
Taranto brilla sotto i riflettori di “Telenorba 50”: stasera il gran finale in TV
Piazza Maria Immacolata si è trasformata in un set televisivo a cielo aperto per celebrare il mezzo secolo dell’emittente. Tra testimonianze, ospiti illustri e uno

Piazza Maria Immacolata si è trasformata in un set televisivo a cielo aperto per celebrare il mezzo secolo dell’emittente. Tra testimonianze, ospiti illustri e uno sguardo al futuro, la città dei due mari saluta il tour che da lunedì approderà a Bari.. Riflettori accesi su Piazza Maria Immacolata. Si conclude questa sera la tappa tarantina di “Telenorba 50”, lo speciale tour celebrativo che andrà in onda su Canale 10 alle ore 21:30. Un evento che segna il culmine di una settimana intensa, fatta di approfondimenti e racconti dal cuore del territorio ionico, per festeggiare il mezzo secolo di vita della “Televisione del Mezzogiorno”. Una serata nel cuore di Taranto Il gran finale è affidato alla conduzione del giornalista Antonio Procacci, che ha invitato sul palco il direttore del TGNorba, Domenico Castellaneta, a illustrare le motivazioni della serata e rivolgere un saluto anche ai telespettatori. La serata si è aperta con un momento di profonda commozione: un minuto di silenzio dedicato alla memoria di Bakari Sako, accompagnato dalle immagini della partenza del feretro, a testimonianza della costante vicinanza di Telenorba ai fatti di cronaca e al tessuto sociale della città. Gli ospiti e le testimonianze Sul palco si sono alternati protagonisti delle istituzioni, dell’economia e della cultura locale. Tra le interviste più significative: Rinaldo Melucci (Sindaco di Taranto) e Massimo Ferrarese (Commissario Straordinario per i Giochi del Mediterraneo), che hanno fatto il punto sulle prospettive di sviluppo e sulla resilienza dei cittadini. Don Paolo Oliva (Vicario del Vescovo), con un focus suggestivo sui riti della Settimana Santa. Stella Falzone (Direttrice del MArTA), per raccontare il valore inestimabile del patrimonio archeologico tarantino. Rossella Ninfole (imprenditrice Caffè Ninfole) e Simona Peluso (attivista dei Genitori Tarantini), che hanno portato la voce dell’impegno civile e produttivo. Non sono mancate le testimonianze dirette raccolte tra la folla dai giornalisti Alessandra Martellotti, Annamaria Rosato e Saverio Carlucci. Particolarmente toccante è stato il dibattito sul futuro: dai lavoratori dell’indotto e mitilicoltori, fino alla voce dei giovani. Studenti e neolaureati hanno espresso il loro amore viscerale per Taranto, dichiarando di non voler andar via, nonostante le difficoltà occupazionali che spesso li costringono a fare i bagagli. Il tour continua: prossima tappa Bari Quella di stasera non è solo una conclusione, ma un passaggio di testimone. Con il saluto caloroso alla piazza di Taranto, la carovana di “Telenorba 50” si prepara a rimettersi in viaggio.
Ieri lutto cittadino a Taranto. È iniziato ieri da Taranto l’ultimo viaggio di Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni ucciso all’alba del 9 maggio in piazza Fontana. La salma è stata caricata sul carro funebre dell’agenzia La Fenice, che ha donato la bara e accompagnerà il feretro fino all’aeroporto di Fiumicino. Ed è proprio da Roma, oggi, che partirà il trasferimento verso Bamako, capitale del Mali, con arrivo previsto il 2 giugno. Da lì il viaggio proseguirà verso Kayes, città in cui vive la famiglia di Sako e dove saranno celebrati i funerali. Il rimpatrio della salma è stato interamente sostenuto dalla Flai Cgil. E ieri, nel giorno dell’addio, Taranto ha osservato il lutto cittadino proclamato dal sindaco Piero Bitetti. Bandiere a mezz’asta sul municipio e momenti di raccoglimento nelle scuole, ma in città l’adesione è stata limitata: molti cittadini non erano a conoscenza dell’iniziativa e solo pochissimi esercizi commerciali hanno abbassato le saracinesche. Nel tentativo di mantenere viva la memoria di Bakari Sako e trasformare la tragedia in un momento di riflessione collettiva, l’amministrazione comunale ha annunciato l’installazione di una targa commemorativa nel luogo dell’omicidio e l’istituzione del 9 maggio come giornata contro l’odio e la violenza. Sul fronte giudiziario, ieri, l’udienza davanti al Tribunale del Riesame per i quattro minori coinvolti nell’aggressione. Le difese hanno chiesto per tutti il trasferimento in comunità o, in alternativa, gli arresti domiciliari. I ragazzi sono attualmente detenuti negli istituti penali minorili di Bari e Lecce. Tra loro anche il 15enne accusato di aver inflitto le coltellate mortali. La decisione del Riesame è attesa nei prossimi giorni.
Il trasferimento inizierà venerdì pomeriggio. Raggiungerà Roma. Dopodiché, dall’aeroporto di Fiumicino, il corpo sarà imbarcato sul primo aereo per Tunisi, dov’è prevista una sosta, e poi, dopo due giorni di viaggio, arriverà a Bamako. Rilasciato, dopo diversi giorni di attesa, il documento necessario al trasferimento della salma di Bakari Sako in Mali. Ieri, 27 maggio, è arrivato l’ok finale dell’ambasciata di Roma al cosiddetto “passaporto funebre”, che consentirà il rientro del corpo nel Paese di origine. Il trasferimento inizierà venerdì pomeriggio. Raggiungerà Roma. Dopodiché, dall’aeroporto di Fiumicino, il corpo sarà imbarcato sul primo aereo per Tunisi, dov’è prevista una sosta, e poi, dopo due giorni di viaggio, arriverà a Bamako, capitale del Mali, e soltanto il 3 giugno raggiungerà Kayes, paese di origine del giovane bracciante ammazzato a Taranto all’alba del 9 maggio scorso. I familiari sono arrivati in città il 12 maggio, all’indomani dei fermi dei presunti responsabili dell’omicidio: 4 minorenni tra i 15 e i 17 anni e 2 maggiorenni, Fabio Sale, 19enne, e Cosimo Colucci, 22 anni. Il 29 maggio il Riesame rivaluterà la posizione dei minorenni. Gli indagati al gip hanno dichiarato di non essersi resi subito conto della gravità dell’accaduto e di aver provato a far rinsavire Bakari, gettandogli dell’acqua addosso. Potrebbero anche aver chiesto l’intervento di un’ambulanza di passaggio. Il passaggio del mezzo si vede in un nuovo video spuntato l’altro giorno. All’interno ci sarebbe stato un altro paziente. L’ambulanza per Bakari sarebbe arrivata invece quando ormai non c’era più nulla da fare. Resta aperto il quesito principale: il 35enne si sarebbe potuto salvare? Per questo, c’è da attendere la relazione del medico legale.
Visita politica del leader del partito Liberaldemocratico. Visita politica di Luigi Marattin, leader del partito Liberaldemocratico, a Taranto. Il deputato si è fermato in piazza Fontana per ricordare Bakari Sako, ucciso il 9 maggio scorso. Sulla vertenza ex Ilva è contro la nazionalizzazione e a favore di investitori privati. Intervista Luigi Marattin, leader partito Liberaldemocratico
Il Comune prende posizione contro ogni forma di violenza, odio, discriminazione. Il sindaco: “Coinvolgiamo i giovani per ripartire da loro. Servono politiche che rimettano al centro la persona”. Lasciano gli zaini per tenere striscioni, in memoria di Bakari Sako e contro ogni forma di discriminazione. Zaini divenuti simbolo di questa storia. C’è quello di chi andava a lavoro; quelli abbandonati troppo presto, e gli zaini da cui ripartire. Risvegliando coscienze. Restituendo centralità a cultura, scuola, educazione. Questo, il messaggio da Pulsano, nel giorno del lutto cittadino. Tra saracinesche abbassate e iniziative annullate, lo sguardo è rivolto a loro, al futuro. Intervista a Pietro D’Alfonso, sindaco di Pulsano, Stefania Friuli, dirigente scolastica IC Giannone
L’autopsia sul corpo conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica. Tre ferite da arma taglio non sanguinanti, due al torace e una all’addome, e la lesione grave agli organi interni. Il medico legale, Roberto Vaglio, incaricato di effettuare l’autopsia sul corpo di Bakari Sako, ucciso all’alba del 9 maggio, conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica e fornirà tutti i dettagli tra 60 giorni alle procure ordinaria e minorile che indagano sull’omicidio di piazza Fontana, vicenda per il quale ci sono 7 indagati, di cui 4 minorenni. C’è una domanda su tutte alla quale bisogna rispondere: se qualcuno avesse chiamato prima i soccorsi, Bakari si sarebbe salvato? Da definire poi cause, mezzi, modi, tempi. Elementi che serviranno alla ricostruzione esatta della dinamica. Da capire anche se Bakari abbia cercato di difendersi. Gli avvocati di alcuni minorenni, in un caso anche con la nomina di un proprio consulente tecnico, hanno chiesto di verificare la presenza di lesioni sugli arti superiori, e sulle nocche in particolare. Ci vorranno sempre 60 giorni per conoscere il contenuto di cellulari e circuiti di videosorveglianza. Aspetti per i quali è stato incaricato Silverio Greco, professore universitario e esperto in informatica forense. Analizzerà tre telefonini: due dei maggiorenni indagati, Fabio Sale e Cosimo Colucci, e l’altro di Bakari Sako. Saranno esaminate chat, e-mail, social, gallerie video e foto, registro telefonate e, ancora, i filmati delle telecamere del bar di piazza Fontana, per ricostruire le fasi precedenti all’aggressione mortale.
Martedì l’affidamento dell’autopsia. Il branco che ha aggredito e ucciso Bakari Sako, ha agito nella totale convinzione di impunità. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa ieri pomeriggio nei confronti di Cosimo Colucci, 22 anni, uno dei sei indagati per l’omicidio in concorso del 35enne bracciante maliano ucciso all’alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto. “Hanno pestato un soggetto sconosciuto in pieno centro città, quasi in orario diurno” scrive il gip Taranto Gabriele Antonaci, “non preoccupandosi minimamente di essere visti da testimoni oculari o di essere immortalati dalle telecamere di videosorveglianza. Non si sono premurati, ad esempio, di occultare il proprio viso, tramite cappucci o caschi, mostrandosi liberamente mentre ponevano in essere una condotta gravemente sprezzante della vita altrui”. Sako era in giro in bici e si era fermato un attimo prima di andare a lavorare nei campi quando è stato iaccerchiato e picchiato senza un particolare motivo. Poi un 15enne gli ha sferrato tre coltellarìte, due all’addome e una al torace. Il 35nne è entrato in un bar per trovare riparo e si è accasciato sul pavimento. Il gestore lo ha mandato via e non ha chiamato le forze dell’ordine. Motivo per cui è indagato per favoreggiamento personale. Martedì la procuratrice facente funzioni del tribunale per i minorenni Daniela Putignano affiderà l’autopsia al medico legale Roberto Vaglio. Nella stessa giornata la pm del Tribunale ordinario Paola Francesca Ranieri assegnerà la consulenza sui file video del bar di piazza Fontana e i cellulari dei due maggiorenni.
Il 22enne è il sesto a essere stato fermato dalla squadra mobile, mentre l’ultimo a essere iscritto nel registro degli indagati è il barista. Non ha partecipato all’azione violenta in alcun modo. Non ha sferrato pugni, anche perché si trovava all’interno del bar: questa è la versione di Cosimo Colucci, uno dei 7 indagati per l’aggressione sfociata nell’omicidio di Bakari Sako all’alba del 9 maggio. Nel video la scena è diversa: il ragazzo è ai tavolini e sferra un pugno. Il 22enne è il sesto a essere stato fermato dalla squadra mobile, mentre l’ultimo a essere iscritto nel registro degli indagati è il barista di piazza Fontana, Romolo Magnati, accusato di favoreggiamento. In una intercettazione avrebbe infatti ammesso di conoscere Colucci, diversamente da quanto aveva dichiarato agli investigatori. L’attività resterà chiusa per 60 giorni, dopo la sospesione della licenza. Per la Procura, il barista non avrebbe solo favorito il 22enne, ma anche negato di aiutare il giovane maliano che ha cercato rifugio nel locale. La versione di Colucci, le dichiarazioni dei 4 minorenni e del 19enne spingerebbero dunque la Procura a rivedere i filmati di videosorveglianza e le ricostruzioni, considerando anche quando sarebbe accaduto prima. Per i minorenni ci sarebbe stato un confronto precedente a quanto si vede: Bakari li avrebbe ripresi col telefono cellulare. Loro gli avrebbero intimato di smetterla per poi aggredirlo. Per difendersi, ha detto il 15enne che poi, lo ha ammesso, ha sferrato 3 coltellate. Potrebbero non essere queste la causa del decesso, ma la lesione di organi interni. Sarà valutato durante l’autopsia, fissata al 19.
La vittima aveva tentato di rifugiarsi per sfuggire ai suoi assassini. Il proprietario del bar in cui aveva tentato di rifugiarsi per sfuggire ai suoi assassini Bakari Sako è indagato con l’accusa di favoreggiamento nei confronti del 22enne fermato per aver partecipato all’aggressione durante la quale è stato ucciso il 35enne originario del Mali, il 9 maggio a Taranto. Si tratta di Romolo Magnati, indagato per favoreggiamento. Sarà difeso dall’avvocato Martino Paolo Rosato. Sale dunque a 7 il numero di indagati.
I minorenni dichiarano di non essersi resi conto della gravità e che hanno tentato di rianimare il 35enne . Due alla volta lasciano la procura minorile, verso i centri di prima accoglienza dove sono ristretti. “Ho accoltellato perché ho visto i miei amici in pericolo”. Il 15enne ammette l’omicidio di Bakari Sako. Poi si dice pentito, alla giudice Paola Morelli. Le hanno dato tutti la stessa versione. In sostanza una lettura diversa da quella delle procure dei filmati. Qui il servizio sull’ammissione di responsabilità del 15enne E cioè che Bakari dopo un primo scambio di provocazioni avrebbe iniziato a filmare con il cellulare i giovani, che gli hanno prima intimato di smetterla, passando poi all’aggressione e all’accoltellamento. Cosa di cui gli altri non si sarebbero resi conto. Dichiarazioni spontanee dalle quali emergerebbe anche il tentativo di rianimare il 35enne. Agli interrogatori tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Nella loro versione si troverebbe il movente, e aggravante, dei futili motivi. Intervista Salvatore Di Maggio, avvocato
Sono stati accolti in Questura il presidente della Comunità del Mali in Italia arrivato assieme al fratello, al cugino e allo zio di Bakari Sako. Ha espresso dolore, ma ha anche ringraziato la procura, la squadra mobile e i tarantini che hanno mostrato solidarietà. E‘ pronto invece a querelare chi ha fatto commenti razzisti sui social Intervista a Mahamoud Idrissa Boune, presidente della Comunità del Mali in Italia
Di Alessandra Martellotti Intervista a Daniela Putignano, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni Taranto
Chiarisce: “Nessuna aggravante razziale”. “I miei assistiti sono particolarmente distrutti e affranti per l’accaduto”. Parla l’avvocato di 2 dei 4 minorenni fermati per l’omicidio a Bakari Sako, un 15enne e un 17enne. E chiarisce: “Nessuna aggravante razziale“ Intervista ad Andrea Maggio, difensore di due dei minorenni
Con loro anche il presidente della comunità del Mali in Italia, Mahamoud Idrissa Boune. Sono arrivati in Questura i familiari di Bakari Sako e il presidente della comunità del Mali in Italia, Mahamoud Idrissa Boune. Sono stati accolti dal vice questore, Antonio Serpico, capo della Squadra Mobile che ha indagato sul caso. La Questura ha espresso loro vicinanza e cordoglio. Sono accompagnati dalla attivista di volontaria di Mediterranea Saving Humans, Caterina Contegiacomo, amica della vittima.
Ai nostri microfoni la testimonianza di un’amica e volontaria. Chi era Bakari Sako? Il giovane malese ucciso sabato scorso a Taranto. Lascia due mogli incinte e due figli che non potrà mai conoscere. La famiglia è distrutta, ci ha riferito il fratello arrivato questa mattina a Taranto. La testimonianza di un’amica e volontaria. Intervista a Caterina Contegiacomo, volontaria Mediterranea Saving Humans

Piazza Maria Immacolata si è trasformata in un set televisivo a cielo aperto per celebrare il mezzo secolo dell’emittente. Tra testimonianze, ospiti illustri e uno

Ieri lutto cittadino a Taranto È iniziato ieri da Taranto l’ultimo viaggio di Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni ucciso all’alba del 9

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Visita politica del leader del partito Liberaldemocratico Visita politica di Luigi Marattin, leader del partito Liberaldemocratico, a Taranto. Il deputato si è fermato in piazza

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L’autopsia sul corpo conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica Tre ferite da arma taglio non sanguinanti, due al torace e una all’addome, e la

Martedì l’affidamento dell’autopsia Il branco che ha aggredito e ucciso Bakari Sako, ha agito nella totale convinzione di impunità. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia

Il 22enne è il sesto a essere stato fermato dalla squadra mobile, mentre l’ultimo a essere iscritto nel registro degli indagati è il barista Non

La vittima aveva tentato di rifugiarsi per sfuggire ai suoi assassini Il proprietario del bar in cui aveva tentato di rifugiarsi per sfuggire ai suoi

I minorenni dichiarano di non essersi resi conto della gravità e che hanno tentato di rianimare il 35enne Due alla volta lasciano la procura minorile,

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Le procure evidenziano il disagio minorile a Taranto: armi ed episodi violenti sempre più frequenti Di Alessandra Martellotti Intervista a Daniela Putignano, Sostituto Procuratore della Repubblica

Chiarisce: “Nessuna aggravante razziale” “I miei assistiti sono particolarmente distrutti e affranti per l’accaduto”. Parla l’avvocato di 2 dei 4 minorenni fermati per l’omicidio a

Con loro anche il presidente della comunità del Mali in Italia, Mahamoud Idrissa Boune Sono arrivati in Questura i familiari di Bakari Sako e il

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