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Minervini

Tredici consiglieri comunali hanno rassegnato le dimissioni, determinando la fine anticipata della legislatura Servizio di Giovanni Di Benedetto

Solo 10 voti per rimuovere il sindaco, comunque sospeso dall’incarico Servizio di Giuseppe Capacchione; interviste a Antonio Ancora, cons. comunale di maggioranza; Pietro Mastropasqua, cons. comunale di opposizione;

Il sindaco è sospeso dalla carica per motivi giudiziari. Le forze di centrosinistra hanno organizzato, sulla piazza del Comune, un presidio di cittadini scontenti, da tenere durante la seduta consiliare Quella di oggi potrebbe essere una giornata spartiacque per la città di Molfetta. Oggi pomeriggio è in programma infatti una importante seduta del Consiglio comunale nella quale si discuterà la mozione di sfiducia dell’opposizione di centrosinistra nei confronti del sindaco Tommaso Minervini, sospeso dalla carica dopo il terremoto giudiziario che lo ha travolto, una inchiesta sulla presunta concessione di appalti in cambio di voti che lo ha portato il 4 giugno scorso ai domiciliari, poi revocati. Per far passare la sfiducia è necessario che tre consiglieri di maggioranza votino con l’opposizione. In città regna lo sconforto. intervista a Felice Spaccavento, Consigliere comunale di opposizione Servizio di Maurizio Spaccavento

Revoca dei domiciliari anche per la dirigente Lidia De Leonardis, per la quale è stata invece disposta l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di sei mesi. È tornato in libertà il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini, finito ai domiciliari il 6 giugno scorso per presunte irregolarità nell’ambito di alcuni appalti pubblici. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale del Riesame di Bari, che hanno annullato i capi di imputazione con riferimento alle accuse di depistaggio, della turbativa d’asta relativa al servizio Porta Futuro e di corruzione. La misura è stata sostituita con il divieto di dimora limitatamente ai locali del comune di Molfetta. Revoca dei domiciliari anche per la dirigente Lidia De Leonardis, per la quale è stata invece disposta l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di sei mesi.

Stessa misura per la dirigente Lidia De Leonardis, entrambi arrestati il 6 giugno perché coinvolti in un’inchiesta su presunte irregolarità riguardo alcuni appalti Il Tribunale del Riesame di Bari ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini e per la dirigente Lidia De Leonardis, arrestati il 6 giugno scorso nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla procura di Trani in merito a presunte irregolarità riguardo alcuni appalti. I giudici hanno ritenuto insussistenti alcune delle ipotesi di reato contestate, sostituendo gli arresti con l’interdizione per un anno dai pubblici uffici nei confronti di Minervini e per sei mesi a carico della De Leonardis. Revocato il divieto di dimora nel comune di Molfetta nei confronti dell’ex finanziere Michele Pizzo, poiché ormai in pensione.  Minervini e difeso dagli avvocati Mario Malcangi e Tommaso Poli, la De Leonardis da Michele Laforgia e Alessandro Dello Russo. 

Ai domiciliari anche la dirigente comunale Lidia De Leonardis. Interdittiva di un anno per i dirigenti comunali Alessandro Binetti, responsabile unico del procedimento del porto, e Domenico Satalino, dirigente ai lavori pubblici Finisce ai domiciliari il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini, indagato nell’inchiesta della Procura di Trani su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici, tra cui quello dell’area mercatale, del nuovo porto commerciale e dello sportello per l’occupazione Porta futuro. Ai domiciliari anche la dirigente comunale Lidia De Leonardis. Interdittiva di un anno per i dirigenti comunali Alessandro Binetti, responsabile unico del procedimento del porto, e Domenico Satalino, dirigente ai lavori pubblici. Divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione per l’imprenditore portuale Vito Totorizzo il quale, secondo l’accusa, avrebbe tentato di manipolare a suo favore la gara per la realizzazione della banchina nord est del porto in cambio di sostegno elettorale al sindaco. Il 3 maggio scorsi il sindaco e gli altri indagati erano stati sottoposti agli interrogatori preventivi, a seguito dei quali la Gip del tribunale di Trani Marina Chiddo ha deciso di applicare le misure cautelari. Complessivamente sono 21 gli indagati.

Si attende la decisione del gip sugli arresti Servizio di Giovanni Di Benedetto

L’accusa è pesante: corruzione, appalti in cambio di voti Servizio di Linda Cappello;

Lo deciderà il Gip il 2 maggio dopo averlo interrogato La notizia l’ha data lui stesso, ai consiglieri della sua maggioranza. Tommaso Minervini, sindaco di Molfetta, al terzo mandato non consecutivo, è stato raggiunto da un provvedimento giudiziario che potrebbe aprirgli le porte degli arresti domiciliari. È questo che chiede la Procura di Trani al Gip che ha fissato per il 2 maggio l’interrogatorio che potrebbe portare all’arresto del sindaco. Lo prevede il nuovo codice penale nei casi in cui si può prevedere la reiterazione del reato.

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