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Domani a Barletta presentazione e degustazione dell’ultima invenzione dolciaria del maestro pasticciere Angelo Bisconti Domani, mercoledì 28 maggio, alle ore 11,30, nei prestigiosi spazi di Palazzo San Domenico, a Barletta, si terrà la conferenza stampa di presentazione del “Divinotto”, edizione speciale divina del pasticciotto leccese che il maestro pasticciere di Campi Salentina Angelo Bisconti ha dedicato all’associazione “Divine del Sud” per i valori di inclusione e solidarietà che promuove su tutto il territorio. Bisconti, gia’ inventore tra gli altri del “Pasticciotto Obama” dedicato al primo presidente di colore degli Stati Uniti e del “Pasticciotto del Campione”, dedicato a Jannik Sinner, e’ promotore di un progetto che punta a valorizzare le eccellenze agroalimentari delle venti regioni italiane presentato  lo scorso mese di dicembre in Senato. Nel “Divinotto” una prelibata confettura di Fragola Candonga extra, coltura regina del Metapontino, si sposa con la classica crema del pasticciotto all’interno di uno scrigno di pasta frolla. Sulla parte superiore del pasticciotto è  presente un cuore rosa di pasta di mandorla, a simboleggiare il grande cuore dei soci e delle socie di Divine del Sud. “Con il Divinotto – afferma Bisconti- ho voluto omaggiare un’associazione in prima linea per la difesa delle donne e dei diritti delle  fasce piu’ deboli. Un sentito ringraziamento alla giornalista Francesca Rodolfo, lucana d’origine per questo la scelta della confettura extra di fragola del metapontino,  presidente dell’associazione, gia’ insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica” – conclude Bisconti. “Un onore per me e per tutti i miei soci  ricevere in dono un dolce come il Divinotto – ha detto Francesca Rodolfo -. Questa dedica speciale arriva dal Salento, terra per eccellenza del pasticciotto, dove evidentemente si sono accorti di quanta bellezza seminiamo e di quanto bene facciamo sul territorio pugliese. Accogliamo con immenso piacere ed entusiasmo questa “carezza” del Maestro Angelo Bisconti che dal tacco d’Italia ha pensato a noi nel Nord Barese, passando pure dalla Basilicata. Nessuno lo aveva fatto prima – ha concluso la Rodolfo – siamo per questo particolarmente emozionati e commossi di tanta stima e affetto”. Subito dopo la presentazione della nuova invenzione dolciaria, e’ prevista una degustazione gratuita del “Divinotto” e la diffusione della ricetta ai pasticceri del posto. In questo modo chi vorrà, potrà arricchire l’offerta dolciaria, con il pasticciotto di Divine, simbolo dell’inclusione e della solidarietà.

Ville, auto e conti intestati alla famiglia di Ruggiero Lattanzio. È il primo sequestro in Puglia contro gli eredi di un mafioso. Ville, appartamenti, auto e conti correnti per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro sono stati confiscati dai carabinieri del comando provinciale di Bari. I beni erano formalmente intestati agli eredi di Ruggiero Lattanzio, esponente di spicco del clan omonimo, ucciso nel 2019 a Barletta. Secondo le indagini, il patrimonio derivava dal traffico di droga e veniva “ripulito” tramite familiari, in assenza di redditi leciti. Il decreto è stato emesso dal tribunale di Bari su richiesta della Dda. Si tratta del primo provvedimento ablativo in Puglia eseguito contro gli eredi di un mafioso.

Giardini del Castello trasformati in una “rue des peintres”: il riconoscimento istituito da Divine del Sud premia il talento lucano Intervista: Andrea D’addurno – vincitore 4* Estemporanea Premio De Nittis-

Dalla Prefettura parlano di un grave episodio anche se isolato, in territorio di San Ferdinando di Puglia Servizio Giovanni Di Benedetto

Impatto tra due auto, l’uomo è stato sbalzato fuori dal veicolo È di un morto e tre feriti il bilancio di un incidente stradale avvenuto tra Barletta e Canosa di Puglia. A perdere la vita Pasquale Damiano, 66 anni, di Canosa. A scontrarsi sulla strada provinciale 93 due auto e un’autocisterna: a causa dell’impatto la vittima è stata sbalzata fuori dall’abitacolo ed è deceduta sul colpo. Sul posto il 118, la polizia locale di Barletta, vigili del fuoco e la polizia di Stato. I tre feriti sono stati trasportati in ospedale in codice rosso.

In manette un 39enne di Barletta. Sequestrati 7 kg di marijuana Un appartamento del centro cittadino di Barletta usato per stoccare marijuana. Una stanza trasformata in laboratorio in cui la droga veniva trattata, pesata e imbustata, grazie ad un apparecchio utile alla termosaldatura e poi venduta. In manette un 39enne, che gli agenti della squadra mobile della questura di Andria hanno arrestato con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Ad insospettire la polizia un continuo andirivieni dell’indagato dall’abitazione, da cui usciva con un borsone in spalla. L’uomo poi saliva su uno scooter e poco dopo rientrava per ripetere le stesse azioni. Bloccato e perquisito, i poliziotti hanno trovato oltre quattro chili di marijuana nel borsone e un mazzo di chiavi relativo all’appartamento. Così hanno scoperto che nell’unica stanza esistente c’erano altri 2,5 chili di marijuana pronti per essere smerciati, un’apparecchiatura per la termosaldatura e una bilancia utile al confezionamento. Il 39enne, che aveva già precedenti, è finito in carcere. La droga e quanto rinvenuto nell’abitazione sono stati sequestrati.

Sui mercati esteri l’Italia gioca una sfida fondamentale per il futuro Servizio di Giovanni Di Benedetto; interviste a Amerigo Splendori, dir. gen. Mimit; on. Francesco Ventola, vice pres. comm. sviluppo comm. Parlamento europeo;

L’abbraccio dopo 20 anni, nel ricordo di Michele, vittima innocente di mafia a Bari a 15 anni Intervista: Alfredo Fabbrocini, questore Barletta – Andria – Trani Pinuccio Fazio, padre di Michele Servizio Francesca Rodolfo

Per questo reato, ai responsabili viene contestata l’assocaiazione a delinquere Intervista: Alfredo Fabbrocini, questore provincia Barletta – Andria – Trani Servizio Giovanni Di Benedetto

Il Tribunale del Riesame di Bari ha rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dal suo legale Servizio di Linda Cappello montaggio di Pasquale Realmonte

L’opposizione ha abbandonato l’aula poco prima della votazione in segno di protesta La città di Barletta avrà una via intitolata a Sergio Ramelli, lo studente militante del Fronte della Gioventù, formazione giovanile del Movimento sociale italiano assassinato nella sua Milano a soli 18 dopo l’aggressione avvenuta a marzo del 1975 per mano di militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia. La proposta di Fratelli d’Italia è stata approvata in consiglio comunale dalla sola maggioranza di centro destra. L’opposizione ha abbandonato l’aula poco prima della votazione in segno di protesta. Per loro la figura di Ramelli, legata allo schieramento politico nato nel secondo dopoguerra dalle ceneri del fascismo, è un oltraggio alla memoria di una città insignita di due medaglie d’oro, al merito civile e al valor militare, per i fatti legati alla resistenza all’invasione nazista nel 1943. A nulla è servito inserire, oltre a Ramelli, anche il nome di Benedetto Petrone il giovane barese, anche lui 18enne, militante comunista, iscritto alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, vittima di un agguato per mano del Movimento Sociale Italiano. Una viabilità in suo nome ci sarà, mentre l’opposizione promette di portare avanti la battaglia contro “via Sergio Ramelli” a Barletta con le associazioni che si erano già con loro schierate.

L’addio al piccolo Francesco Servizio di Giovanni Di Benedetto

I tifosi del Barletta calcio oggi hanno esposto uno striscione: “Ciao Checco, piccolo angelo” Lutto cittadino lunedì a Barletta per i funerali di Francesco, il bambino di quattro anni morto in seguito ad una caduta dalla bici del padre. L’autopsia ha stabilito che il piccolo è deceduto a causa dei gravi traumi riportati. La magistratura indaga per omicidio colposo e la bici è stata sequestrata. Secondo quanto stabilito dalle indagini della polizia, il 5 maggio il bambino era con il padre nel garage condominiale. L’uomo avrebbe perso l’equilibrio cadendo e travolgendo il figlio che è morto poco dopo l’arrivo in ospedale. I tifosi del Barletta calcio oggi hanno esposto uno striscione: “Ciao Checco, piccolo angelo”.

Prelevato da una donna di 71 anni di Barletta il fegato Nuova donazione d’organi all’ospedale “Dimiccoli” di Barletta, la sesta dall’inizio dell’anno nella Asl Bt. Nelle sale operatorie dirette dal dottor Michele Debitonto è stato prelevato da una donna di 71 anni di Barletta il fegato: sono intervenuti i chirurghi del Policlinico di Bari. La donatrice si era espressa in vita a favore della donazione che è stata fortemente sostenuta anche dal marito e dai suoi quattro figli, spiegano dall’azienda sanitaria. “Ringraziamo questa famiglia per la loro attenzione alla vita che continua”, ha detto Giuseppe Vitobello, responsabile per le donazioni nella Asl Bt, “ un grazie va anche ai tanti colleghi che durante le complesse procedure di donazione garantiscono la loro massima collaborazione”. Appena qualche giorno fa si era registrata una donazione da parte di una donna di 89 anni, segno che non c’è età per donare. “Questa provincia si conferma generosa e attenta al tema della donazione degli organi e dei tessuti”, ha spiegato Tiziana Dimatteo, commissario straordinario della Asl Bt, “il nostro ringraziamento va ai tanti che si esprimono in vita e alle famiglie che sostengono scelte in grado di regalare speranza”.

L’uomo le invitava in un garage – ricostruiscono le indagini – con la scusa di praticare loro massaggi decontratturanti Avrebbe abusato di alcune giocatrici della sua squadra, anche minorenni. Per questo un ex allenatore di pallavolo è finito in carcere. L’uomo, un 48enne di Barletta, invitava le ragazzine in un garage con la scusa di praticare massaggi decontratturanti e poi rivolgeva le sue attenzioni verso di loro. Le indagini partirono nel settembre di due anni fa quando una ragazzina, nel corso di alcuni colloqui con una psicologa, raccontò delle violenze subite. Dal 2019 a oggi, l’uomo avrebbe anche millanto di essere il titolare di un’agenzia di reclutamento di fotomodelle, inducendo alcune ragazze a subire abusi nel corso dei provini.

Mamma sui social: “Chiedo rispetto e preghiere per il nostro dolore” Facevano un giro in bici all’interno del garage. Il papà alla guida, Checco seduto sul sellino, aggrappato a lui, come sempre. Erano felici, avevano appena finito di suonare la batteria giù al box, il bambino aveva anche fatto un giro sulla sua moto elettrica. Un saluto ad un vicino, poi la svolta verso la rampa e lì la tragedia. L’uomo, Domenico, perde l’equilibrio, cade e con lui il piccolo Checco, 4 anni compiuti a gennaio. Batte forte la testa, perde sangue. Il papà lo prende in braccio, corre in strada a chiedere aiuto, due donne lo fanno salire in macchina, di corsa al pronto soccorso di Barletta, dove purtroppo non hanno potuto far nulla per salvarlo. È così che si è consumata la tragedia lunedì pomeriggio, intorno alle 17.00, nel box di un condominio di via Lattanzio, nel quartiere 167 di Barletta. Disposta l’autopsia sul corpo del piccolo. Servizio di Antonio Procacci

Si tratta della quinta donazione di organi del 2025 Quinta donazione di organi del 2025 a Barletta: nelle sale operatorie dell’unità operativa di Rianimazione dell’ospedale “Dimiccoli”, dirette dal dott. Michele Debitonto, da una donna 89enne di Bisceglie è stato prelevato il fegato da una equipe del Policlinico di Bari. “Non c’è età per donare”, sottolineato Tiziana Dimatteo, Commissario straordinario della Asl Bt, “ringrazio la famiglia della donatrice che ha fortemente voluto onorare la vita con questo gesto di altruismo”. 

Nella denuncia di scomparsa le prime paure: Francesco Diviesti era sparito dopo una lite in centro.

Il piccolo era seduto dietro, il papà avrebbe perso l’equilibrio e la caduta è stata fatale

E’ accaduto a Barletta. Il piccolo è arrivato senza vita all’ospedale Dimiccoli Una tragedia si è consumata a Barletta nella zona 167. Un bimbo di quattro anni è morto nel tardo pomeriggio di ieri dopo essere caduto dalla bici a pedalata assistita del padre mentre percorrevano una ripida rampa di accesso a un garage, in via Lattanzio. Il piccolo ha riportato un profondo trauma cranico, arrivando senza vita al Pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli. La bici è stata sequestrata e gli inquirenti stanno vagliando la posizione del padre. Sono state ascoltate le persone che erano sul luogo dell’incidente.

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