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L’assessore Guido si professa innocente e afferma di essere fiducioso nell’operato della magistratura: “Ci sono giorni in cui andare avanti richiede più coraggio del solito. Ma sapete qual è lo scudo più potente che possiamo indossare? Una coscienza pulita”. Sei anni e sei mesi di reclusione: questa la richiesta di condanna avanzata nei confronti di Andrea Guido, assessore al Welfare del Comune di Lecce, accusato di corruzione, aggravata dal metodo mafioso, per un’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sui presunti affari del clan camorristico dei Moccia sull’asse Campania-Puglia. La vicenda risale al 2017. Guido, coinvolto insieme ad altre 46 persone, è accusato di aver intascato una tangente da 2.500 euro per l’affidamento dell’appalto per lo smaltimento degli olii esausti del Comune di Lecce all’epoca in cui era assessore all’Ambiente nella giunta dell’ex Sindaco Paolo Perrone. A fare da intermediari tra gli uomini di fiducia del clan e l’assessore leccese, furono il 44enne napoletano Mario Salierno e il 55enne Giuseppe D’Elia, di Novoli, per i quali l’accusa ha chiesto la stessa condanna. La sentenza è attesa per i prossimi mesi. L’assessore Guido si professa innocente e afferma di essere fiducioso nell’operato della magistratura. In un post sulla sua pagina Facebook scrive: “Ci sono giorni in cui andare avanti richiede più coraggio del solito. Ma sapete qual è lo scudo più potente che possiamo indossare? Una coscienza pulita. Andare avanti a testa alta, sapendo di aver agito sempre con lealtà, onestà e rispetto, dona una forza interna che nessuna tempesta può scrollare. Non serve dimostrare nulla a nessuno, basta guardarsi allo specchio e sapere di essere a posto con se stessi. Ho piena fiducia nell’operato della magistratura. Confido in una sentenza di assoluzione. Dall’istruttoria dibattimentale del processo non sono emersi elementi significativi a mio carico, tant’è che i pubblici ministeri nella loro lunghissima requisitoria durata cinque udienze mi hanno dedicato appena pochi minuti. Mi auguro di uscire presto da questo incubo perché sono innocente“.

Un collezionista, storico della fotografia di Canosa di Puglia, ha scoperto un ritratto del pittore francese, uno scatto realizzato in uno studio di Napoli che porta la sua firma e la data del 1863 . Che si conoscessero è un fatto noto, ma che gli impressionisti Giuseppe De Nittis e Claude Monet si fossero incontrati in Campania invece non è mai stato accertato. Alla vigilia del 180esimo anniversario della nascita dell’artista originario di Barletta un collezionista, storico della fotografia di Canosa di Puglia, ha scoperto un ritratto del pittore francese, uno scatto realizzato in uno studio di Napoli che porta la sua firma e la data del 1863, anno in cui si costituì un gruppo, detto di Resina, di cui faceva parte proprio De NittisIntervistato: Giovanni Pansini, collezionista

Individuate 79 iscrizioni inedite in un corridoio tra i teatri e via Stabiana grazie alla fotografia computazionale. Dalle dichiarazioni d’amore alle offese, fino ai racconti di combattimenti gladiatori: l’antica Pompei continua a parlare attraverso i suoi graffiti, oggi tornati leggibili grazie alle nuove tecnologie. Storie come quella di Erato, nomi, emozioni e invocazioni agli dèi riemergono da un muro scavato oltre 230 anni fa, lungo un corridoio di passaggio tra l’area dei teatri e via Stabiana, dove ciò che era ormai invisibile all’occhio umano è stato recuperato grazie alla fotografia computazionale. Su quella parete, attraversata nei secoli da milioni di visitatori, sono state censite circa 300 iscrizioni, di cui 200 già note e 79 inedite, individuate grazie a un progetto di ricerca internazionale. L’iniziativa, intitolata “Bruits de Couloir” (Voci di corridoio), è stata ideata da Louis Autin ed Éloïse Letellier-Taillefer dell’Università della Sorbona e da Marie-Adeline Le Guennec dell’Università del Québec a Montréal, in collaborazione con il Parco archeologico di Pompei. Come illustrato sull’E-Journal degli Scavi di Pompei, il progetto si è sviluppato in due campagne di studio, nel 2022 e nel 2025, consentendo una rilettura complessiva del corpus di graffiti presenti in questo ambiente di transito. L’analisi si è basata su un approccio multidisciplinare che integra epigrafia, archeologia, filologia e digital humanities, restituendo una fotografia più completa della vita quotidiana pompeiana. «La tecnologia è la chiave che ci apre nuove stanze del mondo antico, e quelle stanze vanno raccontate al pubblico», ha commentato il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. «Stiamo lavorando a un progetto di tutela e valorizzazione delle scritte, che a Pompei superano le 10mila unità: un patrimonio straordinario, la cui conservazione futura può essere garantita solo grazie all’uso delle nuove tecnologie». La metodologia adottata prevede l’utilizzo di una griglia virtuale, la documentazione dei legami spaziali e tematici tra le iscrizioni e l’analisi delle superfici murarie tramite RTI (Reflectance Transformation Imaging), una tecnica che consente di acquisire immagini dello stesso oggetto sotto diverse direzioni di illuminazione. In questo modo è possibile individuare incisioni ormai impercettibili, facendo emergere nuove informazioni a oltre due secoli dagli scavi. Parallelamente, è in fase di sviluppo una piattaforma 3D che integrerà fotogrammetria, dati RTI e metadati epigrafici, offrendo un nuovo strumento per la visualizzazione e l’annotazione delle iscrizioni. Per garantire la conservazione di questo complesso epigrafico, concentrato in un unico ambiente e portato alla luce nel 1794, il Parco archeologico di Pompei ha inoltre programmato la realizzazione di una copertura del corridoio, destinata a proteggere gli intonaci e a favorire una futura esperienza di visita integrata con le tecnologie digitali sviluppate dalla ricerca.

Una sublime reinterpretazione della tradizione musicale partenopea per l’evento “Partenope Suite” Servizio di Roberta Campanella

Partita sospesa per alcuni minuti per lancio di fumogeni Le squadre allenate da Antonio Conte non lasciano nulla al caso, soprattutto i calci piazzati vengono studiati scientificamente durante la settimana. Ed è proprio un calcio di punizione, con uno schema chissà quante volte provato e riprovato che consente al Napoli di vincere a Lecce e a Conte quasi certamente di mettere le mani sullo scudetto nella sua terra. Mentre Raspadori batte un calcio di punizione, McTominay va a disturbare la visuale di Falcone che prende il gol alla sua sinistra. Ma attenzione è davvero questa l’unica conclusione nello specchio della porta del Napoli nei 90 minuti. Il Lecce reagisce alla grande colpendo una traversa con Gaspar e soprattutto tenendo nella ripresa la capolista nella sua metà campo con un possesso palla addirittura del 67%. Possesso palla non fine a se stesso perché le conclusioni ci sono state ed anche pericolose soprattutto con Helgason e Tete Morente. Del resto non è facile segnare ad una squadra che ha subito soltanto 25 gol, milior difesa del campionato e che non ha mai subito una rete su calcio d’angolo, unica squadra in Europa, primato che ha vacillato al via del Mare. Il Lecce oltre a dimostrare di essere in condizioni eccellente per affrontare lo sprint salvezza, ha onorato nel migliore dei modi la memoria di Graziano Fiorita. Davvero commovente il minuto di raccoglimento effettuato non al centro del campo ma dalle due squadre davanti alla panchina che era la seconda casa di Graziano. Dopo 5 minuti dall’inizio della partita nel clima di contestazione nei confronti della lega per il mancato rinvio della partita di Bergamo come richiesto dal Lecce, sono arrivati in campo alcuni fumogeni che hanno richiesto l’interruzione della gara per cinque minuti. Il Venezia ha guadagnato un punto sul Lecce ed ora si è in attesa del confronto tra l’Empoli e la Lazio con la speranza che i toscani non effettuino il sorpasso.

Decisivo il gol su punizione di Raspadori dopo 22 minuti Niente da fare per il Lecce battuto in casa dal Napoli per uno a zero. Ha deciso la partita il gol di Raspadori su punizione al 24mo del primo tempo. Non è bastata una gara tutto cuore giocata dai giallorossi che ora in classifica hanno un punto di vantaggio sul Venezia in attesa dell’Empoli che giochera’ domenica con la Lazio. Al settimo minuto la partita è stata interrotta per 5 minuti per la protesta dei tifosi del Lecce che hanno lanciato petardi e fumogeni in campo per il mancato rinvio della gara contro l’Atalanta dopo la morte del fisioterapista Graziano Fiorita. Dalla curva si sono levati cori contro la Lega di serie A.  

Avevano dichiarato una residenza falsa I biglietti a disposizione della tifoseria napoletana sono soltanto quelli riservati al settore ospiti residenti in Campania nonché sottoscrittori della tessera del tifoso. Le autorità di pubblica sicurezza di concerto con il comune di Lecce hanno accertato che 701 persone hanno acquistato biglietti di settore diversi da quello riservato alla tifoseria partenopea, dichiarando di risiedere fuori regione.I biglietti sono stati annullati ed ora probabilmente i possessori subiranno i provvedimenti previsti dalla normativa vigente

Il Comandante Interregionale dell’Italia Meridionale sta per terminare il proprio mandato nella sede di Napoli Servizio di Virginia Cortese

Il racconto della napoletanità attraverso la figura di San Gennaro. Filo conduttore il sangue, quello del sacrificio e poi della rinascita Di Alessandra Martellotti

Tifosi biancorossi in fibrillazione per le indiscrezioni di stampa Un articolo pubblicato sull’inserto campano de “La Repubblica” ha fatto il giro del web suscitando curiosità e speranza nella tifoseria barese. L’articolo parla di due progetti in cui sarebbe impegnata a Napoli la famiglia De Laurentiis, e cioè la ristrutturazione dello stadio Maradona e la creazione di un centro sportivo. Per la realizzazione, è scritto nell’articolo, la famiglia del cinema potrebbe procedere con risorse proprie o in parte con la vendita del Bari calcio. Si tratta solo di ipotesi che però hanno destato grande interesse fra i supporter biancorossi che non vedono l’ora venga posta fine alla multiproprietà.

Emanuela Chirilli era andata a Napoli per partecipare ad una festa tra amici, si indaga per omicidio colposo

A Maglie non ci saranno iniziative per Emanuela Chirilli, solo i funerali dopo l’autopsia Servizio di Alessandra Martellotti Intervista a Ippazio Chirulli, fratello di Emanuela Intervista a Emanuela Capurso, ex collega

La ragazza è stata uccisa dalle esalazioni. Le fiamme partite da una presa malfunzionante Servizio di Alessandra Lezzi intervista a Ernesto Toma, sindaco di Maglie

Lo stato di avanzamento dei lavori Servizio di Francesco Iato Riprese di Francesco Ferri Intervista a : Daniele Pizzo, Project manager Consorzio Telese

Finisce 1-0 per i partenopei, Dorgu nel finale si mangia un goal Servizio di Nani Campione Montaggio di Pasquale D’Attoma

Il consorzio che si è aggiudicato l’appalto ha accumulato ritardi

Ospite di Libri nel Borgo Antico, il capo della Procura di Napoli presenta la sua ultima fatica “Il Grifone” Servizio di Giuseppe Capacchione Intervista a Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli

Due enormi talpe meccaniche in funzione a Apice in Campania e a Orsara in provincia di Foggia Servizio di Francesco Petruzzelli riprese e montaggio di Roberto Cofano

Da Sava a Napoli per laurearsi in Medicina e Chirurgia, già pensa alla specialistica in Neurologia. Ai giovani: “Non smettete mai di inseguire il vostro sogno” di Alessandra Martellotti Intervista a Enzo Fernando Buccoliero, neo laureato in Medicina e Chirurgia

Le dichiarazioni del presidente del club campano scatenano la reazione dei sostenitori biancorossi e del sindaco Decaro In serata il presidente dell’Ssc Bari Luigi De Laurentiis ha preso nettamente le distanze dalle dichiarazioni di suo padre Aurelio, presidente del Napoli. “È inutile che io ci giri intorno: devo dissociarmi dalle dichiarazioni rilasciate da mio padre, presidente dell’altra squadra della FilmAuro”, scrive il n. 1 del Bari suo social. “Voglio credere che le parole di mio padre siano state mal interpretate o che lui stesso non si sia espresso con chiarezza”. Non è vero che il Bari è la seconda squadra del gruppo, aggiunge, ma soprattutto quelle parole non rendono “giustizia alla storia di questa piazza”. Luigi De Laurentiis sottolinea che quanto accaduto dimostra la totale autonomia che esiste fra le due realtà aziendali. “La mia prima squadra è il Bari”, ha concluso De Laurentiis jr, “e fino a quando sarò qui ne difenderò gli interessi, l’onore e i colori, con onestà intellettuale e morale e con impegno di fronte a chiunque”.

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