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La famiglia Durini scende in piazza a Scorrano. Una battaglia in nome di Noemi Durini, la ragazza di Specchia tragicamente assassinata nel 2017, per mano di Lucio Marzo. In questi nove anni l’assassino della giovane ragazza ha goduto di permessi premio, che lo hanno avvicinato ad una vita normale che Noemi non potrà mai più avere. Dei premi che non piacciono alla famiglia Durini, che ha scelto di scendere in piazza per raccogliere le firme necessarie portare in Parlamento una proposta di legge contro i permessi premio nei fasi di femminicidio e reati efferati. I banchetti per raccogliere le firme saranno in giro per tutto il Salento nel corso del mese di marzo. Ma si potrà anche sottoscrivere la petizione on line. L’obiettivo è quello di arrivare a cinquantamila firme. Intervista a Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini Servizio di Matteo Bottazzo

Il prossimo 23 febbraio la Cassazione accoglierà la proposta di legge popolare per abolire i benefici penitenziari ai responsabili di femminicidio. Il dolore che non finisce e la richiesta di una giustizia senza sconti. Arriverà il prossimo 23 febbraio in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Noemi Durini“, che punta a vietare i permessi premio per chi si macchia di femminicidio. L’iniziativa, promossa dalla madre di Noemi e dal suo legale Valentina Presicce, nasce dalla ferita ancora aperta per l’omicidio della sedicenne, avvenuto nel 2017 e mira a coinvolgere 50.000 firmatari affinché la proposta possa approdare alle Camere per essere approvata. Secondo la famiglia e l’avvocato l’obiettivo della legge è garantire che la funzione rieducativa della pena non calpesti il diritto delle vittime a una sanzione commisurata. Un appello alla mobilitazione collettiva per allineare l’ordinamento italiano alla Convenzione di Istanbul e mettere fine a quelli che i familiari definiscono “regali” ai colpevoli. Intervista ad Imma Rizzo, mamma Noemi Durini Servizio di Matteo Bottazzo

La sedicenne fu accoltellata, presa a sassate e sepolta nelle campagne di Specchia nel 2017

Confermata dalla Corte d’Appello di Lecce la condanna per Biagio Marzo e sua moglie Rocchetta Rizzelli Confermata dalla Corte d’Appello di Lecce la condanna per diffamazione nei confronti dei genitori di Lucio Marzo, il giovane che quando era minorenne uccise il 3 settembre del 2017 a Castrignano del Capo la 16enne Noemi Durini. Secondo l’accusa, Biagio Marzo e sua moglie Rocchetta Rizzelli nel corso di tante trasmissioni televisive avrebbero offeso la reputazione della ragazza uccisa. “Giustizia è fatta”, il commento della madre di Noemi, Imma Rizzo secondo la quale i genitori di Lucio Marzo non hanno mai dimostrato alcun sentimento di pietà nei confronti di Noemi.

Il 24enne, che nel 2017 uccise la fidanzata, è stato fermato lo scorso 11 agosto mentre era alla guida di un auto ubriaco. Intervista a: avv. Valentina Presicce, avv. madre Noemi Durini Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo

Il trasferimento è arrivato dopo la richiesta della legale della mamma della vittima, Valentina Presicce, avanzata al Ministro della Giustizia e al Capo di Dipartimento per la Giustizia minorile Si sono aperte le porte del carcere per adulti per Lucio Marzo, il 24enne condannato per aver ucciso, nel settembre 2017, l’allora fidanzata 17enne Noemi Durini. Il ragazzo sarà trasferito dal carcere minorile di Quartuccio, in Sardegna, per la sua rimarcata ‘pericolosità sociale’ dopo che, l’11 agosto scorso, è stato fermato in Sardegna, mentre era alla guida di un auto ubriaco. Il trasferimento è arrivato dopo la richiesta della legale della mamma della vittima, Valentina Presicce, avanzata al Ministro della Giustizia e al Capo di Dipartimento per la Giustizia minorile. Marzo continuerà a scontare ciò che resta della condanna a 18 anni e 8 mesi nella casa circondariale per adulti. “Dopo sei anni di detenzione – scrive in una nota il legale Valentina Presicce – Lucio Marzo risulta ancora pericoloso per la società, quindi non ha più senso la sua permanenza in un carcere minorile”.

Autore dell’omicidio della fidanzata Noemi Durini, uccisa il 3 settembre del 2017 a Castrignano del Capo Revocato il permesso premio ottenuto da Lucio Marzo, 24 anni, autore dell’omicidio della fidanzata Noemi Durini, uccisa il 3 settembre del 2017 a Castrignano del Capo, in provincia di Lecce. Il ragazzo, reo confesso, aveva un permesso per raggiungere il luogo di lavoro a cui era stato destinato a Sarroch, in Sardegna. Un mese fa il ragazzo era stato fermato dalle forze dell’ordine a bordo di un’auto, dopo aver assunto sostanze alcoliche, e senza averne il permesso. La vicenda aveva scatenato una serie di reazioni, prima fra tutte quella di Imma Rizzo, la mamma di Noemi. In queste ore il tribunale di sorveglianza ha revocato la misura premiale.

Per lui è scattata una denuncia a piede libero perguida in stato di ebbrezza Sorpreso dagli agenti della Polizia Stradale in stato di ebbrezza mentre guidava, avrebbe provato a scappare prima in auto e, successivamente a piedi. Per lui è scattata una denuncia a piede libero perguida in stato di ebbrezza. E’ quanto accaduto a Lucio Marzo, 24enne di Castrignano del Capo (Lecce), condannato in via definitiva per l’omicidio della sua fidanzata 16enne, Noemi Durini, avvenuto nel settembre 2017. Marzo sta scontando la sua pena a 18 anni e otto mesi nel carcere minorile di Quartucciu, ma si trovava a Cagliari perché in permesso premio per svolgere un’attività lavorativa in un esercizio commerciale a Sarroch. Nel provvedimento del permesso è escluso l’utilizzo di mezzi a motore ed è stato inoltre sorpreso con un tasso alcolemico superiore al limite

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