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I rifiuti arrivati qui illecitamente dalla Campania sono stati bruciati. Le prime ecoballe furono abbandonate nel 2021 ma la situazione diventa sempre più complicata. Nella cava dismessa l’aria è irrespirabile e c’è immondizia bruciata ovunque. Siamo nelle campagne di Minervino Murge, nel cuore del Geo parco Unesco. I rifiuti arrivati qui illecitamente dalla Campania sono stati bruciati. Le prime ecoballe furono abbandonate nel 2021, erano aumentate già nel 2024 durante la visita a febbraio della commissione parlamentare sulle eco mafie. L’associazione “Verdi ambiente e Società” chiedono l’immediata bonifica del sito Qui il servizio sul disastro ambientale nella cava di Minervino Murge (Intervistato Basilio Schiavone, ass.ne Verdi Ambiente e Società)

Abbiamo trovato di tutto: plastica, vetro, amianto, scarti di macelleria. Sulla strada che da Mottola conduce a Massafra, a circa sei chilometri dal centro abitato, le guardie ambientali di Anuu Mottola, guidate da Giovanni Gravina, hanno scovato l’inferno. Una discarica abusiva in cui c’è di tutto, anche amianto. Guardate

Un danno ambientale incalcolabile . Sono centinaia, forse migliaia. Impossibile fare una stima, anche approssimativa. Gli pneumatici sversati nei terreni a ridosso del ghetto dei migranti africani a Borgo Mezzanone, tra Foggia e Manfredonia. Giorno dopo giorno aumenta anche il numero delle auto rubate, smontate e bruciate. Qui il video con le immagini della enorme discarica Per Giuseppe Marasco, comandante degli ispettori ambientali, “non è possibile che si continuino a rubare le auto ai cittadini della Capitanata e di tutta Italia”

. “Lo stadio della Vittoria di Bari si sta trasformando in una discarica-deposito”. Lo denuncia il Coni Puglia – a nome dell’intero movimento sportivo – dopo aver documentato con foto il parcheggio di due carcasse di autobus a due piani dell’Amtab nello stadio.I rottami, che secondo il Coni dovrebbero aumentare nei prossimi giorni, si aggiungono alle basole e a materiali di risulta ormai depositati da anni, ai resti metallici dell’opera di Tresoldi distrutta dal maltempo, a quello che rimane degli impianti semaforici cittadini. “Serve al più presto una riflessione articolata da parte dell’amministrazione comunale per individuare il futuro dell’impianto che non può ignorare le esigenze del mondo sportivo” conclude il Coni auspicando che lo stadio non diventi una discarica-deposito. 

Parliamo di un’area che se messa in sicurezza potrebbe ospitare fino a 200 auto . Il parcheggio sotterraneo della zona Bestat di Taranto è ormai diventato una discarica abusiva. La struttura di proprietà privata è completamente abbandonata. Numerose le segnalazioni da parte dei residenti per rischio crollo a causa di gravi cedimenti strutturali e degrado. Le colonne sono erose da infiltrazioni d’acqua e si teme per la staticità della struttura sovrastante. Un’area che se messa in sicurezza potrebbe ospitare circa 200 posti auto Intervistato: Mirko Maiorino segretario cittadino partito liberale Qui il servizio

L’immobile è di proprietà del comune e versa in condizioni di totale degrado e abbandono . Siamo in via san Brunone angolo via della Croce, al quartiere Tamburi di Taranto. Entrare in questo immobile è inquietante e non facile per la presenza di rifiuti che hanno trasformato quello che era un luogo di lavoro in una discarica abusiva. Prima in questo edificio, di proprietà del comune di Taranto, erano ospitati gli uffici della direzione dell’Amiu, l’azienda per l’igiene urbana. Tra l’immondizia troviamo anche una busta di Equitalia indirizzata all’azienda. In una stanza ci sono i resti di un incendio e, non essendoci alcun controllo, l’immobile è diventato rifugio e riparo per persone senza fissa dimora.  A pochi metri, grazie al prolungamento del sottopasso sarebbe dovuto nascere un secondo fronte stazione per collegare due parti della città divise dai binari. Ma il cantiere del terminal bus è in stato di abbandono. Più volte è stato chiesto di mettere in sicurezza il sito perché è pericoloso ma, ad oggi, nessuno è intervenuto.

Sigilli alla discarica di inerti “ex Fratelli Acquaviva” in contrada San Nicola La Guardia. Sequestrata la discarica di inerti “ex Fratelli Acquaviva” di Andria, in contrada San Nicola La Guardia. I sigilli sono stati apposti dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, disposti dalla Procura di Trani. Il provvedimento, secondo quanto ha chiarito l’assessore alla Qualità della Vita con delega all’Ambiente, Savino Losappio, fa seguito ad una ispezione che avrebbe fatto emergere la presenza diffusa di frazioni di rifiuti non riconducibili agli inerti, presumibilmente di origine ospedaliera. L’assessore ha poi ricordato che l’impianto è chiuso da anni, adiacente all’altra discarica di rifiuti solidi urbani, ex Daneco, ed erano in corso i lavori di messa in sicurezza. In questa occasione la ditta appaltatrice ha rilevato la presenza di rifiuti non conformi, sversati illegittimamente, e ha informato la committente Ager, l’Agenzia Regionale per i Rifiuti.

“Illegittimo il provvedimento autorizzativo unico regionale per il sopralzo de La Chianca” Europa Verde-AVS supporterà il Comune di Manduria nel ricorso davanti al TAR Puglia contro il PAUR, provvedimento autorizzativo unico regionale per il sopralzo della discarica “La Chianca”, gestita da Manduriambiente, aumentandone la capacità di ulteriori 150mila metri cubi di rifiuti. I coordinatori regionale e provinciale D’Amato e Mariggiò ne hanno dato notizia nell’incontro a Manduria, annunciando che appena si formerà il nuovo consiglio regionale avanzeranno una proposta di legge che vieti qualsiasi autorizzazione a discariche che sono state già chiuse per motivi ambientali o che, per motivi di legittimità, non possono più essere in esercizio. L’autorizzazione è ritenuta illegittima perché modifica il Piano regionale dei rifiuti, che non ha avuto una nuova Valutazione Ambientale Strategica, e perché non rispetta le competenze del consiglio regionale, l’unico organo che avrebbe potuto rilasciarla. L’impianto, inoltre, è ritenuto privo di conformità urbanistica e di agibilità.

La Guardia di Finanza ha sequestrato un’azienda attiva nel settore edile La Guardia di Finanza ha sequestrato a Molfetta tre terreni trasformati in discarica abusiva e un’azienda attiva nel settore edile. L’amministratore della ditta e un dipendente sono indagati rispettivamente per smaltimento illecito di rifiuti e per non aver rispettato le indicazioni del testo unico per l’ambiente. Per la Procura avrebbero abbandonato illegalmente nel tempo oltre 35mila chili di rifiuti.  Sono stati sequestrati beni aziendali e immobili per un valore di circa 100mila euro.

Contro l’iniziativa si erano espresse le comunità dell’Alto Tavoliere Servizio di Pietro Loffredo. Intervista a Alessandro Liggieri, sindaco di Poggio Imperiale

Via Crisanzio invasa dai rifiuti in un cantiere dismesso. I residenti: “Situazione fuori controllo”

Cresce la protesta contro l’impianto per i rifiuti di Paolo VI a Taranto. Sempre più associazioni aderiscono all’inziativa dei cittadini del quartiere e si preparano al consiglio comunale del 30 luglio Di Alessandra Martellotti

La conferenza di servizi rimanda ogni decisione sulla riapertura: ci troppe criticità. Al tavolo si aggiunge l’Enac, chiamata a pronunciarsi sulla vicinanza all’aeroporto. Resta alta l’attenzione degli ambientalisti Di Alessandra Martellotti

“Basta impianti inquinanti. Siamo contaminati, non ne possiamo più” Servizio di Alessandra Martellotti; interviste a Massimo Cassano e Giuseppe D’Ippolito, organizzatori manifestazione;

Il sito di Torre Caprarica sarà riqualificato. Sindaco: “Dopo anni di battaglia, il riscatto di un’intera comunità”. Quello di Grottaglie potrà essere modello per tutti i siti della provincia Di Alessandra Martellotti Intervista Ciro D’Alò, sindaco di Grottaglie

Sequestrata un’area di 38.400 mq. Rivenuti ingombranti e lastre d’amianto C’erano anche rifiuti pericolosi come lastre d’amianto ed elettrodomestici in disuso nella discarica abusiva sequestrata dalla Capitaneria di Porto di Taranto all’interno del “Parco della Rimembranza”. Una vera e propria bomba ecologica di oltre 38.400 mq di estensione complessiva. Tra i materiali rinvenuti anche mobili e ingombranti, tutti smaltiti e depositati in violazione delle più basilari norme a tutela dell’ambiente e del demanio.

Il 7 luglio la manifestazione davanti Palazzo di città. Le richieste: accedere agli atti e valutare il ricorso, tutelare salute e ambiente. “Non è possibile immaginare una discarica a poche centinaia di metri da case e scuole. Ci bastano già Ilva e raffineria”

La richiesta di associazioni ambientaliste alla Regione Servizio di Linda Cappello

Questa mattina i Verdi, in una conferenza stampa, hanno annunciato una denuncia alla Commissione europea Intervista: Rosa D’Amato, commissaria regionale Verdi Gregorio Mariggiò, co-portavoce provinciale Verdi Servizio: Annamaria Rosato

Una bomba ecologica – denuncia il sindaco – che accoglierebbe rifiuti da altre regioni Intervista: Alessandro Liggieri, sindaco di Poggio Imperiale Servizio Pietro Loffredo

Discarica Lizzano, serve anche il parere di Enac

La conferenza di servizi rimanda ogni decisione sulla riapertura: ci troppe criticità. Al tavolo si aggiunge l’Enac, chiamata a pronunciarsi sulla vicinanza all’aeroporto. Resta alta

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