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Il problema è economico: la produzione non è più sostenibile e Enel non intende continuare a coprire perdite senza compensazioni. Il conto alla rovescia è ormai finito. A poche ore dalla scadenza fissata per l’addio al carbone, per la centrale Enel di Cerano non c’è alcuna decisione che ne garantisca il futuro. Dal Consiglio dei ministri nessun atto concreto, nessun decreto, nessuna copertura economica. Solo una presa d’atto: mantenere aperti gli impianti costa troppo. Nell’informativa presentata ieri, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha ammesso che, allo stato attuale, non esistono soluzioni praticabili per mantenere operative, nemmeno in riserva, le centrali a carbone di Brindisi e Civitavecchia. Il problema è economico: la produzione non è più sostenibile e Enel non intende continuare a coprire perdite senza compensazioni. Secondo i dati del ministero, mantenere anche solo alcuni gruppi costerebbe oltre 78 milioni di euro in un anno. Una spesa che lo Stato non può sostenere: la Commissione europea ha già espresso forti dubbi sulla compatibilità di eventuali aiuti pubblici. E così, mentre il governo continua a parlare di valutazioni in corso e di contesto geopolitico instabile, la scadenza resta. A mezzanotte decadono il termine previsto dal Piano nazionale energia e clima, l’Autorizzazione integrata ambientale e la concessione demaniale del porto di Brindisi. Da domani parte formalmente la decarbonizzazione. Ma sul territorio restano le incognite: lavoratori dell’indotto e futuro industriale, in attesa di progetti alternativi come il sistema di accumulo energetico BESS.

Serve un intervento urgente del Governo: gli impianti Enel restano strategici per la sicurezza energetica ma costano 100 milioni l’anno. La centrale Enel di Brindisi, così come la centrale di Civitavecchia, entro fine anno potrebbe chiudere i battenti. È necessario, nel giro di due settimane, un intervento del Governo. In realtà è questa la sorte decisa per le centrali a carbone dal Piano nazionale energia. Ma nel frattempo è necessario garantire l’approvvigionamento energetico per motivi di sicurezza nazionale. Infatti il ministro dell’Ambiente non le spegne in quanto possono garantire, in caso di emergenza, 4.650 megawatt di potenza, anche se inquinano. Tenerle aperte, queste centrali elettriche, però, come accade da fine 2023, costa 100 milioni di euro l’anno senza che producano e vendano energia. Il rischio è quello di nuovi oneri in bolletta. L’alternativa è quella del passaggio di proprietà degli impianti Enel allo Stato. Così potrebbero essere classificate come strutture strategiche per la sicurezza energetica. In buona sostanza, quelle spese potrebbero diventare debito pubblico destinato alla difesa. Bisogna decidere quanto prima: al primo gennaio non resta molto tempo.

La città diventerà il più grande sito di capacità di accumulo chimico Brindisi si prepara a diventare un punto di riferimento mondiale per l’innovazione energetica. “Oggi con orgoglio annunciamo che è definitivo e ufficiale: Brindisi diventerà il più grande sito di capacità di accumulo chimico. Nella centrale Federico II stiamo realizzando la più grande batteria al mondo”. Lo ha dichiarato Nicola Lanzetta, direttore Italia di Enel, intervenendo all’evento “I Colori dell’Energia” nel capoluogo adriatico. L’annuncio segue la recente asta Macse (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico), che ha visto Enel aggiudicarsi il più grande progetto globale per un impianto di accumulo energetico (Bess). “Lo realizzeremo qui a Brindisi, nel sito della centrale – ha spiegato Lanzetta – e in aree che non interessano le attività produttive”. “C’è la volontà di questa città e di questa azienda – ha aggiunto – di diventare primi anche nelle nuove tecnologie”. Durante l’intervento, Lanzetta ha confermato anche la decisione, annunciata dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, di mantenere la centrale a carbone in riserva fredda: “Significa che, in caso di emergenza, potrà essere riattivata per garantire la sicurezza energetica nazionale”. “Con questi due messaggi – ha concluso – Brindisi si proietta verso il futuro: dal carbone fermo che resta una garanzia, alla nuova stagione dell’energia pulita con la più grande installazione tecnologica d’Europa per l’accumulo. Una pietra miliare non solo per l’Italia, ma per tutto il mondo”.

I maggiori danni si registrano a Peschici, i tecnici dell’Enel sono al lavoro per ripristinare l’elettricità Il maltempo che si è abbattuto sul Gargano nelle ultime ore ha causato danni e disagi, soprattutto sulle strade. A Peschici, in particolare, a causa di una tromba d’aria, è stata chiusa al traffico la strada comunale che va a Monte Sant’Angelo, nella parte terminale. I danni più consistenti si sono registrati nel Villaggio Moresco dove sono caduti alberi che hanno abbattuto i cavi dell’Enel. La struttura è praticamente isolata e tutta la zona è al buio. Il sindaco ha comunicato che al momento ci sono quattro squadre dell’Enel impegnate per ripristinare la situazione. Sul posto ci sono anche squadre dei vigili del fuoco, polizia locale, carabinieri, squadre messe a disposizione dal comune e volontari. La situazione è sotto controllo. 

Potenziati i controlli della polizia, dalle borgate al centro. Rinforzi anche da Lecce e Brindisi. A Tramontone controllate una 40ina di auto e una 50ina di persone Di Alessandra Martellotti Già agli arresti domiciliari, si è allacciato abusivamente all’energia elettrica. Per questo è stato denunciato il proprietario di un appartamento di via Mazzini a Taranto. Il furto all’Enel è stato scoperto dalla Polizia durante alcuni controlli in città, potenziati in risposta all’escalation di furti segnalati dai cittadini, soprattutto del quartiere Tramontone, dov’è iniziata l’operazione con la verifica di una 40ina di macchine e di una 50ina di persone. Impegnati nei controlli a tappeto gli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, in collaborazione con il Reparto Prevenzione Crimine di Lecce e l’unità Cinofila della Polizia di Frontiera di Brindisi. In un altro controllo sono stati recuperati 100 grammi di hashish, grazie all’infallibile fiuto del cane antidroga Udor.

I dipendenti hanno incontrato il prefetto, chiedono garanzie sul futuro Servizio di Alessandra Lezzi riprese e montaggio di Francesco Afrune intervista a Roberto Aprile, Cobas Brindisi

Cantiere fermo in piazza Immacolata. L’assessore ai Lavori pubblici: “Faremo battaglia alla società per i danni alla città. Intanto stop alle autorizzazioni” Di Alessandra Martellotti

Mobilitazione anche nei pressi centrale Federico II a Cerano A Brindisi si inasprisce la protesta dei lavoratori delle aziende dell’indotto Enel. Quattro operai sono saliti sul nastro trasportatore dello zuccherificio a Costa Morena, a circa 10 metri d’altezza. Hanno anche appeso due manichini. Alcuni blocchi si registrano anche davanti alla centrale Federico II di Cerano. Alla base delle proteste il mancato accordo sulla revoca della procedura di licenziamento per circa 70 lavoratori. Da tempo è in corso il confronto su quello che sarà il futuro occupazionale di centinaia di operai diretti ed indiretti, legato al processo di decarbonizzazione e alla dismissione della centrale Enel. La zona è presidiata da vigili del fuoco e personale del 118. 

Astensione dalle prestazioni straordinarie dal primo turno del 12 dicembre alla mezzanotte del 19 Servizio di Pamela Spinellimontaggio di Leo Tribuzio

“Impegni precisi, oppure chiusura e bonifica” Servizio di Pamela Spinelli: intervista a Giuseppe Marchionna, sindaco di Brindisi;

Manutenzione per 6 settimane: si va verso riconversione, incerto il futuro di 240 dipendenti Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio Francesco Afrune

Progetto di riqualificazione Enel nell’area dell’invaso di Cogliandrino Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Andrea Cicero, Responsabile Area Sud Enel Intervista a Ester Caimo, Assessora all’Ambiente Comune Lauria

Viene meno anche l’idea di realizzare una fabbrica di pannelli solari Servizio di Pamela Spinelli. Riprese e montaggio di Francesco Afrune.

In tilt tre linee di media tensione interrate, in arrivo grandi gruppi elettrogeni Per il caldo torrido persistente e il forte tasso di umidità, si sono verificati dei guasti in contemporanea su tre linee in media tensione interrate dell’Enel che servono Canosa di Puglia. Il black out si è verificato intorno alle 16,00. Una squadra di tecnici sta operando per riparare il guasto, nel frattempo in città dovrebbero arrivare in serata delle power station, ovvero dei grandi gruppi elettrogeni e un cavo esterno per realizzare un by-pass sui tratti danneggiati. Si ritiene che la situazione dovrebbe tornare alla normalità nella tarda serata.

Residenti su tutte le furie per l’impianto dell’Enel installato nella frazione di Cocolicchio Intervista: Francesco Zaccaria, Sindaco di Fasano Intervista: Antonio Bufano, Sindaco di Locorotondo

Stimato un danno all’Enel di 150mila euro Un’azienda agricola di Castellaneta Marina si sarebbe allacciata abusivamente alla rete Enel, provocando un danno al gestore di energia elettrica di 150mila euro. La scoperta e’ stata fatta dai poliziotti del commissariato borgo, insieme al personale di Enel distribuzione. Il contratto di fornitura risultava cessato da tempo. Nel corso di un altro controllo il personale della Polizia ferroviaria ha sventato il furto di un ingente quantitativo di rame alla stazione ferroviaria di Taranto-Nasisi. I presunti autori sono riusciti a fuggire. Sempre sul posto gli agenti hanno recuperato 4 matasse di cavi di rame, lunghe circa 60 metri ciascuna, ed una quinta matassa della lunghezza di 25 metri, sottratte all’infrastruttura ferroviaria.

E’ quanto emerso nel corso dell’audizione alla Camera dei dirigenti Enel Servizio di Stefania RotoloMontaggio di Massimo D’OlimpioIntervista all’ing. Luca Solfaroli Camillocci, resp. Enel Green Power

Le Ferrovie Appulo Lucane precisano che l’episodio è stato causato dal mancato funzionamento della pompa di aspirazione dell’acqua priva di alimentazione elettrica dopo che l’Enel, rimuovendo il contatore di cantiere, per errore ha staccato anche l’allaccio temporaneo alla corrente E’ stato riattivato già in mattinata il sottopasso delle Fal di via Roma a Potenza, in un tratto allagato a seguito delle intense piogge della scorsa notte. La segnalazione era arrivata ai vigili del fuoco intervenuti assieme ai tecnici comunali. Le Ferrovie Appulo Lucane precisano che l’episodio è stato causato dal mancato funzionamento della pompa di aspirazione dell’acqua priva di alimentazione elettrica dopo che l’Enel, rimuovendo il contatore di cantiere, per errore ha staccato anche l’allaccio temporaneo alla corrente effettuato proprio per garantire il funzionamento della pompa nell’attesa dell’allacciamento definitivo da parte del Comune. Fal, che ha provveduto a ripristinare l’allaccio temporaneo per garantire la ripresa di funzionamento della pompa, si scusa per i disagi alla cittadinanza, palesemente non riconducibili alla responsabilità dell’azienda.

Nell’ultimo anno è più che raddoppiata la quantità sbarcata nel porto di Brindisi Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Donato Colazzo

Lauria, i cammini dell’acqua e dell’energia

Progetto di riqualificazione Enel nell’area dell’invaso di Cogliandrino Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Andrea Cicero, Responsabile Area Sud Enel Intervista a Ester Caimo, Assessora

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