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emergenza idrica

Restano, tuttavia, alcuni fattori di fragilità. Buone prospettive per la campagna 2025-2026 del grano duro: la produzione dovrebbe riportare i volumi nazionali intorno alle 3,8 milioni di tonnellate, con un aumento del 5% circa rispetto alle 3,6 milioni di tonnellate della scorsa annata. Il superamento del deficit idrico che ha penalizzato negli ultimi due anni Puglia e Basilicata rappresenta un segnale rilevante anche in chiave strutturale. Permangono tuttavia alcuni fattori di fragilità: dalla progressiva riduzione degli investimenti agronomici per via dei costi, alla diffusione di fitopatie nel Mezzogiorno, anche in relazione al minore utilizzo di semente certificata, fino alle incertezze sul piano qualitativo, in particolare per quanto riguarda il contenuto proteico. La vulnerabilità agli stress climatici e i costi della difesa fitosanitaria sono i principali fattori che oggi pesano sulla redditività della cerealicoltura italiana, motivo per il quale il Crea (Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali) di Foggia punta sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) per intervenire sui cereali a paglia con strumenti di editing genomico di precisione.

Per Coldiretti Basilicata è necessario continuare a tenere alta l’attenzione soprattutto nell’area Nord. Migliora nettamente la situazione delle principali dighe della Basilicata, che attualmente contengono complessivamente 337 milioni di metri cubi di acqua, oltre 104 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una situazione che agevolerà l’irrigazione dei terreni agricoli e, fortunatamente, ridurrà nei prossimi mesi i tanti sforzi profusi, la scorsa stagione, dagli agricoltori e dal Consorzio di bonifica della Basilicata per evitare danni importanti. Una buona notizia, conseguenza delle abbondanti precipitazioni che vanno avanti da settimane, ma per Coldiretti Basilicata è necessario continuare a tenere alta l’attenzione soprattutto nell’area Nord della Basilicata ancora condizionata dalle insufficienti assegnazioni di risorsa sullo schema dell’Ofanto e tanto almeno fino a quando entrerà in esercizio la diga del Rendina. Per questo l’organizzazione agricola chiede che si definiscano da subito le assegnazioni sullo schema dell’Ofanto e che si realizzino gli interventi infrastrutturali finalizzati ad un incremento della capacità di accumulo delle dighe

Puglia e Molise hanno deciso di non disperdere più l’acqua in eccesso . In attesa di presentare nei prossimi giorni ai partiti la squadra degli assessori, il presidente Decaro si è concentrato ieri sulla crisi idrica. Una riunione durata oltre tre ore, svoltasi in videoconferenza con la regione Molise, promossa dalla cabina di regia nazionale contro la siccità, al termine della quale è stata perfezionata una convergenza strategica. Puglia e Molise hanno deciso di non disperdere più l’acqua in eccesso del Liscione: circa 60 milioni di metri cubi annui che finiscono in mare. Da qui l’accordo su un progetto atteso da anni: realizzare nuove condotte, da affiancare a quelle esistenti, per creare un tubone lungo 24 chilometri finalizzato a portare l’acqua dall’invaso del Liscione fino al nodo idraulico di Finocchito, nel Foggiano. Un’opera che garantirebbe risorse idriche alla Puglia, ma anche all’agricoltura del Basso Molise. Il Governo ha stanziato 41 milioni di euro in finanziaria, di cui 15 per la progettazione da completare entro il 2026. Se i lavori partiranno un anno dopo, nel 2027, ci sarà un ulteriore finanziamento da 99 milioni. Quattro-cinque anni i tempi stimati per il completamento. Decaro ha indicato la società acque del sud come ente attuatore. E, da ultimo, ha illustrato dati incoraggiante per gli invasi che riforniscono di acqua la Puglia con livelli simili al 2025, addirittura in crescita per Sinni e Pertusillo. Continuando a evitare sprechi, ha spiegato il Governatore, si può ipotizzare un’estate sicura almeno per il potabile.

Nelle quattro dighe c’è un sesto dell’acqua che potrebbero contenere, ma nei prossimi giorni sono attese le piogge. Nelle quattro dighe della provincia di Foggia, ci sono complessivamente 55 milioni di metri cubi d’acqua, 13 in più di un anno fa, a fronte di una capienza massima di 302 milioni. Nell’invaso di Occhito, a Carlantino, che garantisce il potabile alla Capitanata, ci sono 47 milioni di metri cubi, 15 in più di un anno fa. La situazione resta comunque critica; nei prossimi giorni, però, sono attese significative precipitazioni, che potrebbero fornire un importante apporto idrico.  Occhito può contenere 220 milioni di metri cubi d’acqua, necessari anche al comparto agricolo; proprio a causa della carenza idrica, l’ultima stagione irrigua è saltata nel Foggiano. Resta invariato, invece, il livello delle scorte d’acqua nelle altre tre dighe gestite dal Consorzio per la bonifica della Capitanata, tutte riservate all’irrigazione delle campagne: Capacciotti, nei pressi di Cerignola, registra poco più di sei milioni di metri cubi, du in meno di un anno fa; nella diga di Capaccio, tra Foggia e Lucera, ci sono appena 400 mila metri cubi d’acqua, identico dato del gennaio dello scorso anno; nell’invaso sull’Osento, in Alta Irpinia, c’è poco più di un milione di metri cubi, stesso livello di un anno fa.

Pur terminati i lavori alla diga di San Giuliano in Basilicata, le campagne tarantine sono ancora alle prese con la crisi idrica Pur terminati i lavori alla diga di San Giuliano in Basilicata, le campagne tarantine sono ancora alle prese con la crisi idrica. A denunciare la situazione la Cia Agricoltori. Un’opera di quasi due milioni e mezzo di euro, eppure vanno dispersi ancora 0,5 litri di acqua al secondo. Gli agricoltori inoltre, citando dati dell’autorità di bacino, chiedono al Consorzio di Bradano e Metaponto che fine hanno fatto i circa 6,4 milioni di metri cubi di acqua presenti in diga alla data 8 maggio 2025 e magicamente scomparsi alla data dell’8 agosto 2025. La Cia agricoltori di Taranto lamenta la mancata condivisione della risorsa per una diga nata proprio per soddisfare le esigenze dell’area metapontina e delle campagne tra Castellaneta, Ginosa, Palagiano. Una comproprietà che l’assessore all’agricoltura Pentassuglia e il Commissario unico dei consorzi di bonifica Centro Sud devono rivendicare, smettendo di subire le decisioni della Basilicata. 

Calato in modo preoccupante il livello degli invasi Intervista: Emilio Di Pumpo, sindaco Torremaggiore Servizio Michela Magnifico

Rispetto allo scorso anno 48 mln di metri cubi di acqua in meno Temperature torride e scarse piogge stanno determinando un nuovo stato di sofferenza all’invaso artificiale di Occhito, che segna il confine tra Molise e Puglia. In base alla rilevazione effettuata oggi dalConsorzio per la bonifica della Capitanata di Foggia, la disponibilità di acqua è di circa 70 milioni di metri cubi. Rispetto allo stesso giorno del 2024 la disponibilità idrica è diminuita di oltre 48 milioni di metri cubi. La capacità totale dell’invaso è di 333 milioni, 250 milioni quella utilizzabile.

Riunito ieri in Prefettura a Bari il comitato permanente per l’ordine e la sicurezza pubblica: al centro, questa nuova emergenza estiva L’acqua scarseggia a causa della siccità, gli invasi sono a secco e come se non bastasse spuntano anche i furti di acqua da irrigazione nelle campagne. Ladri senza scrupoli vandalizzano pozzi, distruggono quadri elettrici, scassano bocchettoni di allaccio o effettuano allacci abusivi lasciando a secco intere zone agricole. Servizio di Francesco Iato Intervista a Donato Pentassuglia (assessore agricoltura regione Puglia)

La consigliera dem Micaela Fanelli attacca duramente: “Nessuno ha informato il consiglio regionale e prima di chiedere altra acqua, la Puglia paghi i debiti accumulati in quarant’anni di prelievi” Il possibile accordo fra Molise e Puglia sull’acqua divide il Partito Democratico. Mentre a Bari si lavora a un’intesa storica, in Molise scoppia la polemica interna. Servizio di Francesco Iato

Dopo anni di guerre e silenzi, le basi sono state gettate ieri nelle commissioni ambiente e risorse idriche Puglia e Molise sono pronte a firmare uno storico accordo per la gestione condivisa dell’acqua. Dopo anni di guerre e silenzi, le basi sono state gettate ieri nelle commissioni ambiente e risorse idriche. Per la prima volta un rappresentante molisano, il consigliere regionale Sabusco, è intervenuto in aula con tecnici e dirigenti su invito dei colleghi pugliesi Tutolo e Mazzarano. Un primo passo finalizzato a trovare una soluzione per la diga del Liscione, che ogni anno disperde in mare oltre 120 milioni di metri cubi d’acqua. Il consigliere Sabusco ha espresso la volontà politica a collaborare. Intervista a Guido Massimo Sabusco (consigliere regionale Molise) Servizio di Francesco Iato

Il Molise pronto a dare la sua acqua alla Puglia Costruire un fronte comune contro la siccità. È partito dalla sede della società Acque del Sud a Bari il tavolo tecnico interregionale tra Puglia, Basilicata, Molise e Campania, convocato dal commissario nazionale per l’emergenza idrica, il dottor Dell’Acqua. Per la prima volta hanno dialogato a tu per tu attorno allo stesso tavolo tutti gli attori coinvolti: le quattro regioni, l’autorità di distretto del bacino meridionale, consorzi di bonifica, Acquedotto Pugliese, tecnici ed esperti. Intervista a Francesco Roberti (presidente regione Molise) Servizio di Francesco Iato

Ad aprile 2024 c’erano 195 milioni, oggi ce ne sono 112′ Rispetto all’aprile del 2024 negli invasi della Capitanata ci sono 83 milioni di metri cubi d’acquain meno. Lo comunica Coldiretti Puglia, sulla base dei dati forniti dall’osservatorio Anbi (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni e miglioramenti fondiari) che al 18 aprile 2025 registra 112 milioni di metri cubi d’acqua rispetto ai 195 milioni dell’anno precedente. Ma anche la diga del Locone, nel Barese, registra un quantitativo di acqua “assolutamente insufficiente”, con una disponibilità di 36 milioni di metricubi, di cui 34 destinati ad uso potabile e solo 2 milioni di metri cubi ad uso irriguo. “Si inasprisce lo scenario di criticità in Puglia per la mancanza di acqua che mette a rischio sia la fornitura ad usopotabile che soprattutto l’irrigazione dei campi. Il timore degli agricoltori – spiega Coldiretti – è di vivere una nuova emergenza, peggiore di quella dello scorso anno che già ha causato danni per oltre 1 miliardo di euro nelle campagne pugliesi”. 

Già durante la notte è ripreso regolarmente l’approvvigionamento del serbatoio di Jazzo Gattini Si è conclusa la nuova emergenza idrica a Matera, dovuta ad una rottura della condotta alla periferia della città avvenuta alla vigilia di Pasqua, sebbene nello scorso fine settimana l’erogazione non sia stata mai del tutto sospesa se non in alcune contrade rurali ed in alcune zone dell’abitato a causa della pressione. Già durante la notte è ripreso regolarmente l’approvvigionamento del serbatoio di Jazzo Gattini dalla condotta adduttrice, dopo i lavori di sostituzione del tratto danneggiato portati avanti da Acquedotto lucano e le conseguenti attività di immissione di acqua in condotta e la necessaria potabilizzazione.

Succede nella diga del Liscione, a Larino, ingrossata dalle recenti piogge Agli inizi di aprile, per almeno quattro giorni, l’acqua in eccesso della diga del Liscione, nei pressi di Larino, è stata rilasciata nel fiume Biferno e, poi, scaricata in mare, a Termoli. Era già successo a metà marzo.  Grazie alle recenti piogge, l’invaso ha raggiunto il livello massimo di riempimento, sui 130 milioni di metri cubi, e l’azienda speciale ‘Molise Acque’ è costretta a buttarla. Tutto ciò a pochi chilometri dalla provincia di Foggia, che vive una grave crisi idrica. Da anni si ipotizza la realizzazione di una condotta in grado di portare l’acqua della diga del Liscione al ripartitore a valle dell’invaso di Occhito. Intervista a Vincenzo Napoli, pres. Molise Acque Servizio di Pietro Loffredo

L’annuncio dell’assessore all’Agricoltura Carmine Cicala, a Potenza, durante i lavori del Tavolo Verde Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Carmine Cicala, assessore all’Agricoltura Regione Basilicata

Lo ha annunciato il vescovo di Foggia, monsignor Ferretti, durante un convegno promosso con l’università Servizio di Pietro Loffredo Intervistati: Mons. Giorgio Ferretti, arcivescovo di Foggia Giuseppe Gatta, docente Dipartimento Agraria UniFG

Una delegazione ha incontrato le istituzioni La poca acqua e i costi salati per irrigare i campi. A Canosa di Puglia una delegazione di agricoltori ha incontrato il sindaco, l’assessore Lucia Masciulli e l’europarlamentare Francesco Ventola preoccupati per la crisi idrica che potrebbe avere ripercussioni sull’economia locale e non solo. Il primo cittadino Vito Malcangio ha spiegato che presto inviterà allo stesso tavolo la società Acque del Sud, il Consorzio di Bonifica e il servizio idrico dell’Assessorato all’Agricoltura per cercare di trovare una soluzione al problema. “L’emergenza idrica”, ha detto, “rischia di danneggiare gravemente un settore già provato in questi anni che senza mai mollare, dignitosamente e con grande forza ha continuato a lavorare. L’acqua è priorità, è un elemento vitale per le nostre aziende”.

Le carenze idriche sono evidenti già adesso Servizio di Francesco IatoRiprese di Roberto Cofano

Ieri adottata d’urgenza una delibera di indirizzo dalla giunta Servizio di Francesco Iato

Pioggia e neve hanno aiutato, ma il problema resta e la prossima estate rischiamo una nuova emergenza. Serve trovare soluzioni immediate. Faremo il punto oggi in seconda serata su Telenorba Servizio di Antonio Procacci

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