
Molfetta: appello disabile, non può prendere il treno
Il mezzo per deambulare non entra nell’ascensore della stazione Servizio di Giovanni Di Benedetto; intervista a Niccolò Da Molfetta;
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Sigilli a due società immobiliari e ad altrettanti appartamenti in Costa Azzurra Due società immobiliari con sede legale in Italia e in Francia, due appartamenti in un residence in Costa Azzurra, un appartamento ad Alessandria e diverse autovetture di grossa cilindrata, tra le quali una Ferrari, una Lamborghini e una Porsche Cayenne, sono stati oggetto di un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca eseguito dai carabinieri a carico di Vincenzo Zagami, originario di Molfetta, iscritto all’ordine degli avvocati di Nizza, con precedenti per reati contro il patrimonio, la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia e la fede pubblica. Secondo quanto accertato l’uomo avrebbe svolto abusivamente in Italia la professione di avvocato, e il valore del patrimonio su cui sono scattati i sigilli si aggirerebbe intorno ai 3milioni di euro. Zagami, lo ricordiamo, fu arrestato a dicembre del 2022 destinatario di un provvedimento di cumulo pene emesso dall’ufficio dell’esecuzione penale della procura di Lecco. Sta scontando una condanna definitiva a 5 anni di reclusione per alcuni reati commessi in Lombardia, attualmente è ai domiciliari. Era balzato in passato agli onori della cronaca per essersi spacciato per un supertestimone nella vicenda Telekom Serbia. Negli ultimi tempi si era reso protagonista di diversi video su Fb dalla sua residenza in Francia in cui lanciava accuse nei confronti di alcuni esponenti dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza.
In teoria realizzava corsi di formazione ma al contempo forniva – dietro compenso – falsi certificati ed attestazioni, soprattutto per chi doveva iscriversi a concorsi pubblici per personale Ata Su disposizione della Procura di Trani, la guardia di finanza ha arrestato il gestore di un vero e proprio “diplomificio” con sede a Molfetta. L’uomo, già arrestato nello scorso maggio, era l’amministratore di una società che in teoria eseguiva corsi di formazione, in realtà mai eseguiti, ed al contempo forniva – ovviamente dietro compenso – falsi certificati ed attestazioni, soprattutto per chi doveva iscriversi a concorsi pubblici per personale Ata. Le accuse a suo carico sono truffa aggravata e circonvenzione d’incapace. L’uomo, al quale sono anche stati sequestrati beni per 130mila euro, era già sottoposto ad obbligo di dimora.
Attiva la navetta gratuita da Bari per raggiungere il parco commerciale di Molfetta. Previste fino a febbraio quattro corse al giorno Servizio di Giuseppe Capacchione. Intervista: Annalisa Evangelista (center manager Puglia Village Molfetta)
Mobilitazione dopo il caso del contestato abbattimento dei pini in via don Minzoni Servizio di Giuseppe Capacchione
Durante la notte di Halloween la Polizia Locale di Molfetta ha bloccato quattro giovani, di età compresa tra i 15 e i 16 anni. Facevano parte di tre gruppi di ragazzini che andavano in giro con passamontagna, pietre, uova, farina e rifiuti. Uno di loro avva persino un coltello che ha cercato di abbandonare alla vista degli agenti. Tre minori sono stati affidati ai genitori mentre un 16enne è stato denunciato per aver insultato e opposto resistenza durante i controlli.
Riconoscimento consegnato nel solco di Don Tonino Bello Intervista: Nicolò Mannino, pres Parlamento della legalità internazionale Mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta Servizio Giuseppe Capacchione
La procura di Trani ha aperto un’inchiesta Servizio di Giuseppe Capacchione
É accaduto al largo di Molfetta, i membri dell’equipaggio sono stati recuperati dai colleghi dell’altra imbarcazione riportando solo lievi ferite Sono tutte da accertare le cause di una collisione tra due motopescherecci della marineria locale a circa due miglia dal porto di Molfetta. Si tratta della “Santa Maria e figli II” e dell’”Europa”. La prima, di più piccole dimensioni, ha subito più danni. È subito affondata, i due componenti dell’equipaggio sono stati messi in salvo dai colleghi dell’altra imbarcazione. Per loro solo lievi ferite.
Per procura Trani sarebbe stato usato materiale scadente La procura di Trani ha chiuso l’inchiesta sui lavori per la realizzazione del secondo braccio del molo di sopraflutto del porto di Molfetta, secondo l’accusa effettuati utilizzando materiale non idoneo ma in parte roccia e terra provenienti da scavi eseguiti su terreni privati e all’interno di un’azienda di imballaggi in legno. Stando a quanto accertarono le indagini della guardia di finanza i materiali erano tutt’altro che chimicamente inalterabili e meccanicamente resistenti, compatti e con un elevato peso specifico, come desumibile dal capitolato d’appalto, ma di dubbia provenienza, incluso quello qualificato come rifiuto speciale trasportato con documenti falsi. In tutto 9 le persone indagate, più 2 società in qualità di persone giuridiche, accusate a vario titolo di frode in pubbliche forniture, truffa gestione illecita dei rifiuti. I lavori del porto, lo ricordiamo, ripresero dopo il lockdown, interrotti con il sequestro ad ottobre del 2013 nell’ambito di un’inchiesta per una presunta tuffa ai danni dello Stato sfociata in un processo che ha visto assolti tutti gli imputati.
La sagra dedicata alla speciale focaccia celebra un’antica tradizione culinaria Servizio di Giovani Di Benedetto intervista a Gennaio Corrieri, Pro Loco di Molfetta
L’esplosione alle postazioni della Bnl di Molfetta Paura la scorsa notte in centro a Molfetta, in via Salepico. Intorno alle 3 una forte esplosione ha fatto saltare le tre postazioni bancomat della Banca Nazionale del Lavoro. Ad agire una banda di ladri che è riuscita a darsi alla fuga. Il bottino non è stato ancora quantificato ma i danni sono ingenti, l’esplosione ha danneggiato anche vetri e arredi interni. Al vaglio dei carabinieri le immagini delle telecamere di videosorveglianza.
Tra rigide misure di sicurezza si sono svolti a Bari i funerali della 19enne uccisa da un proiettile in un locale a Molfetta Funerali blindati al cimitero di Bari per Antonella Lopez la diciannovenne di San Girolamo uccisa la notte tra sabato e domenica scorsi a seguito di una rissa da un colpo di arma da fuoco nel locale bahia di Molfetta.Le esequie sono state celebrate alle 15 , in forma privata, nella cappella cimiteriale, sotto stretta sorveglianza di carabinieri e polizia, con i cancelli di accesso alla necropoli chiusi, su disposizione del questore per motivi di ordine pubblico.Stretti nel dolore familiari e parenti, esploso alla vista – pur discreta – di alcuni fotografi e giornalisti che sono stati allontanati dal cimitero per ragioni di sicurezza.Centinaia gli amici che hanno voluto dare l’ultimo saluto ad Antonella, indossando magliette -ben 150 – con impresso il volto dell’amica perduta, ricordata con fiori, coriandoli e tanti palloncini rosa a forma di cuore
E’ emerso dall’autopsia. Convalidato il fermo di Michele Lavopa Antonella Lopez è stata colpita da un solo proiettile al torace. La ferita è stata mortale e Antonella è morta in pochi minuti per emorragia. E’ emerso dall’autopsia eseguita oggi sul corpo della ragazza, uccisa l’altra notte nella discoteca Bahia Beach di Molfetta. Oggi il gip di Bari ha convalidato il fermo di Michele Lavopa, il 21enne accusato dell’omicidio della 19enne e del tentato omicidio di quattro ragazzi, tra cui Eugenio Palermiti, nipote omonimo del capoclan del quartiere Japigia. Il giudice, al termine dell’udienza di convalida del fermo in carcere a Bari, ha anche riconosciuto l’aggravante mafiosa, come chiesto dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia. Lavopa ha detto di aver sparato per reagire agli insulti e si è detto dispiaciuto per la morte di Antonella: il vero bersaglio era il nipote 20enne del boss di Japigia. Domani si svolgeranno i funerali di Antonella in forma privata. Intanto la scorsa notte il locale dove si è consumato l’omicidio, ora sotto sequestro, è stata svaligiato dai ladri. A quanto si è appreso, sono entrati in cucina e negli uffici amministrativi ma non hanno violato i sigilli dell’area della discoteca che è sotto sequestro.
L’interrogatorio di garanzia è durato circa due ore. È stato convalidato il fermo di Michele Lavopa dal Gip al termine dell’interrogatorio di garanzia. Al 21enne barese, reo confesso per l’omicidio di Antonella Lopez a seguito di una sparatoria a Molfetta, è stata contestata l’aggravante mafiosa. Lavopa è accusato anche del tentato omicidio di altri quattro ragazzi, tra cui Eugenio Palermiti, nipote dell’omonimo boss di Japigia a Bari. Eugenio Palermiti sarebbe stato il vero bersaglio dei colpi. Antonella Lopez, che era andata in discoteca con lui, sarebbe quindi morta per errore. Durante l’interrogatorio Lavopa si è detto dispiaciuto per la morte della ragazza.
Il sindaco fa chiarezza, dopo la protesta di un comitato di cittadini, che si oppone al taglio degli alberi Intervista: Tommaso Minervini, sindaco di Molfetta Servizio Giovanni Di Benedetto
La 19enne è morta la notte tra sabato e domenica scorsi nella discoteca Bahia di Molfetta. Mercoledì mattina sarà eseguita l’autopsia dell’istituto di Medicina legaledel Policlinico di Bari Servizio Grazia Rongo
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