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Altri dipendenti di Intesa Sanpaolo risultano indagati nell’inchiesta della procura di Bari sull’accesso ai dati di vip e politici Servizio di Linda Cappello

Non era stata sottoposta alle necessarie opere di manutenzione ordinaria e straordinaria Ci sono quattro indagati per il crollo del solaio di una piscina nel centro sportivo ‘Energy life’ a Bari. L’episodio risale al 30 maggio dello scorso anno. Per fare chiarezza sull’accaduto la Procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta. Gli indagati – titolari e gestori dell’impianto sportivo – sono accusati di crollo colposo e lesioni colpose. Dalle indagini è emerso che la struttura non era stata sottoposta alle necessarie opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il vapore corrosivo prodotto dal cloro della piscina avrebbe causato il deterioramento dei materiali e il successivo cedimento del controsoffitto mettendo a rischio l’incolumità delle tante persone presenti. Ricordiamo che in seguito al crollo tre persone rimasero ferite: una istruttrice di nuoto e due ragazzi.

L’ipotesi di reato è omicidio colposo La Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati il parroco della chiesa San Giovanni Battista di Bari, don Antonio Ruccia, e il tecnico che si è occupato nelle scorse settimane della manutenzione della culla termica, per la vicenda del neonato trovato morto lo scorso 2 gennaio. L’ipotesi di reato nei loro confronti è quella di omicidio colposo. Cambia dunque il reato per il quale si procede: fino a oggi, infatti, gli inquirenti avevano indagato per abbandono di minori e conseguente morte a carico di ignoti. L’ascolto del parroco e del tecnico, avvenuto nei giorni scorsi, ha invece convinto i magistrati a cambiare direzione. 

Un’azienda attiva nel settore della vendita di pneumatici avrebbe evaso Iva per 2 milioni e 700 mila euro I militari della Guardia di Finanza di Bari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip Isabella Valenzi, di oltre due milioni 700 mila euro nei confronti di un’impresa avente sede legale a Conversano, attiva del settore della vendita di pneumatici. Secondo l’accusa, l’azienda avrebbe evaso l’IVA per un arco di tempo compreso fra il 2018 e il 2021, utilizzando fatture inesistenti. Sul registro degli indagati compaiono in nomi di cinque imprenditori, due dei quali originari di Putignano e Castellana Grotte.

Venerdì il procuratore capo Simona Filoni affiderà l’incarico a un consulente per effettuare la copia forense del contenuto dei telefoni cellulari Ci sono altri quattro minorenni residenti nella provincia di Lecce indagati nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura dei minori di sul 15enne arrestato l’8 novembre scorso per aver portato a scuola 14 bombe carta dall’alto potenziale esplodente. Il giovane, secondo quanto emerso, avrebbe dovuto venderle ai suoi coetanei in occasione di Halloween. Venerdì il procuratore capo Simona Filoni affiderà l’incarico ad un consulente informato per effettuare la copia forense del contenuto dei telefoni cellulari sequestrati a tutti gli indagati. L’accusa è quella di detenzione illegale di armi e materiale esplosivo.

Sono diciassette, complessivamente, gli indagati Si sono svolti ieri i primi interrogatori preventivi nell’ambito dell’inchiesta sui presunti episodi di corruzione in alcuni appalti di Acquedotto lucano. Davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Potenza Lucio Setola, ieri, i legali di tre delle cinque aziende coinvolte. Sono diciassette, complessivamente gli indagati. Rispondono, a vario titolo, di corruzione, istigazione alla corruzione e turbativa d’asta. Nei confronti delle imprese finite nell’inchiesta si ipotizzano illeciti amministrativi derivanti dai reati commessi dagli indagati. Gli interrogatori andranno avanti fino alla fine della prossima settimana. Solo in seguito il giudice deciderà sulle richieste di custodia cautelare avanzate dal pubblico ministero. Tra gli indagati anche tre funzionari e un ex dirigente di Acquedotto lucano. L’ipotesi è che abbiano ricevuto regali e favori in cambio di vantaggi nei confronti delle aziende.

Eseguito dalla Gdf, sette indagati Ammonta a 12 milioni di euro il sequestro beni eseguito dalla Guardia di Finanza di Barletta, su disposizione della Procura di Trani, nei confronti di sette persone indagate per vari reati, tra i quali frode fiscale. Si tratta di beni mobili e immobili, quote societarie e aziendali. Le indagini hanno accertato irregolarità nella gestione di due società edili, che utilizzavano fatture per operazioni inesistenti e falsa somministrazione di manodopera. Il tutto per evadere le imposte.

Tra gli indagati compare anche un ex dirigente comunale Cinque persone sono indagate a Nardò con l’accusa di lottizzazione abusiva, tra loro c’è anche un ex dirigente comunale. Scoperto un agriturismo con sette camere e una grande piscina che sarebbero stati realizzati in violazione alle norme urbanistiche. La costruzione è stata posta sotto sequestro dagli agenti della polizia locale su disposizione della procura della repubblica di Lecce.

Proseguono le indagini sulla morte di Clelia Ditano, la 25enne fasanese morta una settimana fa nel condominio di via Saragat Giornalista: Pamela Spinelli

Si tratta di un ufficiale e due sottoufficiali in servizio sulla nave “Martinengo”, all’epoca dei fatti di stanza a Taranto Abusi fisici e psicologici, attenzioni morbose nei confronti di alcune donne, molestate, appellate con epiteti sessisti e offese per l’aspetto fisico. Sono alcune delle tante accuse mosse nei confronti di tre militari della Marina militare, indagati dalla Procura di Taranto per gravi oltraggi ai danni del personale di bordo. Si tratta di un ufficiale e due sottufficiali in servizio sulla nave “Martinengo” e di stanza a Taranto nel periodo oggetto d’inchiesta, tra agosto e dicembre 2021. Roberto Carpinelli, 46 anni di Roma, Capitano di fregata e allora Comandante, Giovanni Napolano, 45 anni di Salerno e Gianluca Longo, 45 anni di Tricase, sono tutti accusati, a vario titolo, di aver abusato della propria autorità per instaurare un clima vessatorio ai danni dell’equipaggio. Si sarebbero resi responsabili di maltrattamenti e violenza sessuale ai danni di 13 sottoposti, prendendo di mira, in particolare di due ragazze poco più che ventenni e di un ragazzo 24enne.

Ad essere colpiti alcuni degli ottanta odontoiatri pugliesi e lucani, coinvolti in una serie di inchieste per evasione fiscale Servizio: Guglielmina Logroscino Interviste: Roberto Rossi, procuratore della repubblica di Bari; Gen Pasquale Russo, comandante provinciale gdf Bari Riprese e montaggio: Orazio Corbacio

Gino di Furia è stato colpito dal verricello della gru, mentre si trovava nella cabina di comando. L’incidente è avvenuto nel giorno del suo compleanno Sono quattro le persone iscritte dalla Procura di Foggia nel registro degli indagati per la morte di Gino Di Furia, operaio 62enne di Ariano Irpino, che il 22 luglio scorso ha perso la vita, mentre lavorava al cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Bari-Napoli, nei pressi di Bovino. L’autopsia, che avverrà nelle prossime ore chiarirà le cause della morte. Il 62enne è stato colpito dal verricello della gru, mentre si trovava nella cabina di comando. La sua condizione è parsa subito grave, tanto da rendere necessario il trasporto d’urgenza al Policlinico Riuniti di Foggia, dove è morto poco dopo per le ferite riportate. Per uno strana coincidenza Di Furia è morto proprio nel giorno del suo compleanno.

Clamorosa svolta nella vicenda del dj salentino trovato impiccato a un albero il 22 giugno del 2015. Due indagati Arriva la svolta per il caso di Ivan Ciullo, il dj salentino rinvenuto impiccato ad un albero di ulivo all’alba del 22 giugno 2015, nelle campagne di Acquarica del Capo. Il reato ipotizzato nel fascicolo d’inchiesta cambia. Non più istigazione al suicidio ma omicidio. Così come da otto anni stanno cercando di provare i genitori di Ivan, Rita e Sergio che mai hanno creduto all’ipotesi suicidaria sostenuta dai due precedenti pm che ne avevano chiesto l’archiviazione prima che l’indagine passasse nelle mani di un nuovo magistrato, il sostituto Donatina Buffelli. Nel fascicolo d’inchiesta compaiono due indagati. Si tratta dell’uomo con cui Ivan ebbe una tormentata relazione sentimentale, finora l’unico indagato nel procedimento, e di un cantante e musicista di Acquarica che collaborava con Ciullo. La nuova contestazione permetterà l’espletamento di due accertamenti irripetibili, fondamentali per l’esito delle indagini. L’incarico peritale sarà conferito nei prossimi giorni e riguarderà una perizia sulla memoria del computer portatile e del cellulare in uso alla vittima. Indagine finalizzata al recupero dei dati contenuti nell’hard disk risultato danneggiato e malfunzionante secondo il perito della Procura a cui venne affidata una prima valutazione già nel 2015 e nel 2016. Ivan aveva 34 anni. Per i periti della famiglia sarebbe stato strangolato per poi successivamente essere impiccato ad un albero per simulare il suicidio.

Il bambino sarebbe stato visitato dal pediatra una sola volta dalla nascita: i genitori Sono indagati i genitori del bimbo di 14 mesi morto la scorsa settimana in casa a Casamassella, frazione di Uggiano La Chiesa. Insieme alla coppia il magistrato inquirente Maria Consolata Moschettini ha indagato anche il medico che lo aveva visitato nei giorni in cui aveva la febbre, precedenti il decesso. A visitarlo contrariamente a quanto si era saputo in un primo momento non era stato un pediatra , ma un oculista. La notizia dell’iscrizione dei genitori e del medico sul registro degli indagati arriva nel giorno in cui si è svolta l’autopsia sul corpo del bimbo. Al momento non è stato possibile arrivare ad una diagnosi. Occorreranno indagini istologiche per capire cosa abbia potuto causare il decesso . Intanto dalle indagini emergono particolari sullo stile di vita della coppia sulla condotta sanitaria. Dalla nascita il bimbo ad oggi sarebbe stato visitato una sola volta dal pediatra ma gli accertamenti prescritti non sarebbero stati mai effettuati. Il padre del bimbo è un osteopata specializzato nella medicina olistica Shiatsu, la medicina tradizionale cinese, unito allo studio delle 5 leggi biologiche, e il metodo Hamer che rinnega l’uso dei farmaci.

La procura di Bari indaga per omicidio colposo Ci sono sette indagati nell’inchiesta aperta dalla procura di Bari per la morte sul lavoro dei due operai di Conversano, Cosimo Lomele e Vito Germano, rimasti sepolti da pietre e terreno mentre lavoravano in un cantiere edile a Monopoli. Tra gli indagati per omicidio colposo aggravato figurerebbero il titolare dell’impresa committente, il direttore e il responsabile dei lavori, il coordinatore della sicurezza e le tre imprese esecutrici dei lavori. 

Annunziata D’Errico dovrebbe essere accusata di detenzione di droga Si trovano all’interno del comando provinciale dei Carabinieri i cinque indagati (ricettori di ordinanze di custodia cautelare) che stamattina saranno sentiti dalle autorità per il loro coinvolgimento nell’omicidio di Paolo Stasi , il 17enne che il 9 novembre 2022 fu ucciso con due colpi di pistola in via Occhibianchi a Francavilla Fontana. Tra le persone indagate ci sono il 18enne, amico della vittima e esecutore materiale dell’omicidio, e un 19enne che lo avrebbe accompagnato. Novità di queste ultime ore è la ricezione dell’avviso di garanzia da parte della madre di Paolo Stasi, Annunziata D’Errico. La donna collaborò fin dal principio alle indagini dei Carabinieri, ammettendo che i due utilizzavano la casa come magazzino della droga, poi rivenduta da terzi. Per lei l’accusa dovrebbe essere di detenzione di droga.

Nell’ottobre del 2021, un 19enne, affetto da una malformazione cerebrale congenita e con un lieve ritardo mentale, fu scaraventato contro i gradoni dell’anfiteatro di una chiesa, a Merine, frazione di Lizzanello La Procura dei Minori di Lecce ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di cinque ragazzi, all’epoca dei fatti minorenni, indagati con le accuse di lesioni personali e violenza privata con l’aggravante dei futili motivi. Per aver preso un 19 enne loro amico affetto da una malformazione cerebrale congenita e un lieve ritardo mentale, e lanciarlo durante un gioco contro i gradoni dell’anfiteatro di una chiesa. I fatti risalgono al 21 ottobre 2021 avvenuti a Merine, frazione di Lizzanello. I cinque avrebbero poi filmato la scena con un telefonino, agendo per “mero divertimento personale, consapevoli dello stato di disabilità della vittima e con crudeltà” come contestato dal pm Maria Rosaria Micucci. A dare il via all’inchiesta la denuncia sporta dai genitori della vittima dopo che un amico di famiglia li aveva avvisati che sui social girava un video che riguardava proprio cosa era accaduto. Il ragazzo, oggi 21enne, aveva giustificato la rottura di due denti e del labbro con una caduta occasionale.

A perdere la vita, Vito Caputo, al culmine di una lite dopo un folle inseguimento in auto Sono tre gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sull’omicidio del 29enne diMola di Bari, Vito Caputo, morto accoltellato ieri sera, a Capurso, al culmine di una lite dopo un folle inseguimento in auto. Si tratta di Renato e Pietro Canonico, padre e figlio di 50 e 25 anni, di Capurso e di Fabio Domenico Chiarelli, di 26 anni, di Mola di Bari. I tre sono indagati per rissa (reato in relazione alla zuffa, circostanza nella quale qualcuno resti ferito o ucciso). In questo caso la pena prevista per il sol fatto di aver partecipato alla rissa è compresa tra i sei mesi e i sei anni di reclusione.L’atto dal quale emerge che i nomi dei tre sono stati iscritti nel registro degli indagati è l’avviso di conferimento dell’incarico per l’autopsia, in programma domani mattina. Stando ai primi accertamenti, ieri pomeriggio, prima dell’accoltellamento, ci sarebbe stato un inseguimento tra due auto al termine del quale la Peugeot, sulla quale viaggiavano i Canonico, sarebbe stata speronata dal Maggiolone sul quale erano a bordo la vittima e Chiarelli. Una volta scesi dalle vetture, sarebbe scoppiata l’aggressione a colpi di coltelli. Il movente del delitto non sarebbe legato a questioni di criminalità organizzata. Agli indagati e alla vittima i carabinieri avrebbero sequestrato i telefoni cellulari. I coltelli non sarebbero stati ancora trovati.

Improvvisa accelerata nelle indagini sull’omicidio di Paolo Stasi, a Francavilla Fontana: gli indagati salgono a 5. Rispondono di detenzione ai fini di spaccio di droga Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Donato Colazzo

Barletta: sequestro beni per 12 milioni

Eseguito dalla Gdf, sette indagati Ammonta a 12 milioni di euro il sequestro beni eseguito dalla Guardia di Finanza di Barletta, su disposizione della Procura

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