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Si tratta di ragazzi tra i 14 e i 17 anni Sette minorenni, tra i 14 e i 17 anni, sono stati collocati in comunità diverse dopo aver aggredito a gennaio un bracciante straniero a Taranto. Sono accusati di lesioni aggravate dall’odio razziale e altri reati. La vittima fu colpita con pietre e oggetti, riportando ferite guaribili in 20 giorni. Nei giorni successivi, i ragazzi tornarono a minacciarlo lanciando sassi contro casa sua. All’arrivo dei carabinieri, tentarono di bloccare l’auto di servizio con barricate e spranghe. In un secondo episodio, fermarono e aggredirono una donna alla guida, causando nuovi scontri con le forze dell’ordine.

Al momento l’indagine si concentra sul datore di lavoro, Giovanni Giannico, accusato di omicidio colposo e caporalato. Il 38enne indiano Sidhu Singhè è deceduto il 26 maggio scorso Servizio di Alessandra Martellotti

Aveva 28 anni, era originario del Mali, è stato trovato senza vita a Torretta Antonacci, sotto un albero di ulivo  Un bracciante di 28 anni originario del Mali, Famakan Dembele, è morto lunedì 7 agosto nelle campagne del foggiano dopo una giornata di lavoro nei campi, impegnato nella raccolta del pomodoro. La notizia è stata diffusa dal parlamentare Soumahoro. La vittima è stata trovata a Torretta Antonacci, sotto un albero di ulivo. Secondo i primi accertamenti delle forze dell’ordine intervenute, il 28enne sarebbe morto per cause naturali.

Lo rende noto il parlamentare e attivista sindacale Aboubakar Soumahoro, con un post su Facebook Nella giornata del 7 agosto, nelle campagne di Torretta Antonacci, in provincia di Foggia, un bracciante del Mali di 28 anni, Famakan Dembele, sarebbe morto dopo una giornata di lavoro nei campi. Lo rende noto il parlamentare e attivista sindacale Aboubakar Soumahoro, con un post su Facebook. Secondo i primi accertamenti svolti dalle forze dell’ordine il 28enne sarebbe morto per cause naturali, con il corpo ritrovato all’interno di una struttura dormitorio che ospita i migranti impegnati nelle attività di raccolta nelle campagne della provincia di Foggia.

Il fatto non sussiste: con questa motivazione il Tribunale di Trani ha assolto Luigi Terrone, coinvolto nell’inchiesta sulla morte della bracciante ad Andria nel 2015 Servizio di Giovanni Di Benedetto

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