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Devono rispondere tutti di omicidio colposo. La tragedia risale alla notte tra il 30 giugno e il primo luglio del 2024. L’ipotesi è che l’incidente si verificò a causa di incuria nella manutenzione. Ci sono quattro indagati per la morte di Clelia Ditano, la 25enne di Fasano che morì precipitando nel vano ascensore della palazzina in cui abitava con i suoi genitori. Si tratta dell’amministratore di condominio, e poi del rappresentante legale, responsabile tecnico e dipendente di una ditta che ha curato la manutenzione dell’impianto. Devono rispondere tutti di omicidio colposo. La tragedia risale alla notte tra il 30 giugno e il primo luglio del 2024. L’ipotesi è che l’incidente si verificò a causa di incuria nella manutenzione.Dalle indagini è emerso che la manutenzione era stata sempre fatta in maniera superficiale. L’accusa contesta di aver omesso di effettuare le necessarie riparazioni, di mettere in sicurezza l’ascensore e comunque di inibire l’uso dello stesso a fronte dell’accertata difettosità e consapevoli del pericolo per l’incolumità dei condomini.Gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie e altri elementi utili alla difesa.

Ha riportato fratture ma non è in pericolo di vita . Sul posto per i rilievi i carabinieri. Paura per una donna di 72 anni di Parabita caduta nel vano ascensore della propria abitazione. É accaduto in via Torino . La donna nell’aprire la porta dell’ascensore della propria abitazione un immobile indipendente su due livelli, è precipitata nel vano perché la cabina era rimasta a livello inferiore. Soccorsa dai vigili del fuoco è stata trasportata all’ospedale di Gallipoli. Ha riportato fratture ma non è in pericolo di vita . Sul posto per i rilievi i carabinieri. L’ascensore è stato posto sotto sequestro .

E’ capitato alla nostra troupe in compagnia del sindaco Poli Bortone e altre personalità coinvolte in un evento Venti minuti bloccati in dieci in ascensore. E’ quanto accaduto questa mattina al DEA Vito Fazzi di Lecce ad una nostra troupe impegnata in un servizio nel nosocomio salentino. Un fuori programma che simpaticamente la nostra giornalista ha filmato perché a fare compagnia nella disavventura sono capitati dieci nomi illustri della città, a partire dal sindaco Poli Bortone, insieme al Dg Asl Stefano Rossi, vertici della sanità salentina, nonché medici. Venti minuti di attesa che hanno accomunato nella difficoltà tutti gli operatori coinvolti, a farsi vicendevolmente coraggio, chi raccontando aneddoti, chi scherzando, per superare sopravvenute ansie e paure. Alla fine, l’atteso arrivo del tecnico e l’apertura della porta metallica. Con grande sollievo per tutti.

Sarebbe stata una manomissione esterna dell’impianto la causa della morte della 25enne Clelia Ditano, precipitata nella tromba dell’ascensore il primo luglio dello scorso anno L’impianto dell’ascensore nel cui vano ha trovato la morte la 25enne di Fasano Clelia Ditano era funzionante. Quello che è accaduto rappresenta la conseguenza di una manomissione esterna, di tipo meccanico o elettrico, che ha causato un’alterazione dei sistemi di sicurezza delle porte di piano.  È questa la conclusione della consulenza tecnica disposta dal pm di Brindisi Livia Orlando a cui è affidata l’inchiesta sul decesso della ragazza, morta dopo un volo di quasi dieci metri nella tromba dell’ascensore, il primo luglio dello scorso anno. Al momento sono quattro gli indagati, che rispondono di omicidio colposo: l’amministratore del condominio di via Piave, dove abitava la ragazza, l’amministratore legale, il responsabile tecnico ed un operaio della ditta che si occupava della manutenzione dell’ascensore. Servizio di Linda Cappello

La ragazza domani avrebbe compiuto 27 anni. Oggi i tecnici hanno rimesso in funzione l’ascensore fermo da sei mesi

La mamma è di Tuglie, puerpera e bimba stanno bene Aveva fretta di nascere la piccola Beatrice. La bimba è venuta al mondo lunedi mattina alle 8.28 nel corridoio che collega il Dipartimento Emergenze e Accettazione al vecchio blocco del Vito Fazzi di Lecce, esattamente 4 minuti dopo l’arrivo della madre in ospedale. Un arco di tempo troppo breve per raggiungere la sala parto. Così, assistita dal medico del Pronto Soccorso Antonio Marzo e dal collega Angelo Lorusso, la donna, originaria di Tuglie, ha dato alla luce la bimba in corridoio. Mamma e figlia ora godono di ottima salute. Per i vertici della Asl di Lecce e la stessa puerpera non c’è alcuna correlazione tra il momentaneo guasto di un ascensore e il parto avvenuto nel corridoio. Nel “Vito Fazzi” sono attualmente in funzione 18 ascensori.

Rimossi per essere riparati alcuni pezzi rimasti danneggiati a seguito della caduta della ragazza Nuova perizia ieri sull’ascensore della palazzina di via Piave a Fasano, sequestrato dopo la morte di Clelia Ditano, precipitata nel vuoto lo scorso primo luglio. Dopo le verifiche elettromeccaniche compiute qualche settimana fa, il consulente incaricato dalla Procura, l’ingegner Massimiliano Bursomanno, ha voluto riprodurre le normali condizioni di funzionamento dell’ascensore. Per questo sono stati rimossi per essere riparati alcuni pezzi rimasti danneggiati a seguito della caduta della ragazza. Successivamente ci sarà un nuovo sopralluogo. Per la vicenda risultano indagate quattro persone tra cui l’amministratore del condominio e i titolari delle ditte incaricate della manutenzione dell’ascensore.

Oggi l’autopsia sul corpo di Clelia Ditano Salgono a quattro gli indagati per la morte di Clelia Ditano, la 25enne precipitata nella notte tra il 30 giugno e l’1 luglio scorsi, nel vano ascensore dal quarto piano del condominio di via Saragat a Fasano dove viveva con i genitori. Altri tre nomi si aggiungono, quindi, a quello dell’amministratore della palazzina di proprietà di Arca Nord Salento, iscritto nel fascicolo subito dopo la tragedia. L’avviso di garanzia è un atto dovuto per consentire gli accertamenti tecnici irripetibili che riguarderanno soprattutto l’ascensore. Bisognerà capire cosa non abbia funzionato. Quando Clelia ha aperto la porta dell’impianto elevatore, la cabina non era al piano e la giovane è precipitata da un’altezza di circa 15 metri. Oggi sarà eseguita l’autopsia dopo che  la pm Livia Orlando avrà conferito al dottor Domenico Urso l’incarico 

Proseguono le indagini sulla morte di Clelia Ditano, la 25enne fasanese morta una settimana fa nel condominio di via Saragat Giornalista: Pamela Spinelli

I carabinieri dovranno capire perché il sistema di sicurezza non si sia attivato Continuano senza sosta le indagini per individuare responsabilità e cause di quanto accaduto lunedì sera a Fasano. Clelia Ditano, 25 anni, è morta dopo essere precipitata nel vano ascensore nella sua abitazione. I carabinieri hanno acquisito i primi dati tecnici insieme ai responsabili della ditta manutenzione. I genitori della ragazza sono stati già ascoltati poche ore dopo l’incidente. L’ascensore è sotto sequestro per poter svolgere tutti gli accertamenti del caso. L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe De Nozza. Clelia quella sera era salita un attimo in casa per lasciare la borsa, quando è tornata nell’ascensore la cabina non c’era ma la porta non era bloccata e lei è precipitata. L’autopsia, che sarà effettuate nelle prossime ore, chiarirà tempi e cause della morte. Solo il giorno dopo i genitori si sono accorti della sua assenza e hanno dato l’allarme. 

Si indaga sulle cause della tragedia avvenuta domenica intorno alla mezzanotte e scoperta solo all’alba di lunedì

Momenti di paura a Brindisi. Intervenuti sul posto i vigili del fuoco Momenti di paura oggi a Brindisi in una palazzina di via Ofanto. L’ascensore, a causa di un improvviso guasto tecnico è improvvisamente sceso in caduta libera dal 5° al 3° piano. All’interno vi erano tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, tra cui un minore. Quando sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i tre si erano già recati da soli in ospedale dove dopo essere stati visitati, sono stati dimessi. L’intervento dei caschi rossi è valso alla messa fuori servizio dell’ascensore. Eventuali responsabilità sono al vaglio dei carabinieri e della polizia municipale.

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