
Bari: bambino di 7 anni precipita dall’ottavo piano, è ricoverato in rianimazione
l bambino, era in casa con la madre e non è ancora chiaro cosa sia accaduto esattamente. Tragedia questa sera (15 aprile) al quartiere San
L bambino, era in casa con la madre e non è ancora chiaro cosa sia accaduto esattamente.. Tragedia questa sera (15 aprile) al quartiere San Paolo di Bari. Un bambino di sette anni è volato giù dall’ottavo piano, cadendo dal parapetto del palazzo in via Leotta, traverso di viale Europa, dove abita. Il bambino, era in casa con la madre e non è ancora chiaro cosa sia accaduto esattamente. Il piccolo è stato ricoverato in rianimazione all’ospedale San Paolo. La madre sotto choc è stata sentita dai carabinieri.
Erano presenti la scuola Galateo che il piccolo frequentava, le istituzioni cittadine, con sindaco, prefetto e questore e tanta gente comune. “Mio figlio è qui con noi, oltre le barriere. Tutto il popolo, bianco, nero, di qualsiasi colore davanti a lui oggi siamo tutti genitori, tutti siamo padri, madri e fratelli, Ibrham è figlio del popolo. Grazie a tutti per il sostegno che ci state dando”. Lo ha detto Khadim, padre del bambino senegalese di 11 anni morto improvvisamente lunedì scorso dopo che si era sentito male a scuola. Questa mattina (7 marzo) davanti alla camera mortuaria del Vito Fazzi di Lecce si è svolta una breve cerimonia di commiato. Erano presenti la scuola Galateo che il piccolo frequentava, le istituzioni cittadine, con sindaco, prefetto e questore e tanta gente comune. Si tratta di un tipo di cerimonia che non rientra negli usi della comunità senegalese, ma che la famiglia ha voluto per ringraziare la comunità salentina del moto d’affetto e vicinanza dimostrato. La salma nei prossimi giorni sarà trasferita in Senegal mentre a Lecce il 12 marzo, giorno del compleanno di Ibrham, la scuola gli dedicherà la piantumazione di un baobab, l’albero della vita.
L’esame autoptico disposto dall’Asl era stato chiesto dal medico del Pronto Soccorso del Fazzi dove il bambino era arrivato in condizioni disperate. Ucciso da una polmonite emorragica, causata probabile da un virus influenzale. È quanto emerge dall’autopsia di Ibrham, il bambino deceduto lunedì scorso a Lecce, a soli 11 anni. Era rientrato da scuola perché le insegnanti, preoccupate per le condizioni di salute, tosse insistente e occhi lucidi , avevano allertato i genitori. L’esame autoptico disposto dall’Asl era stato chiesto dal medico del Pronto Soccorso del Fazzi dove il bambino era arrivato in condizioni disperate. L’autopsia è stata effettuata presso l’obitorio del Fazzi dal primario del reparto di anatomia patologica Alessandro D’Amuri e dall’anatomo patologo Ermenegildo Colosimo. L’esame ha evidenziato un’alterazione polmonare dettata da un fatto acuto virale che non ha lasciato scampo al piccolo sofferente, come emers,o anche per una patologia cardiaca probabilmente congenita . La conferma arriverà dagli esami istologici. La salma è stata già restituita alla famiglia per le procedure di rimpatrio in Senegal dove sarà tumulata. A sostegno della famiglia sono state avviate numerose collette, dalla scuola, l’istituto Galateo, dalla comunità senegalese dagli amici musicisti di Khadim, il padre di Ibrham, co fondatore del gruppo Ghetto Eden e dall’intero popolo salentino
Anche altre due persone sono rimaste lievemente ferite dallo scoppio di micce e petardi ma, subito medicati, sono stati dimessi. Si continuano a registrare feriti dopo la notte di Capodanno. Un bambino di 7 anni di Margherita di Savoia è rimasto ferito dallo scoppio di un petardo che gli ha tranciato un dito. Subito soccorso, il piccolo è stato trasferito nel reparto di Chirurgia plastica del Policlinico di Bari. Anche altre due persone sono rimaste lievemente ferite dallo scoppio di micce e petardi ma, subito medicati, sono stati dimessi.
Due anni fa il bambino scrisse ai carabinieri per complimentarsi dopo l’arresto dell’assassino di una tabaccaia. “Sono piccolo e soldi non ne ho, però chiedo se possono mandare più poliziotti per proteggere lacittà, non so a chi devo mandare questa richiesta, forse alla Meloni oppure a Mattarella che mia sorella ha detto essere a capo della nostra nazione. Gli chiederò anche se mi fa diventare da grande un poliziotto oppure un carabiniere”. E’ uno dei passaggi di una letterina che Giovanni, bimbo di 9 anni diFoggia, ha consegnato al questore della città, Alfredo D’Agostino, che ha ricevuto il giovane studente dopo averlo invitato ieri con una lettera a ritirare il calendario della polizia. Giovanni è lo stesso bimbo che nel 2023 chiamò il 112 per complimentarsi con i Carabinieri dopo l’arresto dell’assassino di una tabaccaia uccisa durante una rapina, esprimendo il desiderio di diventare un carabiniere. Rivolgendosi ai militari disse: “Siete angeli”. “Ho pensato di chiedere questo regalo di Natale per la Polizia – ha detto Giovanni – affinché ci siano più poliziotti a difendere il territorio”
. La tragedia si è consumata tra Calimera e Torre Dell’Orso. A dare l’allarme il padre del bambino che aveva denunciato la scomparsa di entrambi ai carabinieri Un bambino di 8 anni Elia Perrone è stato trovato morto in casa a Calimera, in provincia di Lecce. Si tratterebbe del figlio di Najoua Minniti, la donna il cui cadavere era stato scoperto in mare nel pomeriggio a Torre dell’Orso a circa 20 chilometri da Calimera. La 35enne viveva insieme al figlio nell’appartamento in via Montinari. Ed è in quella casa che è stato trovato il corpo del bambino, era in camera da letto. Sembra che il decesso sia riconducibile a un’azione violenta. È stato il padre, ex marito della donna, a presentare denuncia ai carabinieri dopo che la donna non aveva accompagnato il figlio scuola. Sul posto si è recato anche il sindaco di Calimera, Gianluca Tommasi, che poco fa ha scritto un messaggio su fb: “Care concittadine e cari concittadini, le ultime ore hanno profondamente sconvolto la nostra comunità. La tragedia che ci ha colpiti — il ritrovamento in mare del corpo di una nostra concittadina e, poco dopo, quello del figlio nella loro abitazione — rappresenta un dolore immenso e difficile da comprendere. In questo momento così duro, desidero esprimere, a nome mio e dell’intera Amministrazione, la più sincera vicinanza alla famiglia e a tutti coloro che conoscevano e volevano bene queste due vite spezzate. Un pensiero particolare va ai bambini e ai ragazzi del nostro paese, che più di tutti rischiano di essere colpiti dalla paura e dalla confusione. La scuola è già attiva per offrire ascolto, sostegno e un ambiente sereno in cui elaborare quanto accaduto con delicatezza e professionalità”. Le indagini dei carabinieri si concentrano sulle dinamiche familiari. I genitori di Elia si erano separati un anno fa. Ultimamente la madre non stava bene e sembra avesse palesato l’intenzione di compiere un gesto estremo. Il tribunale aveva concesso l’affido condiviso, il padre poteva vederlo senza problemi, sia in settimana che nei week end.
L’impatto per fortuna è stato attutito da una siepe. Ora è in osservazione in pediatria Fortunatamente sta bene il bambino di 3 anni che ieri sera è precipitato da una finestra di un’abitazione a Ferrandina, in provincia di Matera. Il piccolo di origini nigeriane è in osservazione in Pediatria all’ospedale San Carlo di Potenza per gli accertamenti. Secondo le prime ricostruzioni, il volo dal terzo piano è terminato su una siepe che ne ha attutito l’impatto, scongiurando conseguenze peggiori. Il piccolo è stato soccorso immediatamente e trasferito in eliambulanza d’urgenza in ospedale. Sull’episodio indagano le forze dell’ordine per chiarire la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità.
Dopo tre giorni di agonia per il piccolo di sette anni in rianimazione, il triste epilogo di un incidente fatale Non ce l’ha fatta il piccolo Andrea, il bambino di sette anni rinvenuto esanime nella piscina di un parco acquatico e ricoverato d’urgenza a Gallipoli. Il quadro si è fin da subito dimostrato particolarmente complicato, il piccolo riversava in condizioni gravissime: dopo tre giorni di coma e i tentativi dei medici di riattivare il battito, è stata ufficialmente dichiarata la morte cerebrale. Il bimbo, in vacanza da La Spezia con la sua famiglia, avrebbe accettato una “sfida” di resistenza sott’acqua insieme a dei coetanei e sarebbe stato ritrovato privo di conoscenze dal padre poco dopo. E’ stata già disposta un’autopsia sulla salma, affidata all’autorità giudiziaria, mentre le indagini sulla vicenda continuano: l’ipotesi di reato di lesioni gravissime colpose a carico di ignoti potrebbe aggravarsi in quella di omicidio colposo.
Situazione ancora molto delicata per Andrea, il bambino in coma da due giorni dopo il drammatico incidente Continua la lotta tra la vita e la morte per il piccolo Andrea, il bambino di sette anni ricoverato in rianimazione all’ospedale di Gallipoli, dopo il tragico incidente verificatosi in un parco acquatico: dopo un “gioco” tra coetanei, allontanatosi dalla famiglia, era stato trovato privo di sensi dal padre e subito ricoverato d’urgenza per salvarlo. Per il giovane paziente, da due giorni in coma, le condizioni erano subito apparse disperate e ieri si era anche diffusa la notizia che il bambino fosse morto, ma è stata smentita. Ciononostante, il piccolo rimane ancora sotto vigile osservazione e, intanto, si raccolgono testimonianze, mentre la Procura di Lecce ha avviato un’inchiesta che per ora non ha indagati.
Il bimbo di 7 anni di La Spezia era ricoverato in ospedale da domenica 20 luglio, fatale una gara di apnea insieme ad altri bambini Morte cerebrale per il piccolo Andrea, il bimbo di 7 anni di La Spezia ricoverato in ospedale dopo un drammatico incidente avvenuto domenica 20 luglio in un acquapark di Gallipoli. Manca ancora la certificazione sanitaria. Le sue condizioni sono apparse da subito molto gravi per la prolungata mancanza di ossigeno. Fatale una gara di apnea insieme ad altri bambini. Il piccolo, che non sapeva nuotare bene e non indossava braccioli, non è più riemerso fino al tardivo intervento dei bagnini. Sul caso la Procura ha aperto un’inchiesta.
Accadde l’11 ottobre del 2023 a Bari, in una scuola del quartiere San Paolo Rischiano di finire a processo per abbandono di minore l’autista e l’assistente che, l’11 ottobre del 2023, a Bari, dimenticarono un bambino di 3 anni su uno scuolabus. Dopo l’udienza preliminare con le eccezioni presentate dalle difese, si tornerà in aula il 10 luglio. I due si accorsero solo in tarda mattinata del piccolo lasciato sul mezzo in lacrime e sotto al sole. Secondo un referto Asl presentato dalla famiglia, il bambino – dopo il trauma subito – ha problemi di ansia persistente e necessita di un supporto psicologico.
L’autopsia ha accertato che è morto di ipotermia e che le tracce di urina trovate sul tappeto erano del piccolo Nessun dubbio che il bambino trovato morto nella culla termica di Bari il 2 gennaio scorso, sia stato abbandonato in vita. Lo certifica la presenza di urina rinvenuta sul materassino e accertata dalla consulenza del genetista dell’università di Pavia Carlo Previderè, incaricato dalla Procura di Bari. La chiusura delle indagini è vicina: la Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti del parroco della chiesa San Giovanni Battista, don Antonio Ruccia, e del tecnico Vincenzo Nanocchio, che installò la culla e che si occupò di ripararla il 14 dicembre scorso. La Procura indaga anche per abbandono di minori a carico di ignoti.
Mamma sui social: “Chiedo rispetto e preghiere per il nostro dolore” Facevano un giro in bici all’interno del garage. Il papà alla guida, Checco seduto sul sellino, aggrappato a lui, come sempre. Erano felici, avevano appena finito di suonare la batteria giù al box, il bambino aveva anche fatto un giro sulla sua moto elettrica. Un saluto ad un vicino, poi la svolta verso la rampa e lì la tragedia. L’uomo, Domenico, perde l’equilibrio, cade e con lui il piccolo Checco, 4 anni compiuti a gennaio. Batte forte la testa, perde sangue. Il papà lo prende in braccio, corre in strada a chiedere aiuto, due donne lo fanno salire in macchina, di corsa al pronto soccorso di Barletta, dove purtroppo non hanno potuto far nulla per salvarlo. È così che si è consumata la tragedia lunedì pomeriggio, intorno alle 17.00, nel box di un condominio di via Lattanzio, nel quartiere 167 di Barletta. Disposta l’autopsia sul corpo del piccolo. Servizio di Antonio Procacci
Il piccolo era seduto dietro, il papà avrebbe perso l’equilibrio e la caduta è stata fatale
Evacuate 11 persone. La mamma del piccolo: “Gesù ci ha graziati oggi” Servizio Alessandra Martellotti
Il piccolo, ricoverato nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, è stato trasferito e imbarcato sul velivolo da trasporto militare, accompagnato da una equipe medica che lo ha costantemente assistito Trasporto sanitario d’urgenza, ieri pomeriggio, dall’aeroporto di Bari Palese a quello di Ciampino, di un bimbo di poco più di un anno. È stato effettuato con un C-27J della 46ma Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare. Il piccolo, ricoverato nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, è stato trasferito e imbarcato sul velivolo da trasporto militare, accompagnato da una equipe medica che lo ha costantemente assistito.Il velivolo è atterrato a Roma Ciampino, sede del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare, dopo circa un’ora di volo. Da qui il bimbo è stato trasferito con un’ambulanza all’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma. Lo speciale volo sanitario, richiesto dalla Prefettura di Bari ed autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato tempestivamente disposto e coordinato dalla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea – 1a Regione Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare che ha tra i propri compiti anche quello di attivare e gestire i trasporti sanitari urgenti. Sono centinaia, ogni anno, le ore di volo effettuate dai velivoli dell’Aeronautica Militare per trasporti sanitari d’urgenza, per voli umanitari e missioni di ricerca e soccorso, con equipaggi pronti a decollare 365 giorni l’anno, 24 ore su 24.
Mamma e figlio erano a casa di una conoscente nel Piacentino. Stanno entrambi bene É stato ritrovato il bambino di 5 anni sottratto lo scorso 22 agosto dalla madre biologica alla coppia a cui era stato affidato. Da quanto si apprende il piccolo e la madre starebbero bene. I carabinieri lo hanno trovato in provincia di Piacenza, nella casa di una conoscente della madre. Nella stessa zona risiede il padre biologico che nelle scorse ore era stato ascoltato dai carabinieri. Il piccolo è stato vistato dai medici e da una psicologa ed è stato subito preso in carico dai servizi sociali, la madre invece è stata portata in una comunità della zona. Il bambino, su decisione congiunta dei tribunali per i minori di Lecce e Bologna, è stato temporaneamente affidato ad una famiglia della zona in attesa che domani arrivino da Lecce i genitori affidatari. La fuggitiva quando i carabinieri hanno bussato alla porta ha negato di essere lei la donna ricercata , tentando invano di spacciarsi per la zia. La donna aveva sottratto il figlioletto ad una assistente sociale il pomeriggio dello scorso 22 agosto a Galatina davanti all’istituto dove di lì a poco avrebbe dovuto avere il colloquio settimanale col piccolo.
È accaduto in provincia di Lecce. La donna, a cui il Tribunale aveva tolto la patria potestà, è indagata per sottrazione di minore Un bambino di cinque anni, dato dal Tribunale di Lecce in pre affido ad una coppia di genitori Salentini, è stato prelevato dalla madre naturale giovedì pomeriggio durante il colloquio settimanale che si sarebbe dovuto tenere in una comunità educativa per minori. Lo ha preso con sé e poi si è allontanata facendo perdere le tracce. La procura per i minori di Lecce ha avviato le indagini volte a rintracciare madre e figlio. Da quanto si apprende il piccolo era stato portato dai genitori affidatari per incontrare la donna. Il bambino però appena l’ha vista le è andato incontro per abbracciarla. La donna a quel punto lo ha preso in braccio e lo ha portato via in macchina, nonostante i tentativi dell’assistente sociale di fermarla. È indagata per sottrazione di minore. Il Tribunale le aveva tolto la potestà genitoriale.
I medici hanno sciolto la prognosi ma resta in ospedale per essere curato e monitorato E’ fuori pericolo il bambino di quattro mesi ricoverato in coma etilico all’ospedale Giovanni XXIII di Bari. I medici hanno sciolto la prognosi. L’incidente è avvenuto lunedì scorso a Francavilla Fontana, quando la nonna ha usato vino bianco al posto dell’acqua per diluire il latte in polvere nel biberon. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, si è trattato di un errore accidentale.Dopo aver bevuto pochi sorsi, il bambino si è sentito male e la famiglia ha subito lo ha portato all’ospedale Perrino di Brindisi, dove è stato sottoposto ad una lavanda gastrica. In seguito, il bambino è stato trasferito al reparto di rianimazione del Giovanni XXIII di Bari.Dopo alcuni giorni di trattamento, il bambino è stato estubato e si prevede che possa essere trasferito in reparto per ulteriori cure e osservazioni. Gli specialisti assicurano che il piccolo sta meglio, ma sarà monitorato per garantire un recupero completo.
Il parto in strada, vicino Lagonegro, è stato guidato dall’infermiera Pamela Gaeta, ancora molto emozionata per quanto accaduto

l bambino, era in casa con la madre e non è ancora chiaro cosa sia accaduto esattamente. Tragedia questa sera (15 aprile) al quartiere San

Erano presenti la scuola Galateo che il piccolo frequentava, le istituzioni cittadine, con sindaco, prefetto e questore e tanta gente comune “Mio figlio è qui

L’esame autoptico disposto dall’Asl era stato chiesto dal medico del Pronto Soccorso del Fazzi dove il bambino era arrivato in condizioni disperate Ucciso da una

Anche altre due persone sono rimaste lievemente ferite dallo scoppio di micce e petardi ma, subito medicati, sono stati dimessi Si continuano a registrare feriti

Due anni fa il bambino scrisse ai carabinieri per complimentarsi dopo l’arresto dell’assassino di una tabaccaia “Sono piccolo e soldi non ne ho, però chiedo

La tragedia si è consumata tra Calimera e Torre Dell’Orso. A dare l’allarme il padre del bambino che aveva denunciato la scomparsa di entrambi ai

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Situazione ancora molto delicata per Andrea, il bambino in coma da due giorni dopo il drammatico incidente Continua la lotta tra la vita e la

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Il piccolo, ricoverato nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, è stato trasferito e imbarcato sul velivolo da trasporto militare, accompagnato da una equipe medica che

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