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Sport

Era stato nominato a capo dell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto . Il mondo dello sport perde un uomo brillante: Davide Tizzano è stato un simbolo dell’Italia nel mondo. Ha conquistato due medaglie olimpiche, oro a Seul nel 1988 e ad Atlanta nel 1996. Ed è sfuggita di poco anche la conquista dell’America’s Cup con “Il Moro di Venezia”. Per una strana coincidenza, Tizzano è morto nel giorno in cui la Fiamma Olimpica è arrivata a Taranto. Era stato infatti designato presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, in programma l’anno prossimo nel capoluogo ionico. L’assessore allo Sport della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, ha espresso cordoglio personale e a nome dell’Istituzione che rappresenta. “La morte di Davide Tizzano priva lo sport italiano e internazionale di una figura straordinaria, capace di unire talento atletico, visione dirigenziale e profondo senso delle istituzioni sportive”.

La tappa si concluderà a Lecce. Prosegue il tour pugliese della fiamma dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. La 23^ giornata dei tedofori è cominciata da Nardò, città nota per le sue piazze scenografiche e per un centro storico dalle eleganti proporzioni barocche. Attraversando il suo tessuto urbano, la Fiamma si muove tra palazzi che raccontano la storia delle famiglie nobili che ne hanno definito l’identità architettonica. Il percorso è proseguito verso Gallipoli, dove il borgo antico, adagiato su un’isola di roccia calcarea, mantiene un rapporto profondo con il mar Ionio, che da sempre ne orienta la vita e le attività. Lasciato il litorale, la staffetta raggiungerà Presicce-Acquarica e Maglie, territori in cui il paesaggio rurale è segnato da ulivi secolari, muretti a secco e antiche masserie. L’arrivo a Otranto offrirà poi uno dei momenti più suggestivi della giornata. Il borgo antico, affacciato sull’Adriatico e conosciuto come il punto più orientale d’Italia, custodisce mura, strade e viste sul mare che raccontano secoli di incontri e scambi. La tappa si concluderà a Lecce, dove la Fiamma entrerà nel tessuto urbano attraversando vie che anticipano l’eleganza della città barocca. Il Viaggio della Fiamma Olimpica è un percorso che parla di connessione reale: unisce storie, territori e persone, trasformando l’attesa dei Giochi Olimpici in un’esperienza che appartiene a tutti. 

La tennista tarantina ha acceso il braciere chiudendo il percorso della fiamma in città . La campionessa di tennis Roberta Vinci ha acceso il braciere chiudendo il percorso della fiamma olimpica a Taranto. “È un’emozione indescrivibile” ha dichiarato, “Ho chiuso questa tappa nella mia città, davanti alla mia famiglia. Ho viaggiato e giocato tanto però tornare qui a Taranto davanti a tutto il mio pubblico è qualcosa di indescrivibile”  La fiamma, simbolo di pace, armonia universale e dei valori dello sport, ha illuminato i luoghi principali della città, partendo dal castello aragonese con la prima tedofora, Daniela Fusti, per proseguire sul ponte girevole, il lungomare e così via, fino a piazza Archita per la cerimonia.

Giorni di festa in Puglia per un rituale storico che si rinnova. La Fiamma Olimpica continua il suo viaggio a Sud. Dopo aver illuminato Potenza e Matera, è arrivata in Puglia. A metà mattinata ha attraversato Altamura, primo comune della provincia di Bari, custodita da una tedofora d’eccezione, Mariangela Pollicoro, personaggio di spicco della società civile, già tedofora alle Olimpiadi del 2006. Al suo passaggio, la Fiamma Olimpica diffonde i valori tipici dello Sport: inclusione, lealtà, coraggio, spirito di iniziativa. E l’entusiasmo che l’accompagna è riscontrabile ovunque, da Bolzano a Pantelleria, nel segno dell’unità, altro grande principio ispiratore dei Giochi nell’antica Grecia. Saranno quindi giorni di festa per la Puglia. Questa sera la torcia comparirà a Taranto, città in cui la ritualità olimpica è letteralmente sacra per ragioni storiche. Successivamente, toccherà tutte province della regione. Il 31 sarà a Bari e renderà magica l’atmosfera di fine anno.

I salentini giocano un calcio piacevole, ma non pungono: servono rinforzi. Vietato fasciarsi la testa per la sconfitta contro il Como. Sia per il modo in cui è arrivata, propiziata da un gol viziato da un fallo di Nico Paz su Ramadani, non sanzionato dal direttore di gara Marchetti. Il Lecce fino al 2-0 dei lariani ha giocato bene. È stato in partita e ha creato pericoli alla retroguardia comasca. Ma la gara contro la squadra di Fabregas è la fotografia di questa prima metà stagione targata Di Francesco. Il Lecce gioca un calcio piacevole, ma non punge e oramai non è un eresia, o un peccato di lesa maestà, che Corvino questa volta ha sbagliato la punta, perché Stulic non è un’attaccante da Serie A, o almeno non può essere la prima punta di una formazione come il Lecce che ha bisogno di un centravanti in grado di tenere palla, far salire la squadra o di dare profondità. L’impegno del ragazzo non si discute ma non basta. Camarda è una bella alternativa, il ragazzo è giovane e si farà ma le sue spalle sono ancora troppo strette per sostenere da solo il peso dell’attacco del Lecce. Il prossimo 2 gennaio si aprono le trattative di mercato Corvino dovrà piazzare qualche esubero (Rafia ed Helgason su tutti), poi dovrà individuare una punta in grado di sbloccare le partite e dare merito alla mole di gioco sviluppata dalla formazione di Eusebio Di Francesco. Però, serve farlo subito e non il 30 gennaio, anche perché il calendario delle prossime gare è severissimo e il Lecce deve trovare punti inattesi contro le big del campionato e il duo Stulic-Camarda potrebbe non bastare.  di Matteo Bottazzo

Ieri sono state toccate diverse città della Basilicata. Dopo la tappa dello scorso 21 dicembre, a Maratea, ieri (28 dicembre) la fiaccola olimpica è tornata in Basilicata. Prima ha raggiunto Melfi, attraversando il centro cittadino e passando anche dallo stabilimento Stellantis per un momento dal forte valore simbolico che ha messo in dialogo sport, lavoro e industria. Il viaggio è proseguito tra i borghi del Vulture, Rionero e Venosa, da luoghi di grande fascino storico e paesaggistico come Lagopesole e Pietragalla, fino al gran finale a Potenza, città conclusiva della 21/ma tappa della fiamma. Tra i 140 tedofori, oltre alla campionessa di scherma Francesca Palumbo e al nuotatore olimpico Domenico Acerenza, c’era anche la cantante Arisa, cresciuta a Pignola e da sempre profondamente legata alla terra lucana, in un racconto corale che mette insieme cultura e valori sportivi. Oggi, 29 dicembre, la torcia riprenderà il suo cammino verso Matera e poi sconfinerà in Puglia: da Altamura si dirigerà a Gioia del Colle, poi verso Massafra, Crispiano e infine Taranto.

Una specie di record per la squadra del piccolo paese lucano, una delle prime formazioni a livello nazionale ad alzare un trofeo quando siamo solo alla fine di dicembre. L’Oppido Lucano ieri sera, 28 dicembre, ha conquistato la Coppa Italia del campionato di Eccellenza della Basilicata. Una specie di record per la squadra del piccolo paese lucano, una delle prime formazioni a livello nazionale ad alzare un trofeo quando siamo solo alla fine di dicembre. Anche se in questo caso parliamo ovviamente di calcio dilettantistico. La gara contro il Vultur è terminata 1-1 (alla rete di Possidente ha risposto Verdura per il pareggio finale). Ma ad aggiudicarsi il trofeo è proprio l’Angelo Cristofaro grazie alla vittoria per 1-0 nella gara di andata. La squadra riporta così la coppa a Oppido Lucano dopo 14 anni.

La squadra ha bisogno di rinforzi sin da subito . Quintultimo posto in classifica con un solo punto di vantaggio sulla retrocessione diretta, secondo peggior attacco e quarta peggior difesa del campionato. Numeri da brividi. Il Bari per salvarsi ha bisogno di ricorrere in modo robusto alla campagna trasferimenti che si apre il 2 gennaio. Dopo il fallimento estivo, è imprescindibile il potenziamento della squadra se si vuole evitare la caduta in C. Lo ha detto Vincenzo Vivarini al termine della partita con l’Avellino in cui si sono visti dei miglioramenti rispetto alle ultime prestazioni. Immaginando che il tecnico abruzzese voglia proseguire con la difesa a tre, servono due difensori centrali di spessore, di cui uno dotato di grande rapidità e velocità. Se Dorval, dovesse partire, è necessario sostituirlo in modo adeguato sulla corsia di sinistra dove, abbiamo visto, Vivarini è stato costretto ad impiegare Dickmann che è un destro. È necessario poi garantirsi un centrocampista di grande qualità in grado di dettare i tempi, di saper leggere le situazioni e, perché no, anche inventare all’altezza della tre quarti. Il reparto va rinforzato poi con almeno una mezzala abile nelle due fasi. Gytkjaer sta deludendo, mentre sembra che Cerri, impiegato poco fino a questo momento, voglia lasciare Bari. La condizione è che si ingaggino calciatori sani, allenati e consci di venire a giocare in un ambiente in cui è in atto una spaccatura ormai irreversibile tra la tifoseria e la proprietà. Bisogna fare in fretta perché le concorrenti sono già sul punto di chiudere le prime trattative. La Sampdoria si sarebbe già garantita due top player per la serie B come Il centrocampista Salvatore Esposito e l’attaccante Matteo Brunori.

Vibranti le proteste dei giallorossi per il gol di Nico Paz. Il vero scandalo si concretizza al Via del Mare, in occasione del gol irregolare di Nico Paz. La rete cambia gli equilibri di una sfida già sbilanciata per budget e valori tecnici a disposizione degli allenatori: Di Francesco e Fabregas. Il gesto è da sanzionare per tre motivi, conosciuti persino da arbitri alle prime armi. Tra Ramadani e Nico Paz non è in atto un corpo a corpo per il possesso della palla, circostanza che andrebbe a sanare il contatto. Ramadani è distante qualche metro e l’argentino, nel cercare l’avversario, compie un movimento scoordinato. Sarebbero bastate queste valutazioni elementari per bloccare l’azione, in caso di tocco con qualsiasi parte del corpo. Ma il delitto imperfetto si compie quando Nico Paz colpisce Ramadani con la massima forza proprio al volto, impedendogli di intervenire. Se ne avvantaggia chiaramente, liberandosi del centrocampista giallorosso e concludendo verso Falcone. Mentre nei salotti televisivi ci si interroga sulla regolarità del gol di Davis alla Lazio – una di quelle fattispecie mai chiarite dal regolamento -, passa in secondo piano l’ingiustizia subita dai salentini. Dalle reazioni avverse e diverse trae origine un dubbio atavico: la differenza di trattamento tra una big e una cosiddetta piccola quando si denuncia un torto. Da cui deriva l’entità dello stop per il direttore di gara che ha sbagliato. Probabilmente Marchetti ( Lecce – Como, ndr) resterà fuori un turno, mentre a Colombo ( Udinese – Lazio, ndr) toccherà sorte ben peggiore, nonostante la difesa d’ufficio del designatore Rocchi. Per un po’ non dirigerà partite della Lazio e questa, di per sé, è già una punizione severa. Sono quindi condivisibili le dichiarazioni del presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani. Il suo pensiero è noto, ma viene puntualmente ignorato: se, anziché giallorosse, le strisce sulla maglia fossero state rossonere, bianconere o nerazzurre, l’azione sarebbe stata bloccata. La chiamano sudditanza psicologica ed è uno dei tanti mali del calcio italiano.

I biancorossi non vincono da oltre un mese . Questo Bari è un’illusione. Fallisce l’obiettivo anche contro l’Avellino. Il risultato, 1 – 1, è l’ennesima delusione per quei tifosi, circa 11mila al San Nicola, che credono in un repentino cambio di passo. Il match è avaro di emozioni: solo una grande occasione per parte. Biancorossi in vantaggio nel secondo tempo, con Dickmann al 52esimo; di Biasci il gol del pareggio al 68esimo. E’ il quarto pareggio con Vivarini in panchina. La sesta partita senza vittoria. Un ruolino da retrocessione diretta.

Giallorossi sconfitti con un netto 3 – 0 . Un Lecce impreciso ma anche sfortunato crolla tra le mura amiche contro un Como ordinato e qualitativo, capace di conquistare l’intera posta in palio senza particolari affanni. Di Francesco recupera in extremis Tiago Gabriel, che compone con Siebert un’inedita coppia centrale di difesa. Le altre novità di giornata sono Maleh e Pierotti dal primo minuto. Nel Como, invece, Douvikas e Rodriguez agiscono da terminali offensivi, supportati dalla fantasia della stella argentina Nico Paz. I 250 milioni di differenza nel valore delle due rose non emergono in campo, almeno fino al ventesimo minuto, quando un episodio rompe l’equilibrio e indirizza la gara. Nico Paz si libera della marcatura di Ramadani con un movimento irruento, poi calcia verso la porta: il tiro viene deviato dalla schiena di Tiago Gabriel e finisce per mettere fuori causa Falcone, costretto a raccogliere il pallone in fondo al sacco. Il gol dei lariani accende le proteste giallorosse: prima Sottil viene ammonito, poi Di Francesco paga con l’espulsione, lasciando la panchina. Il match resta comunque vivo e combattuto, ma è ancora il Como a rendersi pericoloso con Douvikas, che in rovesciata impegna severamente Falcone, bravissimo a negargli la rete con un grande intervento. Sul finire della prima frazione il Lecce ha una clamorosa occasione per pareggiare: Sottil imperversa sulla sinistra e mette al centro per Kaba che, di piatto, manca il bersaglio regalando di fatto il pallone a Butez. Nella ripresa la prima opportunità è di marca giallorossa: sugli sviluppi di un calcio di punizione, Siebert prova la sponda per Tiago Gabriel, ma Butez legge bene l’azione e interviene in anticipo. Il Lecce rientrato dagli spogliatoi è decisamente più aggressivo e costringe il Como nella propria metà campo. In successione, prima Gallo e poi Sottil vanno vicini al pareggio, ma i lariani, seppur con qualche affanno, riescono a salvarsi. Nel momento migliore dei padroni di casa, però, arriva il raddoppio del Como: sugli sviluppi di una mischia in area, Ramon trova la zampata vincente da pochi passi e batte Falcone per la seconda volta. Sotto di due gol, Di Francesco — dalla tribuna — decide di mandare in campo Camarda e Ndri al posto di Stulic e Maleh. Una scelta che non produce gli effetti sperati, anzi: il Como trova addirittura la terza rete con Douvikas, che sfugge alla marcatura di Siebert e infila Falcone con un preciso rasoterra tra le gambe. Nel finale i ritmi si abbassano, gli animi si spengono e la partita scivola via senza ulteriori emozioni. Ora per il Lecce è già tempo di guardare avanti: il prossimo impegno, il primo del 2026, è fissato per il 3 gennaio sul difficile campo della Juventus.

Nel mirino la Coppa Campania a gennaio . Un titolo di cui sentirsi fieri, perché conquistato oltre ogni limite, combattendo anche l’influenza e le numerose defezioni. Fasano è campione d’inverno della Serie B femminile di Basket. L’ultimo successo, conquistato in trasferta contro Ariano Irpino, ha ribadito la superiorità di coach Lovecchio: 62 – 73 il finale alla sirena. Da incorniciare le prestazioni di Rabchuk, 19 punti e 6 rimbalzi, Vitale, 17 punti e 9 rimbalzi, Ferraretti e Lucchesini, 11 punti a testa. Coach Lovecchio si è complimentato con il suo roster, capace sinora di imprese senza precedenti. “Essere Campioni d’Inverno è motivo di grande soddisfazione per tutti noi, ma il campionato è ancora lungo”. Ora qualche giorno di riposo in famiglia, prima di rituffarsi nell’attività agonistica. Il 3 e 4 gennaio, Fasano ospiterà le final four di Coppa Campania. Vi parteciperanno anche Marigliano, Catanzaro e Trani.

Assenze importanti tra i giallorossi . Il Lecce riprende ritmo dopo la sosta per la Super Coppa Italiana. Un turno di riposo programmato già da tempo per via degli impegni internazionali dell’Inter. Si ricomincia dal Como, un’altra lombarda blasonata, ma eternamente incompiuta. Fabregas investe sui giovani, come il Lecce, ma con altri mezzi e, soprattutto, altri budget. Per i salentini è una giornata anomala. Domani si presenteranno in campo in versione rivisitata: sono tanti gli assenti del gruppo. Alcuni sono impegnati in Coppa d’Africa – Coulibaly, Banda e Gaspar –, altri non sono al massimo della forma. Le condizioni di Tiago Gabriel saranno valutate poco prima del fischio d’inizio. Berisha, invece, sarà fuori un mese per un problema muscolare.   Tuttavia, Di Francesco non cerca alibi. “Non posso svelare le mie mosse, sapete quali sono i ruoli dove cambieremo qualcosa. Saranno importanti tutti, quelli che partiranno dall’inizio e quelli che subentreranno a gar0a in corso. Ci siamo allenati bene, giocherà chi ha lavorato meglio in questi giorni”. Nonostante la pretattica, alcune scelte sono obbligate. Kaba e Maleh, ad esempio, partiranno titolari, vista la carenza di centrocampisti disponibili. Una maglia da titolare anche per Sottil, sostituto naturale di Banda sulle fasce.

Procede lentamente la prevendita per la sfida all’Avellino . La sera del 26 dicembre 2022 allo stadio San Nicola con il Genoa si registrarono 48.827 presenze con 41.000 paganti e 7000 abbonati. Tre anni dopo potrebbe essere registrato il record negativo di presenze da quando la famiglia De Laurentiis ha assunto il comando e la proprietà del Bari Calcio. Tre anni fa quella squadra, di questi tempi, viaggiava fra il terzo e il quarto posto in classifica e alla fine del campionato non a caso sfiorò la promozione in Serie A nella finale con il Cagliari. Il Bari di oggi è quintultimo in classifica, in piena zona play out, ma soprattutto non fornisce garanzie sotto ogni punto di vista. La sconfitta col Catanzaro ha lasciato il segno in una tifoseria sempre più delusa e convinta che soltanto un passaggio di proprietà potrebbe restituire fiducia e serenità. L’Avellino, matricola del campionato di Serie B, è una di quelle squadre con limiti tecnici indiscutibili, cui sopperisce con la grinta, la lotta e la determinazione. Approfittando della giornata festiva niente conferenza stampa pre partita di Vivarini. Si sa quindi poco sulla formazione che affrontera’ l’Avellino. Dovrebbe riprendersi però una maglia al centrocampo Castrovilli. Anche Antonucci dovrebbe essere tra convocati. Difficile che venga cambiato ancora una volta il modulo: nel 3-4-1-2 dovrebbe essere proprio Castrovilli l’ispiratore alle spalle degli attaccanti. Qui andrebbe aperta una parentesi perché Gytkjaer, visto all’opera con il Catanzaro, meriterebbe qualche settimana di riposo. Pertanto, potrebbe essere Cerri ad affiancare Moncini nel settore offensivo. 

Francesca Di Bisceglie ha partecipato allo stage di Napoli . Una giovane rugbista barese, Francesca Di Bisceglie, è stata convocata in nazionale. Ha partecipato allo stage di Napoli, svoltosi nel fine settimana. L’abbiamo incontrata e ci ha raccontato il suo approccio con la palla ovale.

Il giovane è di Manduria ed è atleta della Asd Taekwondo Invictus. Samuele Pio Gioia, atleta di Manduria della Asd Taekwondo Invictus, ha conquistato il titolo di Campione Italiano di Taekwondo durante la competizione svoltasi il 20 dicembre al Palazzo del Turismo di Jesolo. Grazie a prestazioni di grande intensità, precisione e intelligenza tattica, Gioia ha superato tutti gli incontri fino a salire sul gradino più alto del podio. Determinante il supporto del Maestro Davide Di Giuseppe, la cui guida ha contribuito in modo decisivo al successo. La vittoria rappresenta un traguardo importante per l’atleta e per la società, confermando la crescita e la qualità del lavoro svolto dalla Invictus.

La gara sabato sera alle 19,30 al San Nicola. I risultati dell’ultima giornata di campionato hanno fatto precipitare il Bari al quint’ultimo posto in classifica, quindi in piena zona play out. Ecco perché la gara di sabato sera, ricordiamo si giocherà alle 19,30 al San Nicola con l’Avellino, impone non un semplice risultato positivo, ma un successo che poi sarebbe il primo della gestione Vivarini. Il tecnico abruzzese subentrato a Caserta, ha infatti sinora ottenuto tre pareggi e incassato due sconfitte pesanti. L’ultima esibizione con il Catanzaro che ha spadroneggiato in lungo e largo per tutti i 90 minuti al di la dello streaminzito 2-1, ha ulteriormente dimostrato come sia necessario, ma soprattutto urgente, rinforzare la squadra per evitare il capitombolo in Serie C che stava per materializzarsi già due stagioni orsono nel faccia a faccia con la Ternana. Speriamo che la società intenda operare in modo efficace nella campagna trasferimenti che ufficialmente si aprirà il 2 gennaio e si chiuderà a fine mese. Per efficacia intendiamo immissione di denaro fresco senza del quale è difficile ingaggiare calciatore bravi, allenati e affidabili di cui il Bari ha bisogno in ogni reparto, ma soprattutto in difesa e a centrocampo. Intanto con l’Avellino il Bari dovrebbe recuperare Castrovilli l’unico in grado di cambiare passo e gestire con la sua esperienza il centrocampo. I risultati sconcertanti, almeno seguendo il web, hanno allontanato anche i tifosi che vivono lontani da Bari e che in passato hanno sostenuto la squadra nell’impegno natalizio. Chi puo’ dimenticare il pienone co, Genoa di tre stagioni fa? Da Avellino, attesi più di mille.

Un anno di successi, crescita dal punto di vista strutturale, con la realizzazione del centro sportivo di marginano e la riqualificazione dello stadio via del mare. Il presidente Saverio Sticchi Damiani ha incontrato la stampa e ha tracciato un bilancio di questo 2025. Intervista a Saverio Sticchi Damiani Servizio di Matteo Bottazzo

Prossima tappa a Tblisi, in Georgia . La pugliese Gaia Carafa sul gradino più alto del podio ai mondiali a squadre di Budapest, categoria Under20. E’ stata una delle protagoniste con Elisabetta Borrelli, Vittoria Mocci e Francesca Lentini. L’atleta pugliese, arruolatasi nell’arma dei Carabinieri, è scesa in pedana nelle sfide decisive: agli ottavi contro la Turchia ( 45 – 32 ), nei quarti, in cui la Romania è stata sconfitta 45 – 36; infine contro Uzbekistan, 45 – 38, e Germania, 45 – 36. Nella prova individuale, invece, la sciabolatrice, cresciuta nel Club Scherma San Severo prima e nel Circolo Schermistico Dauno poi, ha chiuso al decimo posto. Prossima tappa del campionato del mondo a squadre a fine gennaio a Tblisi, in Georgia.

È un’associazione benefica nata dall’idea di Andrisani e Tangorra. Alla conferenza stampa di presentazione c’erano molti dei protagonisti della stagione 1993-1994 che hanno aderito all’Associazione denominata appunto “Bari ’93” nata con lo scopo di raccogliere fondi da destinare in beneficenza. L’idea al rientro da un viaggio a Cecina il 27 settembre per augurare buon compleanno ad Igor Protti che sta combattendo contro una grave malattia. Massimiliano Tangorra, Michele Andrisani e Alfonso Cacciapuoti hanno pensato di coinvolgere tutti i protagonisti della stagione 93/94 conclusa con la promozione in Serie A sotto la guida di Beppe Materazzi. Uniche eccezioni Pasquale Loseto e Antonio Di Gennaro. Nicola Ventola ed Emiliano Bigica hanno voluto essere presenti. Gerson, Fiorillo, Alessio, Tovalieri e Barone e Montanari collegati da remoto. Il momento centrale l’intervento di Igor Protti collegato telefonicamente.

Bari, la salvezza passa dal mercato

La squadra ha bisogno di rinforzi sin da subito Quintultimo posto in classifica con un solo punto di vantaggio sulla retrocessione diretta, secondo peggior attacco

Il Lecce ci prova, ma vince il Como

Giallorossi sconfitti con un netto 3 – 0 Un Lecce impreciso ma anche sfortunato crolla tra le mura amiche contro un Como ordinato e qualitativo,

Basket, Fasano campione d’inverno

Nel mirino la Coppa Campania a gennaio Un titolo di cui sentirsi fieri, perché conquistato oltre ogni limite, combattendo anche l’influenza e le numerose defezioni.

Bari, i tifosi snobbano il San Nicola

Procede lentamente la prevendita per la sfida all’Avellino La sera del 26 dicembre 2022 allo stadio San Nicola con il Genoa si registrarono 48.827 presenze

Una rugbista barese convocata in nazionale

Norba Sport Francesca Di Bisceglie ha partecipato allo stage di Napoli Una giovane rugbista barese, Francesca Di Bisceglie, è stata convocata in nazionale. Ha partecipato

“Bari 93”, l’associazione degli invincibili

È un’associazione benefica nata dall’idea di Andrisani e Tangorra Alla conferenza stampa di presentazione c’erano molti dei protagonisti della stagione 1993-1994 che hanno aderito all’Associazione

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