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Ritardi nella consegna. Lo denuncia l’Aps ‘Gli Amici di San Pio’ di San Giovanni Rotondo, che sollecita l’intervento del governatore Decaro. Il problema si trascina da oltre tre mesi e riguarda un numero imprecisato, ma comunque elevato, di pazienti diabetici in Puglia: mancano i dispositivi che permettono di somministrare l’insulina e monitorare il glucosio. Lo denuncia l’Aps ‘Gli Amici di San Pio’, di San Giovanni Rotondo. La gara è stata bandita dalla Regione lo scorso 22 gennaio, per individuare più fornitori delle attrezzature salvavita. Si tratta di un kit con 24 dispostivi settimanali, sufficienti, dunque, per sei mesi. Intervista a Serafino Graziano Leuzzi, presidente Aps ‘Gli Amici di San Pio’

Un Decaro come raramente lo si è visto: spontaneo, ironico, politico fino in fondo. Succede al confronto “La Puglia che voglio”, promosso dai Rotary Club di Bari, un faccia a faccia di oltre due ore che il direttore del TgNorba Domenico Castellaneta ha trasformato in una gustosa ed accattivante intervista.

In diretta al TgNorba e Mattino Norba ha parlato anche di Xylella: “Si può rallentare”. Dalla sanità, all’ex Ilva, passando da Giunta, Xylella e Bari calcio. Un Antonio Decaro a tutto tondo questa mattina negli studi di Telenorba. Prima di tutto ha ribadito l’impegno personale sul fronte delle principali emergenze regionali, a partire dalla sanità e in particolare dalla situazione dei pronto soccorso. La recente visita all’ospedale “Perrino” di Brindisi, effettuata insieme all’assessore Pentassuglia, è stata l’occasione per osservare non solo il punto di vista dei cittadini, ma anche le condizioni di lavoro degli operatori sanitari. Da questa esperienza è emersa con forza la criticità strutturale legata alla carenza nazionale di medici di emergenza-urgenza, una specializzazione sempre meno scelta dai giovani – ha sottolineato Decaro – a causa dei turni gravosi, dell’impossibilità di svolgere libera professione e della forte pressione emotiva derivante dal contatto quotidiano con pazienti e familiari. Secondo Decaro, il problema va affrontato a livello nazionale, anche attraverso un riconoscimento economico maggiore per chi opera in settori particolarmente disagiati. Rispetto alla decisione di svolgere alcune delle prime attività istituzionali a Brindisi, il presidente ha chiarito che non si è trattato di una scelta simbolica o legata a equilibri politici locali, ma della naturale conseguenza di un metodo di lavoro che non prevede campanilismi. L’azione della giunta, ha sottolineato, è rivolta all’intero territorio regionale e ogni assessore è chiamato a occuparsi di tutta la Puglia senza riferimenti a collegi elettorali specifici. La composizione della giunta è stata inoltre condizionata da un vincolo normativo peculiare della Regione Puglia, che impone la nomina di otto assessori su dieci scelti tra i consiglieri regionali, a differenza di altre regioni che hanno optato per figure esterne. In questo quadro, Decaro ha spiegato di aver cercato un equilibrio tra rappresentanza politica, competenze professionali, esperienze personali e territoriali, con l’obiettivo di costruire una squadra di governo solida e capace, rimandando ad altre fasi l’assegnazione di ulteriori incarichi come le presidenze. Un passaggio rilevante ha riguardato la scelta di Eugenio Di Sciascio come figura di fiducia per lo sviluppo economico. Decaro ne ha valorizzato il ruolo svolto negli anni a Bari, dove, grazie al lavoro con associazioni di categoria e sindacati, è stato possibile – ha detto ancora Decaro – attrarre investimenti nei settori dell’information technology e della produzione, contribuendo a risultati significativi in termini di PIL e occupazione. L’obiettivo, a livello regionale, è replicare questo modello integrando sviluppo economico, formazione e lavoro, tre ambiti considerati inscindibili nella strategia di crescita della Puglia. Sul tema della sanità, il presidente ha affrontato anche la questione dei commissariamenti delle ASL in scadenza. È probabile una proroga temporanea per consentire l’individuazione di figure professionali adeguate, capaci di mettere al centro dell’azione amministrativa la cura delle persone. L’esperienza vissuta in ospedale ha rafforzato questa convinzione, mostrando una sanità fatta prima di tutto di storie umane, fragilità e relazioni, che richiedono sensibilità oltre che competenza gestionale. Sul tema della Xylella, sbarcata a Bitonto nella capitale dell’olio, il nuovo governatore ha ricordato che purtroppo nel mondo non ci sono casi in cui è stata eliminata. Si può rallentare – ha auspicato -, si può frenare ed è ciò a cui punta la Regione. Infine, Decaro ha commentato l’attualità sportiva, soffermandosi sul momento difficile vissuto dalla squadra di calcio cittadina. Da presidente di Regione, ha evidenziato come il calcio non rappresenti solo un fatto sportivo, ma un elemento sociale ed economico rilevante per le città, capace di influenzare il tessuto produttivo e il clima collettivo. In questo senso ha richiamato la necessità di responsabilità da parte della dirigenze, sottolineando l’importanza di tutelare un patrimonio che va oltre il campo di gioco. Inoltre ha confermato che prosegue la trattativa per la cessione di parte della società a investitori stranieri.

“Ho chiesto a Michele, in estate, di fare un passo di lato – ha dichiarato Decaro – che mi consentisse maggiore libertà d’azione e serenità nel ruolo di presidente”. L’ufficializzazione è arrivata: il presidente della Regione Antonio Decaro ha firmato la nomina di Michele Emiliano come consigliere giuridico. L’ex presidente si occuperà dello studio e interpretazione delle norme in materia di crisi industriali, politiche del lavoro, politiche sociali e sicurezza urbana. Lavorerà sulle proposte di legge regionale e sulla semplificazione dell’ordinamento giuridico regionale. Il contratto durerà tre anni con un compenso di circa 130mila euro lordi l’anno. L’incarico è sospeso fino al via libera del Consiglio Superiore della Magistratura. te del Csm, chiamato a concedere a Emiliano la posizione di «fuori ruolo» da magistrato. «Ho chiesto a Michele, in estate, di fare un passo di lato – ha dichiarato Decaro – che mi consentisse maggiore libertà d’azione e serenità nel ruolo di presidente. E lo ringrazio ancora una volta per aver accolto il mio appello. Ma ho sempre detto che il bagaglio di conoscenze e di esperienza che Michele Emiliano rappresenta per la Puglia, non sarebbe andato disperso. Per questo ho chiesto a Michele di ricoprire il ruolo di consigliere giuridico della Presidenza su questioni sulle quali la sua competenza, da giurista, prima ancora che da politico, sarà preziosa per tutti: l’interpretazione di norme, la predisposizione di disegni di legge, la preparazione dei dossier per la Conferenza delle Regioni e per la transizione industriale, la semplificazione dell’ordinamento giuridico regionale. Stiamo già lavorando insieme, da settimane, su alcuni dei dossier più delicati, in totale sintonia, così come abbiamo fatto in questi anni, per il bene delle nostre comunità. Ringrazio Michele per la sua disponibilità e auguro buon viaggio a noi e a tutta la Puglia».

A questo punto si sblocca anche la formazione della giunta che, tra venerdì e sabato, dovrebbe essere definita e dovrebbe anche rispettare la parità di genere. L’ex presidente Michele Emiliano non avrà un posto da assessore nella Giunta regionale pugliese. Per lui però è pronto l’incarico di consigliere giuridico del Presidente Antonio Decaro. Quest’ultimo ha sciolto il nodo più complicato dopo due incontri con Emiliano: prima una telefonata (la sera del 14) e poi un faccia a faccia di persona per definire meglio quello che sarà il suo ruolo. Decaro nella riorganizzazione dello staff, nelle ultime ore, aveva ridotto da 21 a nove i consiglieri del presidente, cinque politici e quattro tecnici. Michele Emiliano dovrebbe quindi occupare uno dei nove posti disponibili. Solo dopo l’accettazione formale dell’incarico, Emiliano potrà chiedere al Csm l’aspettativa dalla Magistratura. A questo punto si sblocca anche la formazione della giunta che, tra venerdì e sabato, dovrebbe essere definita e dovrebbe anche rispettare la parità di genere.

Per la nomina della giunta è ormai questione di ore. La nuova giunta regionale è in rampa di lancio, come annunciato ieri dal presidente Decaro a margine del tavolo contro l’abusivismo edilizio. A dispetto della cabala, l’ufficialità potrebbe arrivare già sabato 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio. Un segnale concreto è arrivato dal via libera alla riorganizzazione della macchina regionale. Decaro ha tagliato lo staff presidenziale da 21 a 9 collaboratori. Sullo sfondo, però, resta il caso Emiliano sul quale Decaro è intervenuto a smorzare i toni, ma senza chiarire se l’ex presidente farà parte della squadra degli assessori. Di certo la soluzione del caso Emiliano darebbe la stura al resto delle nove nomine in giunta. Quattro più la presidenza del consiglio spettano al Pd. Fra i papabili gli assessori uscenti Pentassuglia, alla Sanità e Ciliento insieme a Paolicelli il più votato. Due posti alla lista Decaro presidente, Starace e Miglietta, uno a Per la Puglia, l’assessore uscente Leo, un altro ai Cinque Stelle con i quattro eletti in corsa. Ad Avs il secondo assessorato esterno con tre papabili: Pierucci, Maraschio e Cataldo.

Per il momento circolano solo ipotesi sulla composizione dell’esecutivo: al Partito Democratico, principale partito di maggioranza, dovrebbero essere assegnati 4 o 5 assessorati più la presidenza del Consiglio. I tempi per la formazione della nuova giunta regionale Pugliese dovrebbero essere brevi.  “Ho le idee chiare già da un po’ di tempo” ha dichiarato stasera (11 gennaio) il presidente Antonio Decaro intervenuto a Castellana Grotte dov’è in corso il rito delle Fanove. “Devo verificare la disponibilità ad accettare l’incarico da parte delle persone che ho individuato sulla base di alcuni criteri e dovrò parlare con i partiti come è giusto che sia”. Per il momento circolano solo ipotesi sulla composizione dell’esecutivo: al Partito Democratico, principale partito di maggioranza che esprimerà 14 consiglieri, dovrebbero essere assegnati 4 o 5 assessorati più la presidenza del Consiglio. Tra i papabili ci sono Francesco Paolicelli, Raffaele Piemontese, Stefano Minerva, Debora Ciliento, Donato Pentassuglia e Toni Matarrelli. Per la lista Decaro Presidente: Silvia Miglietta e Graziamaria Starace. Il Movimento 5 Stelle potrebbe ottenere anche la vicepresidenza. Per la civica Per la Puglia invece ci sono Sebastiano Leo e Saverio Tammacco. Infine per i componenti esterni si fanno i nomi dell’ex presidente della Regione Michele Emiliano e di un nome espressione di Avs.

Nel giorno della proclamazione di Antonio Decaro a presidente della Regione, il viceministro Sisto auspica discontinuità con il passato. Sanità e welfare i temi principali che il nuovo Governatore della Puglia, Antonio Decaro dovrà affrontare, secondo il viceministro Francesco Paolo Sisto.  Intervista a Sen. Francesco Paolo Sisto, Viceministro alla Giustizia Riprese e Montaggio di Massimo D’Olimpio

Obiettivo: ampliare l’offerta di prestazioni con estensione dell’orario di lavoro dei medici oltre le 23 e attività anche nei fine settimana. Archiviata la cerimonia di proclamazione il presidente Decaro non ha perso tempo. Dopo un breve saluto alla presidente della Corte d’Appello, dottoressa Desciasciolo, si è presentato ai giornalisti con l’intenzione di partire da subito. Detto fatto. Ha raggiunto il suo nuovo ufficio in presidenza per una prima riunione operativa. Attorno al tavolo il capo di gabinetto Pellegrino, il direttore del dipartimento Sanità Montanaro e la dirigente Ares Bisceglia. Al centro del vertice un primo provvedimento urgente per contrastare le liste d’attesa sanitarie. Una misura già annunciata in campagna elettorale che punta ad ampliare l’offerta di prestazioni: estensione dell’orario di lavoro dei medici oltre le 23 e attività anche nei fine settimana. Obiettivo aumentare il numero di visite ed esami coinvolgendo sia gli ambulatori pubblici che le strutture private accreditate. La proposta è ora al vaglio tecnico e sarà rifinita nelle prossime ore prima della presentazione ufficiale.

La presidente dell’ufficio elettorale centrale di Bari, Giovanna De Scisciolo, ha ufficializzato la vittoria di Decaro tra applausi e momenti di commozione con la famiglia presente in prima fila. La presidente dell’ufficio elettorale centrale della Corte di Appello di Bari, Giovanna De Scisciolo, ha proclamato Antonio Decaro presidente della Regione Puglia. La proclamazione, nell’aula magna del palagiustizia, è stata accompagnata da un applauso. Entrando nella sala, prima della cerimonia, Decaro ha salutato e abbracciato i presenti, tra cui il presidente uscente Michele Emiliano. Avvicinandosi alle figlie e alla moglie sedute in prima fila, ha detto di aver scelto di indossare lo stesso abito che indossò per incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Aiutati da un bel sole nonostante la temperatura rigida, anche quest’anno oltre cento baresi si sono scambiati gli auguri di buon anno con il bagno a mare. Ooltre cento baresi si sono scambiati gli auguri di buon anno con il bagno del primo gennaio nel mare di Pane e Pomodoro. Una tradizione che si ripete da 25 anni con la Marcia Nicolaiana, organizzata dalla Uisp Bari e Centro Sportivo Italiano. Prima la messa nella Basilica di San Nicola, celebrata da padre Giovanni Distante, poi di corsa, sul lungomare, verso la spiaggia pubblica barese. Tra i tuffatori del primo dell’anno c’era anche il neo presidente della Regione Puglia Antonio Decaro

Il pranzo di Natale si è tenuto nella chiesa del Gesù a Bari. E nel messaggio di auguri sui social, il presidente rivolgendosi ai fuorisede: “Tornare è un diritto, non un lusso”. Antonio Decaro, presidente eletto della Regione Puglia, ha trascorso il Natale con gli ospiti della Comunità di Sant’Egidio a Bari. Decaro ha ringraziato i circa 90 volontari impegnati. “Il Natale è di tutti, ha detto Decaro, soprattutto di chi è solo, di chi ha bisogno della nostra comunità”. Il pranzo di Natale si è tenuto nella chiesa del Gesù, sono state accolte 120 persone: migranti, rifugiati, senza fissa dimora, ma anche famiglie bisognose. Ha poi affidato ai social un messaggio di augurio, rivolgendosi ai tanti pugliesi che quest’anno non sono riusciti a tornare a casa per le festività, ma anche a coloro che per farlo hanno dovuto spendere tanto. Tornare è un diritto, non un lusso, ha detto Decaro.

. Non nasconde tutte le difficoltà nella formazione della nuova giunta il neo presidente Antonio Decaro ospite sabato sera a Bari, ad un’iniziativa della Lilt. Nel mirino le regole che, a suo dire, tengono la politica regionale con le mani legate. La legge elettorale pugliese e la legge Laricchia, ribattezzata “anti trombati” e che per il neo presidente sembra ispirata all’autoconservazione degli eletti.  Il consiglio regionale fa le nomine, ma il presidente ci mette la faccia. Un corto circuito che, ricorda, nella scorsa legislatura ha già paralizzato le scelte. Garanti dei minori, dei detenuti e dei disabili scaduti ed in proroga da oltre un anno e mezzo, mesi di trattative tra i partiti per arrivare a un accordo sul Corecom. Il rischio, avverte Decaro, è rivivere a breve lo stesso film.  Duro anche il giudizio sul divieto della legge Laricchia di assegnare incarichi in enti e agenzie partecipate ai candidati non eletti alle regionali. In Puglia, accusa Decaro, vengono trattati da appestati. Un paradosso rispetto al quadro nazionale, dove – superata la legge Severino – chi ha ricoperto ruoli politici può tornare operativo. Sotto accusa anche statuto e legge elettorale pugliese che obbligano il presidente a scegliere gli assessori solo tra gli eletti, a differenza di altre regioni che possono nominare esterni.  Da ultimo Decaro ha ribadito l’annuncio: dopo il verdetto della Corte d’Appello nominerà la nuova squadra degli assessori per poi passare a riformare le leggi anti democratiche.

Il consigliere invita il governatore eletto per un giro nelle strutture ospedaliere tarantine per rendersi conto di persona della gravissima situazione. La lunga fila di ambulanze, ieri sera, con i pazienti all’interno davanti al pronto soccorso di Taranto viene considerata ormai la normalità dagli stessi operatori sanitari che lavorano. La situazione è al collasso. “Taranto non può avere un pronto soccorso – commenta il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Perrini – in attesa del nuovo san Cataldo. Abbiamo chiesto in tutte le lingue l’apertura di un pronto soccorso al Moscati al presidente Emiliano, ora lo chiedo – scrive ancora Perrini – al nuovo, Decaro, nella speranza che presti più attenzione a Taranto”. Il consigliere invita il governatore eletto per un giro nelle strutture ospedaliere tarantine per rendersi conto di persona della gravissima situazione.  

I due hanno parlato anche del piano operativo per il rilancio produttivo predisposto dai Commissari straordinari e ulteriori investimenti nell’area di Taranto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in una lunga telefonata, ha informato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, della riunione che si è svolta venerdì scorso al Mimit con gli enti locali pugliesi. I due hanno parlato anche del piano operativo per il rilancio produttivo predisposto dai Commissari straordinari e ulteriori investimenti nell’area di Taranto. Il ministro Urso ha inoltre aggiornato il presidente Decaro sugli obiettivi del decreto ex Ilva, attualmente all’esame del Senato, e sulle procedure negoziali per la cessione degli asset previste nella gara internazionale in corso. Urso e Decaro si sono inoltre confrontati sulle  prospettive della revisione del Cbam (Carbon border adjustment mechanism, regolamento dell’Unione Europea che introduce una tassa alle frontiere per le importazioni di beni ad alta intensità di carbonio). Urso ha infine assicurato al presidente Decaro il massimo impegno e la piena collaborazione del Governo con Regione ed enti locali. 

Sabato 13 parteciperà a un panel sulla trasparenza e l’efficienza nella sanità. Antonio Decaro, in attesa della proclamazione ufficiale come nuovo presidente della Regione Puglia, sta iniziando a costruire una nuova immagine istituzionale della Regione e a definire la sua agenda politica. Sabato 13 sarà a Roma come ospite della festa di Fratelli d’Italia, Atreju, dove parteciperà a un panel sulla trasparenza e l’efficienza nella sanità. Decaro ha ottimi rapporti sia con la premier Giorgia Meloni che con il vicepresidente della Commissione UE Raffaele Fitto. Dopo la sua elezione, Decaro ha ringraziato Meloni per gli auguri e ha assicurato collaborazione istituzionale, ricordando però di essere sempre stato fermo nel difendere gli interessi dei Comuni, anche durante le discussioni sui fondi PNRR. Da ambienti di Fratelli d’Italia viene spiegato che l’invito rivolto a Decaro rientra nella loro visione politica, secondo cui è il voto popolare a legittimare chi governa.

Sanità e crisi idrica saranno i primi dossier sul tavolo del neo governatore. Tutto da definire, invece, il futuro del governatore uscente. Visita a sorpresa, ieri, per il presidente Decaro al Pdta di Noci: uno dei presìdi di assistenza territoriale in via di conversione in casa di comunità. Decaro ha toccato con mano il lavoro quotidiano del personale sanitario ed ascoltato i pazienti della struttura che offre medici di famiglia associati, ambulatori per visite specialistiche e un cup per le prenotazioni. Una delle possibili risposte ai tempi biblici delle liste d’attesa. E proprio sanità e crisi idrica saranno i primi dossier sul tavolo del neo governatore e della nuova legislatura che comincerà, se tutto fila liscio, non prima di un mese, a gennaio 2026, quando la corte d’appello proclamerà gli eletti del parlamentino pugliese. Prima di quella data, ha ribadito Decaro, non sarà ufficializzata la nuova squadra degli assessori. Le poche certezze riguardano: parità di genere, visibilità dei territori e griglia di partenza. Tre o quattro assessori al Pd più la presidenza del consiglio; due alla civica Decaro presidente; uno a testa ad Azione e Cinque Stelle; e poi il possibile recupero di Avs e Popolari. Tutto da definire, invece, il futuro del governatore uscente. In base agli accordi Emiliano dovrebbe entrare nella giunta Decaro da assessore esterno, ma c’è chi dice che potrebbe tornare ad indossare la toga. Nel frattempo dopo dieci anni passati alla regione Puglia Emiliano saluterà politici e dipendenti invitati ieri via lettera. La cerimonia si svolgerà nell’agorà del consiglio regionale a partire dalle ore 11.

Sì salute e ambiente, ma attenzione anche ai giovani e alla cultura: è quanto chiede la professoressa Motolese, fondatrice della biblioteca del quartiere Tamburi di Taranto, al neo presidente Decaro. I giovani, i libri, il quartiere: le passioni di una vita per Carmen Galluzzo Motolese. E anche le priorità posate sotto lo sguardo del nuovo governatore della Puglia, Antonio Decaro. 25 anni di insegnamento al quartiere Tamburi di Taranto e l’amore per la cultura e la città espressi tra scuola, Unesco, CSV, museo etnografico Majorano; in consiglio comunale e istituendo l’associazione e la biblioteca Marco Motolese, dedicata al figlio scomparso a 17 anni. Inaugurata nel 2009, conta 36mila libri di cui 19mila inseriti nel Sistema Biblioteche Nazionali, e una sezione per bambini, nel reparto di Pediatria del SS Annunziata. A Decaro chiede uno sguardo attento, sì all’ambiente e al lavoro, ma soprattutto alle scuole, alle famiglie, all’istruzione, alla cultura. Intervista a Carmen Galluzzo Motolese, resp. Biblioteca Marco Motolese

Ecco quello che dovrà affrontare Decaro, dalle liste d’attesa al lavoro fino alle infrastrutture . Quando si guarda al programma di Antonio Decaro non basta parlare di buone intenzioni: molte delle sue priorità si scontrano con problemi strutturali profondi. La sanità, ad esempio, è un’emergenza concreta. Le liste d’attesa in Puglia sono lunghe e, per ridurle, Decaro propone esami fino alle 23 e anche nei weekend. Ma realizzare questo significa aumentare il carico di lavoro sulle strutture, reclutare personale, investire in macchinari e coordinare turni. Non è solo una questione di orari più lunghi, ma di organizzazione, costi e sostenibilità. Come ha detto durante la campagna elettorale, “crediamo sia giusto ascoltare la voce di chi vive quotidianamente la nostra regione, chi ha un problema, chi ha un sogno, chi ha una proposta per migliorare la vita delle persone”. Sul fronte del lavoro, la situazione è migliorata negli ultimi anni, ma resta fragile: il tasso di disoccupazione in Puglia rimane tra i più alti d’Italia e dietro i numeri positivi ci sono ancora sacche di fragilità. Molti giovani rimangono fuori dal mercato del lavoro e alcune aree interne rischiano di essere tagliate fuori dai benefici delle politiche di sviluppo. Il nuovo presidente punta a creare opportunità di lavoro “di qualità”, rafforzando le politiche attive e incentivando le imprese locali, ricordando che “non potevo girare le spalle alla mia terra e al mio popolo, andiamo a vincere questa campagna elettorale”. La gestione dei rifiuti e le politiche ambientali è un’altra grande sfida. Il sistema attuale non sempre funziona efficacemente, con disparità tra comuni e costi elevati. Il governatore propone di puntare sull’economia circolare, ma per farlo servono investimenti, coordinamento tra enti locali e strategie industriali chiare: senza questi elementi, le intenzioni rischiano di rimanere teoriche. Anche le infrastrutture sono un tallone d’Achille della Puglia: migliorare la mobilità tra città e aree interne significa intervenire su strade e trasporti pubblici, opere costose e lunghe da realizzare. La transizione ecologica, pur necessaria, aggiunge complessità e richiede pianificazione e fondi dedicati. Sul piano sociale, persistono disuguaglianze radicate: giovani che emigrano, famiglie in difficoltà e territori marginali che attendono politiche di inclusione efficaci. Garantire un welfare capillare e funzionale è essenziale ma complesso. La partecipazione democratica è un’altra questione critica: l’alto tasso di astensionismo segnala una distanza crescente tra cittadini e politica regionale. Decaro dovrà lavorare per recuperare fiducia, attraverso ascolto reale, consultazioni e trasparenza. Non sarà facile. Ma l’uomo è così: ci proverà e s’impegnerà con metodo da ingegnere. Infine, la gestione della coalizione è un’altra sfida: il progetto politico si appoggia su diverse forze – partiti e liste civiche – e mantenerle unite richiederà capacità di mediazione. In questo senso, la sua esperienza, seppur breve, come presidente di commissione al Parlamento europeo, potrebbe rivelarsi preziosa e gli fornirà glii strumenti per negoziare e conciliare diverse anime politiche. Magari ricordando sempre ciò che ha ripetuto: “Fin dall’inizio ho detto che non sono né indispensabile, né tantomeno insostituibile”.

. Le elezioni regionali al Sud hanno dipinto un quadro sorprendentemente chiaro e al tempo stesso pieno di sfumature complesse: in Puglia, Antonio Decaro trionfa con il 66% dei voti, secondo gli instant poll di Telenorba, ma la vittoria non è un trionfo senza problemi. Perché dietro il numero si nasconde una coalizione ampia e variegata: unisce il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e diverse liste civiche come “Decaro Presidente” e “Per la Puglia”. Gestire questa pluralità di interessi sarà la vera sfida del nuovo presidente. Bari, cuore politico e amministrativo della regione, diventa il centro simbolico di questa sfida: la città e le aree urbane più popolose richiedono attenzione alle infrastrutture, servizi pubblici e progetti concreti che possano consolidare il consenso e mantenere coesa la coalizione. La Bat con i suoi Comuni di dimensioni differenti impone un equilibrio tra investimenti nei centri urbani e nelle aree più piccole, per evitare che qualcuno si senta lasciato indietro. Lecce, con una partecipazione leggermente più alta, offre un sostegno più stabile ma va rafforzato con azioni tangibili sul fronte sociale ed economico. Stesso copione per Brindisi alle prese con una imponente fase di transizione post industriale: dalla chimica alla robotica passando per l’aerospazio. Taranto, divorata da problemi ambientali e occupazionali, richiede interventi immediati e visibili su lavoro, bonifiche e infrastrutture: in caso contrario le difficoltà locali rischiano di diventare terreno di scontro politico interno alla coalizione. Foggia, con affluenza molto bassa, rappresenta la provincia simbolo del rischio politico: qui Decaro dovrà dimostrare attenzione concreta ai territori marginalizzati. Dovrà trasformare il consenso relativo, cioè legato al voto, in sostegno reale attraverso programmi di sviluppo agricolo, servizi pubblici e politiche sociali mirate.  Allo stesso tempo, in Campania, Roberto Fico ottiene una vittoria significativa: conferma che il centrosinistra al Sud può costruire alleanze vincenti. Ma anche qui il quadro è complesso: la coalizione eterogenea dovrà affrontare problemi simili di mediazione tra partiti tradizionali, liste civiche e componenti progressiste: vincere un’elezione non garantisce automaticamente una governance efficace e stabile.  La scarsa affluenza alle urne, intorno al 41- 42% in Puglia e con punte leggermente più alte in alcune province come Lecce, rappresenta un elemento di riflessione non trascurabile: il consenso raccolto dai vincitori, per quanto numericamente ampio, deriva da una minoranza della popolazione. E questo riduce la forza politica percepita e la legittimità “attiva” della coalizione. La bassa partecipazione può essere letta come un segnale di disillusione o di distanza tra cittadini e istituzioni. E pone una sfida ulteriore: convincere chi non è andato a votare che il nuovo governo regionale può rappresentare realmente i loro interessi. Inoltre, territori con affluenza molto bassa, come Foggia e alcune aree interne, rischiano di sentirsi marginalizzati. Così di fatto aumenta la pressione sul governatore per bilanciare equità nella distribuzione delle risorse. La scarsa partecipazione accentua anche le differenze territoriali: le province più urbane e popolose determinano gran parte del risultato, mentre le zone rurali o periferiche rischiano di subire un peso minore nelle decisioni politiche. Il rischio? Possibili fratture interne alla coalizione. In entrambe le regioni la sfida sarà trasformare il consenso elettorale in risultati concreti. Come? Affrontando temi cruciali come sanità, infrastrutture, sviluppo economico, gestione dei fondi europei e politiche sociali. E bisognerà dimostrare che la leadership personale di Decaro e Fico non si limita a raccogliere voti, ma sa tradurre numeri e coalizioni in azioni politiche concrete. Il Sud diventa così un laboratorio politico in cui il centrosinistra ha riconquistato terreno. Tuttavia non è finita: questo Sud deve misurarsi con la complessità delle province, la fragilità del consenso e la varietà degli interessi interni. Il vero banco di prova sarà la capacità dei due presidenti di bilanciare ambizione e concretezza, mediazione e visibilità, attenzione alle aree urbane e cura dei territori marginali. Solo così potranno trasformare una vittoria elettorale netta in governi operativi, coesi e credibili agli occhi dei cittadini. Perché vincere le elezioni è solo il primo passo. C’è una sfida più grande: la gestione reale delle province, dei servizi, delle risorse. In parole povere le attese del Sud.

Il laboratorio del Sud e le sfide in arrivo

Le elezioni regionali al Sud hanno dipinto un quadro sorprendentemente chiaro e al tempo stesso pieno di sfumature complesse: in Puglia, Antonio Decaro trionfa con

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