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La perquisizione del veicolo ha portato al sequestro di 3,1 kg di hashish e 500 grammi di cocaina I carabinieri della Sezione Radiomobile di Brindisi hanno arrestato un 46enne della provincia di Bari durante controlli straordinari sul territorio. L’uomo è stato notato nei pressi di un’area dismessa e, alla vista dei militari, avrebbe tentato di nascondere la chiave di un’auto risultata poi a lui riconducibile. La perquisizione del veicolo ha portato al sequestro di 3,1 kg di hashish e 500 grammi di cocaina, confezionati in buste sottovuoto. Dopo le formalità di rito, il 46enne è stato trasferito nel carcere di Brindisi.

Il giovane, di origini albanesi e residente della provincia di Bergamo, è stato bloccato al casello autostradale Bari Nord È stato arrestato dai carabinieri di Bari un 21enne, residente nella provincia di Bergamo, per spaccio di droga. Il giovane è stato fermato presso il casello autostradale Bari Nord a bordo di un’auto di grossa cilindrata. L’atteggiamento sospetto del ragazzo ha portato i militari ad approfonditi controlli. Infatti, grazie all’ausilio del nucleo cinofili di Modugno e del cane molecolare è stato individuato nell’auto un doppiofondo con doppia chiusura, azionabile con un congegno elettronico, ben nascosto sotto il sedile posteriore dell’auto. Qui i militari hanno trovato quasi 6 kg di cocaina suddivisi in pacchetti e la somma in denaro contante di oltre 18mila euro in banconote di vario taglio. Il giovane, di origini albanesi, è stato condotto in carcere.

Una settima persona è ancora ricercata Blitz dei carabinieri nella notte. Sono state arrestate nel Foggiano sei persone, tutte pregiudicate, per aver assaltato i bancomat a Cremona e in altre città del Nord Italia. Una settima persona è ancora ricercata. La banda era specializzata negli assalti con acetilene ed esplosivo. Diversi i colpi contestati, sia a danno di banche che di aziende. Gli indagati erano seguiti e monitorati da tempo dall’Arma e avrebbero legami con la criminalità organizzata pugliese.

Le operazioni dei carabinieri Si continuano a registrare truffe agli anziani. I carabinieri di Foggia hanno arrestato due ragazzi di 22 e 20 anni, entrambi di Napoli. Prima la telefonata del finito nipote e poi quelle dei sedicenti direttore delle poste e maresciallo dei carabinieri. Una donna di 84 anni, ignara della truffa in atto, ha consegnato mille euro e gioielli. Ma all’uscita dall’abitazione, si sono appostati i carabinieri che hanno bloccato l’uomo e il complice che lo attendeva in auto. Analogo episodio anche a Lucera dove sono stati arrestati un 42 enne e un 45 enne di Acerra, in provincia di Napoli. I due hanno telefonato a una signora anziana, spacciandosi per funzionari dell’Agenzia delle Entrate incaricati di riscuotere un debito di mille euro. A insospettirsi il marito della donna che ha allertato il 112. Anche in questo caso i carabinieri sono intervenuti prima della fuga dei due malviventi.

Avrebbero compiuto sette rapine e furti ai danni di quattro tra negozi di casalinghi e di generi alimentari Due uomini di Bisceglie, di 41 e 39 anni, e una 44enne di Andria sono stati arrestati dai carabinieri perché considerati autori di furti e scippi messi a segno in alcuni negozi di Trani e Bisceglie tra gennaio e giugno scorsi. Avrebbero compiuto sette rapine e furti ai danni di quattro tra negozi di casalinghi e di generi alimentari, uno scippo ai danni di una anziana con invalidità e avrebbero anche fornito false generalità a un pubblico ufficiale. Utili agli accertamenti investigativi sono state non solo le testimonianze delle vittime ma anche l’analisi dei sistemi di videosorveglianza dei supermercati e delle attività commerciali derubate che hanno permesso di di identificare gli indagati. Il 41enne è in carcere, il 39enne agli arresti domiciliari e per l’altra indagata è stato disposto l’obbligo di dimora. 

Nella notte gli autobus sono stati utilizzati come bersaglio per il lancio di pietre Tre minorenni sono stati identificati a Bari dalla Polizia come possibili autori di atti vandalismo sui mezzi pubblici durante la notte di Halloween. Uno di loro era anche in possesso di materiale esplodente. Nella notte si sono verificati ancora una volta episodi violenti con gruppi di ragazzi che hanno lanciato pietre contro gli autobus nonostante il rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine. A partire dal pomeriggio nel capoluogo pugliese sono state attive 47 pattuglie tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e polizia locale con il supporto dell’unità cinofila. In totale sono state identificate 159 persone nelle principali zone della movida e nei quartieri San Paolo, San Pio, Ceglie del Campo e Carbonara.

La merce era senza i requisiti previsti dalla normativa. Avrebbe fruttato circa 3.000 euro Sono scattati i controlli del Nas di Bari sui prodotti di Halloween venduti nelle attività commerciali. Nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani, i militari hanno individuato tre attività in cui erano venduti articoli per bambini a tema Halloween senza i requisiti previsti dalla normativa. Sono stati sequestrati più di mille prodotti. Ai titolari dei negozi ed agli importatori dei prodotti sono state comminate sanzioni per complessivi 13 mila euro. La merce è stata definita pericolosa per la salute pubblica. Se immessa sul mercato, avrebbe fruttato circa 3.000 euro

Sequestrati circa 700 grammi tra eroina, hashish e marijuana Sono 12 le ordinanze cautelari eseguite all’alba dai carabinieri a San Severo, nel Foggiano. Riguardano persone tra i 21 e 46 anni, sette delle quali in carcere. Sono ritenute affiliate ad un’organizzazione che spacciava droga in città, con base logistica in un box dotato anche di impianto di videosorveglianza. A curare l’approvvigionamento della droga era un uomo giù noto alle forze dell’ordine. Denuciati 5 assuntori, sequestrati circa 700 grammi tra eroina, hashish e marijuana.

Sono state anche consegnate a tutti i pazienti la classica automobilina dei carabinieri I bambini del reparto oncoematologico pediatrico dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto avranno la loro postazione per i giochi elettronici. Gli allievi Carabinieri del 144esimo corso hanno voluto donare una Play Station 5 e due Nintendo da mettere nelle stanze di degenza del reparto pediatrico. Inoltre sono state consegnate a Valerio Cecinati, primario del reparto, una targa ricordo e a tutti i piccoli pazienti la classica automobilina dei carabinieri. 

Si rifiutava di sottoporsi all’alcoltest Aggradisce due carabinieri prima di essere sottoposto all’alcol test e viene arrestato.È successo a Terlizzi il 19 ottobre scorso. L’uomo, un 28enne del posto, è stato fermato dai militari durante un consueto controllo alla circolazione stradale. Era a bordo di una 500X, ed ha poi dichiarato di non essere in possesso della patente. Vista la situazione, i carabinieri hanno deciso di sottoporlo all’alcol test. Il 28enne, però, ha sferrato un pugno in pieno volto al brigadiere, causandogli una ferita al labbro, per poi colpire allo zigomo anche l’appuntato intervenuto in aiuto del collega. Entrambi i carabinieri, difesi dall’avvocato Emiliano D’Alessandro, hanno rimediato 15 giorni di prognosi a testa. Una volta portato in caserma ha continuato a inveire contro i militari dicendo: “Vi uccido, non finisce qua, quando vi prenderò ve la farò pagare”. Il pm Francesco Tosto gli contesta i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

I carabinieri hanno trovato 35 chili di hashish, 120 grammi di cocaina e una pistola Maxi sequestro a Francavilla Fontana, dove i Carabinieri hanno arrestato una settantenne del posto, già nota alle forze dell’ordine, per detenzione ai fini di spaccio di droga e detenzione illegale di un’arma clandestina. Durante una perquisizione domiciliare, i militari hanno trovato 35 chili di hashish, 120 grammi di cocaina e una pistola Beretta calibro 9×21 con matricola abrasa, insieme a munizioni, materiale per il confezionamento, telefoni, jammer e rilevatori di frequenza. La droga era nascosta in un vano occultato dietro il mobilio della cucina. La donna è stata portata nel carcere di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Indagini in corso anche sulla natura delle armi, che potrebbero essere pistole a salve Sta facendo il giro del web un video che mostra spari contro una palazzina nella zona delle case popolari di Molfetta, dopo che un uomo viene chiamato da qualcuno in strada. Non si tratta di un episodio isolato: in un altro filmato, due ragazzi su un monopattino esplodono un colpo in aria prima di fuggire. I video sono diventati virali sui social e i carabinieri hanno avviato accertamenti per risalire all’identità dei protagonisti e alla data esatta delle riprese. In uno dei casi, la persona che spara sarebbe deceduta mesi fa. Indagini in corso anche sulla natura delle armi, che potrebbero essere pistole a salve.

I carabinieri lo hanno arrestato in flagranza di reato nel Vulture-Melfese Avrebbe picchiato la moglie diverse volte, in un caso addirittura mentre la donna stava allattando il figlio neonato. Un 20enne è stato arrestato in flagranza di reato nel Vulture-Melfese dai Carabinieri. Sono state attivate le procedure del Codice Rosso. Il giovane è ai domiciliari, in un altro comune. Per lui anche il divieto di avvicinamento alla donna.

L’operazione dalle prime ore di questa mattina Sono 32 le persone arrestate (cinque in carcere e 27 ai domiciliari) nell’ambito dell’operazione antimafia coordinata dalla Dda lucana e condotta dai Carabinieri, con al centro lo spaccio di droga a Ferrandina gestito da un clan che aveva rapporti con la criminalità campana. Stamani sono state eseguite anche altre nove misure cautelari: sette obblighi di dimora e il trasferimento in comunità di due minorenni. Le misure cautelari sono state eseguite tra Basilicata, Puglia, Campania e Sicilia. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, dalla disponibilità di armi, dal numero di partecipanti e dal coinvolgimento di minori nelle attività criminali, concorso esterno in associazione mafiosa, detenzione e porto abusivi di armi e munizioni. Le indagini hanno riguardato anche un tentato omicidio, a Ferrandina, nella notte di Pasqua del 2024 e in totale coinvolgono 55 persone, delle quali sette minorenni.

Entrambi non sono per fortuna in pericolo di vita Ci sono anche due carabinieri pugliesi tra i feriti nell’esplosione avvenuta l’altra notte a Castel D’Azzano, in provincia di Verona. Si tratta di Alberto Mangia, 37 anni, di Nardò e Giuseppe Benso, 45 di Bisceglie. Entrambi non sono in pericolo di vita. Il carabiniere salentino, figlio di un ex dipendente comunale, è ricoverato a Verona in seguito alle gravi ustioni riportate ed è in coma farmacologico. Era tra i militari entrati nel casolare poco prima dell’esplosione e si è trovato vicino uno dei tre carabinieri morti. I genitori sono immediatamente partiti per stare accanto al figlio. Sta meglio Giuseppe Benso, il 45enne originario di Bisceglie, ricoverato all’ospedale di Mestre. Ha riportato ustioni a viso e mani ed è molto scosso per l’accaduto. Per la morte dei tre carabinieri, di cui uno originario di Taranto, il Governo ha dichiarato lutto nazionale per il giorno dei funerali di Stato. Uno dei carabinieri morti era pugliese: il luogotenente Marco Piffari, nato a Taranto.

Marco Piffari, 56 anni, era luogotenente con carica speciale, al comando della Squadra operativa di supporto del Quarto Battaglione Veneto Era originario di Taranto uno dei tre carabinieri morti nell’esplosione di un casolare a Castel D’Azzano, in provincia di Verona. Si tratta di Marco Piffari. Aveva 56 anni. Da piccolo si e’ trasferito con i genitori al Nord. Nel 1987 si e’ arruolato. In Puglia non ci sarebbe piu’ alcun famigliare. Abitano tutti al Nord. Dopo numerosi incarichi, Piffari attualmente era luogotenente con carica speciale e comandante della squadra operativa di supporto separato del quarto battaglione Veneto. Era separato dalla moglie e non aveva figli. Insieme a Marco Piffari sono morti anche il carabiniere scelto Davide Bernardello ed il brigadiere capo Valerio Dapra’. Insieme alle squadre speciali dell’Arma stavano intervenendo per sgomberare una casa colonica, abitata da 3 fratelli che avrebbero causato l’esplosione per impedire lo sfratto. Oggi è un giorno di lutto profondo per l’Arma dei Carabinieri e per l’intero Paese, ha commentato Nicola Magno, segretario regionale pugliese di Unarma, il sindacato dei carabinieri. Pretendiamo che venga contestato il reato di strage e che chi ha reso possibile questa tragedia paghi fino in fondo. La tragedia conta anche 15 feriti, tra loro anche un altro carabiniere pugliese, Giuseppe Benso, 45 anni originario di Bisceglie. Non correrebbe pericolo di vita.

I controlli dei carabinieri I carabinieri di Bisceglie hanno arrestato in flagranza di reato un 32enne del posto per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di arma clandestina. Nel corso di una perquisizione domiciliare è stata trovata una pistola calibro 9 corto con matricola abrasa, sei proiettili, un grammo di marijuana e la somma di 1.175 Euro in contanti, ritenuti provento di attività illecita. Denunciate in stato di libertà di altre tre persone: un uomo e una donna conviventi, sorpresi con 24mila euro in contanti di cui non hanno saputo giustificare la provenienza e ritenuta provento di attività illegale, e un giovane biscegliese trovato con un machete di 50 centimetri. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro penale.

L’inchiesta è denominata “Tomato e Pea” dai soprannomi di due degli otto indagati Con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, per alcuni indagati, di estorsione aggravata dal metodo mafioso, i carabinieri di Modugno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di otto persone. Le città coinvolte sono Modugno, Noicattaro, Rutigliano e Lecce. L’organizzazione criminale gestiva le estorsioni a carico dei commercianti di Noicattaro e la distribuzione della droga che dallo stesso centro veniva rifornita a diversi spacciatori attivi nella città metropolitana di Bari. Le indagini hanno permesso di appurare il coinvolgimento di un dipendente di una nota azienda, che si occupava di cedere le dosi di stupefacenti ai suoi colleghi durante i turni di lavoro. Conseguentemente, è stata ricostruita la modalità di approvvigionamento, distribuzione e vendita della droga, che da Noicattaro veniva rifornita a diversi spacciatori, tra cui il dipendente della citata azienda. Due degli indagati, oltre a rifornire la droga ai pusher, avrebbero imposto con metodo mafioso a commercianti di Noicattaro il pagamento di una “tassa” di 500 euro in occasione delle festività natalizie. La droga veniva chiamata con il nome “piastrelle” oppure “mousse”. Un locale industriale era stato trasformato in luogo di stoccaggio di hashish e marijuana, lo smercio di droga avveniva anche davanti alla stazione di Noicattaro. L’inchiesta è denominata “Tomato e Pea” dai soprannomi di due degli otto indagati. Tra loro ci sono Nicola Annoscia, 36enne figlio di Giuseppe affiliato al clan Parisi, e Pasquale Colasuonno, 35 anni di Noicattaro.

L’uomo ha chiamato i carabinieri dopo aver notato dalle telecamere di videosorveglianza un’auto sospetta vicino al cancello di casa A Monopoli un uomo ha chiamato i carabinieri dopo aver notato dalle telecamere di videosorveglianza un’auto sospetta vicino al cancello di casa. Ha pensato a dei ladri, ma quando i militari sono arrivati hanno trovato nell’auto due fidanzatini che si stavano scambiando qualche effusione d’amore. La ragazza è la nipote dell’uomo.

La circolazione dei treni nello scalo ha subito alcune interruzioni Nel tardo pomeriggio nella stazione di Barletta è scoppiata una rissa tra un gruppo di cittadini extracomunitari. È stato necessario l’intervento dei carabinieri per fermare i disordini. Durante la colluttazione un militare sarebbe rimasto lievemente ferito. Tre persone in stato di alterazione sono state fermate e identificate. Sul posto è intervenuta anche un’ambulanza del 118 e una pattuglia della Polizia di Stato. A causa della rissa la circolazione dei treni nello scalo ha subito alcune interruzioni. Il tre ottobre scorso si è verificato un episodio simile ancora una volta nei pressi della stazione, in quel caso ci sono stati tre arresti di cittadini di origine straniera.

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