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duplice omicidio

Condannato il 47enne di Trinitapoli per il duplice omicidio nelle campagne di Cerignola. Condanna all’ergastolo per Giuseppe Rendina, il 47enne di Trinitapoli accusato del duplice omicidio di Gerardo e Pasquale Davide Cirillo, padre e figlio di 58 e 27 anni, assassinati a colpi di pistola nelle campagne di Cerignola il 31 luglio di tre anni fa.Lo ha deciso la Corte d’Assise di Foggia, che ha accolto la richiesta della Procura.All’imputato è stato inflitto anche un anno di isolamento diurno.Alla base del duplice omicidio ci sarebbe stato un debito di 20mila euro contratto con le vittime, che pretendevano la restituzione del denaro.I cadaveri furono ritrovati il giorno successivo, nascosti sotto alcuni teli e coperti con tubi per l’irrigazione.Rendina è in attesa di giudizio per l’omicidio di un altro agricoltore, Giuseppe Ciòciola, ucciso pochi mesi prima dei due Cirillo in un terreno nei pressi di Zapponeta.

Svolta per il duplice omicidio di due imprenditori, avvenuto poco più di vent’anni fa Svolta per il duplice omicidio dei due imprenditori a Brindisi avvenuto poco più di vent’anni fa. Per l’assassinio di Sergio Spada e Salvatore Cairo sono imputati i fratelli Enrico e Cosimo Morleo di 57 e 58 anni, arrestati poco più di un anno fa grazie alle rivelazioni di un collaboratore di giustizia, il fratello dei due Massimo Morleo. Durante l’udienza in corte d’assise a Brindisi Enrico Morleo, con un nuovo colpo di scena ha confermato di avere fatto a pezzi il corpo di Salvatore Cairo dopo l’assassinio, ma di non esserestato lui a ucciderlo. Dopo la confessione ha dato indicazioni sul luogo in cui 23 anni fa furono nascosti i resti, le ceneri e parte della motosega utilizzata. Gli inquirenti saranno sul luogo indicato il 20 dicembre prossimo. A fare da sfondo al duplice efferato omicidio, interessi e rivalità di natura commerciale. I due imprenditori sarebbero stati uccisi per liberare il mercato da competitor di peso. Spada fu ucciso conun colpo alla nuca. Il cadavere fu ritrovato poco dopo, ma sono stati necessari molti più anni invece per avere informazioni sul collega. I Morleo rispondono di duplice omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso.

Ha ammesso le sue responsabilità Giuseppe Rendina, imputato per aver ucciso un anno fa, a Cerignola, gli agricoltori Gerardo e Davide Cirillo, padre e figlio Servizio di Pietro Loffredo Intervistati: Avv. Paolo Ferragonio, legale di Giuseppe Rendina Avv. Michele Pierno, legale famiglia Cirillo

Il parroco: “hai dato la vita per amore della tua mamma” Servizio Antonio Procacci

La donna scampata al massacro ha confermato la dinamica del duplice omicidio. I funerali di Jessica saranno celebrati lunedì mattina nella chiesa Divino Lavoratore di Torremaggiore Tefta Malaj, la donna accoltellata dal marito Taulant Malaj a Torremaggiore, nel corso dell’audizione in ospedale ha confermato la dinamica del duplice omicidio della figlia Jessica e di Massimo De Santis e del suo ferimento, già emersa sia attraverso la visione dei filmati registrati dalle telecamere sia dal racconto dello stesso marito. Agli inquirenti ha detto che Taulant era un uomo possessivo, “talmente geloso” da impedirle di averecontatti esterni, anche di uscire da casa per andare a prendere un caffè con le amiche. La donna ha parlato dell’arma del delitto affermando di non aver mai visto quel coltello e che probabilmente il marito se l’era procurato precedentemente.

Il panettiere albanese confessa il duplice omicidio: “Ammetto di aver ucciso Massimo De Santis e Jessica e di aver provato a uccidere mia moglie Tefta” Servizio di Grazia Rongo Riprese di Dino Laricchiuta Montaggio di Pasquale D’Attoma

Emergono nuovi inquietanti particolari sul duplice omicidio di Torremaggiore. Tefta Malaj, scampata alla furia omicida del marito racconta retroscena raccapriccianti della loro vita coniugale “Mio marito è un mostro. Fino a due anni fa ha molestato sessualmente nostra figlia. È successo diverse volte… Mia figlia non gli voleva più parlare ed è per questo che non solo gli ha rovinato la vita, ma l’haanche ammazzata”. E’ il racconto disperato alla tv News 24 Albania di Tefta Malaj, la donna ferita a coltellate dal marito Taulant Malaj che a Torremaggiore ha ucciso la figlia Gessica, di 16 anni, e Massimo De Santis il barista 51enne che riteneva fosse l’amante di sua moglie. “Jessica – racconta la donna dal letto d’ospedale – da due anni non comunicava col padre e se non l’ha denunciato è solo per non avere una brutta nomea: si sa com’è”. Tornando a quella tragica notte, la donna ha proseguito “Mio marito avevapianificato tutto, stavamo tutti quanti dormendo a quell’ora. Lui quella notte non lavorava, era di riposo a casa. Non ho sentito che usciva, poi l’ho visto rientrare. Ha preso il bambino con il coltello e lo voleva ammazzare. Io mi sono buttata per salvare il bambino. Il piccolo dormiva nel lettino attaccato al letto matrimoniale. Poi lui ha dato tanti colpi di coltello a me, non mi ricordo quanti. Faceva dei video mentredava calci e pugnalate con il coltello. Mia figlia dormiva, ha sentito i rumori e si è alzata. Lui a nostra figlia non l’ha mai voluta”. 

Tefta, la 39enne sopravvissuta domenica scorsa all’aggressione del marito, Taulant Malaj, ha potuto riabbracciare il figlio di cinque anni Ha riabbracciato il suo bambino di cinque anni nell’ospedale di Foggia dove è ricoverata, Tefta, la 39enne sopravvissuta domenica scorsa all’aggressione del marito, Taulant Malaj. Un momento di grande commozione per mamma e figlio, scampato alla strage. l 45enne albanese, lo ricordiamo, ha prima ucciso il presunto amante della moglie, il 51enne Massimo De Santis e poi si è scagliato contro di lei. Tefta però è stata difesa dalla figlia 16enne, Gessica, pure ferita a morte dal papà. Il piccolo, temporaneamente affidato agli zii, ha assistito a tutta la scena. Secondo quanto riferito dai legali di Taulant Malaj, infatti, dalle immagini riprese dalle telecamere interne all’abitazione emergerebbe che il piccolo era sul divano e ha assistito all’omicidio della sorella maggiore e al ferimento della madre. E’ stata la zia (moglie del fratello di Taulant) ad accompagnare il bambino nella stanza del reparto di Chirurgia generale del policlinico ‘Riuniti’ di Foggia in cui la madre è ricoverata.

Stamattina, nel carcere di Foggia, l’interrogatorio di garanzia di Taulant Malaj Servizio Grazia Rongo Immagini Paolo LaricchiutaMontaggio Luigi Belviso Intervista: Massimo Maiellaro, legale di Taulant MalajGiacomo Lattanzio, legale di Taulant Malaj

Il panettiere albanese ha confessato di aver ucciso la figlia ed il presunto amante della moglie Servizio Giovanni Di Benedetto

Le parole dei vicini non smentiscono però le voci ricorrenti che Tefta Malaj avesse intrattenuto una relazione con Massimo Desantis “Non abbiamo mai sentito litigi” sono state le parole dei vicini della famiglia Malaj coinvolta, nella notte tra sabato 6 e domenica 7 maggio, nei fatti di cronaca che hanno sconvolto il comune di Torremaggiore, nel foggiano. Le parole dei vicini non smentiscono però le voci ricorrenti che Tefta Malaj avesse intrattenuto una relazione con Massimo Desantis, titolare di un noto bar del comune, e che il marito in più occasioni le avesse intimato di interrompere. Intorno alle 2 del mattino Talaunt Malaj, panettiere albanese di 45 anni, rientrò in casa e con un coltello uccise la figlia Gessica di 16 anni, che aveva provato a difendere la madre, e De Santis, di 51 anni, presunto amante della moglie. Dopo aver colpito a morte i due il 45enne ha avuto il sangue freddo di riprendere col telefono le due vittime (la figlia era ancora viva ma agonizzante) e mandarlo a un amico. Dopo di che è uscito di casa ma è stato arrestato dai carabinieri poco dopo. Avrebbe colpito anche il figlio più piccolo se non fosse stato per il fatto che quella notte non era in casa.

Tragedia della gelosia, la 16enne tentava di difendere la madre È stata accoltellata dopo essere intervenuta per difendere la madre dall’aggressione del padre,che voleva ucciderla. È morta così la 16enne uccisa a Torremaggiore, nel Foggiano, dal suo papà.Il movente del delitto sarebbe riconducibile a una presunta relazione tra un 51enne, Massimo De Santis, e la moglie del presunto assassino. Secondo la ricostruzione, il delitto è avvenuto verso le due del mattino: l’uomo è stato accoltellato mortalmente sulle scale dello stabile in cui si trovava. Il presunto assassino sarebbe poi entrato in casa con l’intento di uccidere la moglie, ma la 16enne è intervenuta per difendere la madre ed è stata uccisa. La donna è riuscita a scappare e a chiamare i carabinieri. Quando i militari sono arrivati sul posto hanno bloccato il panettiere 45enne che – secondo gli investigatori – vagava nella zona alla ricerca dell’altro figlio di cinque anni della coppia. L’arma del delitto, un coltello da cucina, è stata recuperata. 

Il 70enne Antonio Calò e sua moglie Caterina Martucci, di 64 anni, sono stati assassinati, a colpi di fucile, dall’84enne Cosimo Calò, fratello di Antonio Si terranno venerdì 17 marzo alle ore 16 a Serranova, i funerali dei due coniugi uccisi il primo marzoscorso nel loro casolare. Il 70enne Antonio Calò e sua moglie Caterina Martucci, 64 anni, sono stati assassinati, a colpi di fucile, dall’84enne Cosimo Calò, fratello di Antonio, che ha poi confessatol’omicidio.Questa mattina si è conclusa l’autopsia e la Procura di Brindisi ha disposto il rilascio delle due salme: i risultati degli accertamenti saranno depositati entro 90 giorni dai consulenti nominati dal pubblico ministero, Francesco Carluccio.Il movente del duplice omicidio, così come ha confessato agli inquirenti l’84enne, sarebbe da rintracciare nei rancori legati a un’eredità che Antonio Calò avrebbe ricevuto da un altro fratello, morto diversimesi fa.

Resta in carcere l’84enne, reo confesso dell’assassinio del fratello Tonino e della moglie Caterina, avvenuto il 28 febbraio scorso Resta in carcere l’84enne Cosimo Calò, reo confesso del duplice omicidio del fratello Tonino e della moglie Caterina, avvenuto il 28 febbraio scorso a Serranova. Il gip Wilma Gilli ha, infatti convalidato il fermo. L’uomo ha risposto a tutte le sue domande ed ha confermato quanto dichiarato durante la confessione resa agli investigatori il giorno precedente. L’interrogatorio si è tenuto nel carcere di Brindisi dove è detenuto e dove resta perché c’è pericolo di reiterazione del reato e di fuga, quella che hanno cercato di organizzare il figlio Vincenzo e la madre la mattina dell’8 marzo, prima che l’uomo crollasse e confessasse il duplice omicidio. E resta in carcere perché non avrebbe abbandonato l’intenzione di ammazzare anche il fratello Carmelo. Lo ha dichiarato anche durante l’interrogatorio col gip. Ha pianto tutto il tempo: pentimento o rimorso per non aver concluso la mattanza? “Tanto non vado in carcere perché ho più di ottant’anni”: aveva detto ai fratelli sei mesi fa, durante una lite in cui li aveva minacciati di morte. Un odio, quello di Cosimo, che da quando era bambino covava nei confronti dei fratelli Tonino e Carmelo. A suo dire, quel testamento con cui l’altro fratello, Angelo, aveva lasciato a Tonino 100mila euro, una casa ed un terreno, era stato falsificato proprio da loro due. Intanto, ulteriori dettagli saranno forniti dal medico legale incaricato dal pm Francesco Carluccio, Domenico Urso, al termine dell’autopsia che effettuerà sui cadaveri nella giornata di martedì 14 marzo.

Spuntano inquietanti rivelazioni dalla confessione dell’84enne che ha ammazzato il fratello Tonino e la moglie Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune

Di nuovo in caserma Cosimo Calò, accompagnato dal suo legale Giornalista: Pamela Spinelli

Si segue la pista familiare per far luce sull’assassinio di Antonio Calò e di Caterina Martucci, i coniugi di 70 e 64 anni trovati morti mercoledì sera nel loro casolare Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Donato Colazzo

Emergono nuove indiscrezioni sull’assassinio di Antonio Calò e di Caterina Martucci, i coniugi di 70 e 64 anni trovati morti mercoledì sera nel loro casolare Servizio di Pamela Spinelli

Il fratello della vittima, Cosimo Calò è stato condotto in caserma Un fucile da caccia è stato sequestrato oggi pomeriggio in un locale in uso ad un conoscente di Antonio Calò, il 70enne trovato morto mercoledì scorso, assieme alla moglie Caterina, nel loro casolare. Nella caserma della compagnia di San Vito dei normanni sarebbero in corso accertamenti. Una persona sarebbe stata condotta lì: si tratta del fratello della vittima, Cosimo Calò.Intanto è emersa una nuova indiscrezione. La sera in cui è stato trovato morto assieme alla moglie Caterina, Antonio Calò aveva un appuntamento con il suo avvocato, a Carovigno. Non si sa per fare cosa, ma questo dettaglio, emerso nelle ultime ore, rimette tutto in discussione, comprese le dichiarazioni del fratello Carmelo. E’ stato lui, poco prima delle 19 di mercoledì scorso, a raccontare di aver trovato i corpi. Aveva un appuntamento con Antonio: dovevano andare a Carovigno in farmacia – ha detto ai nostri microfoni. Ha bussato alla porta, ma non ricevendo risposta è entrato ed ha fatto la macabra scoperta: il fratello era per terra all’ingresso, la cognata Caterina in camera da letto. Entrambi in un lago di sangue. I due, si scoprirà dopo, sono stati uccisi con un fucile da caccia. In cucina, la tavola era ancora apparecchiata. Ora questa nuova indiscrezione spinge gli inquirenti verso una pista ben precisa: quella, cioè, relativa all’eredità che la coppia avrebbe ricevuto alla morte di un altro fratello della vittima, avvenuta un paio di anni fa: una casa colonica, adiacente al casolare dei coniugi, ed un terreno attiguo. Anni prima era la casa di famiglia, quella in cui i sette figli vivano con i genitori. Perché Antonio aveva appuntamento con il suo avvocato? Di cosa dovevano parlare? C’era un contezioso in con qualcuno dei fratelli per quel lascito? Domande a cui gli inquirenti sono chiamati a dare una risposta. Intanto, proseguono le ricerche del fucile da caccia utilizzato per il duplice omicidio e si attende anche che venga effettuata l’autopsia sui due corpi. L’esame sarà fondamentale anche per stabilire esattamente quando è avvenuto il delitto.

Emergono dubbi sul giorno esatto del delitto Giornalista: Pamela Spinelli

Taulant Malaj resta in carcere

Il panettiere albanese confessa il duplice omicidio: “Ammetto di aver ucciso Massimo De Santis e Jessica e di aver provato a uccidere mia moglie Tefta”

Serranova, Cosimo: volevo uccidere Carmelo

Spuntano inquietanti rivelazioni dalla confessione dell’84enne che ha ammazzato il fratello Tonino e la moglie Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune

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