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“E’ un’eutanasia programmata la vertenza del siderurgico” ha detto Rocco Palombella, segretario nazionale della Uilm Servizio di Annamaria Rosato

Post su Facebook dopo l’emendamento Salva-Ilva, difeso anche da ministro Urso Servizio di Francesco Persiani

Senato, in commissione l’ok alla modifica al dl salva infrazioni Un emendamento del governo che agevola la chiusura della procedura di infrazione pendente sullostabilimento Ilva di Taranto è stato approvato oggi dalla commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, in sede di conversione del decreto legge salva infrazioni. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi, spiegando che l’emendamento è “in materia di amministrazione straordinaria delle grandi imprese, cheriguarda stabilimenti industriali, o parti di essi, dichiarati di interesse strategico nazionale”

Nonostante le tante sollecitazioni, non è stato ancora comunicato il piano di acciaierie d’Italia delle movimentazioni portuali previste per l’anno in corso Servizio di Annamaria Rosato

Bernabé non menziona affatto la decarbonizzazione nei documenti mandati al ministero dell’Ambiente Altro che decarbonizzazione, l’intenzione di Acciaierie d’Italia è di triplicare la produzione di carbon coke nello stabilimento di Taranto. A dichiararlo è Alessandro Marescotti di Peacelink, il quale smentisce il presidente della regione Puglia, Emiliano. “E’ stato proprio il governatore” scrive Marescotti “ad annunciare che il presidente Bernabé stava già trattando con produttori di energia rinnovabile e di idrogeno per decarbonizzare l’ex Ilva. Ma nella richiesta di autorizzazione integrata ambientale che Acciaierie d’Italia ha presentato al ministero dell’ambiente, la parola decarbonizzazione non compare” dichiara il presidente di Peacelink

I dirigenti dell’acciaieria avevano chiamato in causa il tribunale regionale, che aveva dato ragione la sindaco Sarà compito del Tar Lecce esprimersi sulla sospensiva emessa dal sindaco di Taranto Melucci, il 22 maggio scorso a seguito di rilevamenti sull’inquinamento dell’aria, sulle attività degli altiforni dell’acciaieria ex Ilva. Il sindaco tarantino aveva intimato l’azienda di trovare la causa delle emissioni nocive e contenerle, pena la sospensione delle attività entro 60 giorni. I dirigenti dell’acciaieria avevano chiamato in causa il tribunale regionale, che aveva dato ragione la sindaco. Infine avevano annunciato ricorso a quello laziale. I giudici romani hanno dunque rispedito le velleità al tribunale amministrativo leccese che nei prossimi giorni dovrà fissare la data dell’udienza. Un primo commento è arrivato dai vertici di AI che hanno fatto notare come “la mancata sospensione dell’ordinanza, fino alla pubblicazione della pronuncia che sarà adottata all’esito dell’udienza di merito, costringerebbe la società a procedere alla chiusura degli impianti entro il 21 luglio 2023, compromettendo così in modo irreparabile ogni possibilità di successiva ripresa dell’attività produttiva”.

Il Ministro: “Proposta spostare 1 mld per usare concretamente le risorse” “Garantendo l’intervento sul preridotto dell’ex Ilva di Taranto, il governo tutela i tarantini, l’ambiente e la produzione di acciaio nazionale. La proposta di spostare un miliardo di euro dal Pnrr al Fondo di coesione è dettata infatti dalla volontà  di utilizzare concretamente queste risorse, di cui abbiamo enormemente bisogno per il rilancio dell’Ilva. Speculare su una scelta tecnica, che si sta valutando per salvare finanziamenti e consentire l’esecuzione delle opere, è fuorviante e soprattutto dannoso: per l’Ilva e per la stessa comunità di Taranto”. Lo dichiara in una nota il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, in risposta alle dichiarazioni rilasciate oggi da Melucci. “Leggiamo da organi di stampa che l’ex Ilva sarebbe destinata a ripartire e a proiettarsi a mezzo di Afo5, per effetto dello stralcio dei progetti di decarbonizzazione dal Pnrr richiesto dal Mase (Ministerodell’Ambiente e della Sicurezza energetica). Desideriamo semplicemente ribadire al governo e a tutti gli interlocutori istituzionali che o si decarbonizza sul serio o noi non consentiremo mai alcun altro futuro per l’ex Ilva e faremo ricorso ad ogni strumento per impedire altri danni ai cittadini e all’ambiente della terra ionica”, aveva detto Melucci.

A beneficiare del provvedimento anche altre aziende definite strategiche, con oltre 1000 dipendenti Un decreto legge, approvato il15 giugno in Consiglio dei Ministri, permetterà a 2500 dipendenti dello stabilimento tarantino di Acciaierie d’Italia (ex Ilva), e del vario indotto, di beneficiare della cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2023. A beneficiare del provvedimento anche altre aziende definite strategiche, con oltre 1000 dipendenti, che non sono riuscite a portare a termine la riorganizzazione.

Ricordato con un triangolare di calcio il progettista dell’Ilva scomparso a causa di un linfoma aggressivo Servizio di Francesco Iato Riprese di Orazio Corbacio Intervista a Giovanni Picaro

La convocazione dal Ministero del Lavoro E’ arrivata la convocazione dal ministero del Lavoro per l’avvio dell’esame congiunto dellarichiesta dell’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, per la cassa integrazione straordinaria in deroga per 2.500 lavoratori di Taranto, per 12 mesi. L’incontro e’ convocato per il 13 giugno alle 11 in modalita’ ibrida, in presenza a Roma e in videocollegamento. Sulla Cigs in deroga, l’azienda ha gia’ avviato la procedura. Lacassa in deroga e’ in continuita’ con la cassa integrazione straordinaria, che da fine marzo e’ scattata sempre per 2.500 addetti di Taranto, 3.000 in tutto il gruppo. La differenza sta nel fatto che mentre per tutti i dipendenti degli altri stabilimenti di AdI si continuera’ con la cassa straordinaria sino a marzo 2024, per quelli di Taranto, invece, la copertura termina il 19 giugno prossimo, essendo esaurito per lo stabilimento il plafond a disposizione. Da qui la necessita’ di trovare nuove soluzioni per garantire comunque la copertura della cassa integrazione.

Il Presidente di Acciaierie d’Italia replica così all’ordinanza del sindaco Melucci Tutto è “ampiamente nei limiti di legge”, appare quindi “impossibile” che per i picchi di emissione di benzene si arrivi ad uno stop degli impianti a caldo a Tarannto. Il presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè, risponde così ad una donna sull’ordinanza emessa nei giorni scorsi dal sindaco Melucci. “C’è una contraddizione di fondo – aggiunge Bernabè – lo stabilimento tarantino emette molto al di sotto dei limiti di legge”, possono esserci “solo sforamenti temporanei ed all’interno dei limiti di legge”. Quanto si potrebbe respirare è “molto al di sotto del benzene che uno inala quando va a a fare il pieno di benzina”.

Due giornate di incontri, dibattiti, studi sulla lunga e complessa storia del centro siderurgico di Taranto Intervista a: on. Biagio Marzo; Giorgio Assennato, ex direttore ARPA; Marcon Bentivogli, ex seg. naz. FIM-CISL Servizio di Francesco Persiani

Diventano tre gli impianti in marcia a Taranto, dubbi dei sindacati su ripresa effettiva Intervista: Davide Sperti, Segretario Uilm Taranto

Incontro di due ore a Roma col ministro delle imprese e del made in Italy Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio Massimo D’Olimpio Intervista a Rocco Palombella, Segretario Nazionale Uilm Intervista a Roberto Benaglia, Segretario Nazionale Fim Cisl Intervista a Michele De Palma, Segretario Nazionale Fiom Cgil

Il tema di un incontro al dipartimento ionico di Taranto dell’università di Bari Intervista: Paolo Pardolesi (Direttore Dipartimento Giuridico UNIBA di Taranto) Servizio Francesco Persiani

L’europarlamentare dei Verdi Rosa D’Amato sentita dalla Commissione Petizioni insieme ad una delegazione di attivisti. Servizio di Massimo Bianco, montaggio di Pasquale D’Attoma.

Nuovo grido dall’allarme del numero uno degli industriali jonici Salvatore Toma “Torna ad essere estremamente critica la situazione dell’indotto ex Ilva di Taranto”. E’ quanto afferma il presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma. “Dopo un breve periodo di apparente stasi, dovuto acorresponsioni parziali dei crediti – successive alle iniezioni di liquidità da parte del Governo- la situazione è tornata ad essere molto critica, e per alcune di queste aziende lo è anche molto oltre la soglia di tolleranza”, afferma Toma. Il presidente di Confindustria Taranto chiede al Governo di intervenire sulla questione perché, “se da una parte i 680 milioni di liquidità possono essere serviti a risolvere la situazione creditizia dei grandi fornitori, dall’altra i fornitori locali continuano a vivere una condizione pesantissima e non più sostenibile”.

I due sindacati, riuniti in assemblea a Taranto, promettono battaglia Servizio di Annamaria Rosato Intervistati: Davide Sperti, seg. gen. Uilm Franco Rizzo, esecutivo confederale Usb

Rettifica in relazione alla posizione dell’ex consulente Ilva, la cui posizione è stata definita già nella fase delle indagini preliminari In relazione al nostro articolo dal titolo “Ex Ilva, corruzione: a giudizio ex procuratore di Taranto Capristo”, pubblicato il 14 marzo scorso, come richiesto dall’avv. Raffaella Quintana, si rettifica quanto segue: “Il Dott. Nicola Nicoletti, non è tra i soggetti rinviati a Giudizio dal GUP di Potenza all’esito dell’udienza preliminare del 14 marzo 2023. Il Dott. Nicoletti, infatti, ha definito la sua posizione processuale già nella fase delle indagini preliminari, uscendo, ormai più di un anno fa, dal procedimento. La decisione del GUP di Potenza, pertanto, non lo riguarda in alcun modo, considerato che la stessa Procura della Repubblica di Potenza non ha mai neanche chiesto il suo rinvio a giudizio”. Tanto si doveva per correttezza di informazione. Ci scusiamo per l’errata notizia con l’interessato e con i nostri lettori.

Urso, lo Stato torna in campo Via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge Ilva. Il testo, su cui il governo ieri aveva incassato a Montecitorio, è stato approvato definitivamente con 144 voti a favore, 103 contrari e 16 astenuti. “Cosi’ lo Stato torna in campo! Con l’approvazione, ad ampia maggioranza, del decreto Ilva sono state poste le condizioni per il rilancio industriale, ora tocca all’azienda: investimenti, produzione, occupazione”. E’ il commento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso che in un tweet aggiunge: “Non molliamo. Insieme si puo'”.

Cig Ex-Ilva: incontro a Roma il 13 giugno

La convocazione dal Ministero del Lavoro E’ arrivata la convocazione dal ministero del Lavoro per l’avvio dell’esame congiunto dellarichiesta dell’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, per

Taranto, incontro sull’odissea ‘Ilva’

Due giornate di incontri, dibattiti, studi sulla lunga e complessa storia del centro siderurgico di Taranto Intervista a: on. Biagio Marzo; Giorgio Assennato, ex direttore

Ue: audizione su ex Ilva di Taranto

L’europarlamentare dei Verdi Rosa D’Amato sentita dalla Commissione Petizioni insieme ad una delegazione di attivisti. Servizio di Massimo Bianco, montaggio di Pasquale D’Attoma.

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