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I beneficiari avrebbero attestato falsamente il possesso dei requisiti per ottenere il sussidio Furbetti del reddito di cittadinanza scoperti dalla Guardia di Finanza a Taranto. Due persone sono state denunciate per aver percepito illecitamente oltre 89 mila euro. Richiesto anche il sequestro dei soldi intascati. I beneficiari avrebbero attestato falsamente nelle apposite istanze il possesso dei requisiti previsti dalla normativa di settore.

Riscontrate anche oltre 160 violazioni agli obblighi di memorizzazione e di invio dei corrispettivi telematici Sono stati individuati a Taranto dalle fiamme gialle sette lavoratori in nero. I controlli hanno interessato i comuni di Taranto, Laterza, Mottola e Martina Franca. Le persone erano impiegate in diverse attività come pub, ristoranti, imprese edili, officine meccaniche e negozi di abbigliamento. Inoltre, i finanzieri jonici hanno riscontrato oltre 160 violazioni agli obblighi di memorizzazione e di invio dei corrispettivi telematici. Tra gli esercizi commerciali interessati dalle irregolarità figurano imprese presenti nell’intera provincia esercenti le attività di parrucchiere, macelleria, pescheria e ferramenta.

Il responsabile è stato segnalato alle competenti autorità Sono state sequestrate otto slot machine dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Taranto. Le slot non erano collegate alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il responsabile è stato segnalato alle competenti autorità. Sono in corso di svolgimento ulteriori approfondimenti.

Due cittadini cinesi sono stati segnalati alle autorità Sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Bari circa 17 mila gadget riconducibili alle celebre serie televisiva sudcoreana “Squid Game” perché risultati contraffatti. Si tratta di portachiavi di varie dimensioni, penne e maschere. Due cittadini cinesi sono stati segnalati alle autorità.

Presentato, dalla nuova governance, un esposto alla guardia di finanza Intervista: Michele Gengari, pres. Cassa Edile di Capitanata Servizio: Pietro Loffredo

Attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri dei rispettivi Comandi Provinciali di Bari La Guardia di Finanza sta eseguendo 15 misure cautelari personali e sequestri di beni per circa 10 milioni di euro nei confronti di una intera famiglia di imprenditori di Altamura. Al centro di tutto ci sarebbel’imprenditore edile Giuseppe De Scala, di 47 anni. Coinvolti, e finiti ai domiciliari anche il padre e la madre e altri familiari e collaboratori. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, emissione di fatture false, riciclaggio e autoriciclaggio.

L’azienda non avrebbe presentato le dichiarazioni annuali dal 2016 al 2020 Non avrebbe presentato le dichiarazioni annuali dal 2016 al 2020 e avrebbe anche occultato parte delle scritture contabili rendendo più complessa la ricostruzione delle operazioni. Per questo motivo i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo a una società barese per un importo di circa 350 mila euro. L’azienda era operante nel settore dell’installazione di vetrate e infissi. Le Fiamme Gialle della Compagnia di Monopoli hanno constatato la mancata dichiarazione di oltre 1 milione di euro di ricavi con la conseguente evasione di circa 350 mila euro.

Un centinaio le confezioni ritrovate Sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Bari oltre 500mila articoli pirotecnici per un totale di 800 chili detenuti in violazione della normativa sulla sicurezza. Questi erano presenti in depositi privati. Sono state ritrovate oltre 100 confezioni di artifici pirotecnici illecitamente detenuti e pronti per essere commercializzati con seri rischi per la sicurezza pubblica. I militari hanno intercettato due persone che stavano scaricando da due furgoni numerosi cartoni contenenti materiale pirotecnico per poi stoccarlo nei due depositi. 

Avrebbero percepito illecitamente 128mila euro Furbetti del reddito di cittadinanza nella rete della Guardia di Finanza di Taranto. Sei persone che avrebbero percepito illecitamente 128 mila euro di indennità presentando documenti falsi, sono state incastrate dalle fiamme gialle incrociando le informazioni anche attraverso il confronto con i dati Inps. I sei sono stati denunciati. Richiesto un provvedimento di sequestro delle somme indebitamente percepite.

Si tratta di cosmetici, bigiotteria e articoli per alimenti trovati in numerosi negozi della provincia Maxi sequestro di prodotti poco sicuri in provincia di Brindisi. La guardia di finanza ha passato al setaccio diversi negozi tra il capoluogo messapico, Fasano, Francavilla Fontana, Carovigno, Ceglie Messapica e Torchiarolo individuando ben 94mila prodotti non conformi alle normative in tema di sicurezza . Si tratta di cosmetici, bigiotteria, articoli per alimenti e apparecchi elettrici potenzialmente pericolosi per la salute. I titolari dei negozi  sono stati denunciati.

Tra gli indagati c’è un ingegnere: aveva ideato un software che consentiva di gestire una contabilità parallela in nero Chiuse dalla procura di Bari le indagini nei confronti di 28 dentisti di Bari e provincia, ritenuti responsabili di aver evaso le tasse per 6 milioni di euro tenendo una contabilità parallela in nero attraverso il software inventato da un ingegnere. Le indagini della Guardia di Finanza hanno interessato i 28 camici bianchi, tre società esercenti l’attività di studio odontoiatrico, dell’ingegnere informatico di Palo del Colle, TommasoCarbone e di una sua società. I 29 sono indagati per dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici. Le quattro società rispondono invece per la responsabilità amministrativa degli enti. Per l’accusa, negli anni tra il 2015 e il 2020, gli indagati avrebbero evaso imposte per oltre 6 milioni di euro. Le indagini, partite da una verifica fiscale, hanno consentito di individuare in Carbone l’ideatore e il fornitore di un software gestionale che permetteva ai professionisti che lo utilizzavano di tenere una contabilità dei compensi ricevuti ma non dichiarati. Il sistema gestionale avrebbe consentito di creare delle “schede cliente” nelle quali, dopo aver premuto il tasto F12 della tastiera e digitato una password, era possibile rendicontare i compensi percepiti in nero. Il gestionale permetteva anche di memorizzare la contabilità parallela su supporti esterni, rimovibili in caso di controlli e non accessibili senza prima aver premuto F12 e digitato la password. Il sistema permetteva quindi di tenere distinti due archivi informatici: uno interno definito “gestionale” con i dati delle fatture, uno esterno chiamato “storico” per raccogliere “i dati nella loro totalità”, come spiega la finanza in un comunicato e dunque anche quelli non annotati nella contabilità ufficiale. Carbone avrebbe anche creato delle chat per parlare con i suoi clienti, “rimandando ulteriori spiegazioni ad incontri di persona e facendo riferimento alla contabilità ‘black'”. A supporto delle indagini anche le dichiarazioni di diversi pazienti, che hanno raccontato di aver versato importi in contanti dopo le visite senza aver ricevuto regolare fattura.

Sequestrati dalla guardia di finanza 14 chili di eroina Un laboratorio per la produzione della droga è stato scoperto e sequestrato dalla guardia di finanza di Foggia nelle campagne di Ordona. All’interno dell’immobile sono stati trovati 14 chili di eroina e circa 100mila euro in contanti. Due persone sono state arrestate. La casa di campagna era attrezzata con strumentazione per tagliare, cuocere e confezionare la sostanza stupefacente. Le banconote, confezionate sottovuoto, erano state nascoste in vari contenitori per rendere più difficile il ritrovamento in caso di controlli. I due indagati si erano dotati di un miscelatore ed altri attrezzi per tagliare la sostanza, un fornetto per cuocerla e una pressa per confezionarla in panetti.

Devoluti oltre 38 mila capi di abbigliamento e 8 mila scarpe sportive Sono stati devoluti in beneficenza dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli oltre 38.000 capi di abbigliamento e 8.000 scarpe sportive, sequestrati durante i controlli doganali. Abbigliamento e scarpe sono stati devoluti ad alcune associazioni ed enti benefici operanti sul territorio pugliese, nazionale e non solo. Parte dei capi di abbigliamento, infatti, è stata destinata alle popolazioni coinvolte nel conflitto israelo-palestinese. I capi di abbigliamento costituivano carico di copertura di un ingente quantitativo di merce contraffatta trasportato in un container proveniente dalla Turchia, mentre le scarpe contraffatte sono state rinvenute a bordo di un autoarticolato proveniente dalla Grecia.

Oltre 200 pezzi da 20, 50 e 100 euro Sono oltre 200 le banconote false sequestrate a Taranto dalla Guardia di finanza per un valore di circa ottomila euro. I controlli dei militari hanno permesso di ricostruire l’intera filiera del falso, partendo anche dal singolo possessore di banconota contraffatta, per individuare poi le eventuali ipotesi di reato connesse, quali la truffa e il riciclaggio. Sono 104 le banconote false sequestrate da 20 euro, mentre 80 i pezzi da 50 euro e 18 quelli da 100 euro.

La società avrebbe contabilizzato le fatture false, detraendo indebitamente l’Iva e dichiarando in modo fraudolento i propri redditi Sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Bari conti correnti e quote societarie per un valoresuperiore a 147mila euro appartenenti a una società di abbigliamento. Nel 2016 e 2017, la società avrebbe usato fatture false per ridurre il proprio imponibile fiscale. In particolare, queste fatture, per un totale di oltre 670mila euro di imponibile e circa 150mila euro di Iva, sarebbero risultate emesse da due società cinesi, i cui referenti risultano irreperibili. La società avrebbe contabilizzato le fatture false, detraendo indebitamente l’Iva e dichiarando in modo fraudolento i propri redditi.

La Guardia di finanza sequestra circa sei chili di stupefacenti La guardia di finanza ha sequestrato in Salento oltre cinque chili di sostanze stupefacenti, conl’ausilio delle unità cinofile. Durante nel corso di una perlustrazione a ridosso delle campagne che costeggiano la strada statale 7 ter, i militari hanno scoperto due aree adibite a minimarket della droga, rinvenendo complessivamente 5,6 chili di sostanze, tra marijuana e hashish, già suddivise in dosi e pronte per essere vendute. Trovato anche materiale per il confezionamento della droga e diversi bilancini diprecisione.

Avrebbero accumulato guadagni illegali per oltre 500mila euro La Guardia di Finanza di Lecce ha scoperto una truffa da mezzo milione di euro compiuta attraverso il cosiddetto “pezzotto”. Quattro persone sono indagate per violazione della legge sul diritto d’autore e auto riciclaggio. Avrebbero decodificato il segnale di diverse pay-tv per cederlo ad altre persone che poi si occupavano di vendere abusivamente il servizio sul territorio del Leccese attraverso un decoder specifico. In tutto hanno accumulato guadagni illeciti per oltre 500mila euro. Le fiamme gialle hanno sequestrato preventivamente 5 beni immobili e 2 auto di proprietà del principale indagato.

Tra gli arrestati c’è anche il referente della Sacra Corona unita di Brindisi Vincenzo Bruno Porta anche in Puglia l’inchiesta dell’Antimafia di Brescia che ha sgominato un traffico internazionale di droga. Tra i 61 arrestati figurano anche il referente della Sacra Corona unita di Brindisi, Vincenzo Bruno, e il cassiere del clan al quale è stato sequestrato quasi un milione di euro in contanti. I due erano in contatto con i vertici dell’associazione attiva in Albania e che vendeva cocaina importata in Italia da Olanda e Spagna. 135 gli indagati in tutta Italia.

La consegna agli enti caritatevoli Convento Beato Giacomo’ di Bitetto e alla ‘Fraternità Francescana di Betania’ di Terlizzi. Quasi 17 tonnellate di pellet, non commerciabile e senza le autorizzazioni necessarie alla vendita, sono state donate dalla guardia di finanza a due enti assistenziali no profit. Le fiamme gialle hanno consegnato il materiale, finito sotto sequestro, agli enti caritatevoli Convento Beato Giacomo’ di Bitetto e alla ‘Fraternità Francescana di Betania’ di Terlizzi. Un gesto che contribuirà ad a sostenere alcune famiglie bisognose durante i freddi mesi invernali.  

Controlli guardia di finanza tra Porto Cesareo e il capoluogo Oltre 400 articoli, tra capi di abbigliamento, scarpe e accessori, con marchi falsificati di noti brand nazionali ed internazionali, sono stati sequestrati dalla guardia di finanza durante controlli sullitorale di Porto Cesareo nel Leccese. Tre persone sono state denunciate per commercializzazione di prodotti contraffatti e ricettazione. Nel corso di ulteriori controlli nel centro di Lecce, inoltre, i finanzieri hanno accertato violazioni amministrative da parte di un commerciante ambulante di bigiotteria esequestrato circa 4.000 articoli (orecchini, bracciali, collane) privi dei requisiti minimi di sicurezza. 

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