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Il procuratore capo Roberto Rossi lancia l’allarme sulla carenza di organici nell’ufficio gip. Una nuova sala d’attesa per gli uffici del casellario giudiziale della Procura di Bari che si trovano in via Brigata Regina.Fino ad oggi chi aveva necessità di accedere agli sportelli doveva attendere per strada, fuori dall’edificio, mentre ora è stata trovata una soluzione che garantirà all’utenza meno disagi e un ambiente adeguato, anche sotto il profilo della sicurezza. Sono stati creati due nuovi sportelli e installato un totem informativo. Intervista a Roberto Rossi, procuratore capo

In magistratura dal 1994 è statoi anche giudice minorile, GIP/GUP e componente del Consiglio Giudiziario. Il dottor Giuseppe Battista, barese di 62 anni, è stato nominato all’unanimità presidente di sezione penale del Tribunale di Bari. La delibera è stata adottata dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). In magistratura dal 1994, Giuseppe Battista ha ricoperto diversi incarichi: è stato giudice minorile, giudice presso le sezioni distaccate di Rutigliano e Acquaviva delle Fonti, coordinatore di sezione, magistrato del Riesame e delle misure di prevenzione per 10 anni. Attualmente svolge le funzioni di GIP/GUP presso il Tribunale di Bari. Da aprile 2025 è anche componente del Consiglio Giudiziario.

Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello si sono avvalsi della facoltà di non rispondere . Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello. L’udienza di convalida del fermo era prevista questa mattina alle 9.30 nel carcere di Lecce dove sono detenuti ma i due foggiani, accusati di aver preso parte all’assalto armato di lunedì scorso al portavalori sulla Brindisi-Lecce, hanno deciso alla presenza dei propri legali di fiducia di non rispondere all’interrogatorio del gip Tea Verderosa e del pm Alessandro Prontera. Si attende nelle prossime ore la convalida del fermo con la custodia cautelare in carcere. Sono accusati di tentati omicidio e delitto aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente.

L’ex assessore ed ex candidato di Fi alla Regione Puglia.” Chiarirò la mia posizione” Servizio di Linda Cappello

Sono accusati di voler ricostituire una frangia dell’organizzazione mafiosa Si sono presentati davanti al Gip del tribunale di Brindisi Barbara Nestore, ma hanno scelto di non rispondere alle domande. Salvatore Buccarella, detto “Totò Balla”, e i tre presunti affiliati finiti nel decreto di fermo della Direzione distrettuale antimafia di Lecce si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia. Nel carcere di Lecce sono comparsi Umberto Attanasi, 59 anni, suo figlio Pasquale, 37 anni, e il 47enne Vincenzo Schiavone. Attanasi e il figlio devono rispondere anche di un tentativo estorsivo ai danni di un imprenditore agricolo. Schiavone è accusato invece solo di associazione mafiosa. A Napoli, per rogatoria, è stato il turno del 66enne Buccarella: l’ex boss di Tuturano è accusato di 416 bis e, secondo gli inquirenti, avrebbe tentato di riorganizzare la frangia storica della Sacra Corona Unita. Il provvedimento di fermo si fonda su indagini che avrebbero documentato summit, intimidazioni e richieste di denaro per “guardiania” delle campagne.

Dimissioni già protocollate al Comune, il legale difensore ha chiesto l’attenuazione della misura cautelare in carcere INTERVISTA: LUIGI CORVAGLIA (AVVOCATO)GIORNALISTA: STEFANIA CONGEDO

Il vice sindaco Cosimo Piccione comparirà domani davanti al gip per respingere le accuse di corruzione e turbativa d’asta

Interrogatorio di garanzia per il 57enne di San Giorgio Ionico accusato di concorso in omicidio del brigadiere capo Carlo Legrottaglie Si è avvalso della facoltà di non rispondere Camillo Giannattasio, il 57enne di San Giorgio Ionico accusato di concorso in omicidio del brigadiere capo Carlo Legrottaglie. L’uomo nelle scorse ore è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brindisi. Per il Gip la morte del carabiniere era un evento “ampiamente prevedibile e accettato da Giannattasio che nell’auto aveva armi cariche di munizioni pronte ad uccidere”. Secondo quanto ricostruito, il 12 giugno, mentre la gazzella dei carabinieri inseguiva i due malviventi, questi mostravano gesti di sfida contro i militari prima di schiantarsi contro un palo. Scesi dall’auto, Mastropietro sparò contro Legrottaglie, uccidendolo e Giannatasio partecipò attivamente alla pianificazione e all’azione con chiara volontà criminale. Avrebbe istigato e rafforzato la condotta violenta del complice. Non solo: tra casa e negozio nascondeva anche un arsenale clandestino. Giannattasio è indagato anche per il tentato omicidio dei due poliziotti che, nella seconda sparatoria, sono intervenuti per fermarli, sparatoria nella quale è morto Michele Mastorpietro.

All’incredibile racconto si è aggiunto un video: un’intervista realizzata esattamente un anno fa dalla Rai. Rispose alle domande di un giornalista per commentare l’accoltellamento di una ragazza da parte del fidanzato, un fatto avvenuto proprio a Racale. Lucido, senza alcun segno di pentimento. “Sono rientrato a casa e mi ha subito rimproverato. non si saluta? Non ci ho visto più, sono andato a prendere l’ascia dal piano di sopra e l’ho uccisa. Per scherzo gliel’avevo detto altre volte che l’avrei ammazzata. E ieri l’ho fatto”. Il racconto è agghiacciante. Filippo Manni, 21 anni, ieri ha risposto alle domande della Pm Simona Rizzo, assistito dall’avvocato Francesco Fasano e ha confessato l’omicidio di sua madre Teresa Sommario, 53 anni, uccisa con cinque colpi d’ascia tra collo, nuca e spalla. Servizio di Antonio Procacci

Lo deciderà il Gip il 2 maggio dopo averlo interrogato La notizia l’ha data lui stesso, ai consiglieri della sua maggioranza. Tommaso Minervini, sindaco di Molfetta, al terzo mandato non consecutivo, è stato raggiunto da un provvedimento giudiziario che potrebbe aprirgli le porte degli arresti domiciliari. È questo che chiede la Procura di Trani al Gip che ha fissato per il 2 maggio l’interrogatorio che potrebbe portare all’arresto del sindaco. Lo prevede il nuovo codice penale nei casi in cui si può prevedere la reiterazione del reato.

Per la morte del 18enne ucciso da una squadra fascista nel 1977, mancano riscontri alle intercettazioni

I contegni censurabili sotto il profilo morale ed etico da parte dell’indagato – conclude alla fine il giudice – restano relegati alla sfera dei rapporti interpersonali Abitudini sessuali stravaganti, questo sì, ma nessun tipo di violenza o costrizione. A questa conclusione è arrivata la gip di Bari Rossana De Cristofaro, che ha archiviato l’inchiesta avviata nei confronti di un militare dell’esercito accusato di stalking e violenza sessuale nei confronti della sua amante.  Servizio di Linda Cappello

Cosimo Loiola è stato fermato per l’uccisione di Sebastiano Danieli, 66 anni, di Galatone Ha fatto scena muta davanti al Gip Cosimo Loiola, il 45enne di Galatone fermato con l’accusa di aver ucciso Sebastiano Danieli, 66 anni. L’omicidio si è consumato la notte dell’11 febbraio scorso nelle campagne di Galatone. Il suo legale ha riferito che dopo aver fornito le sue generalità non ha più parlato perché “molto scosso”. É attesa nelle prossime ore la decisione sulla convalida o meno del fermo.

La giornalista fu trovata senza vita nella sua abitazione a Fasano il 29 giugno 2023 Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Donato Colazzo

Finirono nelle mani di Giuseppe De Benedictis La gip di Lecce Giulia Proto ha archiviato l’indagine a carico di sette poliziotti, in serviziopresso la questura di Bari (due di questi erano già in pensione al momento dell’inizio delle indagini), accusati di aver falsificato dei verbali di distruzione di alcune armi e di averle consegnate all’allora gip di Bari Giuseppe De Benedictis. Per il giudice, a maggio, è diventata definitiva la condanna anove anni e tre mesi di reclusione per la detenzione di un arsenale di oltre 200 tra armi (anche da guerra) e munizioni, custodito in una villa di Andria. Alcune di quelle armi sarebbero state fornite al giudice – secondo l’accusa – dall’ex responsabile del nucleo artificieri della questura di Bari, Leonardo Bizzoco, a processo a Lecce. Ma non dai sette suoi sottoposti per i quali è arrivata l’archiviazione.

L’ultima volta in cui il 28enne è stato visto risale al 23 aprile 2023, in occasione dell’incidente probatorio con l’ascolto della minore in modalità protetta Finisce in un nulla di fatto l’inchiesta della Procura di Lecce su un presunto caso di violenza sessuale avvenuta il 26 agosto 2022, ai danni di una ragazzina di 12 anni in vacanza in Salento in un villaggio turistico di Otranto nella zona dei Laghi Alimini. Ieri mattina il gip di Lecce Anna Paola Capano ha emesso la sentenza di non luogo a procedere, ex articolo 420 quater del codice di procedura penale, a carico del presunto responsabile della violenza, un ragazzo di 27 anni di origini cubane residente a Milano, in servizio come animatore nel villaggio. La sentenza del non luogo a procedere è motivata perché non c’è prova che l’imputato abbia avuto conoscenza del procedimento. Il 28enne infatti risulta irreperibile . Agenti della Questura Garibaldi di Milano quando si sono recati presso il domicilio della residenza del giovane per notificargli la fissazione della data della udienza preliminare, non hanno trovato alcun nominativo sul citofono in uno stabile sprovvisto di portineria. L’ultima volta in cui il 28enne è stato visto risale al 23 aprile 2023 , in occasione dell’incidente probatorio con l’ascolto della minore in modalità protetta. Dopo di che più nessun contatto neppure con il suo avvocato. Anche il numero del cellulare risulta disattivato. Il 27enne si è sempre proclamato innocente asserendo che la ragazzina si fosse inventata tutto con le amiche. La dodicenne invece nel corso dell’incidente probatorio ha confermato quanto esposto nella querela presentata a distanza di tempo dalla madre a Viterbo dove abita la famiglia.

Oggi l’interrogatorio di garanzia per l’uomo Si terra’ questa mattina a Bari l’interrogatorio di garanzia di Giuseppe Lacarpia, il 65enne di Gravina in Puglia accusato dell’omicidio premeditato della moglie, la 60enne Maria Arcangela Turturo. L’uomo sabato, nel giorno del funerale della moglie, ha lasciato l’ospedale dove era ricoverato dopo il brutale femminicidio, avvenuto nella notte del 6 ottobre. Avrebbe dato fuoco alla sua auto mentre la donna era ancora all’interno e poi, quando la consorte ha provato a fuggire, l’avrebbe immobilizzata a terra causandole fratture alle gambe e al torace.

L’uomo è stato dimesso dall’ospedale, lunedi sarà interrogato dal Gip di Bari Servizio di Linda Cappello Riprese e montaggio Orazio Corbacio Intervista a Fedele Lagreca, sindaco di Gravina in Puglia

Pena ridotta anche per l’imprenditore agricolo, Antonio Tannoia, nella cui masseria venne ritrovato l’ arsenale riconducibile all’ex gip Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Francesco Afrune

Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni all’interno di un bar Il gip di Lecce Anna Paola Capano ha inflitto tre condanne al termine del processo in abbreviato per il pestaggio ai danni di un 17enne avvenuto all’interno di un bar a Galatone lo scorso 6 gennaio. Con l’accusa di tentato omicidio sono stati condanni a 8 anni Mattia Marzano, 31enne, e a 5 anni e 4 mesiAndrea Calamaio, di 48 anni, e Giacomo Migliaccio , 33enne. Tutti di Galatone. Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni per uno sguardo di troppo ad una ragazza che si trovava in compagnia degli aggressori. In precedenza un quarto imputato, Giuseppe Mele di 53 anni, di Sannicola, è stato condannato invece con rito ordinario a 5 anni di reclusione, ma in questo caso i giudici hanno riqualificato il reato in lesioni personali aggravate e non tentato omicidio.

Uxoricidio Gravina: Lacarpia dal Gip

Oggi l’interrogatorio di garanzia per l’uomo Si terra’ questa mattina a Bari l’interrogatorio di garanzia di Giuseppe Lacarpia, il 65enne di Gravina in Puglia accusato

Galatone, pestarono 17enne per uno sguardo a una ragazza: tre condanne

Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni all’interno di un bar Il gip di Lecce Anna Paola Capano ha inflitto tre condanne al termine del processo in abbreviato per il pestaggio ai danni di un 17enne avvenuto all’interno di un bar a Galatone lo scorso 6 gennaio. Con l’accusa di tentato omicidio sono stati condanni a 8 anni Mattia Marzano, 31enne, e a 5 anni e 4 mesiAndrea Calamaio, di 48 anni, e Giacomo Migliaccio , 33enne. Tutti di Galatone. Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni per uno sguardo di troppo ad una ragazza che si trovava in compagnia degli aggressori. In precedenza un quarto imputato, Giuseppe Mele di 53 anni, di Sannicola, è stato condannato invece con rito ordinario a 5 anni di reclusione, ma in questo caso i giudici hanno riqualificato il reato in lesioni personali aggravate e non tentato omicidio.

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