
Notte di violenza al Policlinico di Bari: medico preso a pugni, un’altra minacciata
Ancora un episodio di violenza ai danni del personale sanitario in Puglia. È accaduto sabato sera, al Policlinico di Bari. Un medico in servizio è
. Ancora un episodio di violenza ai danni del personale sanitario in Puglia. È accaduto sabato sera, al Policlinico di Bari. Un medico in servizio è stato aggredito fisicamente all’interno del reparto di neurologia. Sarebbe stato colpito con un pugno da un uomo che pretendeva un ricovero immediato per una familiare, senza dover passare dal pronto soccorso. Il medico ha riportato un trauma all’occhio sinistro con lesioni alla cornea e alla retina. L’aggressore è stato messo ai domiciliari nel corso della notte su disposizione del pm di turno. Si tratta di un incensurato, dovrà comparire domani mattina lunedì 25 davanti al gip per la convalida del fermo. Anche un medico donna presente in reparto è stata minacciata. L’episodio ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, chiamate a riportare la calma dopo l’arrivo di numerosi familiari e conoscenti all’interno dell’area ospedaliera. Il reparto è stato presidiato dalle forze dell’ordine fino al mattino. Ferma condanna per l’episodio da parte della direzione dell’azienda ospedaliera. L’ennesimo caso riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari. In Puglia, dopo una fase di relativa diminuzione degli episodi violenti, si registra infatti una nuova escalation di aggressioni verbali e fisiche nei confronti di medici, infermieri e personale ospedaliero.
Una decisione arrivata dopo le divergenze sulla terapia prescritta da alcuni specialisti. Viene eliminata dall’elenco dei pazienti del proprio medico di famiglia alla veneranda età di 94 anni. Venerdì scorso, 30 gennaio, la comunicazione improvvisa da parte della ASL, che annuncia la “ricusazione“, questo il termine tecnico, da parte del medico. Si tratta di un’ipotesi prevista dal codice deontologico, nel momento in cui il medico ritiene che si sia incrinato il rapporto fiduciario. Plausibile che la decisione sia scaturitadopo le divergenze di opinioni sulla terapia da somministrare fra il medico in questione e due specialisti che avevano visitato l’anziana. Intervista a Simona De Lia, figlia della paziente Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo
Non avrebbe sottoposto un paziente, stroncato da un infarto, agli accertamenti necessari per salvargli la vita. Andrà a processo il medico del pronto soccorso di Brindisi per la morte di un uomo di 60 anni avvenuta 2 anni e mezzo fa. Non avrebbe sottoposto un paziente ad accertamenti specialistici ritenuti decisivi per salvargli la vita. La vittima, indicata con le iniziali G.R., 60 anni, era residente a San Pietro Vernotico. Il primo ottobre del 2023 si presentò in ospedale con dolori al braccio sinistro e al petto. Dopo alcuni esami fu trasferito in ambulanza al Perrino e poi dimesso. Il 60enne morì poco dopo per un infarto fulminante. Secondo i consulenti tecnici del pubblico ministero, la del medico non avrebbe rispettato le linee guida sulla gestione del dolore toracico. In base al quadro clinico, il paziente avrebbe dovuto essere ricoverato immediatamente in terapia intensiva cardiologica, con coronarografia e monitoraggio intensivo. Gli esperti hanno evidenziato che le probabilità di sopravvivenza sarebbero state elevate.Il processo si aprirà il 7 settembre 2026 davanti al giudice Falerno.
É accaduto a Ruvo di Monte, in provincia di Potenza. Il rogo sembra essere stato innescato da una bottiglia incendiaria. Giallo a Ruvo del Monte, piccolo centro di mille abitanti in provincia di Potenza. La notte tra il 17 e il 18 dicembre qualcuno ha incendiato il portone dell’unico medico, la professionista vive e lavora in paese. Non solo. Presumibilmente la stessa persona ha anche tagliato le gomme della sua auto, parcheggiata poco lontano da casa. Il rogo sembra essere stato innescato da una bottiglia incendiaria. Il caso è stato denunciato ai carabinieri che stanno svolgendo indagini. Il sindaco di Ruvo di Monte ha espresso solidarietà al medico da parte dell’intera comunità.
Antonio Ciocia preannuncia una denuncia penale. La Asl di Bari ha aperto un’indagine interna sulla denuncia di un dipendente amministrativo del distretto socio-sanitario 3 di Bitonto. L’uomo, Antonio Ciocia, sarebbe stato aggredito nel parcheggio interno della struttura da un collega, un medico, che al culmine di una lite gli avrebbe sferrato un pugno in faccia, procurandogli una frattura alle ossa nasali e venti giorni di prognosi. Il medico, secondo quanto raccontato da Ciocia al Corriere del Mezzogiorno, da anni gli rivolgeva insulti e minacce. L’uomo preannuncia una denuncia penale.
Lo hanno costretto a svuotare la cassaforte e poi sono fuggiti con l’auto del ginecologo ritrovata più tardi sulla strada dei colli. Momenti di terrore ieri sera per un ginecologo 61enne di Ostuni, aggredito nella sua villetta sulla strada per Cisternino. Il professionista stava rientrando a bordo della sua Volkswagen Golf quando è stato bloccato da almeno tre rapinatori armati e con il volto coperto. Sotto la minaccia delle pistole, i banditi lo hanno costretto a entrare in casa, dove si trovavano la moglie e il figlio, e a svuotare la cassaforte. Rubati anche quattro orologi di valore. Durante l’azione uno dei malviventi ha colpito il medico con un pugno alla tempia. Nonostante l’aggressione, il 61enne non ha riportato gravi conseguenze. I rapinatori sono poi fuggiti a bordo della sua Golf, ritrovata poco dopo grazie alla geolocalizzazione sulla strada dei colli. Indagano gli agenti del commissariato di Ostuni. Le immagini delle telecamere di sorveglianza sono al vaglio degli investigatori.
L’attesa potrebbe essere stata fatale. Di questo sono convinti i familiari che attraverso il loro legale hanno presentato un esposto in Procura, che ha avviato un’indagine Si sottopone ad una coronografia e scopre che ha bisogno urgentemente di un intervento al cuore. Ma dopo 12 giorni muore d’infarto. La vittima è un medico di 66 anni di origini napoletane, residente da tempo a Taranto. L’attesa potrebbe essere stata fatale. Di questo sono convinti i familiari che attraverso il loro legale hanno presentato un esposto in Procura, che ha avviato un’indagine. Teatro della vicenda una clinica privata tarantina. Il sostituto procuratore Mariano Buccoliero ha iscritto nel registro degli indagati cinque medici della struttura, un atto dovuto per consentire ai loro consulenti di presenziare all’autopsia, affidata al medico legale Davide Ferorelli e al cardiochirurgo Nicola Marraudino. Sequestrata anche la cartella clinica del paziente. Gli accertamenti mirano a capire le cause esatte del decesso e a verificare eventuali responsabilità.
E’ accaduto ieri ad Altamura. Asl: “Per loro sostegno legale” Nuova aggressione ai danni del personale del 118 e personale sanitario è avvenuta ieri adAltamura, nel barese. Lo denuncia la Asl: il personale di un’ambulanza e di un’automedica è stato aggredito con minacce, spintoni e insulti sul luogo dell’intervento, anche da una persona estranea lì presente. Anche il paziente soccorso avrebbe aggredito fisicamente gli operatori all’esterno del Pronto soccorso dell’ospedale. In quattro (medico, infermiera e due soccorritori) hanno dovuto far ricorso alle cure mediche. “La Direzione generale della Asl Bari – si legge nella nota -condanna la vile aggressione ed esprime totale solidarietà e vicinanza agli equipaggi Asl e Sanitaservice rimasti coinvolti, ai quali garantirà tutti gli strumenti legali a loro tutela: il lavoro prezioso dei sanitari va difeso ad ogni livello da comportamenti che, oltre a rappresentare un pericolo per l’incolumità degli operatori, possono compromettere il regolare svolgimento del servizio pubblico”. Mercoledì sera un’altra aggressione si era verificata a Corato, nel nord Barese, ai danni di un’infermiera e di una soccorritrice del 118.
E’ stato finalista in un prestigioso concorso internazionale Servizio di Alessandra Martellotti; intervista a Antonio Monopoli, coordinatore team Heart;
Non sono stati trovati i documenti originali delle prove sostenute durante l’Erasmus Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha ribaltato il verdetto con il quale il Tar Puglia, nel luglio dello scorso anno, aveva ritenuto illegittimo l’annullamento della laurea, bacchettando l’Ateneo per aver smarrito i documenti.
L’uomo si è presentato a tarda notte per un’iniezione, ma si sarebbe spazientito per l’attesa Un giovane medico in servizio alla guardia medica di Surbo è stato aggredito nel corso della tarda serata di ieri da un uomo che si era presentato chiedendo che gli venisse somministrata una iniezione intra muscolo. Nonostante il turno fosse ormai finito l’uomo è stato fatto ugualmente accomodare nella sala d’attesa in procinto di venire registrato. Questi però dopo un po’ ha cominciato a spazientirsi colpendo il medico 29 enne al volto con uno schiaffo per poi darsi alla fuga. Il medico ha allertato i carabinieri riservandosi di sporgere querela.
Il medico e dirigente regionale si è spento a 72 anni dopo una lunga malattia E’ scomparso all’età di 72 anni dopo una lunga malattia il medico barese Vincenzo Pomo, dirigente apicale della sanità pugliese. Pomo negli anni ha rivestito importanti incarichi anche al ministero della Salute. Diventato dirigente dell’Asl di Bari nel 1995, passò alla Regione nel 2002. Nel 2011 fu nominato direttore dell’Area Promozione della Salute della Regione Puglia e per molti anni componente dell’Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Incarico che ha lasciato a causa della malattia. il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha espresso il cordoglio a nome di tutta la comunità. “Nel corso della sua carriera – dice il primo cittadino – ha interpretato il proprio ruolo con competenza e professionalità, con l’obiettivo di garantire equità nell’accesso al sistema sanitario regionale. Mi piace personalmente di ricordare il suo instancabile impegno nel volontariato in favore degli ammalati più fragili e delle loro famiglie. La città di Bari è vicina ai suoi familiari e a quanti gli hanno voluto bene” ha concluso Leccese. I funerali si svolgeranno nella parrocchia della Santa Croce, alle ore16.30 (piazzetta dei Frati Cappuccini 2, Bari)
É accaduto a Putignano, nel Barese. L’uomo era già in condizioni di salute precarie a causa di una patologia pregressa Era in fila in attesa del proprio turno dal medico curante quando improvvisamente si è sentito male, perdendo conoscenza. È accaduto a Putignano, nello studio in via Petruzzi. Il 40enne, già sofferente a causa di una patologia pregressa, si è accasciato sulla sedia. È stato tempestivamente soccorso dalle altre persone in sala d’attesa e dai medici presenti. Ogni tentativo di rianimarlo da parte del personale sanitario del 118, intervenuto immediatamente, è purtroppo stato inutile. L’uomo è morto poco dopo.
L’episodio alla Guardia Medica, primo provvedimento del genere in Salento I Carabinieri hanno arrestato in flagranza differita un uomo di 48 anni originario del Salento ma residente a Torino. Si tratta dell’uomo che l’altra notte avrebbe aggredito e minacciato un medico di 35 anni in servizio presso la Guardia Medica di Cutrofiano. L’uomo, che è stato posto ai domiciliari , si sarebbe scagliato contro il medico per futili motivi connessi alla richiesta di pagamento della visita poiché residente fuori regione. Il medico aggredito ha riportato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. L’ arresto disposto dalla Procura è avvenuto in differimento sulla scorta della nuova normativa poiché connesso con l’esito della visita medica per le lesioni subite. È il primo provvedimento del genere adottato in provincia di Lecce e tra i primi a livello nazionale .
Nella notte, un medico 35enne della Guardia medica di Cutrofiano è stato aggredito, fisicamente e verbalmente, da un uomo che si è infuriato perché, essendo residente fuori regione, avrebbe dovuto pagare, come da normativa, 20 euro per la prestazione sanitaria. Mentre il medico gli stava preparando la terapia da somministrargli, l’uomo ha incominciato a strattonarlo e spintonarlo rivolgendogli ingiurie per poi lasciare la sede e andare via. Il medico ha subito allertato i carabinieri, che hanno acquisito le generalità del responsabile.
L’oncologo Giuseppe Garofalo è stato condannato a cinque mesi di reclusione di Linda Cappello É stato condannato a cinque mesi di reclusione per esercizio arbitrario delle proprie ragioni l’oncologo barese Giuseppe Garofalo, finito a processo con l’accusa di tentata estorsione – poi derubricata – per aver istigato due soggetti a minacciare un architetto per chiudere un contenzioso civile relativo ad una caparra per l’acquisto di una villa poi non concluso. La stessa pena è stata inflitta al collaboratore di giustizia Maurizio Di Cosmo, mentre è stato assolto il terzo imputato, Davide Genchi. L’avvocato Mario Malcangi, difensore del medico, ha sostenuto come il professionista non abbia mai istigato nessuno, ma si fosse semplicemente sfogato con Di Cosmo, suo paziente, riferendogli delle vicissitudini con l’architetto. La difesa ha già annunciato il ricorso in appello per dimostrare la totale estraneità del medico nella vicenda.
Francesco Sebastio, 59 anni, tarantino, morì al Vito Fazzi di Lecce a gennaio del 2023. Secondo l’accusa gli sono stati somministrati medicinali sbagliati Cinque medici rinviati a giudizio per la morte del sottufficiale della Marina militare, Francesco Sebastio, 59enne tarantino, deceduto al Vito Fazzi di Lecce il 20 gennaio 2023. Le accuse per il personale sanitario, dipendenti del reparto di Ematologia, sono a vario titolo di responsabilità colposa per morte in ambito medico, omicidio colposo e lesioni colpose. Il militare era finito in ospedale nel dicembre 2022 dove era sottoposto a chemioterapia. Stando all’accusa in due circostanze sarebbero stati somministrati medicinali sbagliati, che avrebbero compromesso ulteriormente lo stato di salute dell’uomo fino a provocare il decesso.
L’organizzazione Cittadinanza attiva lancia l’allarme:” Ormai è un’emergenza” Servizio di Pietro Loffredo intervista a Matteo Valentino, segretario regionale Cittadinanzattiva
I circa 1500 cittadini assistiti dal dottore in questione si sono ritrovati di colpo a dover scegliere uno nuovo ma non c’è disponibilità Servizio di Saverio Carlucci
L’episodio ieri sera, alcuni malviventi hanno fatto irruzione nell’abitazione di un medico Violenta rapina in casa, ieri sera, ad Apricena. Tre malviventi incappucciati e con accento straniero hanno fatto irruzione nell’abitazione di un medico prendendo in ostaggio la moglie del professionista che in quel momento era sola in casa. Dopo aver tranquillizzato la donna, utilizzando un flessibile hanno scardinato la cassaforte e sono fuggiti con denaro e gioielli proprio mentre il medico stava rientrando in casa. Ancora non è ancora chiaro l’ammontare del bottino. Sull’accaduto indagano i carabinieri. pochi giorni fa sempre ad Apricena si è vissuta una notte di terrore con due furti messi a segno nel giro di mezz’ora ai danni di una tabaccheria e di una gioielleria con l’utilizzo di una pala meccanica. di Fabrizio Sereno

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