l’omicidio della sua fidanzata 16enne, Noemi Durini, avvenuto nel settembre 2017. Marzo sta scontando la sua pena a 18 anni e otto mesi nel carcere minorile di Quartucciu, ma si trovava a Cagliari perché in permesso premio per svolgere un’attività lavorativa in un esercizio commerciale a Sarroch. Nel provvedimento del permesso è escluso l’utilizzo di mezzi a motore ed è stato inoltre sorpreso con un tasso alcolemico superiore al limite

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