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Sport

. Il Lecce butta via una vittoria che sembrava alla portata, trasformando un avvio dominante in un harakiri figlio dell’indisciplina e della sfortuna.La gara si sblocca immediatamente con il Lecce che passa in vantaggio dopo un solo minuto: Stulic riceve un assist da Banda, controlla di forza e batte Corvi. I salentini sfiorano il raddoppio al 34′ con un palo colpito da Maleh, mentre il Parma fatica a pungere nel primo tempo. La ripresa, tuttavia, cambia totalmente il volto del match. Al 57′ arriva l’episodio chiave: dopo un consulto al VAR, Banda viene espulso per un brutto fallo su Valenti, lasciando il Lecce in dieci. Da qui il declino dei giallorossi e il Parma la ribalta: al 62′ Bernabé colpisce una traversa, preludio al pareggio che arriva al 64′ grazie a un autogol di Tiago Gabriel, sfortunato nel deviare un cross dello stesso Bernabé. Al 72′ i ducali completano il sorpasso: Mateo Pellegrino firma il 2-1 su assist del solito Bernabé. Nel finale, nonostante i numerosi cambi e i tentativi del Lecce di restare in partita con l’ingresso di Gandelman e Sottil, il Parma gestisce il risultato portando a casa tre punti preziosi dopo una rimonta decisa nella seconda frazione di gioco. 

. Si tinge d’argento l’avventura ai mondiali di Hong Kong della fiorettista lucana, Francesca Palumbo. La 31enne di Potenza è stata fermata in finale dalla statunitense Lee Kiefer, ma ottiene comunque il miglior risultato in carriera a livello individuale. Per Francesca Palumbo, atleta dell’Aeronautica Militare, si tratta del sesto podio in Coppa del Mondo dopo i cinque bronzi conquistati nelle precedenti edizioni. Nel suo palmares anche un argento alle Olimpiadi di Parigi del 2024.

Si impone la Carrarese con un gol di Abiuso . Sono più che fondate le preoccupazioni di Vivarini. La strategia della società è imbarazzante, tanto quanto l’atteggiamento dei calciatori. Nel pomeriggio, i tifosi del Bari hanno assistito all’ennesimo scempio. La Carrarese, concorrente diretta per la salvezza, si aggiudica lo scontro salvezza con un gol di Abiuso, realizzato al 50esimo. E’ la sesta sconfitta esterna stagionale per il Bari, sprofondato al terzultimo posto, in condivisione con Sampdoria e Spezia. Urgono riflessioni non solo su Vivarini – nessuna vittoria con lui in panchina – ma anche su una dirigenza inappropriata, svogliata e senza idee.

Tifosi sempre scatenati sul web con accuse alla proprietà. Ecco la probabile formazione. Le dichiarazioni di Vincenzo Vivarini “Sono preoccupato, sono scontento” a proposito della campagna trasferimenti, accompagnano il Bari al primo impegno del 2026 sul campo della Carrarese. Sono dichiarazioni forti, abbastanza significative e pesanti che preoccupano anche la tifoseria barese conscia del rischio della retrocessione in C. Tifoseria scatenata sul web con dure accuse alla proprietà e al direttore sportivo Giuseppe Magalini con il suo vice Valerio Di Cesare. Nelle ultime ore sono arrivati due giovani, Stabile e De Pieri, poco più che ventenni, i cui cartellini sono di proprietà dell’Inter, in uscita dalla Juve Stabia dove hanno giocato col contagocce perché evidentemente non hanno convinto il tecnico Abate che pure è sempre ben disposto verso il lancio dei giovani. Ci si chiede: se non sono stati utili alla Juve Stabia, come possono esserlo al Bari che fra l’altro ha il problema di salvarsi? Passa addirittura in second’ordine il discorso di natura più ampia sulla circostanza che il Bari diventi palestra per due giovani promesse dell’Inter. Dicevamo sempre più nell’occhio del ciclone Magalini e Di Cesare che, ad ascoltare bene le parole di Vivarini, sono i primi responsabili anche perchè sono loro a parlare con procuratori e Ds. In questo clima la squadra è chiamata ad affrontare la Carrarese domani, sabato 10 gennaio, alle 15,00. Vivarini può contare su un solo rinforzo, il difensore centrale Andrea Cistana che però ha giocato soltanto sette partite con lo Spezia e non ha novanta minuti nelle gambe. Quanto alla formazione , probabile che si insista con i tre difensori, quattro centrocampisti, due trequartisti ed una punta. Quasi certa la conferma di Manè a destra e di Dickmann a sinistra considerato che Dirval è impegnato ancora nella Coppa d’Africa. In difesa sicura invece la rinuncia a Vicari ormai fuori dal progetto tecnico. Verreth e Braunoder dovrebbero fungere da centrocampisti centrali con Castrovilli e probabilmente Maggiore alle spalle di Moncini.

Nel girone H di Serie D al giro di boa del campionato ci sono sei squadre in appena sei punti e occhio a un mercato che può ancora regalare tante sorprese. C’è chi viene.. e c’è chi va. Come al solito nel girone H di Serie D, durante il calciomercato, tutti cambiano pelle alla ricerca della ricetta perfetta per provare a fare il salto tra i professionisti. Senza dubbio il Barletta di mister Pizzulli è stata la formazione più attiva nel corso di questa sessione di calciomercato: il colpo Malcore dal Casarano, dopo un girone di andata non facile per Da Silva e dietro il muro Bizzotto dal Monopoli, che ha già preso la leadership della retroguardia biancorossa. Sulla fascia sinistra è arrivato dalla Serie C Giuliano Alma, classe ’93 che nel corso della passata stagione a suon di gol e assist ha contribuito alla promozione del Siracusa in Serie C. Il Fasano, dopo aver messo in rosa Falzerano, si assicura le prestazioni di Giancarlo Bianchini, ex Audace Cerignola. Per lui si tratta di un ritorno, infatti, il Fasano è stato il primo club italiano dopo l’Argentina. Ritmo e geometrie per mister Padalino che può contare su un centrocampo di categoria superiore e provare a ridurre il gap dalla Paganese. Il mediano classe 1997 ha già fatto il suo debutto in maglia biancazzurra in quello che è stato il ritorno alla vittoria per il club di Ghilardi dopo più di due mesi di digiuno. Tutte hanno cambiato pelle e ora nel girone H di Serie D al giro di boa del campionato ci sono sei squadre in appena sei punti e occhio a un mercato che può ancora regalare tante sorprese. di Massimiliano Lella foto: pagina Facebook SSD Barletta 1922

E’ una delle 4 minorenni ammesse al centro federale di Roma . Guendalina Catena è una eccellenza dello sport giovanile italiano. Pratica pesistica olimpica ed è una dei 4 quattro minorenni selezionati dai formatori del centro federale dell'”Acqua Acetosa”. Vive a Roma da oltre un anno e ha un sogno nel cassetto: partecipare alle Olimpiadi.

Il centrocampista ha collezionato 18 presenze e 7 gol. Chiusa l’operazione Fofana. Primi colpi in entrata di calciomercato in casa Lecce. Il calciatore Omri Gandelman è atterrato questa mattina, 9 gennaio, all’aeroporto di Brindisi e in giornata si sottoporrà alle visite mediche a Lecce per poi sottoscrivere il contratto che lo legherà al club giallorosso. Il centrocampista israeliano (anche con la nazionalità portoghese), classe 2000, proviene dal KAA Gent. Nella stagione in corso ha collezionato 18 presenze e 7 gol. La società giallorossa ha, inoltre, chiuso l’operazione per Sadik Fofana, centrocampista classe 2003 proveniente dal Grazer AK, club della Bundesliga austriaca. L’interesse, trapelato già nella giornata di ieri, si è concretizzato velocemente, portando nel Salento un profilo giovane ma con un bagaglio internazionale già significativo. Fofana non è un nome nuovo per chi segue il calcio europeo. Cresciuto nel prestigioso vivaio del Bayer Leverkusen, il ventunenne ha maturato esperienza in Germania vestendo le maglie di Norimberga e Fortuna Düsseldorf (oltre a una parentesi nel Fortuna Sittard), prima dell’ultima esperienza in Austria. foto da pagina Instagram: US Lecce

Gli ionici battono il Gallipoli 4 – 1 . Il riscatto tanto atteso è arrivato in un freddo pomeriggio di gennaio, con il pubblico che ha lievemente contestato la squadra. La tensione ha avuto effetti benefici perché il Taranto ha messo in campo ogni riserva energetica. Il risultato è netto e senza repliche: 4 – 1 al Gallipoli. Gli ionici staccano il pass per la finale regionale di Coppa Italia contro il Bisceglie, leader del campionato di Eccellenza con 12 punti di vantaggio sui rossoblù. Sarà una finale tutta da vivere. In palio non c’è solo il titolo sportivo, ma la possibilità di conquistare la promozione in D.

Il presunto responsabile è un tifoso della Roma, individuato e denunciato . Un antipatico imprevisto ha condotto il Lecce alla sfida casalinga contro la Roma, disputata nel giorno dell’Epifania. Secondo quanto trapelato in queste ore, un tifoso della Roma, ospite dello stesso albergo in cui alloggiava il club pugliese, ha attivato l’allarme antincendio nel cuore della notte. I responsabili della struttura hanno invitato tutti gli ospiti ad abbandonare le camere per sicurezza. Tra questi anche gli uomini di Di Francesco, che avrebbero voluto riposare beatamente. Al termine dei controlli, è stato accertato che si trattava di un falso allarme. Il responsabile è stato individuato e accompagnato in Questura, dove è stato denunciato per procurato allarme. Solo all’alba è stato possibile rientrare in camera. Sicuramente le ragioni del k.o subito dal Lecce non sono riconducibili all’episodio spiacevole, frutto della scarsa ragionevolezza di alcuni appassionati di calcio. Ma al tifoso romanista andrebbero impartite serie lezioni…di sportività.

Pochi movimenti in casa Bari e squadra sempre più debole. La prima conferenza del 2026 di mister Vivarini è un esempio di onestà intellettuale. Senza troppi giri di parole, o acrobazie tipiche del mondo del calcio, ha ammesso di essere preoccupato. Perché la società in questi primi giorni di calciomercato è risultata come sempre poco reattiva. Sinora l’unico innesto certo è Andrea Cistana, difensore proveniente dallo Spezia. Ma le sue condizioni non sono ottimali: reduce da due infortuni, ha giocato pochissimo in questa stagione. Si parla di altre trattative, ma sono poco rassicuranti. Riguardano due giovani scuola Inter: Stabile e De Pieri, rispettivamente difensore e attaccante. C’è inoltre la schiera degli esuberi, in cui compare Vicari. E anche quando è spuntato il suo nome in conferenza, Vivarini non ha cercato alibi: “E’ fuori dal progetto. Deve cambiare squadra”. A poche ore dalla trasferta di Massa Carrara, scontro diretto per la salvezza, il Bari vive il paradosso di sentirsi più debole. Lo è tecnicamente e psicologicamente. “Perché – aggiunge lo stesso Vivarini- ci sono ragazzi che non si sono ambientati”. Pertanto, sperano di cambiare casacca quanto prima: si salvi chi può.

La squadra è iscritta nella divisione calcio paralimpico e sperimentale della Figc. Tra loro anche pazienti oncologiche. Lasciano a casa le medicine, si dimenticano dei mesi in carcere, si liberano del peso di un viaggio che le ha portate in Italia. Tutto questo in quel lasso di tempo che le tiene impegnate per un allenamento, una trasferta o una gara. Loro sono le “Guerriere”, ospiti delle case di comunità “Home for Good” e “Caterina Susca vittima di femminicidio” di Triggiano. A seguirle nella loro rinascita è l’Ifa Italia, in rete con l’asd Arcobaleno Triggiano. Intervista a Cristiano Di Corato, presidente Ifa Italia; Tamar, calciatrice

Erano state sorprese a rubare alcuni oggetti da un duty free all’aeroporto di Singapore e costrette a rinunciare agli Europei. Hanno finito di scontare la squalifica di 90 giorni le due nuotatrici pugliesi Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, sospese dalla Federnuoto dopo che lo scorso 14 agosto furono sorprese a rubare alcuni oggetti da un duty free all’aeroporto di Singapore. Tre mesi senza potersi allenare nelle strutture federali, né essere seguite dai componenti dello staff azzurro. E, soprattutto, costrette a rinunciare alla partecipazione agli Europei in vasca corta che si sono svolti in Polonia. Benedetta Pilato, dopo aver rotto con l’allenatore Antonio Satta e aver lasciato Torino come sede di allenamento, riprenderà dal circolo Canottieri Aniene di Roma dove si allenerà con il tecnico Mirko Nozzolino; Chiara Tarantino invece continuerà la sua avventura sportiva presso il centro federale di Verona sotto la guida di Alberto Burlina.

Domenica scorsa ha inveito pesantemente contro l’arbitro all’esibizione del cartellino rosso . Stangata del giudice sportivo per l’allenatore della Virtus Francavilla, Roberto Taurino. Il clamoroso gesto di domenica scorsa, nell’immediato post gara contro il Barletta, costa ben 12 turni di squalifica al tecnico della formazione biancazzurra, impegnata nel girone “H” di Serie D. A fine partita Taurino si era diretto con fare minaccioso verso il direttore di gara, il signor Gabriele Sciolti della sezione di Lecce, protestando per alcuni episodi avvenuti nel corso dei 90 minuti. L’arbitro aveva estratto il cartellino rosso e Taurino, per tutta risposta, ha dato un colpo al braccio dell’arbitro, scaraventando per terra il cartellino e andando via dal campo continuando ad inveire con frasi irriguardose. Roberto Taurino potrà tornare in panchina solo a metà aprile.

. La Serie C fa il pieno di presenze. Nella prima parte dell’anno, sono stati 120mila gli spettatori in più sugli spalti nei tre gironi. L’incremento è stato dell’8,6%, con un milione e 575mila unità paganti e abbonati. L’anno scorso sono stati un milione e 451mila. Cifre ancora più positive se paragonate alla stagione 2022 – 23, quando il flusso di spettatori in C è aumentato del 49%. E sono in forte crescita anche i giovani che si appassionano al campionato di Serie C, con parallelo consenso crescente all’estero. L’indice di gradimento conferma anche la forte diffusione sui social: sono 330mila i followers delle tre piattaforme principali, + 30% dell’anno scorso.

Il calciatore verso il debutto contro la Carrarese . E’ arrivato il primo rinforzo: Andrea Cistana, 29 anni ad aprile, difensore centrale ingaggiato dallo Spezia con la formula del prestito gratuito secco. Nonostante abbia giocato soltanto sette partite con la squadra ligure, impegnata come il Bari in questo momento nella lotta per non retrocedere, sostiene di essere pronto per giocare e per esordire con la maglia del Bari già dalla gara in programma sabato prossimo a Carrara alle 15,00. A suo avviso il campo di allenamento sintetico di La Spezia ha inciso sulle sue condizioni fisiche avendo subito due interventi abbastanza importanti nel 2020 alla caviglia e al ginocchio proprio nel momento migliore, dopo aver fatto il debutto di Serie A ed essere entrato con una convocazione nel giro della nazionale. Al netto delle frasi più o meno di circostanza sulla città di Bari, sui nuovi compagni, sul tecnico e sui nuovi dirigenti, dichiarazioni ovviamente improntate al buonismo, alla riconoscenza e ai buoni propositi, Cistana ha chiarito che dei tre ruoli centrali nel pacchetto arretrato preferisce ricoprire quello di destra anche se è in grado di disimpegnarsi ovunque. A convincerlo al trasferimento a Bari, oltre alle referenze di suoi tre ex compagni di squadra col Brescia – Moncini, Gytkjaer e Dickmann -, sarebbe stato un colloquio avuto col tecnico Vincenzo Vivarini. Al momento Cistana è l’unico rinforzo perché pare che siano sorte difficoltà per l’ingaggio di Giuseppe Caso attualmente tesserato con il Modena. Non si capisce bene quali siano i reali motivi che impediscono il suo trasferimento al Bari. In verità in vista della ripresa della preparazione il direttore sportivo Giuseppe Magalini aveva garantito l’arrivo di almeno tre volti nuovi.

Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Gallipoli e Taranto . Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’ l’unico atteggiamento consono al Taranto Calcio. Con l’avvento dei Ladisa, in città si è diffuso un entusiasmo contagioso, per certi versi comprensibile ma fuorviante. Dopo l’era Giove, l’affidabilità economica dei nuovi proprietari ha portato con sé la convinzione che anche i risultati sul campo fossero facilmente acquisibili. Invece no: il Taranto, come tutti i comuni mortali, riscontra le difficoltà legate alla pianificazione deficitaria. A poche settimane dall’avvio del campionato di Eccellenza, il titolo sportivo era ancora nelle mani del sindaco. Il riflesso sul campo è l’attuale caos, tra avvicendamenti al vertice come in panchina e il ritardo incolmabile nei confronti della prima in classifica, dodici punti di distacco dal Bisceglie capolista. Nelle ultime ore, la fiammella della speranza ha ripreso vigore. Le porte della Serie D non sono totalmente sbarrate. L’accesso è possibile attraverso la Coppa Italia di categoria. Ma il percorso è lungo. Il Taranto dovrà superare il Gallipoli nel match di giovedì per poi scontrarsi in finale con il Bisceglie, attualmente favorito. In caso di successo, affronterà la fase nazionale. E solo se avrà la meglio sulle altre rivali, conquisterà il diritto a disputare il campionato Dilettanti, rimpiazzando eventuali società che daranno forfait. Un atteggiamento positivo e propositivo, dunque, è necessario ai fini del morale. Ma nessuno si illuda che sarà facile. Perché oggi il Taranto è un club d’Eccellenza, con una storia gloriosa alle spalle, ma in fase di ricostruzione. Utile più che mai la parafrasi di un vecchio ritornello dei Morcheeba, band londinese affermatasi alla fine degli anni ’90: Roma non fu costruita in un giorno.

Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Taranto e Gallipoli . Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’ l’unico atteggiamento consono al Taranto Calcio. Con l’avvento dei Ladisa, in città si è diffuso un entusiasmo contagioso, per certi versi comprensibile, ma fuorviante. Dopo l’era Giove, l’affidabilità economica dei nuovi proprietari ha portato con sé la convinzione che anche i risultati sul campo fossero facilmente acquisibili. Invece no: il Taranto, come tutti i comuni mortali, riscontra le difficoltà legate alla pianificazione deficitaria. A poche settimane dall’avvio del campionato di Eccellenza, il titolo sportivo era ancora nelle mani del sindaco. Il riflesso sul campo è l’attuale caos, tra avvicendamenti al vertice come in panchina e il ritardo incolmabile nei confronti della prima in classifica, dodici punti di distacco dal Bisceglie capolista. Nelle ultime ore, la fiammella della speranza ha ripreso vigore. Le porte della Serie D non sono totalmente sbarrate. L’accesso è possibile attraverso la Coppa Italia di categoria. Ma il percorso è lungo. Il Taranto dovrà superare il Gallipoli nel match di giovedì per poi scontrarsi in finale con il Bisceglie, attualmente favorito. In caso di successo, affronterà la fase nazionale. E solo se avrà la meglio sulle altre rivali, conquisterà il diritto a disputare il campionato Dilettanti, rimpiazzando eventuali società che daranno forfait. Un atteggiamento positivo e propositivo, dunque, è necessario ai fini del morale. Ma nessuno si illuda che sarà facile. Perché oggi il Taranto è un club d’Eccellenza, con una storia gloriosa alle spalle, ma in fase di ricostruzione. Utile più che mai la parafrasi di un vecchio ritornello dei Morcheeba, band londinese affermatasi alla fine degli anni ’90: Roma non fu costruita in un giorno.

I Capitolini in gol con Ferguson e Dovbyk . La Roma si impone con un solido 2-0 in una sfida caratterizzata dal cinismo dei suoi attaccanti e da alcuni passaggi a vuoto della difesa salentina. I capitolini sbloccano il match già al 14′, quando un’ispirata invenzione di Dybala serve a Evan Ferguson il pallone del vantaggio: lo scozzese controlla e trafigge Falcone con una conclusione centrale. Il Lecce prova a reagire, ma deve fare i conti con l’imprecisione sotto porta.Nella ripresa, i salentini sprecano la clamorosa occasione del pareggio al 59′: N’Dri serve un pallone d’oro a Santiago Pierotti, entrato da pochi minuti, che fallisce incredibilmente quello che è un vero e proprio “rigore in movimento”. La prestazione di Pierotti risulta pesantemente negativa, macchiata da questo errore decisivo che spegne le speranze di rimonta e da un impatto sul match privo di incisività. Poco dopo, la Roma chiude i conti al 71′ grazie al neoentrato Artem Dovbyk, lesto a risolvere una mischia in area sugli sviluppi di un corner. Il finale si innervosisce con i cartellini gialli per Cristante e Gaspar, ma il risultato non cambia, sancendo la vittoria capitolina. Il Lecce disputa comunque una partita positiva, in cui però riemerge il drammatico problema del gol che inevitabilmente dovranno arrivare dal mercato nonostante le parole di Corvino che vuole continuare a scommettere sui suoi attaccanti, che continuano ad avere enormi difficoltà a trovare la via del gol. Foto Facebook U.S Lecce

. Il Monopoli apre il 2026 mostrando il lato migliore. Ritrova la vittoria lontano dal Veneziani, confermandosi squadra da trasferta. A Cosenza, termina 2 – 0: reti di Fall al 72esimo e Dudic al quarto di recupero. Con i tre punti, i biancoverdi salgono al sesto posto. Con lo stesso punteggio si chiude Altamura Casertana. Gara sbloccata al 43esimo da Heinz, e chiusa al 46esimo da Bentivegna. Un ko pesante per i murgiani, quintultimi in classifica. Nel Girone C della Serie C c’è una nuova capolista. E’ il Benevento: batte 2 – 1 il Crotone e, con 44 punti, supera il Catania.

La guida tecnica è stata riaffidata a Ciro Danucci . La presidenza del Taranto Calcio passa a Sebastiano Ladisa. Il Cda ha accettato le dimissioni di Vito Ladisa, comprendendone le motivazioni, ovvero l’impossibilità a guidare il club con la dedizione totale che merita. Il passo indietro dell’ex presidente va interpretato come un ulteriore passo in avanti della società, commentano dal club. Inoltre il cda, dopo l’esonero di Luigi Panarelli e del suo vice Antonio Morea, ha deciso di riaffidare la conduzione fin da subito della squadra a Ciro Danucci, affiancato dal vice allenatore Marco Perrone.

Guendalina Catena e il sogno olimpico

E’ una delle 4 minorenni ammesse al centro federale di Roma Guendalina Catena è una eccellenza dello sport giovanile italiano. Pratica pesistica olimpica ed è

Lecce, ecco Omri Gandelman

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Vivarini attacca la società

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Triggiano, sport come rinascita

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Squalifica di 12 giornate per Taurino

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Il Taranto vira sulla Coppa Italia

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Lecce impreciso sotto porta

I Capitolini in gol con Ferguson e Dovbyk La Roma si impone con un solido 2-0 in una sfida caratterizzata dal cinismo dei suoi attaccanti

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