Trenta euro per il settore ospiti
Piovono polemiche sul web per il costo, quasi proibitivo, dei biglietti del settore ospiti dello stadio Zini di Cremona. Domenica, all’ora di pranzo, scenderà in campo il Lecce, e per i tanti salentini al Nord potrebbe essere l’occasione giusta per respirare aria di casa: ma non a queste condizioni. Il prezzo del tagliando è 30 euro, cui si aggiungono due euro di prevendita. Francamente troppi per un impianto vetusto – come la quasi totalità di quelli presenti in Italia -, che non offre servizi di alcun genere. L’impotenza dei sostenitori giallorossi è sfociata in aperta contestazione sui canali social più gettonati. “Il calcio dovrebbe unire non allontanare. E così lo state rendendo sempre più elitario”, scrive un utente; “Uno stadio che cade a pezzi, un settore ospiti che sembra un recinto, eppure il prezzo è da Champions League”, si legge ancora. C’è anche chi aggiunge altre voci alla lista delle trasferte, come spostamenti – treni e aerei inaccessibili nel periodo di Natale – e ticket per la sosta nei parcheggi autorizzati, che nel caso dei Van possono arrivare sino a 25 euro. La questione è sempre più attuale e si sta diffondendo rapidamente in tutta Europa. Si stima che per le partite di cartello una famiglia debba pagare quasi duecento euro solo per accedere alle curve. Da sport popolare e del popolo a sistema fortemente esclusivo, con l’inevitabile conseguenza di incrementare la platea dei “divanisti”, i cosiddetti sportivi da divano: uno spettacolo desolante e poco accattivante sul mercato. La crisi del sistema calcio in Italia è anche questo.
Foto Profilo Facebook U.s Lecce













