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Sport

L’incontro a Lecce. I suoi consigli per i più giovani. Incontro particolare a Lecce, in cui sono usciti piacevolmente allo scoperto Francesco Camarda e la sua famiglia in un incontro che mira a far conoscere aspetti famigliari, speso nascosti e per far capire le difficoltà che incontrano anche i grandi campioni della Serie A. di Matteo Bottazzo

Tra le donne trionfa Liliana Gentile della Body Angel’s Manduria con 13’20’’. In chiusura la settima edizione del Vertical Sprint Caroli Hotels, la spettacolare scalata del grattacielo gallipolino che quest’anno ha riunito circa 50 atleti provenienti da Cosenza, Manduria, Bari, Brindisi e da tutta la provincia di Lecce. A conquistare il titolo di campione 2025 è stato Antonio Maggisano, atleta della ASD Marathon Cosenza, che ha fermato il cronometro su un tempo record: 9 minuti e 24 secondi. Seconda posizione per Giuseppe Marra dell’Atletica Capo di Leuca, mentre il terzo gradino del podio va a Luca De Salvo, Asd Atletica Racale. Tra le donne trionfa Liliana Gentile della Body Angel’s Manduria con 13’20’’. Medaglia d’argento per Francesca Polimeno della Podistica Magliese in 13’21’’, terza Francesca Tramacere del gruppo podistico Alba 13 Taurisano con 15’47’’. Il percorso, firmato dal coach Ros6Team Rosario Colona, ha messo alla prova forza e resistenza: 263 gradini in salita e 263 in discesa, passaggio sul porto peschereccio, attraversamento nella Galleria dei Due Mari vestita a tema natalizio grazie a Wonder Christmas Land, fino al suggestivo rientro nel borgo antico e nuova risalita finale del grattacielo. Un evento unico, promosso dal Gruppo Podistico Alba 13 Taurisano in collaborazione con Atletica Gallipoli, reso possibile dal main sponsor Caroli Hotels, con il supporto dello staff del Bellavista Club, dei tecnici, degli sponsor locali e dei tanti volontari. Grande la soddisfazione degli organizzatori che ringraziano atleti e squadre partecipanti, già pronti a tornare l’8 dicembre 2026 per l’ottava edizione, annunciata con tante novità e nuovi effetti speciali. di Matteo Bottazzo

. Disordini, aggressioni verbali e fisiche all’arbitro durante la gara interna di sabato scorso contro l’Eurobasket Foggia, valida per il campionato di prima divisione. Per questo il giudice sportivo ha disposto la squalifica del campo di gioco della Fortitudo Trani, cui è stata comminata una multa di 150 euro. In un comunicato, la società tranese ha fortemente condannato l’atteggiamento del pubblico, prendendone le distanze. “Questi gesti non hanno nulla a che vedere con lo sport. La Fortitudo Trani è una famiglia che si fonda sul rispetto reciproco e sull’educazione. Ci scusiamo con il Direttore di Gara e gli avversari”, si legge in una nota.

Squalificati Vivarini, il medico sociale e il d.s Valerio Di Cesare . Il burrascoso dopo partita di Bari-Pescara è costato un turno di squalifica oltre che a Meroni, anche al tecnico Vivarini, al medico sociale dottor Emanuele Caputo e al vice direttore sportivo Valerio Di Cesare. Meroni salterà quindi la partita di Bolzano, mentre Vivarini dovrà dare indicazioni dalla tribuna e sarà sostituito in panchina dal suo vice. Le proteste sono scoppiate per la mancata concessione di un rigore nei minuti finali su conclusione di Antonucci.

Luca Agostinacchio e Antonio Veneziani sono originari di Trani e Barletta . La Bat, sesta provincia pugliese, ha una particolare predisposizione per il padel. Dopo i successi del Circolo tennis Barletta, un’altra giovane coppia si conferma ai massimi livelli nazionali. Luca Agostinacchio, nato a Trani, e Antonio Veneziani, di Barletta, hanno vinto il campionato nazionale Under 18. Il torneo si è svolto a Grosseto e vi hanno partecipato le due migliori coppie di ogni regione. Luca e Antonio hanno raggiunto la vetta del podio dopo aver sconfitto avversari provenienti da Campania, Veneto, Lombardia e Sicilia. Incontenibile la gioia provata dopo aver realizzato di avercela fatta: Campioni d’Italia.

Nel secondo tempo i biancorossi falliscono persino due rigori. Nervosismo e frustrazione per l’ennesima occasione sciupata. Al novantesimo sono 5 gli ammoniti tra i biancorossi, per cui allo stato attuale è difficile recuperare un gol di svantaggio anche in superiorità numerica per un’ora. La partenza non è propriamente da manuale. Il Pescara governa bene la manovra e fredda ( si fa per dire ) gli ottomila del San Nicola con Di Nardo: 1 – 0. Alla mezz’ora, l’episodio che può cambiare la gara. Olzer si fa espellere per un fallaccio su Dorval. Ma il Bari, seppur volenteroso, è confuso. Nella ripresa, rischia il tracollo quando Valzania si invola tutto solo verso la porta: Cerofolini è ancora una volta super. Le speranze si dimezzano tra il 62esimo e il 64esimo. E’ Moncini a fallire in ben due occasioni il penalty concesso da Marcenaro. In entrambe le esecuzioni, Desplanches lo ipnotizza. Ad evitare l’ennesima sconfitta interna ci pensa Maggiore, su assist di Dorval: deviazione vincente di testa. Nei sei minuti di recupero, Antonucci batte a rete dalla sinistra, ma Letizia respinge sulla linea. Il pareggio consente al Bari di abbandonare la zona playout con un vantaggio minimo, un punto, sul Sud Tirol quintultimo e prossimo avversario dei biancorossi.

In giornata i complimenti del governatore Vito Bardi . La Basilicata primeggia ai mondiali di pattinaggio artistico su rotelle a Tallin, in Estonia. Sabrina Potenza, 17 anni, ha conquistato la medaglia d’oro; sul podio con l’argento anche un’altra lucana in gara, Elisa Paternoster. Risultati eccellenti, per cui il governatore Vito Bardi ha voluto complimentarsi. “Sabrina ed Elisa sono due straordinarie atlete, l’esempio più brillante della nostra gioventù. Vedere due ragazze di Potenza eccellere in una disciplina di altissimo livello mondiale, portando a casa l’oro e l’argento, è motivo di un orgoglio per tutta la Basilicata. Questi risultati non arrivano per caso, ma sono il frutto di sacrifici, passione e del sostegno fondamentale delle loro famiglie, delle società sportive e delle scuole che le hanno formate”.

Dopo dieci anni è fuori dalla Coppa Italia . Tecnicamente si chiama “Epic Fail”. Conversano perde anche a Sassari, subisce la quinta sconfitta consecutiva ed è aritmeticamente fuori dalla Final Eight di Coppa Italia. Una disfatta simile non si registrava dalla stagione 2014/2015, quando il team barese fu costretto a disputare i playout per la salvezza. In Sardegna è sfida senza storia. L’inerzia è chiara già nel primo tempo: 17 – 11 il punteggio alla sirena. E non va meglio nella ripresa, quando i padroni di casa mantengono le distanze, chiudendo il match con un ampio 31 – 25. La classifica fotografa un’annata piena di delusioni: appena 9 punti e quartultima posizione. Sabato l’inizio del girone di ritorno e l’impegno sul campo del Brixen. Buona la prestazione della Junior Fasano: il successo casalingo su Siracusa ( 41 – 37 ) vale il pass per la coppa nazionale. In classifica, i messapici restano al quinto posto, a sei lunghezze dalla capolista Cassano Magnago.

A denunciarlo l’associazione italiana arbitri: l’appello a istituzioni sportive, società e famiglie. Durante la gara del Campionato Under 16 Ginosa-Hellas Laterza si è verificata un’aggressione ai danni un arbitro minorenne. A denunciarlo l’associazione italiana arbitri. Ad avere la peggio Nicola, direttore di gara di 15 anni. “È inaccettabile che la violenza continui a colpire giovani impegnati a far rispettare le regole e che l’AIA sia, di fatto, sola nel contrastare questa deriva – scrive l’Associazione italiana arbitri in una nota -. Pur confidando che la giustizia ordinaria agirà secondo i propri tempi, l’Aia richiama istituzioni sportive, società e famiglie a un’assunzione immediata di responsabilità, con risposte dure e tempestive, prima che si verifichino conseguenze ancora più gravi”. Il presidente Antonio Zappi, insieme al Comitato Nazionale, ai Presidenti CRA/CPA e ai Presidenti di Sezione, esprime “indignazione profonda e ribadisce che l’Aia non resterà mai inerme davanti a uno scempio che continua nonostante le innovate sanzioni previste dal codice penale. Chi non prova vergogna per tutto questo manca di rispetto anche verso sé stesso, e il silenzio diventa complicità”.

. Sprofonda il Picerno: 1 – 0 a Cosenza e ultimo posto in classifica. Inutili gli sforzi del club sul mercato. Le manovre tardive nel calcio funzionano raramente: è solo l’ennesima dimostrazione. Ancora un pari casalingo per il Monopoli: 1 – 1 contro l’Atalanta U23. E’ sempre saldo il posizionamento playoff dei biancoverdi. Tuttavia, per gli uomini di Colombo esibirsi in presenza del pubblico amico è un complesso. La Casertana arresta la corsa del Cerignola. Dopo 4 successi consecutivi, i campani costringono gli ofantini al pari, bloccandoli sull’1 – 1. Nel sabato della diciassettesima giornata, l’unico acuto è dell’Altamura, 1 – 0 sul campo del Giugliano. Gol e qualche rammarico nel 2 – 2 del Potenza contro il Sorrento. Stesso epilogo per il Foggia a Siracusa. Dauni in leggerissima ripresa, ma sempre in zona playout. Anche il Casarano rientra nella lunga scia di “x” di giornata: 1 – 1 contro il Latina e beffa al novantesimo.

Dubbio il rigore concesso ai padroni di casa . Il Lecce allo “Zini” di Cremona dura solo un tempo e poi si perde. Nella prima frazione sono prima Stulic e poi Pierotti ad avere le possibilità di indirizzare l’incontro. Nella ripresa al 53′ Ramadani commette un fallo quanto ingenuo tanto inutile su Vandeputte, dopo la revisione al VAR, arriva il rigore trasformato da Federico Bonazzoli. Il Lecce prova a reagire, ma i padroni di casa mantengono il controllo del gioco. Al 61′ un gol della Cremonese viene annullato per fallo di Baschirotto su Falcone. Al 79′ Sanabria, subentrato in precedenza, trova il raddoppio su assist di Zerbin, grazie ad una marcatura imperfetta di Gaspar. Nel finale il Lecce tenta il forcing, ma la Cremonese difende il risultato e conquista i tre punti che confermano le qualità della formazione di Nicola. Per il Lecce, continuano gli atavici problemi in proiezione offensiva, con Stulic e Camarda incapaci di pungere e colpire.

Dovrebbe essere confermata la formazione titolare di Castellammare di Stabia . Alla vigilia del match col Pescara Vincenzo Vivarini vuole che ci sia un aumento a livello esponenziale della fase di possesso, cioè quella che preclude all’azione offensiva e quindi alla pericolosità sotto rete. Il tempo della difesa a oltranza, che ha trovato la sua massima espressione a Castellammare di Stabia, dovrebbe essere alle spalle anche perché, sottolinea il tecnico barese, “ci attendono tre partite su quattro da disputare allo stadio San Nicola di qui alla fine di dicembre e bisogna sfruttare assolutamente il fattore campo”. La sfida al Pescara a suo avviso nasconde alcune insidie. Lui conosce bene la squadra biancazzurra perché l’ha allenata sino ad un mese fa e per esempio teme l’estro di Olzer che, se in giornata, può fare la differenza. Ma sa anche che quella del Pescara è la difesa più battuta del campionato e non ci può essere casualità dopo 14 giornate. Chi si aspetta il turnover per gli impegni ravvicinati, rimarrà deluso perché dice con molta sincerità e realismo che in questa fase è necessario cambiare il meno possibile per garantire la crescita complessiva. Quindi facile immaginare la conferma del blocco di Empoli e Castellammare di Stabia e anche del modulo con tre difensori centrali, cinque centrocampisti e Castrovilli alle spalle dell’unico attaccante che dovrebbe essere Moncini. I tifosi della Nord hanno deciso di non entrare e di sostare all’altezza della porta numero 6 per dare continuità al raduno della mattinata in piazza Prefettura in cui si contesterà la multiproprietà e la gestione della stessa da parte della famiglia De Laurentiis.

Dubbi per il rigore concesso ai padroni di casa . Il Lecce allo “Zini” di Cremona dura solo un tempo e poi si perde. Nella prima frazione sono prima Stulic e poi Pierotti ad avere le possibilità di indirizzare l’incontro. Nella ripresa al 53′ Ramadani commette un fallo quanto ingenuo tanto inutile su Vandeputte, dopo la revisione al VAR, arriva il rigore trasformato da Federico Bonazzoli. Il Lecce prova a reagire, ma i padroni di casa mantengono il controllo del gioco. Al 61′ un gol della Cremonese viene annullato per fallo di Baschirotto su Falcone. Al 79′ Sanabria, subentrato in precedenza, trova il raddoppio su assist di Zerbin, grazie ad una marcatura imperfetta di Gaspar. Nel finale il Lecce tenta il forcing, ma la Cremonese difende il risultato e conquista i tre punti che confermano le qualità della formazione di Nicola. Per il Lecce, continuano gli atavici problemi in proiezione offensiva, con Stulic e Camarda incapaci di pungere e colpire.

Quella dello Zini sarà una gara particolare per l’ex capitano giallorosso . Non tutte le storie finiscono male: tra Baschirotto e il Lecce le strade si sono divise per ragioni di ordine superiore. Il rapporto ha seguito un’evoluzione naturale  e pacifica. Tre anni intensi, dal 2022 al 2025, in cui Federico è cresciuto come uomo e calciatore. Anche lui rientra nelle intuizioni geniali di Pantaleo Corvino. Prelevato dall’Ascoli, al Via del Mare hanno puntato sulla fisicità dirompente, trasformandolo in centrale: è stata la svolta. Perché sono emerse le caratteristiche da difensore puro: forte in marcatura e nel gioco aereo. Ma ha conquistato il cuore di tutti con altre doti, in primis la generosità. Sempre pronto a tuffarsi nella mischia senza risparmiarsi. E’ la ragione per cui è entrato nel cuore dei tifosi. Promosso capitano a furor di popolo, ha ricambiato con atteggiamenti da vero leader, in campo e fuori. E’ stato semplicemente esemplare, anche nei saluti. Domani allo Zini di Cremona sarà travolto da una bufera di emozioni. Ricorderà le 112 presenze e i 5 gol con la casacca giallorossa. Per 90 minuti, saprà concedersi una tregua dai sentimenti, ma al triplice fischio tutto tornerà come prima. Nel calcio moderno, un capitano non è per sempre, tranne in rare e preziose eccezioni.  Foto U.S Lecce.it

Commosso l’abbraccio con i nipoti all’arrivo . Una lacrima le riga il volto mentre raggiunge il traguardo. In lontananza riconosce sagome che man mano si delineano sino ad essere familiari. Sono gli ultimi metri della maratona dei “Due Mari” nel racconto di Maria Tatò, 70 anni. Domenica scorsa a Taranto ha superato se stessa, concludendo la 100esima maratona. Ad attenderla sulla linea di arrivo c’erano amiche, figli e nipoti, nella più classica delle sorprese.  Un gesto inaspettato, ma significativo perché colmo di gioia, gratitudine e amore. La materializzazione dei sentimenti che dà senso a settimane di allenamenti e rinunce. “Quando li ho riconosciuti, ho sorriso e mi sono commossa – afferma Maria-. In quel momento ho capito che tra noi c’era totale sintonia, eravamo tutti felici”. La corsa è arrivata quasi per caso 20 anni fa ed è una via d’uscita dalla routine, un rifugio in cui ritemprare mente e corpo, perché, spiega Maria, “dà sicurezza e rende forti. Con la corsa il fisico intuisce che ogni sforzo è possibile. Lo riscontro nelle piccole difficoltà quotidiane”.  Tra abbracci e immancabili selfie, sullo sfondo c’è una città, Taranto, sofferente per le questioni ambientali, ma con un make up perfetto nelle giornate di sole e cielo limpido. “Non pensavo fosse così bella. Anche l’organizzazione è stata perfetta, al pari dei grandi centri. Ogni aspetto era curato nei minimi dettagli”. Una presentazione che rende onore a chi crede nel cambiamento e non si rassegna: da 75 anni il capoluogo ionico non ospitava una gara podistica. Nel mentre, per Maria ci sono stati 4.200km. Ha cominciato a Roma, e dalla Capitale a marzo 2026 tenterà una nuova scalata, sempre con il consueto spirito da carica dei 101. 

Confermati a Castellammare di Stabia i limiti in fase offensiva . Vivarini ha sfoggiato ottimismo in sala stampa, ma in fondo al tunnel la luce è sempre fioca. Indica la strada verso un’uscita lontanissima. Il Bari avanza con il passo di un bambino: incerto e traballante. Nel recupero di Castellammare di Stabia è condivisibile la conferma di dieci undicesimi della formazione di Empoli. Se il problema è anche di natura psicologica, allora bisogna insistere secondo il principio del “train ad error”: prova, sbaglia, impara. Tuttavia, è innegabile quanto la costruzione in fase di calciomercato sia stata totalmente errata. Il Bari vorrebbe sviluppare la manovra sulle fasce e proprio gli esterni si muovono in modalità “slow motion”. Sono lenti, si sovrappongono poco e creano scarsa superiorità numerica. Mentre gli attaccanti si ritrovano spesso in isolamento forzato, scollati dal resto della squadra. Il riflesso è nella miriade di dati che ogni gara presenta. Sono 13 le reti all’attivo e 24 quelle al passivo: un disastro. L’ennesima dimostrazione pubblica al teorema è andata in scena nelle ultime 24 ore: anche contro la Juve Stabia, il portiere avversario ha riposto i guanti intatti nella sacca. Unico sussulto del “Galletto” un contatto in area stabiese tra Dorval e Carissoni. Ma non è tutto negativo. Nel secondo tempo, il Bari ha combattuto per non perdere, piuttosto che disperdersi nell’aria. Oggi la classifica è leggermente migliore, seppur deficitaria: il quintultimo posto, in condominio con il Mantova, offre una prospettiva diversa. In un gruppo reattivo, potrebbe scatenare una straordinaria voglia di rivalsa. Ce lo dicono i corsi e ricorsi storici. Nel 2007, quando Antonio Conte arrivò al San Nicola, trovò una situazione pressoché identica: sconfitta interna contro il Lecce per 4 – 0, classifica indecorosa e pubblico in rivolta. Sappiamo com’è finita. Il paragone è sicuramente azzardato, perché Vivarini non è Conte, e in qualità di d.s operava Perinetti, che da solo vale il doppio, se non il triplo, di Magalini e Di Cesare assieme. Ma è un modo per pungolare nell’orgoglio questo team, invogliandolo a mettere in campo ogni riserva energetica. Il Bari non è la corazzata del torneo, ma non può nemmeno essere una banda di “fantozziana fattura” disposta a consegnarsi senza combattere: ci vogliono coraggio e rispetto per la maglia, in attesa che arrivi gennaio.

Nel primo tempo annullate due reti per fuorigioco ai campani . Il Bari interrompe la scia negativa e torna da Castellammare di Stabia con un modesto 0 – 0. Al novantesimo sono due gli aspetti da salvare: il risultato, che consente ai biancorossi di raggiungere il Mantova al quintultimo posto con 14 punti, e la prestazione offerta nel secondo tempo. Vivarini smentisce le previsioni e conferma per dieci undicesimi la formazione di Empoli. L’unica variazione è Meroni per Pucino. Ma nel primo tempo la squadra appare stordita dal 5 – 0 di sabato ed incapace di reagire. Gi stabiesi per due volte vanno in gol, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Nella ripresa, cambia l’atteggiamento dei biancorossi, che tirano verso la porta avversaria solo con Verreth, ma chiudono tutti gli spazi e lottano su ogni pallone. Da rivedere il contatto Dorval – Carissoni in area stabiese. L’ultimo acuto dei padroni di casa è su conclusione di Mosti: il palo salva Cerofolini. Vivarini alla vigilia aveva chiesto entusiasmo, ora ha tre giorni per preparare il match casalingo col Pescara, lunedì 8 dicembre ore 17.15. La trasferta è stata vietata agli ospiti; anche i tifosi del Bari hanno preannunciato che diserteranno gli spalti in aperta contestazione con squadra e dirigenza.

Il prof. Francesco Girone ne possiede 380 . Il Professor Francesco Girone è un accanito tifoso del Bari. Tiene viva la passione collezionando maglie: ne possiede 380 e alcune sono dei veri pezzi di storia. Dal “Capitano”, Giovanni Loseto, a Igor Protti, idolo indiscusso della tifoseria: osservare la sua personale collezione è un tuffo nei ricordi. Una sezione è dedicata anche alle maglie della Nazionale: il pezzo unico è la casacca azzurra, indossata da Franco Selvaggi in Spagna nel 1982.

Netta la vittoria per 3 set a 0 da parte dei lucani. Il Taranto perde la sesta gara in otto turni di Campionato e resta in fondo alla classifica. Per la pallavolo, sfida Puglia-Basilicata, ieri sera, in serie A2, tra Lagonegro e Taranto. Netta la vittoria per 3 set a 0 da parte dei lucani, che riscattano così le ultime due sconfitte contro Ravenna e Catania, rientrando in zona Promozione. Sempre più in crisi, invece, il Taranto, che perde la sesta gara in otto turni di Campionato e resta in fondo alla classifica. Adesso lo spettro della retrocessione diventa concreto in casa “La Cascina” nonostante l’arrivo in panchina di un tecnico di grande esperienza come Pino Lorizio. Domenica il Lagonegro giocherà a Pineto, mentre il Taranto ospiterà il Macerata. fonte foto: pagina Facebook Rinascita Volley Lagonegro

Trenta euro per il settore ospiti . Piovono polemiche sul web per il costo, quasi proibitivo, dei biglietti del settore ospiti dello stadio Zini di Cremona. Domenica, all’ora di pranzo, scenderà in campo il Lecce, e per i tanti salentini al Nord potrebbe essere l’occasione giusta per respirare aria di casa: ma non a queste condizioni. Il prezzo del tagliando è 30 euro, cui si aggiungono due euro di prevendita. Francamente troppi per un impianto vetusto – come la quasi totalità di quelli presenti in Italia -, che non offre servizi di alcun genere. L’impotenza dei sostenitori giallorossi è sfociata in aperta contestazione sui canali social più gettonati. “Il calcio dovrebbe unire non allontanare. E così lo state rendendo sempre più elitario”, scrive un utente; “Uno stadio che cade a pezzi, un settore ospiti che sembra un recinto, eppure il prezzo è da Champions League”, si legge ancora. C’è anche chi aggiunge altre voci alla lista delle trasferte, come spostamenti – treni e aerei inaccessibili nel periodo di Natale – e ticket per la sosta nei parcheggi autorizzati, che nel caso dei Van possono arrivare sino a 25 euro. La questione è sempre più attuale e si sta diffondendo rapidamente in tutta Europa. Si stima che per le partite di cartello una famiglia debba pagare quasi duecento euro solo per accedere alle curve. Da sport popolare e del popolo a sistema fortemente esclusivo, con l’inevitabile conseguenza di incrementare la platea dei “divanisti”, i cosiddetti sportivi da divano: uno spettacolo desolante e poco accattivante sul mercato. La crisi del sistema calcio in Italia è anche questo. Foto Profilo Facebook U.s Lecce

Bari, stangata del giudice sportivo

Squalificati Vivarini, il medico sociale e il d.s Valerio Di Cesare Il burrascoso dopo partita di Bari-Pescara è costato un turno di squalifica oltre che

Il Bari spreca, col Pescara termina 1-1

Nel secondo tempo i biancorossi falliscono persino due rigori Nervosismo e frustrazione per l’ennesima occasione sciupata. Al novantesimo sono 5 gli ammoniti tra i biancorossi,

Maria, a 70 anni la 100esima maratona  

Commosso l’abbraccio con i nipoti all’arrivo Una lacrima le riga il volto mentre raggiunge il traguardo. In lontananza riconosce sagome che man mano si delineano

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