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Maria, a 70 anni la 100esima maratona  

Commosso l’abbraccio con i nipoti all’arrivo

Una lacrima le riga il volto mentre raggiunge il traguardo. In lontananza riconosce sagome che man mano si delineano sino ad essere familiari. Sono gli ultimi metri della maratona dei “Due Mari” nel racconto di Maria Tatò, 70 anni. Domenica scorsa a Taranto ha superato se stessa, concludendo la 100esima maratona. Ad attenderla sulla linea di arrivo c’erano amiche, figli e nipoti, nella più classica delle sorprese. 

Un gesto inaspettato, ma significativo perché colmo di gioia, gratitudine e amore. La materializzazione dei sentimenti che dà senso a settimane di allenamenti e rinunce. “Quando li ho riconosciuti, ho sorriso e mi sono commossa – afferma Maria-. In quel momento ho capito che tra noi c’era totale sintonia, eravamo tutti felici”. La corsa è arrivata quasi per caso 20 anni fa ed è una via d’uscita dalla routine, un rifugio in cui ritemprare mente e corpo, perché, spiega Maria, “dà sicurezza e rende forti. Con la corsa il fisico intuisce che ogni sforzo è possibile. Lo riscontro nelle piccole difficoltà quotidiane”. 

Tra abbracci e immancabili selfie, sullo sfondo c’è una città, Taranto, sofferente per le questioni ambientali, ma con un make up perfetto nelle giornate di sole e cielo limpido. “Non pensavo fosse così bella. Anche l’organizzazione è stata perfetta, al pari dei grandi centri. Ogni aspetto era curato nei minimi dettagli”. Una presentazione che rende onore a chi crede nel cambiamento e non si rassegna: da 75 anni il capoluogo ionico non ospitava una gara podistica. Nel mentre, per Maria ci sono stati 4.200km. Ha cominciato a Roma, e dalla Capitale a marzo 2026 tenterà una nuova scalata, sempre con il consueto spirito da carica dei 101. 

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