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I due hanno parlato anche del piano operativo per il rilancio produttivo predisposto dai Commissari straordinari e ulteriori investimenti nell’area di Taranto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in una lunga telefonata, ha informato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, della riunione che si è svolta venerdì scorso al Mimit con gli enti locali pugliesi. I due hanno parlato anche del piano operativo per il rilancio produttivo predisposto dai Commissari straordinari e ulteriori investimenti nell’area di Taranto. Il ministro Urso ha inoltre aggiornato il presidente Decaro sugli obiettivi del decreto ex Ilva, attualmente all’esame del Senato, e sulle procedure negoziali per la cessione degli asset previste nella gara internazionale in corso. Urso e Decaro si sono inoltre confrontati sulle  prospettive della revisione del Cbam (Carbon border adjustment mechanism, regolamento dell’Unione Europea che introduce una tassa alle frontiere per le importazioni di beni ad alta intensità di carbonio). Urso ha infine assicurato al presidente Decaro il massimo impegno e la piena collaborazione del Governo con Regione ed enti locali. 

Sabato 13 parteciperà a un panel sulla trasparenza e l’efficienza nella sanità. Antonio Decaro, in attesa della proclamazione ufficiale come nuovo presidente della Regione Puglia, sta iniziando a costruire una nuova immagine istituzionale della Regione e a definire la sua agenda politica. Sabato 13 sarà a Roma come ospite della festa di Fratelli d’Italia, Atreju, dove parteciperà a un panel sulla trasparenza e l’efficienza nella sanità. Decaro ha ottimi rapporti sia con la premier Giorgia Meloni che con il vicepresidente della Commissione UE Raffaele Fitto. Dopo la sua elezione, Decaro ha ringraziato Meloni per gli auguri e ha assicurato collaborazione istituzionale, ricordando però di essere sempre stato fermo nel difendere gli interessi dei Comuni, anche durante le discussioni sui fondi PNRR. Da ambienti di Fratelli d’Italia viene spiegato che l’invito rivolto a Decaro rientra nella loro visione politica, secondo cui è il voto popolare a legittimare chi governa.

Sanità e crisi idrica saranno i primi dossier sul tavolo del neo governatore. Tutto da definire, invece, il futuro del governatore uscente. Visita a sorpresa, ieri, per il presidente Decaro al Pdta di Noci: uno dei presìdi di assistenza territoriale in via di conversione in casa di comunità. Decaro ha toccato con mano il lavoro quotidiano del personale sanitario ed ascoltato i pazienti della struttura che offre medici di famiglia associati, ambulatori per visite specialistiche e un cup per le prenotazioni. Una delle possibili risposte ai tempi biblici delle liste d’attesa. E proprio sanità e crisi idrica saranno i primi dossier sul tavolo del neo governatore e della nuova legislatura che comincerà, se tutto fila liscio, non prima di un mese, a gennaio 2026, quando la corte d’appello proclamerà gli eletti del parlamentino pugliese. Prima di quella data, ha ribadito Decaro, non sarà ufficializzata la nuova squadra degli assessori. Le poche certezze riguardano: parità di genere, visibilità dei territori e griglia di partenza. Tre o quattro assessori al Pd più la presidenza del consiglio; due alla civica Decaro presidente; uno a testa ad Azione e Cinque Stelle; e poi il possibile recupero di Avs e Popolari. Tutto da definire, invece, il futuro del governatore uscente. In base agli accordi Emiliano dovrebbe entrare nella giunta Decaro da assessore esterno, ma c’è chi dice che potrebbe tornare ad indossare la toga. Nel frattempo dopo dieci anni passati alla regione Puglia Emiliano saluterà politici e dipendenti invitati ieri via lettera. La cerimonia si svolgerà nell’agorà del consiglio regionale a partire dalle ore 11.

Sì salute e ambiente, ma attenzione anche ai giovani e alla cultura: è quanto chiede la professoressa Motolese, fondatrice della biblioteca del quartiere Tamburi di Taranto, al neo presidente Decaro. I giovani, i libri, il quartiere: le passioni di una vita per Carmen Galluzzo Motolese. E anche le priorità posate sotto lo sguardo del nuovo governatore della Puglia, Antonio Decaro. 25 anni di insegnamento al quartiere Tamburi di Taranto e l’amore per la cultura e la città espressi tra scuola, Unesco, CSV, museo etnografico Majorano; in consiglio comunale e istituendo l’associazione e la biblioteca Marco Motolese, dedicata al figlio scomparso a 17 anni. Inaugurata nel 2009, conta 36mila libri di cui 19mila inseriti nel Sistema Biblioteche Nazionali, e una sezione per bambini, nel reparto di Pediatria del SS Annunziata. A Decaro chiede uno sguardo attento, sì all’ambiente e al lavoro, ma soprattutto alle scuole, alle famiglie, all’istruzione, alla cultura. Intervista a Carmen Galluzzo Motolese, resp. Biblioteca Marco Motolese

Ecco quello che dovrà affrontare Decaro, dalle liste d’attesa al lavoro fino alle infrastrutture . Quando si guarda al programma di Antonio Decaro non basta parlare di buone intenzioni: molte delle sue priorità si scontrano con problemi strutturali profondi. La sanità, ad esempio, è un’emergenza concreta. Le liste d’attesa in Puglia sono lunghe e, per ridurle, Decaro propone esami fino alle 23 e anche nei weekend. Ma realizzare questo significa aumentare il carico di lavoro sulle strutture, reclutare personale, investire in macchinari e coordinare turni. Non è solo una questione di orari più lunghi, ma di organizzazione, costi e sostenibilità. Come ha detto durante la campagna elettorale, “crediamo sia giusto ascoltare la voce di chi vive quotidianamente la nostra regione, chi ha un problema, chi ha un sogno, chi ha una proposta per migliorare la vita delle persone”. Sul fronte del lavoro, la situazione è migliorata negli ultimi anni, ma resta fragile: il tasso di disoccupazione in Puglia rimane tra i più alti d’Italia e dietro i numeri positivi ci sono ancora sacche di fragilità. Molti giovani rimangono fuori dal mercato del lavoro e alcune aree interne rischiano di essere tagliate fuori dai benefici delle politiche di sviluppo. Il nuovo presidente punta a creare opportunità di lavoro “di qualità”, rafforzando le politiche attive e incentivando le imprese locali, ricordando che “non potevo girare le spalle alla mia terra e al mio popolo, andiamo a vincere questa campagna elettorale”. La gestione dei rifiuti e le politiche ambientali è un’altra grande sfida. Il sistema attuale non sempre funziona efficacemente, con disparità tra comuni e costi elevati. Il governatore propone di puntare sull’economia circolare, ma per farlo servono investimenti, coordinamento tra enti locali e strategie industriali chiare: senza questi elementi, le intenzioni rischiano di rimanere teoriche. Anche le infrastrutture sono un tallone d’Achille della Puglia: migliorare la mobilità tra città e aree interne significa intervenire su strade e trasporti pubblici, opere costose e lunghe da realizzare. La transizione ecologica, pur necessaria, aggiunge complessità e richiede pianificazione e fondi dedicati. Sul piano sociale, persistono disuguaglianze radicate: giovani che emigrano, famiglie in difficoltà e territori marginali che attendono politiche di inclusione efficaci. Garantire un welfare capillare e funzionale è essenziale ma complesso. La partecipazione democratica è un’altra questione critica: l’alto tasso di astensionismo segnala una distanza crescente tra cittadini e politica regionale. Decaro dovrà lavorare per recuperare fiducia, attraverso ascolto reale, consultazioni e trasparenza. Non sarà facile. Ma l’uomo è così: ci proverà e s’impegnerà con metodo da ingegnere. Infine, la gestione della coalizione è un’altra sfida: il progetto politico si appoggia su diverse forze – partiti e liste civiche – e mantenerle unite richiederà capacità di mediazione. In questo senso, la sua esperienza, seppur breve, come presidente di commissione al Parlamento europeo, potrebbe rivelarsi preziosa e gli fornirà glii strumenti per negoziare e conciliare diverse anime politiche. Magari ricordando sempre ciò che ha ripetuto: “Fin dall’inizio ho detto che non sono né indispensabile, né tantomeno insostituibile”.

. Le elezioni regionali al Sud hanno dipinto un quadro sorprendentemente chiaro e al tempo stesso pieno di sfumature complesse: in Puglia, Antonio Decaro trionfa con il 66% dei voti, secondo gli instant poll di Telenorba, ma la vittoria non è un trionfo senza problemi. Perché dietro il numero si nasconde una coalizione ampia e variegata: unisce il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e diverse liste civiche come “Decaro Presidente” e “Per la Puglia”. Gestire questa pluralità di interessi sarà la vera sfida del nuovo presidente. Bari, cuore politico e amministrativo della regione, diventa il centro simbolico di questa sfida: la città e le aree urbane più popolose richiedono attenzione alle infrastrutture, servizi pubblici e progetti concreti che possano consolidare il consenso e mantenere coesa la coalizione. La Bat con i suoi Comuni di dimensioni differenti impone un equilibrio tra investimenti nei centri urbani e nelle aree più piccole, per evitare che qualcuno si senta lasciato indietro. Lecce, con una partecipazione leggermente più alta, offre un sostegno più stabile ma va rafforzato con azioni tangibili sul fronte sociale ed economico. Stesso copione per Brindisi alle prese con una imponente fase di transizione post industriale: dalla chimica alla robotica passando per l’aerospazio. Taranto, divorata da problemi ambientali e occupazionali, richiede interventi immediati e visibili su lavoro, bonifiche e infrastrutture: in caso contrario le difficoltà locali rischiano di diventare terreno di scontro politico interno alla coalizione. Foggia, con affluenza molto bassa, rappresenta la provincia simbolo del rischio politico: qui Decaro dovrà dimostrare attenzione concreta ai territori marginalizzati. Dovrà trasformare il consenso relativo, cioè legato al voto, in sostegno reale attraverso programmi di sviluppo agricolo, servizi pubblici e politiche sociali mirate.  Allo stesso tempo, in Campania, Roberto Fico ottiene una vittoria significativa: conferma che il centrosinistra al Sud può costruire alleanze vincenti. Ma anche qui il quadro è complesso: la coalizione eterogenea dovrà affrontare problemi simili di mediazione tra partiti tradizionali, liste civiche e componenti progressiste: vincere un’elezione non garantisce automaticamente una governance efficace e stabile.  La scarsa affluenza alle urne, intorno al 41- 42% in Puglia e con punte leggermente più alte in alcune province come Lecce, rappresenta un elemento di riflessione non trascurabile: il consenso raccolto dai vincitori, per quanto numericamente ampio, deriva da una minoranza della popolazione. E questo riduce la forza politica percepita e la legittimità “attiva” della coalizione. La bassa partecipazione può essere letta come un segnale di disillusione o di distanza tra cittadini e istituzioni. E pone una sfida ulteriore: convincere chi non è andato a votare che il nuovo governo regionale può rappresentare realmente i loro interessi. Inoltre, territori con affluenza molto bassa, come Foggia e alcune aree interne, rischiano di sentirsi marginalizzati. Così di fatto aumenta la pressione sul governatore per bilanciare equità nella distribuzione delle risorse. La scarsa partecipazione accentua anche le differenze territoriali: le province più urbane e popolose determinano gran parte del risultato, mentre le zone rurali o periferiche rischiano di subire un peso minore nelle decisioni politiche. Il rischio? Possibili fratture interne alla coalizione. In entrambe le regioni la sfida sarà trasformare il consenso elettorale in risultati concreti. Come? Affrontando temi cruciali come sanità, infrastrutture, sviluppo economico, gestione dei fondi europei e politiche sociali. E bisognerà dimostrare che la leadership personale di Decaro e Fico non si limita a raccogliere voti, ma sa tradurre numeri e coalizioni in azioni politiche concrete. Il Sud diventa così un laboratorio politico in cui il centrosinistra ha riconquistato terreno. Tuttavia non è finita: questo Sud deve misurarsi con la complessità delle province, la fragilità del consenso e la varietà degli interessi interni. Il vero banco di prova sarà la capacità dei due presidenti di bilanciare ambizione e concretezza, mediazione e visibilità, attenzione alle aree urbane e cura dei territori marginali. Solo così potranno trasformare una vittoria elettorale netta in governi operativi, coesi e credibili agli occhi dei cittadini. Perché vincere le elezioni è solo il primo passo. C’è una sfida più grande: la gestione reale delle province, dei servizi, delle risorse. In parole povere le attese del Sud.

“Sono felice per l’elezione di Decaro”. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, è intervenuto commentando il dato dell’affluenza e di Antonio Decaro neo presidente della regione Puglia. “C’è un dato su cui dobbiamo riflettere – dice – che è quello dell’affluenza alle urne che è in forte calo. C’è la necessità di ritornare a far affezionare gli elettori alle istituzioni democratiche. C’è da riflettere anche sulle modalità su cui si svolge il voto. Chi ha la competenza dovrebbe riflettere alla luce delle tante innovazioni tecnologiche che ci sono”.  Sulla elezione di Decaro come governatore pugliese, Leccese ha detto: “Sono felice perché avere come presidente della regione un sindaco che è stato presidente dell’Anci significa avviare un percorso di collaborazione tra sindaci e istituzioni regionale”. Qui uno stralcio delle sue parole.

Il suo profilo combina tecnica e pragmatismo, e la sua parabola resta una delle più interessanti degli ultimi anni. Antonio Decaro è uno di quei protagonisti della politica italiana che, in poco tempo, sono riusciti a passare dall’immagine di “ingegnere affidabile” a quella di amministratore di primo piano. Il suo profilo combina tecnica e pragmatismo, e la sua parabola resta una delle più interessanti degli ultimi anni: non tanto perché faccia proclami, quanto perché ovunque sia passato ha lasciato interventi, cantieri e trasformazioni che hanno inciso sul territorio. Nato a Bari il 17 luglio 1970, cresce nel capoluogo pugliese sviluppando presto una familiarità con la città e le sue dinamiche. Si laurea in ingegneria civile con una specializzazione nei trasporti, scelta che gli apre la strada verso incarichi tecnici prima all’Acquedotto Pugliese e poi all’ANAS. Qui si forma come professionista abituato ai numeri, alle soluzioni pratiche e ai problemi concreti: caratteristiche che porterà con sé anche quando passerà alla politica. Il suo ingresso nella vita pubblica avviene nel 2004, quando Michele Emiliano, appena eletto sindaco di Bari, lo inserisce in giunta come assessore alla Mobilità. In quella fase Decaro costruisce il suo primo profilo politico: piste ciclabili quando sembravano stranezze, i primi tentativi di bike-sharing, una riorganizzazione dei trasporti, nuovi parcheggi di scambio. Le reazioni iniziali sono scettiche, ma col tempo molte di quelle misure vengono riconosciute come anticipatrici di un cambio di passo urbano. Nel 2010 approda in Consiglio regionale, dove continua a coltivare una linea amministrativa misurata e pragmatica. Tre anni dopo arriva la chiamata nazionale: nel 2013 viene eletto deputato. L’esperienza romana non lo allontana però dalla sua città, e nel 2014 decide di candidarsi a sindaco di Bari. Vince, e nel 2019 si conferma con un secondo mandato. Da primo cittadino si concentra sulla rigenerazione degli spazi urbani, sulla sicurezza partecipata e sulla rivitalizzazione dei quartieri periferi: un metodo basato sulla presenza costante e sull’ascolto diretto dei cittadini. La sua visibilità cresce ulteriormente nel 2016, quando viene eletto presidente dell’ANCI, ruolo che manterrà per due mandati consecutivi. In quegli anni affronta momenti complessi, tra cui la gestione condivisa delle misure per comuni e città durante la pandemia. Il suo stile, più istituzionale che spettacolare, gli consente di ottenere ascolto trasversale e di consolidare una reputazione da mediatore. Il 2024 segna un nuovo capitolo: si candida alle elezioni europee e conquista un risultato molto significativo nella circoscrizione Sud, guadagnando un seggio a Bruxelles. Poco dopo assume la presidenza della Commissione Ambiente, Salute e Sicurezza alimentare del Parlamento europeo, posizione che gli permette di lavorare su dossier centrali della politica comunitaria. Lo definisce “una responsabilità importante”, mantenendo un tono più tecnico che politico. Il ritorno sulla scena pugliese arriva nel 2025, con la decisione di candidarsi alla presidenza della Regione. La scelta matura dopo settimane di trattative interne al centrosinistra, accompagnate da frizioni con Michele Emiliano e da fasi interlocutorie con Nichi Vendola. Decaro interviene pubblicamente per chiarire il proprio obiettivo: «Voglio essere un presidente libero». Una dichiarazione che segna una presa di distanza dai giochi interni e definisce la cornice della sua candidatura. Una volta formalizzata, la coalizione si ricompatta attorno a lui: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e più liste civiche convergono sul suo nome. La campagna segue un registro sobrio, coerente con il suo stile: molte presenze territoriali, poche promesse altisonanti, molta enfasi sulla fattibilità delle proposte. «Non prometto ciò che non posso mantenere», ribadisce in più occasioni. Gli ultimi sviluppi lo vedono in una posizione fortemente favorevole: i primi risultati lo danno nettamente avanti, confermando le previsioni e proiettandolo verso la guida della Regione. Davanti ai sostenitori, mantiene un tono misurato e parla di una “vittoria della Puglia”, scelta comunicativa che gli consente di restare su un registro istituzionale e inclusivo. Il suo messaggio intercetta non solo l’elettorato tradizionale del centrosinistra, ma anche una parte di cittadini che guardavano a lui come amministratore più che come uomo di partito. Sul piano personale, è noto per il forte legame con la famiglia: è sposato, ha due figlie e non nasconde che la dimensione domestica rappresenti uno spazio di equilibrio. Tra le sue passioni si contano il mare, il calcio e le lunghe camminate nei quartieri di Bari, città che considera il nucleo della sua formazione pubblica. Oggi Antonio Decaro è percepito come una figura tecnica con solide capacità comunicative, dotato di un pragmatismo che raramente rinuncia a un margine di ironia. L’arrivo alla guida della Regione Puglia, se confermato, apre una fase nuova, fatta di attese molto elevate e di un mandato che richiederà un equilibrio tra visione e gestione quotidiana. Probabilmente, come sempre, inizierà dai dati e dalle priorità urgenti: dopotutto, la sua storia parte da lì, dai numeri.

Le parole del candidato presidente della Regione Puglia per la coalizione di centrosinistra. “Sono felice, è una bella giornata e spero siano tanti i pugliesi che andranno a votare. Perché votare è sempre giusto, lo abbiamo detto tante volte in questi giorni. È un diritto che ci siamo conquistati e la democrazia è bellissima perché ci dà la possibilità di scegliere. Possiamo scegliere il nostrofuturo”. Lo ha detto il candidato presidente della Regione Puglia per la coalizione di centrosinistra, Antonio Decaro, andando a votare.

. Dopo Foggia e Bat, ieri sera il candidato presidente del centrosinistra a Bari Servizio di Anna De FeoRiprese e montaggio di Roberto Cofano Interviste ad Antonio Decaro, candidato presidente regione Puglia centrosinistra; Elly Schlein, segretaria Pd; Stefano Bonaccini, presidente Pd

La sfida a livello nazionale, passando dalle singole regioni, è rappresentata delle prossime politiche Intervista: Elly Schlein, segretario nazionale PD Antonio Decaro, candidato governatore regione Puglia Servizio Giuseppe Capacchione

Il presidente nazionale del Pd sprona i partiti del campo largo ad essere sempre uniti Servizio di francesco iato intervista a Stefano Bonaccini, Presidente nazionale Pd Elisabetta Vaccarella, candidata al Consiglio regionale della Puglia

Ieri Decaro è stato di scena alla Cgil, Lobuono a Federfarma Servizio di Francesco Iato

“Investire nell’agroindustria per creare valore e occupazione” Servizio di Francesco Iato;

“Investire nell’agroindustria per creare valore e occupazione” Servizio di Francesco Iato;

La scorsa settimana per Decaro arrivati Schlein, Conte e Fratoianni Interviste a Luigi Lobuono (candidato governatore centrodestra); Antonio Decaro (candidato governatore centrosinistra) Servizio di Francesco Iato

A Taranto con Decaro, la segretaria del Pd rilancia l’unità del partito Intervista: Elly Schlein, segretaria nazionale Pd

Il candidato governatore alla Regione Puglia per il centrosinistra presenta a Taranto il suo programma elettorale Servizio di Annamaria Rosato intervista a Antonio Decaro, candidato presidente centrosinistra Regione Puglia

L’ex sindaco di Bari è al 61,9%, mentre il candidato del centrodestra si attesta al 36,1% Il nuovo sondaggio firmato da Alessandra Ghisleri per la Gazzetta del Mezzogiorno ritocca il quadro disegnato pochi giorni fa da Ipsos per il Corriere della Sera: Antonio Decaro resta largamente avanti a Luigi Lobuono. Secondo la rilevazione Only Numbers – 800 interviste, campione regionale – l’ex sindaco di Bari è al 61,9%, mentre il candidato del centrodestra si attesta al 36,1%. Una distanza ampia, ma con un dettaglio: rispetto al sondaggio Ipsos, Lobuono mostra una lieve risalita, segnale di un centrodestra più mobilitato sul finale di campagna. Ma le differenze più marcate si trovano dentro le liste. Per la Gazzetta, Fratelli d’Italia non è al 17% visto dal Corriere, ma addirittura vicino al 25,9%: un balzo di oltre otto punti, che conferma il partito della premier Meloni come primo in Puglia e protagonista assoluto del fronte conservatore. Nel centrosinistra, il Pd resta forte, ma a stupire è la Lista Decaro Presidente, che vola al 14,3%: nella fotografia Ghisleri sarebbe il terzo partito della Regione, superando M5S e staccando gli altri alleati. Un risultato persino superiore al sondaggio Ipsos, dove era già data in crescita. Attorno alla soglia del 4% si muove un gruppo di liste in bilico – Lega, Noi Moderati, Avs, “Per la Puglia” e Popolari – un dettaglio che potrebbe pesare sulla futura maggioranza in Consiglio regionale.Il sondaggio misura anche notorietà e fiducia: Decaro è conosciuto dal 97% degli elettori e raggiunge il 62% di fiducia complessiva. Lobuono è al 34%, ma in questa rilevazione guadagna terreno e visibilità.Un altro segnale arriva dall’astensione: la Gazzetta la stima al 45%, leggermente più alta rispetto al dato Ipsos, un’incognita che potrebbe pesare soprattutto sui partiti minori.

Secondo il Corriere della Sera ha 30 punti su Lobuono Servizio di Saverio Carlucci;

Il laboratorio del Sud e le sfide in arrivo

Le elezioni regionali al Sud hanno dipinto un quadro sorprendentemente chiaro e al tempo stesso pieno di sfumature complesse: in Puglia, Antonio Decaro trionfa con

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