Il prossimo 23 febbraio la Cassazione accoglierà la proposta di legge popolare per abolire i benefici penitenziari ai responsabili di femminicidio
Il dolore che non finisce e la richiesta di una giustizia senza sconti. Arriverà il prossimo 23 febbraio in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Noemi Durini“, che punta a vietare i permessi premio per chi si macchia di femminicidio.
L’iniziativa, promossa dalla madre di Noemi e dal suo legale Valentina Presicce, nasce dalla ferita ancora aperta per l’omicidio della sedicenne, avvenuto nel 2017 e mira a coinvolgere 50.000 firmatari affinché la proposta possa approdare alle Camere per essere approvata.
Secondo la famiglia e l’avvocato l’obiettivo della legge è garantire che la funzione rieducativa della pena non calpesti il diritto delle vittime a una sanzione commisurata. Un appello alla mobilitazione collettiva per allineare l’ordinamento italiano alla Convenzione di Istanbul e mettere fine a quelli che i familiari definiscono “regali” ai colpevoli.
Intervista ad Imma Rizzo, mamma Noemi Durini
Servizio di Matteo Bottazzo













