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Resta da chiarire quanto lontano possa arrivare la sputacchina, sfruttando passaggi involontari di mezzi pesanti e auto. È stato espiantato, questa mattina (22 gennaio), l’ulivo infetto risultato positivo alla Xylella fastidiosa, sottospecie “pauca”, individuato nell’ambito delle attività di controllo dell’Osservatorio fitosanitario, a Bitonto, in un campo lungo la strada che collega la Città dell’olio, a nord di Bari, con l’aeroporto di Palese, e che per questo si ipotizza sia stata trasportata da passaggi involontari di auto e mezzi pesanti. Per circoscrivere la diffusione del batterio, l’intervento è stato rapido, e si sta procedendo con l’eradicazione degli altri esemplari sensibili, nell’arco di 50 metri. Resta da chiarire quanto lontano possa arrivare la sputacchina, sfruttando passaggi involontari di mezzi pesanti e auto, sottolinea Coldiretti che aveva dato notizia del primo ulivo infetto scoperto a Bitonto, al momento per fortuna un caso isolato – che è però la prova concreta che il rischio di diffusione sia tutt’altro che teorico. 

Anziani, disabili e bambini vivono in appartamenti con facciate che cadono a pezzi, come i cornicioni, balconi pericolanti, infiltrazioni d’acqua in ogni stanza, muffa. L’emergenza casa è il problema più sentito dai cittadini. C’è chi, in attesa di assegnazione definitiva, abita in appartamenti al limite della dignità. Come accade ad alcune famiglie nella frazione bitontina di Palombaio. Hanno scritto al nostro numero di whatsapp per mostrarci in che condizioni vivono, nonostante i solleciti al Comune di Bari, proprietario degli immobili.

L’avanzata del batterio non si arresta. La Xylella continua ad avanzare e adesso insidia la Capitale dell’olio del barese. A Bitonto, è stato trovato un ulivo infetto. L’allarme è di Coldiretti Puglia che chiede misure immediate per fermare il batterio. Riprese e montaggio di Orazio Corbacio

L’uomo risponde di tentato omicidio aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Nel video delle telecamere di sorveglianza si vede chiaramente il momento in cui un uomo alla guida di un’auto, dopo l’arrivo della polizia, fugge sfondando il cancello, incurante della presenza degli agenti che riescono ad evitarlo e a mettersi in salvo. Il video della fuga qui: I fatti risalgono al 28 aprile scorso, a Bitonto. La persona in fuga, un 32enne pluripregiudicato, è stato arrestato ieri (venerdì 16 gennaio). Quel giorno scappava perché la polizia stava per eseguire nel suo garage nell’ambito di un’operazione di contrasto ai furti d’auto.

. Paura nella notte tra sabato e domenica a Bitonto, dove intorno alle 3.30 un vasto incendio ha coinvolto alcuni veicoli in sosta nelle strette vie del centro cittadino. Al loro arrivo, i Vigili del Fuoco hanno trovato tre autovetture completamente avvolte dalle fiamme, con un rogo di notevole intensità che minacciava di estendersi ai mezzi parcheggiati nelle vicinanze e agli edifici adiacenti. (Qui il video del rogo) La violenza dell’incendio ha reso necessario l’intervento di due squadre dei Vigili del Fuoco, supportate da un’autobotte, indispensabile per l’approvvigionamento idrico durante le operazioni di spegnimento. Le fiamme, alimentate anche dalla conformazione delle strade strette e dalla vicinanza degli immobili, hanno prodotto un denso fumo che ha rapidamente avvolto le facciate delle palazzine circostanti.A scopo precauzionale, è stata disposta l’evacuazione temporanea dei residenti degli edifici limitrofi, per scongiurare rischi legati al calore sprigionato e all’inalazione dei fumi. Le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dell’area si sono protratte per diverse ore, concludendosi intorno alle 8 di questa mattina. Non si registrano feriti, ma i danni ai veicoli coinvolti sono ingenti. Restano da chiarire le cause del rogo, sulle quali sono in corso accertamenti.

Ritrovata l’auto, il furto ieri sera lungo la strada provinciale 218. Nella serata di ieri c’è stato un furto a una stazione di servizio lungo la strada provinciale 218, in territorio di Bitonto, nei pressi della cosiddetta Poligonale. Ignoti, dopo essere entrati all’interno del gabbiotto dell’impianto, hanno forzato una cassaforte portando via circa 3.000 euro in contanti. I malviventi si sono poi impossessati delle chiavi della colonnina self service, dalla quale hanno asportato il denaro contenuto, il cui esatto ammontare è in corso di quantificazione. Subito dopo si sono dati alla fuga. Indaga la polizia, che ha trovato l’auto usata dai malviventi.

. Sono passati 8 anni dal giorno in cui Anna Rosa Tarantino, 84 anni, fu uccisa durante una sparatoria tra clan rivali. La donna fu colpita mentre camminava nel centro storico di Bitonto, stava andando a messa, come sempre, e diventò bersaglio inconsapevole della mafia. Bitonto ha voluto ricordala con una marcia promossa dal comune e da Libera, associazione contro tutte le mafie. Il corteo è partito da piazza Caduti del Terrorismo ed è proseguito fino alla Cattedrale dov’è stata celebrata una messa in suffragio Intervistati: Franco Lippolis, nipote di Anna Rosa Tarantino; Francesco Paolo Ricci, sindaco di Bitonto; Don Angelo Cassano, referente Libera

Il pluripregiudicato di Bitonto rese dichiarazioni spontanee accusando di falso il pm della Dda di Bari che aveva indagato su di lui. La gup del Tribunale di Lecce Valeria Fedele ha assolto il boss di Bitonto Domenico Conte dal reato di calunnia e oltraggio a magistrato in udienza “perché il fatto non costituisce reato”. La vicenda contestata risale al 16 marzo 2023. Nel processo in cui era imputato per traffico di droga (conclusosi con la condanna a 20 anni di reclusione), il pluripregiudicato rese dichiarazioni spontanee accusando di falso il pm della Dda di Bari che aveva indagato su di lui. “Su di me il pubblico ministero sta dicendo un sacco di bugie, un mucchio, come in ogni processo” è una delle frasi pronunciate dal boss Conte in aula. Dinanzi ai magistrati salentini, competenti a procedere perché la persona offesa è un magistrato in servizio a Bari, il pregiudicato bitontino, difeso dall’avvocato Pino Giulitto, ha scelto di essere processato con il rito abbreviato.

Antonio Ciocia preannuncia una denuncia penale. La Asl di Bari ha aperto un’indagine interna sulla denuncia di un dipendente amministrativo del distretto socio-sanitario 3 di Bitonto. L’uomo, Antonio Ciocia, sarebbe stato aggredito nel parcheggio interno della struttura da un collega, un medico, che al culmine di una lite gli avrebbe sferrato un pugno in faccia, procurandogli una frattura alle ossa nasali e venti giorni di prognosi. Il medico, secondo quanto raccontato da Ciocia al Corriere del Mezzogiorno, da anni gli rivolgeva insulti e minacce. L’uomo preannuncia una denuncia penale.

Condanne definitive per 29 persone. L’operazione in seguito all’uccisione di Anna Rosa Tarantino. Sono definitive le condanne per 29 persone ritenute esponenti del clan Conte di Bitonto. Per loro la Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari ha emesso un ordine di carcerazione, eseguito stamattina dalla polizia di Stato. I reati riguardano lo spaccio di stupefacenti con l’aggravante mafiosa. Uno di loro anche per associazione a delinquere di stampo mafioso. L’operazione “Market Drugs” è nata dopo quanto accadde il 30 dicembre 2017 quando fu uccisa per errore Anna Rosa Tarantino: l’omicidio fu provocato dallo scontro per il controllo delle piazze di spaccio tra due clan. I ventinove provvedimenti eseguiti questa mattina, da personale della squadra mobile di Bari e del commissariato di polizia di stato di Bitonto, hanno riguardato soggetti tutti riconducibili al clan Conte, una parte dei quali già detenuti in varie carceri italiani. Sono state importanti le dichiarazioni di collaboratori di giustizia che hanno permesso di raccogliere fonti di prova proprio sull’esistenza di una ben strutturata organizzazione criminale dedita prevalentemente al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti nella cittadina bitontina.

Porte aperte ai visitatori. Per il quarto anno la città di Bitonto apre le porte ai visitatori dei propri frantoi e antichi forni risalenti al XIII secolo. Per far conoscere la propria storia e promuovere i prodotti del territorio, uno su tutti l’olio extravergine di oliva. Interviste a Michele Carlucci, fornaio; Francesco Brandi, assessore agricoltura comune Bitonto

All’ITES Giordano la prima partecipazione a “IoLeggoSempre”: raccolti mille euro in due giorni per arricchire la biblioteca scolastica Leggere può davvero cambiare tutto. È con questo spirito che si è conclusa con un risultato eccezionale la prima partecipazione dell’ITES “Vito Giordano” di Bitonto all’iniziativa nazionale “Io Leggo Perché”, promossa da dieci anni dal Ministero dell’Istruzione e dall’Associazione Italiana Editori. L’obiettivo è semplice quanto fondamentale: coinvolgere i territori per arricchire le biblioteche scolastiche italiane. Gli studenti dell’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico hanno risposto all’appello con un impegno encomiabile, che ha portato a un risultato record: in due giornate dedicate alla raccolta fondi, sono stati raccolti circa mille euro tra donazioni dirette e acquisti di libri. L’iniziativa, che ha coinvolto un’ottantina di studenti, li ha visti impegnati con cassette, sacchetti e carrelli tra le strade del centro di Bitonto, trasformando la solidarietà in un gesto condiviso e partecipato. I ragazzi hanno raccontato la loro esperienza. Alla domanda se la generosità fosse stata ripagata, i ragazzi hanno risposto con onestà: “Né male né bene. Abbiamo cercato di convincere le persone. Alcuni sì, altri no, dipende. Chi reagisce meglio? Di solito i giovani,” hanno spiegato. I fondi raccolti in denaro verranno trasformati in nuovi libri, selezionati in collaborazione con le librerie aderenti, tutti destinati ad arricchire la biblioteca dell’Istituto. Tra i desideri espressi dagli studenti, spiccano i volumi di attualità e approfondimento, in linea con l’indirizzo della scuola: “Vorremmo trovare la saggistica che ci piace, discettino di informazione, di economia,” ha suggerito un ragazzo. Un altro si è spinto sui temi civili: “Mi piacerebbe tema mafia o anche sulla criminalità, perché è un tema molto intrigante.” L’iniziativa non solo ha portato un concreto beneficio alla dotazione libraria della scuola, ma ha anche rafforzato l’entusiasmo degli studenti per la lettura, dimostrando che l’impegno solidale può trasformarsi in un’occasione di crescita culturale per tutta la comunità scolastica.

La creatività dei ragazzi della cooperativa Zip.h conquista Bitonto: si è conclusa l’iniziativa “Mostra Artistica” dedicata a inclusione e autonomia Servizio di Maurizio Spaccavento Intervista: Serena Gangemi, assistente sociale cooperativa Zip.h

Anche parte dell’attico al quarto piano è stata interessata dalle fiamme e dai fumi. Non si registrano danni a persone I Vigili del Fuoco di Bari sono stati impegnati nello spegnimento di un incendio in un appartamento a Bitonto, in via Benedetto Croce. L’allarme è scattato intorno a mezzanotte e mezza: le fiamme hanno interessato il terzo piano di una palazzina di tre piani. Sul posto due squadre con l’autoscala e il carro ARA. Le operazioni di spegnimento si sono concluse verso le 3. Anche parte dell’attico al quarto piano è stata interessata dalle fiamme e dai fumi. Non si registrano danni a persone.

Anche parte dell’attico al quarto piano è stata interessata dalle fiamme e dai fumi. Non si registrano danni a persone I Vigili del Fuoco di Bari sono stati impegnati nello spegnimento di un incendio in un appartamento a Bitonto, in via Benedetto Croce. L’allarme è scattato intorno a mezzanotte e mezza: le fiamme hanno interessato il terzo piano di una palazzina di tre piani. Sul posto due squadre con l’autoscala e il carro ARA. Le operazioni di spegnimento si sono concluse verso le 3. Anche parte dell’attico al quarto piano è stata interessata dalle fiamme e dai fumi. Non si registrano danni a persone.

Anni prima sulla stessa strada era stato investito e ucciso uno dei figli della donna Interviste: Domenico Baldo, figlio di Anna Terrameo; Francesco Blano, genero di Anna Terrameo

Un gesto d’amore per ricordare un cuore grande. È quanto voluto dalla famiglia di Cosimo Magro, il giovane di Bitonto travolto e ucciso il primo novembre sulla statale 16 mentre aiutava un automobilista in difficoltà. i suoi parenti hanno scelto di onorarne la memoria del giovane sostenendo una causa che gli stava particolarmente a cuore: gli animali. Cosimo amava profondamente cani e gatti e spesso si impegnava per promuovere l’adozione di randagi. La zia Isabella lo ricorda come un ragazzo altruista, generoso e legatissimo ai cuccioli in cerca di affetto. Chiunque voglia dedicare un pensiero a Cosimo può farlo attraverso una donazione all’associazione “Qua la zampa Heart”, che ha diffuso l’iniziativa. I fondi saranno destinati ad aiutare Tigro, un gatto bisognoso di cure seguito dai volontari.

Un gesto d’amore per ricordare un cuore grande. È quanto voluto dalla famiglia di Cosimo Magro, il giovane di Bitonto travolto e ucciso il primo novembre sulla statale 16 mentre aiutava un automobilista in difficoltà. i suoi parenti hanno scelto di onorarne la memoria del giovane sostenendo una causa che gli stava particolarmente a cuore: gli animali. Cosimo amava profondamente cani e gatti e spesso si impegnava per promuovere l’adozione di randagi. La zia Isabella lo ricorda come un ragazzo altruista, generoso e legatissimo ai cuccioli in cerca di affetto. Chiunque voglia dedicare un pensiero a Cosimo può farlo attraverso una donazione all’associazione “Qua la zampa Heart”, che ha diffuso l’iniziativa. I fondi saranno destinati ad aiutare Tigro, un gatto bisognoso di cure seguito dai volontari.

L’ascensore, inoltre, rischia la rottura delle funi, come ha certificato la ditta di manutenzione. I residenti delle palazzine dell’Arca al numero 117 di via Pertini, sono quasi tutti pensionati, e con invalidità. Servizio di Guglielmina Logroscino

L’uomo, di 39 anni, si è recato al Pronto soccorso 24 ore dopo l’episodio Un uomo di 39 anni, originario di Bitonto e con precedenti penali, si è presentato al Pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Bari con una ferita d’arma da fuoco a un piede.  Al personale sanitario, e successivamente alla Polizia, ha raccontato di essere scampato a un agguato 24 ore prima: due individui incappucciati lo avrebbero avvicinato ed avrebbero aperto il fuoco mentre era sotto casa, a Bitonto. Solo 24 ore dopo, però, ha deciso di recarsi in ospedale. Una versione che è al vaglio degli agenti del Commissariato di Bitonto, a cui sono affidate le indagini. Il 39enne, intanto, è ricoverato per essere sottoposto ad un intervento chirurgico e non è in pericolo di vita.

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