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Si attendono risposte da Acciaierie d’Italia sui crediti esigibili, incontro Confindustria – sindacati sulla cig Servizio Annamaria Rosato

A Taranto ripresa anche l’assemblea permanente degli autotrasportatori E’ ripresa la protesta delle aziende dell’indotto ex Ilva di Taranto. Chiedono garanzie sul ristoro dei crediti maturati nei confronti di Acciaierie d’Italia, pari a 120 milioni di euro. L’associazione Aigi sta attuando il blocco della fornitura di beni e servizi, garantendo solo la manutenzione delle batterie degli altiforni mentre gli autotrasportatori aderenti a Casartigiani sono in assemblea permanente nell’area della portineria C. Le aziende temono di perdere i propri crediti in caso di ricorso all’amministrazione straordinaria per l’ex Ilva, così come accadde nel 2015.

Vertici tra Aigi – Confindustria – sindacati Domani alle 15.00 Aigi, l’associazione che raggruppa la maggior parte dell’indotto legato ad Acciaieried’Italia, l’ex Ilva, incontrerà i sindacati per l’avvio della procedura di cassa integrazione per il personale dipendente delle imprese. In mattinata, invece, i sindacati vedranno Confindustria Taranto sempre per lo stesso motivo. Secondo Aigi, la cassa nell’indotto è”una soluzione purtroppo non più rinviabile, vista la grave situazione che sta investendo, nuovamente, a distanza di quasi 9 anni, lo stabilimento ex Ilvae che sta portando al tracollo delle imprese già gravate dal primo ‘bidone’ di 150 milioni di euro, consequenziale all’amministrazione straordinaria del 2015.Nove anni – dice Aigi – durante i quali nulla è cambiato. Nessun passo concreto per l’avvio del processo di decarbonizzazione che possa risolveredefinitivamente il dilemma lavoro-ambiente -salute”. “Per mantenere in equilibrio economico-finanziario lo stabilimento, serve produrre 6/8 tonnellate di acciaio annue. Serve produrre acciaio ecosostenibile. Per rendere lo stabilimento produttivo in chiave green, occorrono almeno dieci anni” mentre, dice Aigi,“con la nuova amministrazione straordinaria si tornerebbe nuovamente ai nastri di partenza. Il rischio concreto, qualora dovesse concretizzarsi questa sciagurata ipotesi, è che passino altri dieci anni senza interventi concreti tanto da cancellare l’indotto e con esso il tessuto industriale generando l’assenzadi acciaio italiano nel panorama europeo. Il processo di decarbonizzazione è lungo e va programmato. Questo chiede l’indotto di Taranto. L’indotto di Aigi”. “Chiediamo chiarezza, non un’altra amministrazione straordinaria – afferma Aigi – che metterebbe in ginocchio un asset fondamentale del territorio cheè rappresentato dall’indotto”. E ancora: “Se davvero non dovessero arrivare i 120 milioni di euro di crediti che vantiamo da Acciaierie d’Italia, sarà decretato il tracollo sociale di un territorio che perderebbe imprese e imprenditori. Persone che si sono indebitate per fare impresa. Taranto – conclude Aigi –rischia di diventare una citta’ di cassaintegrati. Una città desertificata”. 

Il ministro a Matera, in visita allo stabilimento della Mermec Servizio Alessandro Boccia Intervista: Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy

L’esito della videoconferenza col ministro non soddisfa i rappresentanti delle associazioni. Casartigiani conferma il presidio C’è l’impegno del governo a tutelare le imprese dell’indotto ex Ilva che vantano crediti nei confronti di Acciaierie d’Italia. E’ quanto avrebbe detto il ministro delle imprese e del made in italy Adolfo Urso, durante il confronto in videoconferenza con le associazioni rappresentanti delle aziende fornitrici edell’indotto di Acciaierie d’Italia. Alla riunione ha partecipato anche il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone. Tuttavia l’incontro in videoconferenza non ha soddisfatto le associazioni. il presidio di Casartigiani continua davanti alla portineria C mentre le imprese dell’indotto di Aigi hanno rimosso il blocco ma, a breve, verranno comunicate nuove e clamorose forme di protesta.

Corteo e blocchi stradali lungo le principali arterie cittadine A Taranto si alza il livello della protesta dell’indotto. Da questa mattina la citta’ e’ completamente paralizzata. Le imprese che lavorano con l’ex Ilva invocano garanzie sul pagamento dei crediti maturati, circa 120 milioni di euro, temendo che possano svanire con il ricorso all’amministrazione straordinaria. Un corteo con auto e camion e’ partito dalla portineria c dello stabilimento, dove era in corso un presidio, dirigendosi verso il centro provocando diversi blocchi stradali e rallentamenti al traffico sulla statale 106 ionica e sulla statale Appia. A Taranto intanto e’ arrivato questa mattina il ministro Calderone che sta partecipando ad un incontro in video call con il collega Urso e i rappresentanti delle varie associazioni che rappresentano le imprese dell’indotto, prima tra tutte l’Aigi che raggruppa circa l’80 per cento delle ditte appaltatrici. L’Aigi chiede il pagamento tutte le fatture emesse fino al 31 dicembre del 2023 e la stesura di un piano industriale che garantisca la continuita’ produttiva.

Dura presa di posizione delle associazioni delle imprese alla vigilia dell’incontro col ministro Urso Servizio di Annamaria Rosato

Palazzo Chigi: ‘Pronto un prestito ponte da 320 milioni’ Servizio di Stefania Rotolo Riprese di Massimo D’Olimpio Intervistati: Rocco Palombella, segr. UilmMichele De Palma, segr. FiomRoberto Benaglia, segr. Fim

Drastico dietrofront degli autotrasportatori tarantini che dopo aver annunciato la sospensione dello sciopero che andava avanti da due settimane davanti ai cancelli della portineria C, ieri sera hanno proclamato una nuova mobilitazione ripresa stamattina

Se il Governo deciderà per la nuova amministrazione straordinaria, le imprese dell’indotto pronte a tutto INTERVISTA: VLADIMIRO PULPO, AUTOTRASPORTI AIGI FABIO GRECO, PRES. AIGI Servizio Annamaria Rosato

L’incontro avverrà a Palazzo Chigi Il governo conferma la convocazione dei sindacati sulla vicenda ex Ilva domani alle 15.00. Lo si legge in una nota della presidenza del consiglio dei ministri, inviata alle sigle sindacali. L’incontro avverrà aPalazzo Chigi.

Cittadini e associazioni chiedono la riconversione dello stabilimento servizio di Annamaria Rosato Intervista a Michele Riondino, attore Alessandro Marescotti, presidente associazione “Peacelink”

Da associazione indotto ultimatum su ristoro crediti L’assemblea delle aziende dell’indotto siderurgico, che si è riunita ieri sera nella sede dell’associazione Aigi, insieme a una delegazione degli autotrasportatori di Casartigiani, ha deliberato all’unanimità di inviare un ultimatum al Governo in merito alla questione del ristoro dei crediti maturati con Acciaierie d’Italia. Le aziende iscritte ad Aigi, che costituiscono l’80% dell’indotto ex Ilva con una forza lavoro di oltre 4mila unità, “attendono – è detto in una nota – entro giovedì prossimo una risposta. Aspettano di essere convocate dal Governo nazionale al tavolo delle trattative per comprendere le reali intenzioni dell’esecutivo sull’immediato futuro della fabbrica”. In caso contrario, viene annunciato, “attueranno, già da venerdì prossimo, il blocco totale dello stabilimento adottando quello che in gergo tecnico viene definito ‘minuto mantenimento’ dimostrando la strategicità funzionale delle aziende associate che – concludono – da oltre 40 anni rappresentano l’estensione funzionale dello stabilimento”. Gli autotrasportatori aderenti a Casartigiani dall’inizio di gennaio sono in presidio permanente davanti alla portinerie C del Siderurgico e invocano il pagamento delle fatture scadute. Le imprese dell’indotto temono di perdere i propri crediti se per l’ex Ilva si dovesse far ricorso all’amministrazionestraordinaria.

Tra mercoledì e giovedì le parti si dovranno nuovamente incontrare

La protesta durerà fino al 19 gennaio, poi si passerà allo sciopero generale INTERVISTA: STEFANO CASTRONOVO, COORDINATORE REGIONALE CASARTIGIANI GIACINTO FALLONE, PRES. PROV AUTOTRASPORTATORI CASARTIGIANI Servizio Annamaria Rosato

Questa sera, invece, l’atteso incontro con i Sindacati Giornalista Stefania RotoloRiprese e Montaggio Massimo d’Olimpio

Per acquisizione documenti, su richiesta della procura. Intanto via a nuova cigs e stretta su credito a indotto  I carabinieri del Nucleo operativo ed ecologico (Noe) di Lecce ieri si sono recati negli uffici enelle sedi dello stabilimento siderurgico di Taranto per dare seguito a un ordine di acquisizione di documenti relativi alle emissioni, in particolare in zona cokeria e rispetto al benzene, che è stato disposto dai pubblici ministeri Mariano Buccoliero e Francesco Ciardo. L’iniziativa rientra nell’ambito di una inchiesta che ipotizza i reati di inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose. Nella complicatissima vicenda di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, si aprono altri due fronti critici: l’avvio della nuova cassa integrazione straordinaria nello stabilimento di Taranto e la stretta sul creditoannunciata dalla banca che la stessa Acciaierie d’Italia ha delegato a trattare e gestire le fatture dei fornitori e delle imprese dell’indotto. Per la cassa straordinaria, il sindacato Usb ha comunicato che nelle scorse ore Acciaierie ha inoltrato alle sigle metalmeccaniche la lettera che avvia la procedura perl’avvio di un nuovo anno di sospensione dal lavoro dal primo gennaio scorso, alla luce della proroga disposta dal Governo. La cassa straordinaria è già in atto in Acciaierie da molto tempo e il 2023 si è chiuso con tremila addetti sospesi temporaneamente dal lavoro, di cui 2.500 solo a Taranto, dove i dipendenti sono 8.200. Le norme ora prevedono che per quest’anno per le imprese di interesse strategico nazionale che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale con almeno 1.000 lavoratori dipendenti, sia autorizzato con un decreto del ministero del Lavoro – a domanda e in via eccezionale – un ulteriore periodo di cassa straordinaria fino al 31 dicembre 2024.

Urso, Governo interverrà per salvataggio e rilancio  Il governo ha convocato i sindacati metalmeccanici a palazzo Chigi per giovedì 11 gennaio alle 19sulla situazione dell’ex Ilva. Lo fanno sapere i sindacati. “Il Governo e quindi lo Stato è incampo, oggi più che mai, per salvare e rilanciare la siderurgia italiana, anche e soprattutto quella rappresentata dall’ex Ilva di Taranto, da quello che era il più grande sito siderurgico europeo. Se interverremo? Certo che sì”. A dirlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo sul destino dell’Ex Ilva a margine dell’inaugurazione della 105esima edizione di Pitti Uomo alla Fortezza da Basso. “Il Governo – sottolinea Urso – è in campo con la ferma intenzione di rilanciare la siderurgia italiana. E’ in campo qui in Toscana, dove a breve annunceremo ulteriori investimenti nelsito siderurgico di Piombino; è in campo a Terni, dove entro poche settimane concluderemo l’accordo di programma per il rilancio di quel sito siderurgico; è in campo con le acciaierie del Nord che hanno aperto recentemente i nuovi stabilimenti produttivi green, anche con la partecipazione ovviamente dellerisorse pubbliche”. E infine, ribadisce Urso, “è in campo con Acciaierie d’Italia, cioè con l’ex Ilva, perchè riprenderemo in mano la situazione dopo i disastri che sono stati realizzati dai governi precedenti, per fare di quel sito il più grande sito siderurgico green d’Europa. Noi siamo convinti di riuscirci”. 

No di Mittal all’aumento di capitale con lo Stato al 66%. La multinazionale indisponibile a qualsiasi investimento, anche con un ruolo di minoranza. Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’olimpio

Martedì di scena l’incontro con i sindacati, che chiedono l’estromissione del socio privato Servizio Michele Frallonardo

Taranto, protesta l’indotto ex Ilva

Corteo e blocchi stradali lungo le principali arterie cittadine A Taranto si alza il livello della protesta dell’indotto. Da questa mattina la citta’ e’ completamente

Ex Ilva verso il commissariamento

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Ex Ilva, stabilimento nuovamente bloccato

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Ex Ilva, assemblea in piazza a Taranto

Cittadini e associazioni chiedono la riconversione dello stabilimento servizio di Annamaria Rosato Intervista a Michele Riondino, attore Alessandro Marescotti, presidente associazione “Peacelink”

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