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Secondo una ricerca della Washington State University, le avvertenze grafiche sui pacchetti di sigarette riducono la percezione del rischio delle e-cigarette e spingono i fumatori verso lo svapo. Le campagne antifumo basate su immagini scioccanti sui pacchetti potrebbero produrre un effetto contrario a quello desiderato. Invece di spingere i fumatori ad abbandonare la nicotina, rischiano di orientarli verso le sigarette elettroniche, percepite come alternativa più sicura. È quanto emerge da uno studio guidato da Elizabeth Howlett della Washington State University, pubblicato sul Journal of Business Ethics. La ricerca ha analizzato come i consumatori reagiscono alle differenze tra le avvertenze sanitarie sulle sigarette tradizionali e quelle sulle e-cigarette. Il risultato è chiaro: la presenza di immagini forti sui pacchetti di sigarette, in assenza di avvertenze altrettanto incisive sui prodotti da svapo, riduce la percezione del rischio associato alle sigarette elettroniche e aumenta la disponibilità a utilizzarle. Da anni molti Paesi adottano avvertenze con immagini esplicite che mostrano le conseguenze del fumo: tumori, malattie cardiovascolari e altre patologie gravi. Studi precedenti hanno dimostrato che queste immagini attraggono l’attenzione, suscitano reazioni emotive e aumentano la motivazione a smettere di fumare. Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ha approvato l’uso di undici immagini di questo tipo sui pacchetti, anche se la loro piena applicazione è ancora oggetto di contenziosi. Le sigarette elettroniche, invece, riportano generalmente solo brevi avvertenze testuali sulla presenza di nicotina e il rischio di dipendenza. “Il governo federale ha deciso di imporre avvertenze sanitarie molto esplicite sui pacchetti di sigarette”, spiega la professoressa Howlett. “Abbiamo studiato le conseguenze indesiderate di questo approccio e abbiamo osservato che, di fatto, può ridurre la percezione della minaccia associata alle sigarette elettroniche.” Per verificare l’ipotesi, il gruppo di ricerca ha condotto quattro esperimenti online con fumatori adulti, esposti a diverse combinazioni di avvertenze su sigarette tradizionali ed e-cigarette. I risultati mostrano che quando le sigarette tradizionali erano accompagnate da immagini forti e le elettroniche solo da avvertenze verbali, i partecipanti sviluppavano un atteggiamento più favorevole verso lo svapo e una maggiore intenzione di provare le e-cigarette invece di smettere del tutto. In uno degli esperimenti, rendere le avvertenze più equilibrate tra le due categorie ha ridotto significativamente gli atteggiamenti positivi verso lo svapo. Negli Stati Uniti il fumo è ancora responsabile di quasi mezzo milione di decessi ogni anno e rappresenta una delle principali cause prevenibili di morte. Sebbene alcune evidenze suggeriscano che le sigarette elettroniche siano meno dannose di quelle combustibili, cresce il numero di studi che le collegano a problemi cardiovascolari, respiratori e gastrointestinali. “Meno dannoso non significa sicuro”, sottolinea Howlett. C’è poi il tema dei giovani: molti ragazzi che non avrebbero mai considerato il fumo tradizionale si sono avvicinati alle e-cigarette proprio per la percezione attenuata del rischio. “L’idea iniziale era incoraggiare i fumatori a passare a prodotti potenzialmente meno dannosi”, conclude la ricercatrice. “Il problema è che lo svapo ha attirato anche chi non aveva mai fumato.”

La denuncia arriva dall’ambientalista tarantino, Luciano Manna di Veraleaks. È stata una emissione simile a uno slopping. Una emissione di colore rossastro si è sollevata dagli impianti ex Ilva Acciaierie d’Italia di Taranto ed è stata visibile da parecchi chilometri di distanza dallo stabilimento. La denuncia arriva dall’ambientalista tarantino, Luciano Manna di Veraleaks. È stata una emissione simile a uno slopping, ma proveniente questa volta dalla zona Afo4 (o grf) che si trova alle spalle dell’acciaieria. “L’azienda deve darne conto ai cittadini e alle autorità”, evidenzia Manna. “Si tratta degli stessi reati ambientali per cui i gestori della fabbrica sono ancora a processo e per i quali nel 2012 furono sequestrati gli impianti dell’area a caldo” continua l’ambientalista, “Cose che accadono ancora oggi a febbraio del 2026 accadono senza destare preoccupazioni a istituzioni e politica”.

In poco più di dieci giorni raccolte 18mila firme per la proposta di legge che punta a ridurre il tabagismo e finanziare il Servizio Sanitario Nazionale. È in questo contesto che nasce la campagna “5 euro contro il fumo”, una proposta di legge di iniziativa popolare che punta ad aumentare di 5 euro il costo di sigarette e prodotti da inalazione di nicotina. L’obiettivo è duplice: ridurre il tabagismo e reperire nuove risorse per il Servizio Sanitario Nazionale. In poco più di dieci giorni sono state raccolte 18mila firme, pari al 35% delle 50mila necessarie per portare la proposta in Parlamento. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare online tramite la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando SPID, CIE o CNS. Una campagna senza precedenti in Italia Si tratta della prima iniziativa di questo tipo mai realizzata nel Paese, promossa da AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. Hanno già aderito circa 30 società scientifiche e oltre 15 associazioni di pazienti, che nella Giornata mondiale contro il cancro rilanciano l’appello a firmare per raggiungere rapidamente la soglia delle 50mila firme. Prevenzione oncologica e stili di vita: i numeri Il fumo resta il principale fattore di rischio oncologico, ma non è l’unico. Secondo le stime, oltre il 40% dei decessi per cancro è legato a fattori di rischio modificabili, come: fumo consumo di alcol dieta scorretta sovrappeso e obesità sedentarietà Nonostante ciò, l’Italia investe nella prevenzione sanitaria solo il 4,6% della spesa sanitaria complessiva, una quota inferiore a quella di Regno Unito (5,6%), Olanda (5,2%) e Germania (4,8%). L’appello dell’AIOM: “Serve uno sforzo in più” «La campagna “5 euro contro il fumo” è pienamente in linea con gli obiettivi della Giornata mondiale contro il cancro, a partire dall’informazione sui fattori di rischio», spiega Massimo Di Maio, presidente AIOM. «In pochi giorni migliaia di cittadini hanno già firmato, ma serve uno sforzo ulteriore per arrivare alle 50mila firme». I dati sugli stili di vita degli italiani confermano l’urgenza: il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso, il 10% è obeso, il 58% consuma alcol e il 27% è sedentario.

I giudici di Lecce hanno riconosciuto il danno patrimoniale pari a più di 647mila euro e “il danno da perdita del rapporto parentale”, quantificato in 294mila euro.. La Corte di Appello di Lecce ha condannato il Ministero della Giustizia a risarcire con quasi un milione di euro la famiglia di Salvatore Antonio Monda, agente della polizia penitenziaria morto a 44 anni nel 2011, per un tumore ai polmoni provocato dal fumo passivo. I giudici hanno riconosciuto il danno patrimoniale pari a più di 647mila euro e “il danno da perdita del rapporto parentale”, quantificato in 294mila euro.Salvatore Antonio Monda aveva lavorato nei penitenziari di Milano e Taranto per poi finire a Lecce dove è morto a luglio del 2011. Non aveva mai acceso una sigaretta in vista sua eppure aveva frequentato quotidianamente luoghi di lavoro esposti al fumo passivo e privi di sistemi di prevenzione e contrasto alla diffusione dello stesso”. Motivo per cui per i giudici c’è un nesso causale tra fumo passivo e il tumore polmonare che gli ha causato la morte. Per i giudici inoltre l’ “l’amministrazione penitenziaria era tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per impedire l’esposizione dei propri dipendenti a fumo passivo. L’omessa predisposizione di tali cautele – si legge nella sentenza – integra una violazione del dovere di diligenza e prudenza che incombe sul datore di lavoro pubblico nella tutela della salute del personale”.La sentenza è la prima del genere in Italia e in Europa.

Incendio divampato in località Regina Pacis, fumo visibile fino a San Cataldo: salve pineta e case Un incendio è divampato, nel pomeriggio, a San Foca, marina di Melendugno. Le fiamme si sono sviluppate all’interno di un canneto, in località Regina Pacis. Il tempestivo intervento delle squadre antincendio dei Vigili del Fuoco hanno evitato che il rogo si estendesse alle abitazioni e a una pineta poco distante. Durante le operazioni è stata coinvolta un’autovettura, andata completamente distrutta.Le operazioni di spegnimento e bonifica sono state supportate dal personale ARIF e da volontari della Protezione Civile. Le cause dell’incendio sono in fase di accertamento.

Le fiamme hanno raggiunto scivoli e pineta vicina. Famiglie evacuate, sul posto due canadair A distanza di circa un anno , un nuovo incendio è in corso a Lido Silvana. A prendere fuoco, gli impianti dell’ex parco acquatico Acquafolies, abbandonato da tempo. Le fiamme, alimentate dal vento e dalla vegetazione secca, hanno raggiunto le strutture degli scivoli e anche la pineta. Molte famiglie sono state fatte evacuare dalle ville. Una densa colonna di fumo si è alzata dalla zona, visibile anche a diversi chilometri di distanza, suscitando preoccupazione tra i cittadini. Non ci sarebbero feriti. Sul posto due canadair. I vigili del fuoco sono già all’opera per domare le fiamme.

Questa mattina alle 8.51 si sarebbe verificato un fenomeno di slopping all’interno dell’acciaieria 2. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks Mentre a Roma si discute sul futuro dell’ex Ilva, questa mattina alle 8.51 si sarebbe verificato un fenomeno di slopping all’interno dell’acciaieria 2. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks. Si tratta di una fuoriuscita incontrollata di fumo, polveri e sostanze nocive dall’altoforno, causata dall’instabilità della miscela incandescente di acciaio e scorie durante la colata. Continuiamo a respirare veleni, dice Manna, e nessuno interviene. L’attivista, inoltre, cita una vecchia dichiarazione di Agostino Pastorino, fiduciario della famiglia Riva, ex padroni dell’ Ilva, che nel 2013 durante un interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Taranto, affermo’ che a Genova non si poteva fare neanche uno slopping. Ci avrebbero chiuso. A Taranto invece tutto è possibile 

Il sindaco ha emesso l’ordinanza per la tutela della salute e dell’ambiente. Multe salatissime per i disertori ma i bagnanti sembrano contenti della decisione Di Alessandra Martellotti

I trasgressori rischiano sanzioni fino a 500 euro Tempi duri per i fumatori. Niente sigarette in spiaggia a Castellaneta Marina dal primo luglio al 30 settembre. Lo ha disposto un’ordinanza del sindaco Giambattista Di Pippa. L’obiettivo è tutelare la salute pubblica e l’ambiente. Vietato fumare quindi su tutte le spiaggia del territorio comunale E nelle acque fino a 20 metri dalla battigia. Nel caso ci siano aree attrezzate per i fumatori, si potrà accendere la sigaretta solo al di fuori dell’area balenare. Vietatissimo, inoltre, abbandonare mozziconi sulla sabbia. I trasgressori rischiano sanzioni amministrative da 25 a 500 euro. Spetterà alla polizia locale vigilare sul rispetto dell’ordinanza e intensificare i controlli sul rispetto del divieto di fumo

Primo piano invaso dal fumo, pronto l’intervento dei Vigili del Fuoco Incendio questa mattina in una palazzina ad Acquaviva delle Fonti. Per cause ancora d’accertare l’intero primo piano è stato invaso dal fumo. La palazzina è stata evacuata dai Vigili del Fuoco, arrivati sul posto con due squadre, autoscala e autobotte. In pochi minuti l’incendio è stato contenuto e spento.

L’incendio è ancora in corso, si sviluppato in zona Bellavista, la coltre di fumo nero è visibile da diversi quartieri Una lampadina caduta su alcuni cartoni ha dato origine al rogo, e si è scatenato l’inferno per l’azienda DueEsse Christmas in zona Bellavista a Taranto. L’incendio è scoppiato alle 6.30. All’interno dello stabilimento, nei pressi della zona industriale di Taranto, c’erano venti dipendenti. Hanno provato prima a domare le fiamme da soli, utilizzando gli estintori ma poi la situazione è sfuggita di mano. Due persone sono state soccorse dal 118. Una per lievi ustioni alla testa, l’altra per le inalazioni. A bruciare prevalentemente carta, ma anche plastica per la presenza di addobbi natalizi di ogni genere, di importazione cinese. Le operazioni di spegnimento sono ancora in corso. Il capannone è andato completamente distrutto. Sul posto lo Spesal e l’Arpa. Quest’ultima consiglia ai cittadini di tenere le finestre chiuse. La colonna di fumo nero è arrivata anche nei quartieri piu lontani della citta come San Vito.Sono in corso gli accertamenti tecnici per quantificare l’impatto sull’aria. Intervenuti vigili del fuoco e polizia.

Il tribunale di Lecce ha previsto un risarcimento danni di un milione di euro per i parenti dell’uomo morto nel 2011 a causa di un tumore ai polmoni  Servizio di Linda Cappello Immagine da poliziapenitenziaria.it

Coinvolte sei auto e un tir. Diversi i feriti ma non sono gravi Maxi tamponamento, per fortuna senza gravi conseguenze, lungo l’A14 tra Foggia e San Severo.È successo nel primo pomeriggio. Molto probabilmente è stato il fumo, provocato da un incendio di sterpaglie nei pressi della carreggiata, a causare il rocambolesco schianto, che ha coinvolto un tir e almeno sei auto, tra cui un’ambulanza. Alcune persone hanno riportato ferite, fortunatamente non gravi.L’incendio di sterpaglie è stato spento dai vigili del fuoco. Sul posto, la polizia stradale. Dopo circa due ore, il traffico è ripreso su entrambe le carreggiate.

Sul posto hanno operato Vigili del Fuoco e Protezione Civile Un incendio ha interessato nel primo pomeriggio un tratto della statale 274 che collega Gallipoli al Capo di Leuca, conosciuta come la “Salentina meridionale”. Le fiamme sono divampate all’altezza dello svincolo per Taviano, interessando una vasta area di sterpaglie, incolto e alberi ricadenti per fortuna al di fuori dell’area parco . Il fumo denso che ha invaso la carreggiata ha imposto la temporanea chiusura su entrambi i lati della strada in direzione nord per un tratto di circa 2 km. Sul posto hanno operato i vigili del fuoco unitamente ad alcune squadre della protezione civile e dell’Anas.

Dopo il sopralluogo effettuato, è stata interdetta tutta la zona cantina e una stanza del piano sovrastante sino al ripristino delle condizioni di sicurezza Un incendio sulle cui cause sono in corso indagini, si è sviluppato nel pomeriggio all’interno di un piano interrato adibito a cantina a Taviano, in via Ottaviano. I fumi sprigionati dalla combustione a causa dell’effetto camino, fenomeno per cui una massa di aria calda tende a salire e richiamare verso il basso l’aria più fredda, si sono propagati all’interno della tromba delle scale interessando alcune abitazioni. Una ragazza di 15 anni che si trovava al piano terzo è rimasta intossicata. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e i vigili del fuoco. Dopo il sopralluogo effettuato, è stata interdetta tutta la zona cantina e una stanza del piano sovrastante sino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Il forte vento di scirocco che da oggi sta sferzando il Salento ha provocato momenti di panico questa era in Piazza Tito Schipa a Novoli dove si sta consumando la grande focara accesa ieri sera in onore di Sant’Antonio Abate. Le folate di vento hanno riversato in tutta l’area le ceneri incandescenti della grande pira che continua ad ardere. La piazza è stata invasa da una fitta coltre di fumo che ha ridotto la visibilita’ rendendo l’area irrespirabile costringendo le persone presenti ad allontanarsi in rutta fretta. Sul posto stanno operando i volontari della protezione civile e i vigili del fuoco per cercare di tenere sotto controllo il fuoco. L’area è stata ulteriormente messa in sicurezza e le persone ora si trovano in una zona delimitata da transenne meno esposta al vento. La situazione viene definita dai responsabili del Comitato Festa “ sotto controllo”. Confermato il concerto dei Morcheeba.

La situazione nel corso della notte potrebbe subire evoluzioni E’ ancora in corso l’incendio nella ditta di stoccaggio rifiuti “Recuperi Pugliesi” a Modugno e il sindaco Nicola Bonasia, considerato che l’azienda stocca imballaggi di materiale plastico e di carta, la cui combustione rappresenta un potenziale rischio per la salute pubblica; e che la colonna di fumo, spinta dal vento, si potrebbe dirigere su tutto il territorio comunale e su altri comuni limitrofi; ha stabilito con una ordinanza immediatamente esecutiva che, almeno fino alle ore 15 di domani, i cittadini dovranno limitare le attività all’aperto, con particolare riguardo a quelle di natura ludico sportiva; e mantenere chiuse le finestre in caso di fumi persistenti e maleodoranti. Anche il Comune di Bari invita i cittadini a tenere le finestre chiuse e a evitare una prolungata permanenza all’esterno domani, in via precauzionale: il fumo al momento non sta interessando l’abitatodi Bari ma la situazione nel corso della notte potrebbe subire evoluzioni a causa dell’andamento del vento che dovrebbe cambiare direzione. La situazione è monitorata in continuo da Arpa Puglia e dal dipartimento di prevenzione della Asl.

Novoli, cenere e fumo dalla Focara

Il forte vento di scirocco che da oggi sta sferzando il Salento ha provocato momenti di panico questa era in Piazza Tito Schipa a Novoli

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