
Elettrificare la linea ferroviaria tra Foggia e Manfredonia: la richiesta di alcune associazioni
Ogni giorno, sono almeno venti gli autobus che si spostano tra Foggia e Manfredonia; senza contare quelli diretti più a est, che collegano il capoluogo

Ogni giorno, sono almeno venti gli autobus che si spostano tra Foggia e Manfredonia; senza contare quelli diretti più a est, che collegano il capoluogo dauno con Monte Sant’Angelo, Mattinata e Vieste Servizio di Pietro Loffredo
I ladri, ben organizzati, hanno agito sulla linea verso il porto, in parte dismessa Ladri in azione del Foggiano. Settanta metri di binari sono stati rubati lungo la linea ferroviaria che collega Manfredonia al porto industriale, una tratta parzialmente dismessa. Per compiere il furto i malviventi hanno usato la fiamma ossidrica, alcune piccole gru e più di un camion. La scoperta è stata fatta dai volontari delle guardie ambientali a Capodanno durante un servizio di controllo del territorio.
Denuncia delle guardie ambientali a Manfredonia, i ladri hanno utilizzato la fiamma ossidrica Circa 70 metri di binari di una tratta ferroviaria dismessa a Manfredonia, in provincia di Foggia, sono stati rubati. Lo comunica Alessandro Manzella, responsabile delle guardie ambientali che hanno scoperto ilfurto ieri mattina. La tratta in questione è quella che conduce al porto industriale in località Colline dei Lentisci, nelle campagne del comune sipontino. Secondo quanto ricostruito dalle guardie ambientali, che hanno denunciato l’accaduto a Ferrovie dello stato, i ladri hanno utilizzato la fiamma ossidrica.
Prima aveva cosparso il portone di benzina, senza dare fuoco Avrebbe tentato di uccidere la moglie, dalla quale si stava separando, prima cospargendo dibenzina la porta d’ingresso dell’abitazione, poi investendola con l’auto, procurandole ferite alle gambe. È quanto accaduto la notte scorsa a Manfredonia nel Foggiano, dove la polizia ha arrestato un 48enne del posto. Sembra che l’uomo si sia recato presso l’abitazione della donna, cospargendo di benzina la porta d’ingresso. Quando la moglie ha aperto la porta, l’arrestato le avrebbe gettato addosso altra benzina, fuggendo. Lei è scesa in strada e l’uomo l’ha investita con l’auto, ferendola alle gambe con prognosi di una trentina di giorni. Ad allertare la polizia, che ha subito bloccato il responsabile, i vicini di casa.
La struttura a tre chilometri dal centro cittadino, costruita con fondi europei una decina di anni fa, non è mai entrata in funzione Servizio di Michela Magnifico
Dopo essere stati licenziati, i lavoratori si riuniscono in cooperativa per salvare l’azienda
La mamma di Miriam: “Ci perseguitano, chiediamo aiuto” Servizio di Antonio Procacci; intervista ad Angela Quitadamo
Revocato l’appalto per la costruzione di un asilo nido Un’interdittiva antimafia è stata emessa dalla prefettura di Foggia per la ditta edile che fa capoall’imprenditore Gianni Rotice, ex sindaco di Manfredonia. La notizia è emersa in una determina del comune di San Giovanni Rotondo con cui l’amministrazione ha revocato in autotutela, un appalto per la realizzazione di un asilo per un importo di oltre un milione di euro. L’appalto era stato affidato proprio alla ditta di Rotice.
L’appello della mamma: “Siamo disperati” Ladri senza cuore in azione a Manfredonia. Hanno rubato l’auto salvavita di Miriam, una ragazza di 22 anni colpita da una rara malattia congenita, la sindrome di Vacteri, che ha leso le vertebre, le gambe, il cuore e i reni. L’auto, un’utilitaria adibita ad autolettiga, era fondamentale per trasferire Miriam da Manfredonia a Roma all’Ospedale Gemelli oppure a Padova, dove ci sono equipe specializzate. Era un’auto che poteva transitare anche nelle Ztl. Siamo disperati, è lo sfogo della mamma, la signora Angela Quitadamo. Si è rivolta ad un legale e ai vigili urbani, ma il suo appello è caduto nel vuoto. L’auto è stata certamente smontata, bisogna trovarne un’altra.
La denuncia è dell’associazione Civilis, che sollecita interventi A Manfredonia e’ crollato un tratto delle antiche mura della citta’. La denuncia e’ dell’associazione Civilis che sollecita un intervento immediato anche per tutelare la sicurezza dei residenti di quella zona. Le mura, alte circa 5 metri, da tempo versano in uno stato di degrado e per questo si teme che da un momento all’altro possa cedere un’altra porzione dell’antica cinta della citta’, un pezzo di storia che rischia di scomparire.
L’obiettivo è raggiungere 50 mila euro da depositare in tribunale entro venerdì prossimo Servizio di Pietro Loffredo
Ennesimo scempio ambientale documentato dal Gen. Marasco, a capo della Civilis Non usa mezze parole il gen. Giuseppe Marasco nel documentare l’ennesimo scempio ambientale causato dal malfunzionamento del depuratore di Manfredonia. Una serie di foto inequivocabili, che testimoniano la fuoriuscita di liquami fognari, con inquinamento del suolo e del mare, in viale Miramare (vicino alla Rotonda e all’ex Hotel Gargano). E’ l’ultima scoperta dei volontari degli Ispettori Ambientali Territoriali della CIVILIS, che fanno capo al generale sipontino, noto per le sue denunce a difesa dell’ambiente. Disagi per i residenti, ma anche per gli automobilisti, costretti a dribblare fiumi di escrementi. Marasco punta il dito sull’AQP, che non risolve una situazione che va avanti da ben 50 anni. Episodi destinati a ripetersi, che contrastano con la vocazione turistica della città.
Le difficoltà per recuperare la fiducia dei cittadini, rimettere in moto la macchina amministrativa e liberarsi dello stigma Intervista: Domenico La Marca, sindaco di Manfredonia Pierpaolo D’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo Michele Bisceglia, sindaco di Mattinata Servizio Pietro Loffredo
Fu condannato un cugino, ma famiglia non crede alla sua verità 20 anni fa una mano assassina ha sottratto alla famiglia, agli amici e alla sua città la piccola Giusy Potenza. La 14enne fu uccisa a Manfredonia nel 2004. Esattamente il 13 novembre di venti anni fa il corpodell’adolescente (sfigurato a sassate) fu trovato su una scogliera alla periferia del paese. Un caso che, all’epoca, sconvolse non solo la provincia di Foggia ma l’Italia intera. Per quel delitto è in carcere (fu arrestato il 23 dicembre dello stesso anno), il cugino di secondo grado, Giovanni Potenza, all’epoca dei fatti 27enne, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione. L’uomo raccontò che tra lorovi era una relazione clandestina che la ragazzina minacciava di rivelare alla moglie, motivo per il quale, secondo la sua versione, durante un litigio la colpì con un grosso masso, uccidendola. La famiglia, però, non crede tuttora a questa versione e pensa che Potenza abbia avuto dei complici e nasconda qualcosa.
E’ la gaffe commessa dalla compagnia aerea Lumiwings, la svista sarà presto corretta Servizio Pietro Loffredo
Il primo ottobre ne erano state trovate altre 26 Un’altra trentina di carcasse di auto nuove rubate e cannibalizzate, abbandonate nel torrente Carapelle. La scoperta nel pomeriggio ad opera del Comandante Giuseppe Marasco con il ten. Lino Murgo degli Ispettori Ambientali Territoriali Civilis di Manfredonia. Gli agenti hanno subito chiamato il numero di emergenza 112 e contattato la Polizia della Questura di Foggia che ha inviato immediatamente una volante sul posto per i dovuti provvedimenti di legge e la rimozione delle circa 30 carcasse. Il primo ottobre altre 26 carcasse di auto rubate e cannibalizzate, trovate sempre lungo gli argini del fiume Carapelle, erano state rimosse dalla Polizia Locale di Manfredonia.
La sua Ford è finita contro un pilone della Statale 89 Si chiamava Pietro Murgo, aveva 38 anni ed è morto nel pomeriggio di sabato in un incidente stradale avvenuto lungo la Statale 89 del Gargano, all’altezza di Manfredonia. Era alla guida della sua Ford Focus, quando ha sbandato, è uscito di strada ed è finito contro un pilone della Statale. Nel violento impatto il mezzo si è accartocciato, per l’uomo non c’è stato scampo. Si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco per estrarre il corpo dalle lamiere, per sollevare la vettura e procedere ad ulteriori accertamenti è stata utilizzata anche un gru. Murgo lascia moglie, figlia e una nipotina.
Il 30 agosto episodio simile nella villa comunale, colpito un 80enne che morì a due settimane dal ricovero Fortunatamente non c’era nessuno in strada quando un enorme ramo è caduto sul marciapiede di via Scaloria a Manfredonia. La zona è stata messa in sicurezza. Il 30 agosto si è verificato un episodio simile nella villa comunale di Manfredonia. Un grosso ramo colpì un uomo seduto sulla panchina, ferendolo gravemente. Luciano Castriotta, 80 anni, è deceduto a due settimane dal ricovero
L’incidente era avvenuto il 30 agosto nella villa comunale di Manfredonia Non ce l’ha fatta l’uomo di 82 anni che il 30 agosto scorso e’ rimasto ferito dalla caduta di un grosso ramo mentre era seduto su una panchina nella villa comunale di Manfredonia. L’anziano e’ deceduto questa sera all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo dove era ricoverato. Le condizioni dell’82enne erano apparse subito gravi e per questo era stato ricoverato in prognosi riservata.
Al centro del dibattito il ruolo del Mezzogiorno in Europa Servizio di Fabrizio Sereno. Intervista a Nichi Vendola, presidente Sinistra Italiana; Antonio Decaro, europarlamentare Partito Democratico.

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Denuncia delle guardie ambientali a Manfredonia, i ladri hanno utilizzato la fiamma ossidrica Circa 70 metri di binari di una tratta ferroviaria dismessa a Manfredonia,

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