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Alle 11 la conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore generale e del nuovo allenatore. L’inchiesta sul Bari entra in una nuova fase. Dopo la Procura della Repubblica, adesso si muove anche la giustizia sportiva: la Procura federale della Figc ha infatti chiesto gli atti dell’indagine aperta dalla magistratura barese sulla gestione del club biancorosso, per verificare l’eventuale esistenza di violazioni delle norme sportive. Un procedimento autonomo rispetto a quello penale, che potrebbe avere conseguenze anche sul piano calcistico. Al centro dell’inchiesta resta la cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nell’estate del 2023. Ma l’ipotesi della Procura non riguarda una presunta plusvalenza fittizia. Secondo i magistrati, infatti, il Bari avrebbe ceduto il calciatore a un prezzo non congruo, rinunciando anche a una clausola sulla futura rivendita, nonostante attraversasse una grave crisi economica. Una scelta che avrebbe consentito al Napoli di realizzare successivamente una plusvalenza di circa sette milioni di euro, senza alcun beneficio per il club biancorosso. Per questo la Guardia di Finanza ha sequestrato documentazione nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro e acquisito computer e telefoni degli indagati e di altri dirigenti, per ricostruire l’intero iter dell’operazione e verificare se emergano ulteriori elementi utili alle indagini. La difesa dei De Laurentiis continua intanto a respingere ogni accusa, sostenendo che non esistano i presupposti giuridici per ipotizzare la bancarotta e contestando l’impianto dell’inchiesta.Mentre la magistratura prosegue il suo lavoro, il Bari prova comunque a guardare avanti. In un clima inevitabilmente segnato dalla vicenda giudiziaria, oggi saranno presentati il nuovo direttore generale Pierpaolo Marino e il nuovo allenatore Massimo Rastelli, chiamati a rilanciare il progetto sportivo dopo la retrocessione in serie C.

L’ipotesi estrema è che si andrebbe incontro alla perdita del titolo sportivo che tornerebbe nella disponibilità della Federcalcio con la ripartenza dal campionato di Eccellenza. I riflessi dell’iniziativa giudiziaria sull’attività calcistica del Bari calcio sono al momento imprevedibili. Tutto dipende dalle decisioni che la Filmauro assumerà in seguito alle accuse formulate dalla Procura della Repubblica di Bari che ha chiesto il fallimento per situazione debitoria consolidata. L’ipotesi estrema è che accetti questa linea e in questo caso si andrebbe incontro alla perdita del titolo sportivo che tornerebbe nella disponibilità della Federcalcio con la ripartenza dal campionato di Eccellenza. Ma potrebbe essere adottata una linea più ragionevole e cioè quella di un concordato accettato dalla Procura che consenta di proseguire regolarmente l’attività. C’è poi la possibilità, indipendentemente dall’accoglimento o meno della sospensiva richiesta dalla Lucente sulla concessione dello Stadio su cui il Tar si è riservato di decidere, che il Comune in presenza di accuse importanti decida in autotutela di annullare la gara con la conseguenza che il Bari si ritroverebbe senza stadio. La conferenza stampa per la presentazione del nuovo direttore generale e del nuovo allenatore al momento è confermata per la tarda mattinata di giovedì così come il ritiro a Roccaraso a partire dal 14 luglio. Probabile anche che come da prassi gli atti dell’inchiesta passino alla Procura Federale per la valutazioni di eventuali violazioni del codice di giustizia sportiva che potrebbe aprire scenari di penalizzazioni in classifica. In questa situazione sarà ancora più difficile per Pierpaolo Marino acquisire la disponibilità di calciatori che non vedrebbero un futuro chiaro nel medio termine e potrebbero quindi rinunciare al trasferimento.

Per loro le accuse sono di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. Il capo della Procura della Federcalcio, Giuseppe Chinè, ha chiesto ai magistrati di Bari che indagano sulla vicenda gli atti dell’inchiesta su Aurelio De Laurentiis e suo figlio Luigi. I due sono indagati per i reati di false comunicazioni sociali (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari calcio) e bancarotta fraudolenta connessa alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale, presentata per l’insolvenza della società sportiva barese. Ieri sono state fatte perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro.

L’inchiesta è stata aperta all’inizio del 2026. Della richiesta di fallimento si è saputo solo oggi . La Procura di Bari ha chiesto il fallimento della SSC Bari, dopo la retrocessione della squadra di calcio in serie C, sancita il 22 maggio scorso con la partita di ritorno dei playout per la salvezza in casa del Sudtirol, finita 0 a 0. Della richiesta si è saputo solo oggi. Dagli atti dell’inchiesta che ha portato oggi a perquisizioni nei confronti di Luigi e Aurelio De Laurentiis e delle società SSC Bari, SSC Napoli e Filmauro, emerge che l’inchiesta è stata aperta all’inizio del 2026. La prima consulenza tecnica disposta dalla Procura sui bilanci del Bari dal 2019 al 2024 è stata depositata il 26 gennaio 2026 e integrata a maggio, sulla scorta degli ulteriori dati del bilancio del 2025 e della sopravvenuta retrocessione in Serie C. La Procura ha chiesto l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale “per l’insolvenza della società sportiva”. Il valore del patrimonio netto, negli esercizi dal 2019 al 2021, è risultato positivo soltanto in funzione dell’utilizzo a copertura delle perdite d’esercizio mediante il versamento di circa 4,5 milioni fatto nel 2020 dal socio unico Filmauro; la rivalutazione del marchio pari a 5,3 milioni nel 2021; le rinunce a crediti, vantati dal socio unico, connessi ai finanziamenti erogati nonché a rapporti di natura commerciale. Le perdite, così, avrebbero “definitivamente eroso il capitale sociale e le riserve disponibili” e “solo grazie ainterventi straordinari del socio unico (Filmauro) costituiti dalla immissione di nuova finanza, nonché alla rivalutazione del marchio”, la società calcistica sarebbe riuscita a “coprire, seppur parzialmente, le rilevanti e reiterate perdite d’esercizio”.

Questa mattina le perquisizioni della Guardia di Finanza. I De Laurentiis in una nota: “Lascia basiti la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici”. Aurelio e Luigi De Laurentiis sono indagati. Il presidente del Napoli e l’amministratore unico del Bari sono al centro di un’inchiesta della Procura di Bari che ipotizza, a vario titolo, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. L’indagine nasce dall’analisi dei bilanci del club biancorosso e dalla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale per il suo stato di insolvenza. La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro, la holding della famiglia De Laurentiis, acquisendo documentazione ritenuta utile alle indagini.  Il cuore dell’indagine è un’operazione di mercato: quella che, nell’estate del 2023, ha portato il portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli. Secondo la Procura, il Bari avrebbe ceduto il calciatore per circa 2.200.000 euro senza prevedere alcuna clausola che gli consentisse di partecipare ai futuri ricavi di una successiva rivendita. Una scelta che, secondo gli investigatori, non sarebbe stata nell’interesse del club biancorosso, già alle prese con una grave situazione economica e patrimoniale.  Per gli inquirenti, quella futura plusvalenza avrebbe potuto essere realizzata, almeno in parte, anche dal Bari, invece sarebbe rimasta interamente al Napoli, che dopo aver valorizzato il giocatore lo ha successivamente ceduto, realizzando un’importante plusvalenza. Un’operazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe contribuito ad aggravare il dissesto della società biancorossa. Gli accertamenti, supportati da consulenze tecniche, descrivono un Bari in perdita sistemica, con circa 30 milioni di euro di perdite accumulate tra il 2019 e il 2025, un rilevante deficit patrimoniale e una consistente esposizione debitoria, in assenza di un concreto piano di riequilibrio. Un quadro che ha spinto la Procura a chiedere al Tribunale l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale della società per il suo stato di insolvenza. Sono arrivate in serata le prime dichiarazioni della famiglia De Laurentiis. In una nota congiunta si legge che: “SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno appreso esterrefatti le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ed eseguito questa mattina”. Sulla situazione del Bari: “Lascia basiti, poi, la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, proposta dalla medesima Procura, ai sensi dell’articolo 38 CCI, trattandosi di società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici, le cui perdite di esercizio – fisiologiche nel settore calcistico – vengono sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie”. Inoltre si dicono convinti che “la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente Autorità Giudiziaria auspicando la tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento tenuto conto della estrema serietà con cui quotidianamente i soggetti coinvolti operano, ed hanno sempre operato, nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali” – conclude il comunicato.

Le ultime cose buone le ha realizzate a Cagliari fra il 2015 e il 2017 poi tante stagioni buie. Dopo una serie di tentativi caduti nel vuoto, la scelta di Pierpaolo Marino è caduta sul tecnico Massimo Rastelli, 58 anni. Trattativa chiusa in fretta sabato sera anche perché non si poteva più indugiare ad una decina di giorni dall’inizio del ritiro. La tifoseria non ha accolto bene la scelta dell’allenatore campano, corregionale di Pierpaolo Marino. Al di là di un generale clima di contestazione e avversione verso la società, pesa la circostanza che Massimo Rastelli negli ultimi dieci anni abbia collezionato una serie di insuccessi ed esoneri che lo hanno costretto a quasi quattro anni di inattività che per un tecnico sono tanti. Le ultime cose buone le ha realizzate a Cagliari fra il 2015 e il 2017 poi, come dicevamo, tante stagioni buie sino all’esonero di Avellino maturato addirittura dopo due sole giornate di campionato a settembre del 2022. In verità nella stagione precedente aveva evitato il play out sempre in irpinia per un solo punto pur contando a detta di tutti su un organico di prim’ordine molto costoso sul piano degli ingaggi. Di qui il malcontento della tifoseria sempre più decisa a non sottoscrivere abbonamenti e boicottare eventuali sponsor. Il convincimento ormai generale è che la proprietà possa decidere di mollare se isolata e privata delle risorse che il territorio non ha mai fatto mancare negli ultimi otto anni. In questo clima in settimana verranno presentati i nuovi quadri, subito dopo l’ingaggio di Antonio Minadeo, molisano, persona di fiducia di Marino destinato a ricoprire il ruolo di direttore sportivo che ha rescsso il suo contratto con il Lecco.

Presso lo studio dell’Avvocato Gaetano Sassanelli si è riunito il Comitato di Garanzia nominato dal Sindaco Vito Leccese per verificare l’attuazione degli accordi sottoscritto dal Bari Calcio. C’eravamo anche noi. Intervista all’Avvocato Gaetano Sassanelli – Componente Comitato di Garanzia

Lo comunica la società. Pierpaolo Marino è il nuovo Direttore Generale del Bari calcio. Lo comunica la società in una nota. Classe ’54, originario di Avellino, “il nuovo DG biancorosso porta con sé un bagaglio umano e professionale che ha accompagnato una lunga carriera densa di successi e soddisfazioni”. Nel 2004, in tre stagioni ha guidato la risalita del Napoli dalla serie C fino alla Serie A. “Oggi – si legge – arriva a Bari per mettere a disposizione della nostra piazza tutta la sua competenza, la sua passione e la visione sportiva, insieme alla sua etica del lavoro”. foto: SSC Bari

La decisione del Sindaco unisce l’intera Bari: lo stadio accoglierà le ceneri dell’indimenticato bomber e gli dedicherà il cuore del tifo biancorosso. Un omaggio solenne e definitivo per legare per sempre il nome di un simbolo eterno alla sua gente: lo stadio San Nicola si appresta a vivere una giornata di profonda commozione nel ricordo di Igor Protti. Venerdì prossimo, in concomitanza con la cerimonia ufficiale durante la quale le ceneri dell’indimenticato bomber verranno accolte e ospitate all’interno dell’impianto barese, si concretizzerà un provvedimento atteso da tempo: la Curva Nord dello stadio sarà intitolata formalmente alla sua memoria. La decisione, assunta in modo perentorio dal Sindaco, si fa interprete fedele e immediata del sentimento unanime che unisce l’intera cittadinanza e la tifoseria biancorossa, desiderose di tributare il giusto riconoscimento a un uomo che ha fatto la storia del club. L’intitolazione del cuore pulsante del tifo barese rappresenta il culmine di un percorso di affetto mai interrotto tra la città e l’ex attaccante, capace di lasciare un segno indelebile non solo per i suoi gol, ma per l’attaccamento viscerale dimostrato alla maglia e alla piazza. Con questo atto formale, fortemente voluto dall’amministrazione comunale, la storia del Bari calcio trova il suo naturale ricongiungimento con uno dei suoi interpreti più amati. La giornata di venerdì si preannuncia quindi ad altissimo tasso emotivo, trasformando il San Nicola nel palcoscenico di un abbraccio collettivo che unirà idealmente le vecchie e le nuove generazioni di tifosi nel nome di Igor Protti.

Da Roma le parole di Luigi De Laurentiis sul futuro del Bari. Quale futuro per il Bari? Michele Salomone intervista Luigi De Laurentiis al Rome Cavalieri-A Waldorf Astoria Hotel in occasione dell’elezione del nuovo presidente della Figc. L’intervista integrale andrà in onda stasera, 22 giugno, dalle ore 19.45 su Norba Sport (canale 10 del digitale terrestre e in streaming su questo sito).

Si è spento dopo una lunga malattia per la quale ha combattuto sino all’ultimo. Una carriera formidabile e l’impegno civile. Giunta la richiesta di intitolare anche a lui lo stadio San Nicola. Il calcio italiano si sveglia con gli occhi lucidi e il cuore pesante. All’età di 58 anni, dopo una lunga e dignitosa battaglia contro un tumore al colon, ci ha lasciati Igor Protti. Se n’è andato con la stessa compostezza, lo stesso coraggio e l’onestà intellettuale con cui ha affrontato i difensori più ostici e le sfide più dure della sua esistenza. A dare il doloroso annuncio è stata la famiglia, condividendo un messaggio che lo stesso Igor aveva preparato per il suo pubblico, un’ultima lettera d’amore che rispecchia fedelmente l’uomo che è sempre stato: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene… Sperando che sia un arrivederci e non un addio”. Il campione è morto nella sua abitazione, dove la salma sosterà sino alle 15 di oggi pomeriggio. Successivamente sarà trasferita al Cimitero di Cecina. Sabato pomeriggio la bara sarà trasferita allo stadio di Livorno per un ultimo saluto ai sostenitori toscani. Poi nella giornata di domenica la stessa cosa accadrà a Rimini, sua città natale dove sarà cremato. Venerdì 26 per volontà dello stesso Igor, le ceneri saranno trasferite a Bari e percorreranno l’anello interno dello stadio San Nicola che è stata la sua seconda casa, sostando sotto la curva nord. L’ex attaccante non è stato un calciatore qualunque. In un’epoca di contratti milionari, ha incarnato l’essenza pura del calcio romantico, stringendo legami indissolubili con le piazze in cui ha militato, prima fra tutte la terra di Puglia. Insieme a Dario Hübner, detiene un primato leggendario e unico: è l’unico giocatore ad essere stato capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1. Il capitolo più glorioso e iconico della sua carriera nella massima serie è legato indissolubilmente ai colori biancorossi. Ricordiamo lo storico titolo di capocannoniere della Serie A conquistato con il Bari nella stagione 1995-1996 grazie a ben 24 gol. Un’impresa clamorosa e tinta di un’amarezza tutta romantica, poiché Protti fu l’unico capocannoniere nella storia del campionato italiano a subire la retrocessione con la propria squadra nello stesso anno, decidendo comunque di lottare fino all’ultimo minuto per la maglia dei galletti. Il Bari di Igor Protti e Kennet Andersson e la celebre esultanza “del trenino” sono rimasti impressi nel cuore dei tifosi del San Nicola, che lo hanno sempre considerato un idolo eterno e un barese d’adozione. Successivamente arrivò la sua rinascita al Livorno, dove fu re dei bomber in Serie C1 per due stagioni consecutive (2000-2001 con 20 gol e 2001-2002 con 27 gol) e poi in Serie B nella stagione 2002-2003 con 23 reti. Riminese di nascita ma adottato con amore viscerale sia da Bari che da Livorno, avendo ricevuto in Toscana la cittadinanza onoraria nel 2006 e la prestigiosa Livornina d’Oro a gennaio 2026, lo Zar ha sempre saputo unire le tifoserie nel segno del rispetto e dell’attaccamento ai valori della maglia. Se i gol lo hanno reso un idolo indimenticabile per il popolo biancorosso e amaranto, sono stati i gesti fuori dal campo a consegnarlo alla storia come un campione nella vita. Quando decise di ritirarsi dal calcio giocato nel 2005, il club toscano scelse di ritirare la sua maglia numero 10. Ma lo spessore morale di Protti emerse con forza nel 2007, quando durante una cerimonia ufficiale chiese espressamente alla società di non ritirare più quel numero, spiegando che la dieci doveva tornare sulle spalle di qualcuno per restituire a tutti i bambini il sogno di poterla indossare un giorno. Non voleva essere un monumento ingombrante, voleva essere un’ispirazione per i giovani. Ha sempre vissuto con i piedi per terra, generoso e pronto a spendersi per la beneficenza. Negli ultimi mesi, la malattia si era fatta più aggressiva, dopo la diagnosi pubblica avvenuta a luglio 2025. Eppure, Protti non ha mai smesso di lottare con dignità, resistendo con le ultime forze per un traguardo personale e bellissimo: a fine maggio, è riuscito ad accompagnare la figlia Noemi all’altare. Oggi Bari, Livorno e tutto il mondo dello sport piangono un bomber implacabile, ma soprattutto un uomo d’altri tempi che ha lasciato impronte indelebili con il suo esempio. Buon viaggio, Igor. Si moltiplicano le iniziative per ricordare Igor Protti. Con una PEC inviata al sindaco Vito Leccese, gli avvocati Vito Sportelli ed Emilio Loliva hanno chiesto al primo cittadino di valutare, in considerazione dello spessore umano e sportivo di Igor Protti di intitolare anche a lui lo stadio San Nicola che assumerebbe così la denominazione “Stadio San Nicola e Igor Protti”.

Il Tribunale di Napoli dà il via libera ad Alfredo Guerri come nuovo proprietario della Juve Stabia. Per il Bari si chiude definitivamente ogni speranza di ritorno in Serie B. Il sogno è finito. Il Bari non tornerà in Serie B per riammissione: il Tribunale di Napoli ha ufficialmente salvato la Juve Stabia, aprendo la strada all’acquisizione da parte di Alfredo Guerri e della sua Domus Srl. Con il via libera dei giudici e il parere favorevole della Procura Antimafia, il club campano ha un nuovo proprietario e un posto garantito in cadetteria. Per settimane i tifosi biancorossi avevano tenuto gli occhi fissi su Castellammare di Stabia, aggrappati all’unica speranza rimasta: che la Juve Stabia non ce la facesse, che il vuoto lasciato dalla mancata ricapitalizzazione di Francesco Agnello diventasse il varco per rientrare tra i cadetti. Non è andata così. Adesso il Bari sa con certezza dove giocherà la prossima stagione: in Serie C. Una categoria che brucia, soprattutto per una piazza che si sente da sempre più grande di quella destinazione. E proprio qui sta il nodo vero. Perché il problema del Bari non è la Serie C in sé — è come ci è arrivato. Una società che ha navigato a vista per mesi, senza una guida chiara, senza un progetto credibile, senza dare risposte a una città che chiedeva solo di capire cosa stesse succedendo. I tifosi hanno assistito impotenti a una retrocessione annunciata, poi alla speranza del ripescaggio, poi all’ennesima delusione. Un copione logorante, che consuma fiducia e passione. Ora tocca ricominciare. Ma ricominciare davvero — con una proprietà che abbia il coraggio di dire ai tifosi cosa vuole fare, con un progetto sportivo serio e con il rispetto che una città come Bari merita. La Serie C può essere un punto di partenza. A patto che qualcuno abbia finalmente voglia di ripartire.

L’intento è unico, le forme di protesta diverse e variegate. C’è chi è drastico e non vuol sentir parlare di questa società con cui non vuole condividere più nulla, c’è chi immagina di disertare le partite interne e seguire la squadra in trasferta, c’è chi pensa addirittura alla possibilità di una creare un’alternativa come a Milano, a Torino, a Genova portando a giocare a Bari una squadra di serie C, per esempio l’Altamura e affezionarsi ad essa anche perché è sempre più difficile riconoscere il vero Bari in questa società. Nelle ultime ore due fatti nuovi: il comunicato dei gruppi storici della curva nord, che dopo aver rivisitato gli otto anni trascorsi culminati con la retrocessione in serie C, dopo aver ricordato il loro impegno sempre a fianco della squadra anche nei momenti più difficili, annunciano una serie di iniziative sul territorio cui chiedono di partecipare a tutti colori quali hanno a cuore le sorti del Bari e della sua memoria e la creazione di una pagina Facebook “Difendi Bari” riconducibile a quel gruppo dei tifosi indipendenti che ha acquistato due pagine della Gazzetta del Mezzogiorno nell’ultima settimana. Ma sono davvero tante le iniziative i cui echi giungono nelle stanze romane della Filmauro. Compreso l’invito a togliere il like alle pagine social della Sscalcio Bari, quello rivolto alle scuole calcio di revocare l’affiliazione e soprattutto quello rivolto ai partner e ai potenziali sponsor per la prossima stagione di non finanziare in alcun modo qualsiasi progetto. Intanto c’è attesa per le sorti della Juve Stabia e di riflesso per quelle del Bari perché è ancora possibile l’ammissione in serie B se la società campana non dovesse essere iscritta al campionato. Non sarebbe il massimo sotto l’aspetto squisitamente sportivo, ma se dovesse accadere…

. Si è conclusa venerdì 5 giugno a Bari la tappa dedicata ai festeggiamenti per il 50° anniversario di Telenorba. Piazza del Ferrarese ha fatto da cornice all’evento che ha salutato il capoluogo pugliese, riunendo cittadini, ospiti e volti che hanno contribuito a scrivere la storia dell’emittente. Numerosi gli interventi che si sono susseguiti sul palco, in un viaggio tra ricordi, aneddoti e testimonianze che hanno raccontato il legame costruito in cinquant’anni con il territorio pugliese. Tra gli ospiti più attesi Antonio Decaro, che ha ripercorso la propria esperienza alla guida della città.“Il compito più importante che ho svolto è stato quello di creare comunità, preoccuparmi delle persone e fare in modo che i baresi potessero tenersi per mano”, ha dichiarato l’ex sindaco, evidenziando il valore della partecipazione e della vicinanza tra i cittadini.Presente anche l’attuale primo cittadino, Vito Leccese, che ha sottolineato l’importanza del ruolo svolto da Telenorba nel raccontare la crescita e i cambiamenti della Puglia nel corso degli anni.Tra i passaggi più significativi della serata, il ricordo della promozione del Bari in Serie A, rievocata attraverso il racconto di Antonio Di Gennaro, che ha riportato alla memoria una delle pagine più esaltanti della storia sportiva biancorossa. Non sono mancati i messaggi di auguri da parte di volti noti dello spettacolo e della cultura pugliese. Gianni Ciardo e Serena Brancale hanno voluto celebrare il traguardo raggiunto dall’emittente, mentre a chiudere l’evento sono stati gli auguri dei baresi, protagonisti di un sentito tributo a una televisione che da mezzo secolo racconta il Sud e le sue eccellenze.Archiviata la tappa barese, da oggi, 8 giugno, le celebrazioni si spostano a Foggia. La città dauna raccoglie il testimone e si prepara ad accogliere nuovi ospiti ed eventi nell’ambito di un anniversario che continua a coinvolgere l’intera regione, nel segno dell’informazione, dell’intrattenimento e dell’identità pugliese.

Secondo indiscrezioni, ricoprirà il ruolo di ds del Casarano. Dopo 11 anni Valerio Di Cesare lascia il Bari. Risolto in queste ore il contratto con la società. È stata determinante ai fini della separazione la retrocessione in serie C nella stagione 2025-2026, che ha suscitato le attuali proteste vibranti del pubblico barese.  Con la maglia del Bari, Di Cesare ha collezionato 235 presenze e realizzato 21 reti tra cui quella determinante sul campo della Ternana nella stagione 2023-2024. Secondo indiscrezioni, ricoprirà il ruolo di ds del Casarano, società che milita nel campionato di serie C. Per il Bari invece non ci sono ancora certezze: il patron Luigi De Laurentiis è in attesa della decisione sull’esclusione della Juve Stabia che potrebbe spalancare al Bari le porte del ripescaggio in serie B. Solo allora si metterà al lavoro per la scelta del nuovo staff dirigenziale e tecnico.

Ricordate i buonisti a tempo perso che nell’ultimo segmento di campionato pretendevano che si restasse uniti non facendo polemiche per evitare ripercussioni sulla squadra. Perche’ dicevano, i processi vanno fatti alla fine? . Ricordate la promessa di Valerio Di Cesare al termine della partita con la Virtus Entella di tenere una conferenza stampa alla fine del campionato? Come temevamo è finito tutto “a tarallucci e vino” perché sia il direttore sportivo che l’allenatore se la sono cavata a buon mercato con le poche parole, legate a scuse e ammissioni di responsabilità fine a se stesse, nel post partita di Bolzano in cui è stata decretata la retrocessione verbale in Serie C. Poi tutti via, nessun chiarimento, nessuna conferenza stampa. Complice la società, perchè essendo i due sotto contratto avrebbe potuto pretendere l’incontro con i giornalisti così come si fa ovunque al termine della stagione. Ma in effetti come avremmo potuto pretenderlo se abbiamo più volte sostenuto che a Bari non c’è società? E poi a tacere in modo ancora più irrispettoso è lo stesso Luigi De Laurentiis che non si è degnato neanche di chiedere scusa ma si è fatto sentire soltanto dal sindaco per chiedere la disponibilità dello stadio San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato. I silenzi di Luigi De Laurentiis sono proverbiali forse dettati dalla convinzione di fare piu’ danni che cose buone e comunque dall’arroganza tipica della famiglia romana che decide di parlare quando e con chi secondo volontà personale. Pazienza, ce ne siamo gia’ fatta una ragione anche se vorremmo ricordare ai quadri del Bari, da amministratore unico ad allenatore, che le conferenze stampa non vengono chieste dai giornalisti per riferire in famiglia, ma per riferire ai lettori, agli ascoltatori, ai follower che sono poi i fruitori delle attività della società di calcio. Ed e’ a loro che si manca rispetto.

Intanto il sindaco Leccese ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna telefonata, alcun contatto da Luigi De Laurentiis per la fissazione di un incontro . La fantasia dei tifosi del Bari non ha limiti quando si pone l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico, agli italiani lo stato di sofferenza nei confronti della famiglia De Laurentiis. E così in occasione della partita disputata dagli azzurri ieri allo “Stade de Luxenbourg” hanno esposto questi striscioni che la dicono lunga sulla mano che da lontano stanno cercando di dare alla loro città. Intanto, a margine della premiazione della squadra di calcio dell’Ideale Bari promossa nel campionato di Promozione, il sindaco Vito Leccese avvicinato dei giornalisti ha risposto inevitabilmente alle domande sullo stato dei rapporti con il Bari Calcio. Intanto ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna telefonata, alcun contatto da Luigi De Laurentiis per la fissazione di un incontro ed ha affermato di non avere ancora concesso la disponibilità dello stadio San Nicola. A proposito dell’immobile, dalla mezzanotte di domenica è entrato nella disponibilità del Comune che sta provvedendo a completare le operazioni di consegna che comunque sono abbastanza complesse. Il 5 giugno in tal senso è previsto un sopralluogo per verificare lo stato dello sgombero. Quanto alla nuova concessione Vito Leccese ha affermato che dopo aver ricevuto mandato dal Consiglio Comunale ha attivato tutte le procedure per la nuova concessione e che al momento è la commissione che dovrà valutare l’unica offerta pervenuta. Leccese ha sottolineato che si è deciso a scendere in campo interpretando il sentimento popolare dopo la retrocessione in serie C e di essersi molto adirato nel leggere che per la Filmauro il Bari costituirebbe un asset. Ma questo ha aggiunto non influenza il suo ruolo e le prerogative del suo sindacato. Per quel che riguarda i concerti ha detto che sono allo studio alcune soluzioni perché comunque i concerti sono una fattispecie completamente diversa rispetto all’uso dello stadio per fini sportivi.

Intanto domenica 31 maggio scade la concessione stipulata il 10 maggio del 2021. La notizia è che non c’è nessuna novità. Vito Leccese, il sindaco di Bari, è irremovibile e non ha firmato la dichiarazione richiesta dal Bari calcio per l’uso dello stadio San Nicola da allegare alla documentazione per l’iscrizione al prossimo campionato. In verità la data ultima, perentoria, è quella del 16 giugno e quindi non si capisce bene perché nella prima missiva Luigi De Laurentiis abbia scritto che senza la firma del sindaco entro il 29 maggio il Bari non si sarebbe iscritto al campionato. Non risulta intanto che il club abbia per il momento indicato in Lega una sede alternativa. Lo scenario più probabile è che l’amministratore unico del Bari si decida a dare disponibilità ad incontrare il sindaco, a presentare un piano industriale credibile con la garanzia che venga attuato da dirigenti di grande spessore e livello riconosciuti in tal senso dalla tifoseria barese e solo allora il sindaco conceda l’uso dello stadio. Intanto domenica 31 maggio scade la concessione stipulata il 10 maggio del 2021. Da lunedì, quindi, il Bari calcio non ne avrà più il possesso in attesa dell’assegnazione per i prossimi cinque anni. Sembrerebbe comunque che un pool di avvocati di grande livello stia cercando un modo per revocare il bando stesso o quantomeno sospenderlo. Nel frattempo la gestione ordinaria del San Nicola potrebbe essere affidato ad una società partecipata nella fattispecie la Multiservizi. Insomma il muro contro muro sembra destinato a continuare mentre chiacchierando il sindaco ha fatto sapere che vi sono state alcune manifestazioni di interesse per l’acquisizione del pacchetto azionario del Bari calcio. Tra queste quella di Massimo Ferrero che per i suoi precedenti non è stata presa in considerazione nonostante la richiesta di un colloquio telefonico.

A più di 72 ore di distanza al Comune non è arrivato alcun feedback. L’arroganza della famiglia De Laurentiis non ha limiti. Sabato mattina, all’indomani della atroce retrocessione in Serie C, con una lettera aperta il Sindaco Vito Leccese invitò l’amministratore unico del Bari Luigi De Laurentiis ad un confronto per conoscere i programmi e gli obiettivi immediati della società. Anche perché al primo cittadino è stata richiesta la disponibilità del San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato. A più di 72 ore di distanza al Comune non è arrivato alcun feedback dalla ex famiglia del cinema sia in via informale che attraverso Pec. La cosa ha provocato inevitabilmente una forte irritazione a Palazzo di Città. Insomma, il garbo istituzionale avrebbe richiesto ben altro comportamento perché non rispondere ad una chiamata del Sindaco equivale ad uno schiaffo ai cittadini da lui rappresentati. I tifosi anche per questo sono sempre più in rivolta e chiedono l’immediata cessione del pacchetto azionario.

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