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Sotto le macerie sono stati recuperati i corpi senza vita dei coniugi Rocco Lotito 89 anni e Antonietta Costantini, 92. Tragico epilogo per l’esplosione avvenuta in via Oberdan ad Adelfia, sotto le macerie sono stati recuperati i corpi senza vita dei coniugi Rocco Lotito 89 anni e Antonietta Costantini, 92. La palazzina sarebbe esplosa mentre Lotito stava cambiando la bombola del gas. Sul posto ci sono Vigili del fuoco e carabinieri sul posto. Nel video la testimonianza di un ragazzo che ha cercato di salvare l’uomo intrappolato L’edificio dove si è verificata l’esplosione che avrebbe causato il crollo parziale interno della struttura, si trova nella zona centrale di Adelfia. Tutte le strade che si affacciano sulla via in cui è accaduto l’incidente sono state interdette al passaggio.

Forse esplosione causata da fuga di gas. Crollo in via Oberdan ad Adelfia, sotto le macerie si cercano i coniugi Rocco Lotito 89 anni e Antonietta Costantini, 92. La palazzina sarebbe crollata in seguito ad un’esplosione causata, probabilmente, da una fuga di gas. Vigili del fuoco e carabinieri sul posto. Nel video la testimonianza della nipote: “Quando siamo arrivati le fiamme erano altissime, non ci si poteva avvicinare, ora devono trovare perché è crollato tutto” LE PAROLE DELLA NIPOTE (notizia in aggiornamento

. I residenti del quartiere Umbertino di Bari continuano ad avere problemi nella notte. Non c’è solo solo la movida del fine settimana, col chiasso e i rumori molesti che impediscono a molti di riposare (problemi peraltro rimasti irrisolti), ma c’è anche una paura generalizzata con la quale si devono fare i conti, a causa di episodi di violenza. Il filmato che pubblichiamo testimonia quanto accaduto poco prima la notte tra giovedì e venerdì, quando c’è stata una rissa durante la quale sono state lanciate anche diverse bottiglie. Non si sa se qualcuno è finito al pronto soccorso o se siano stati adottati provvedimenti nei confronti dei responsabili. Per i residenti resta la sensazione di totale insicurezza. 

L’incidente è avvenuto tra via Togliatti e viale Fleming, le auto sono distrutte . Traffico in tilt e circolazione stradale rallentata ieri sera (venerdì 30 gennaio) ad Andria a causa di un incidente stradale tra via Togliatti e viale Fleming, all’altezza del cimitero. Per cause in corso di accertamento si sono scontrate una Dacia Duster e una Audi A4. Coinvolta anche una terza vettura parcheggiata, un’Audi A6. Nell’impatto le auto sono andate praticamente distrutte. Il bilancio è di tre feriti in condizioni gravi ricoverati in ospedale. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale che hanno effettuato i rilievi per stabilire le cause del sinistro, e i carabinieri che hanno deviato i mezzi in circolazione su altre arterie.

Ci sono 124 mila e 324 prestazioni che saranno riprogrammate sulla base della appropriatezza delle prescrizioni e delle prenotazioni. Ambulatori aperti 12 ore al giorno, anche nei festivi a partire da lunedì prossimo e fino al mese di giugno e 124 mila e 324 prestazioni che saranno riprogrammate sulla base della appropriatezza delle prescrizioni e delle prenotazioni. È quanto previsto dai piani sperimentali per abbattere le liste d’attesa varati ieri dalla giunta regionale pugliese, che ha messo a disposizione 15 milioni di euro. “Chiederemo agli operatori sanitari uno sforzo, ma l’obiettivo è importante e riguarda la salute e la fiducia dei cittadini”, ha sottolineato il governatore Antonio Decaro che ha ringraziato le aziende sanitarie per il lavoro svolto. “Da questo momento in poi”, ha aggiunto, “siamo tutti impegnati a mantenere gli impegni che abbiamo assunto con i pugliesi”. I pazienti interessati saranno ricontattati per confermare, anticipare o disdire gli appuntamenti. rientrano nei piani sperimentali le prestazioni specialistiche, visite ed esami strumentali, alcune necessità di ricoveri ospedalieri. “Sappiamo che ci sono delle difficoltà che riguardano soprattutto la carenza di personale”, ha aggiunto l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, “siamo altresì convinti che ci siano ampi margini di miglioramento”. La situazione sarà monitorata mensilmente per valutare eventuali correttivi. Nei prossimi cinque mesi dobbiamo imprimere una accelerata importante per migliorare il sistema sanitario e gettare le basi per futuri interventi strutturali.

Mandato ai commissari per avviare la negoziazione sulla cessione del complesso siderurgico nel rispetto delle consultazioni sindacali previste dalla Legge 428/1990. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha conferito mandato ai Commissari straordinari di Ilva e di Acciaierie d’Italia (Adi), entrambe in amministrazione straordinaria, di avviare formalmente la negoziazione finalizzata alla cessione del complesso siderurgico al Flacks Group. La decisione rientra nel percorso istituzionale volto a individuare una soluzione industriale stabile per il futuro della siderurgia italiana e, in particolare, per il sito strategico di Taranto. Secondo quanto comunicato in una nota ufficiale, il mandato prevede che la trattativa venga condotta tenendo conto del consolidamento di possibili partenariati industriali, con l’obiettivo di garantire continuità produttiva, sostenibilità economica e prospettive di rilancio per uno dei più importanti poli siderurgici d’Europa. In questo quadro, il coinvolgimento di Flacks Group, gruppo industriale internazionale attivo nel settore dell’acciaio, rappresenta un passaggio chiave nella complessa procedura di dismissione. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha inoltre ribadito la necessità che l’intero processo avvenga nel pieno rispetto delle procedure previste dall’articolo 47 della Legge 428/1990, norma che disciplina le consultazioni sindacali in caso di trasferimento d’azienda o di rami d’impresa. Tale passaggio è considerato essenziale per tutelare i livelli occupazionali, i diritti dei lavoratori e il ruolo delle organizzazioni sindacali nella fase di confronto. La negoziazione dovrà quindi svilupparsi su un doppio binario: da un lato la valutazione industriale e finanziaria dell’operazione di cessione, dall’altro il dialogo con le parti sociali, chiamate a esprimersi sugli effetti dell’eventuale passaggio di proprietà. Un equilibrio ritenuto fondamentale per garantire una transizione ordinata e sostenibile dell’asset siderurgico. La cessione di Ilva e di Acciaierie d’Italia rappresenta uno snodo cruciale non solo per il futuro del comparto dell’acciaio, ma anche per l’economia del Mezzogiorno e per le politiche industriali nazionali. Il dossier resta quindi al centro dell’attenzione del Governo, delle istituzioni locali e del mondo sindacale, in attesa degli sviluppi della trattativa con Flacks Group.

La banca contesta la sentenza della Corte d’Appello di Lecce sui Boc del 2004 e ribadisce il proprio impegno in Puglia con investimenti per 1,9 miliardi di euro. Banca Intesa Sanpaolo sta valutando di presentare ricorso per Cassazione, contro la decisione della Corte d’Appello di Lecce, in merito alla decisione che ha stabilito che il Comune di Taranto non dovrà restituire a Banca Intesa il prestito obbligazionario da 250 milioni di euro sottoscritto nel 2004 attraverso l’emissione di Boc, i Buoni ordinari comunali utilizzati dagli enti locali per reperire risorse finanziarie sui mercati. “Le motivazioni poste a fondamento della decisione, che esclude l’obbligo da parte del Comune di Taranto di restituire le somme erogate nel 2004 dall’allora Banca Opi – si legge in una nota – entrata a far parte del gruppo Intesa Sanpaolo nel 2007, non sono condivisibili sotto il profilo giuridico. In particolare, non può essere considerato immorale e non ripetibile un finanziamento utilizzato dal Comune in parte rilevante per estinguere mutui pregressi più onerosi e che prevedeva un tasso fisso particolarmente vantaggioso”. “Il gruppo bancario – prosegue – ricorda quanto la Regione Puglia sia sempre stata tra i propri obiettivi in termini di crescita e sviluppo. A valle della fusione con Ubi Banca, Intesa Sanpaolo ha infatti costituito una Direzione Regionale con sede a Bari che comprende Puglia, Basilicata e Molise”. “La direzione, inserita nel perimetro della divisione Banca dei Territori, conta una presenza sul territorio di circa 200 filiali e oltre 2.200 persone impegnate; al 30 settembre 2025 ha riconosciuto finanziamenti a imprese e famiglie per quasi 1,9 miliardi di euro”. “Sempre a Bari – conclude – la divisione BdT ha aperto uno dei suoi laboratori ESG, pensati per aiutare le aziende a rivedere il proprio business in modo più sostenibile e green, in linea con la seconda missione del PNRR che supporta la rivoluzione verde e la transizione ecologica”.

L’organizzazione avrebbe beneficiato di specifiche professionalità e competenze e di un’attenta attività di pianificazione. Un’organizzazione criminale, con base logistica in provincia di Foggia, specializzata nell’assalto asportelli ATM mediante la cosiddetta tecnica della “marmotta”, è stata scoperta dai carabinieri di Cerignola che hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Foggia nei confronti di 5 indagati – tra i 20 e i 26 anni, di cui 4 rintracciati in provincia di Foggia e 1 nel Catanese, tutti domiciliati tra Orta Nova, Carapelle e Borgo Mezzanone. Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata ai furti aggravati dall’utilizzo di materiale esplosivo ai danni di sportelli ATM, violazione della legge sulle armi, ricettazione e riciclaggio, commessi in diverse province italiane. Di questi 5 fermi, tre sono stati convalidati e trasformati in ordinanza di custodia cautelare incarcere e due non sono stati convalidati. L’attività investigativa coinvolge complessivamente 13 indagati (11 originari della provincia di Foggia e 2 rispettivamente delle province di Campobasso e BAT), che dovranno rispondere, a vario titolo, degli stessi reati. Secondo quanto emerso dalle indagini, il modus operandi prevedeva l’impiego di autovetture di grossacilindrata, provento di furto, e l’utilizzo durante gli assalti della tecnica della “marmotta”. L’organizzazione avrebbe beneficiato di specifiche professionalità e competenze e di un’attenta attività di pianificazione, con l’assegnazione preordinata dei ruoli che ciascun indagato avrebbe dovuto rivestire nel corso degli assalti (autisti, vedette, staffettisti, esecutori con compiti operativi e logistici). 

Le donne rivendicano di aver sistemato quegli appartamenti con i propri soldi: “Quelle case le abbiamo aggiustate noi”. “Non ce ne andiamo”. È questo il messaggio che rimbalza da ieri tra strada e social network nel quartiere San Pio. Dopo gli sgomberi degli alloggi popolari occupati abusivamente, decine di donne si stanno organizzando per protestare: un gruppo WhatsApp, dirette su TikTok e una manifestazione improvvisata in strada. Una mobilitazione nata dalla paura di restare senza un tetto. Ieri mattina, 29 gennaio, nonostante la pioggia, alcune decine di persone sono scese in strada per far sentire la propria voce. Le famiglie temono che i prossimi blitz possano riguardare altri nuclei che da anni vivono negli immobili senza titolo. Nei video diffusi sui social compaiono anche frasi di minaccia, neanche troppo velate: c’è chi parla di distruggere le case liberate pur di non vederle riassegnate ad altri. Un clima che contribuisce ad alzare la tensione nei quartieri interessati dagli sgomberi. Le donne rivendicano di aver sistemato quegli appartamenti con i propri soldi. “Quelle case le abbiamo aggiustate noi”, ripetono, spiegando di aver fatto lavori e interventi interni in abitazioni che considerano ormai la loro casa. Procura e Arca Puglia, però, non intendono mollare la presa. L’obiettivo resta quello di ripristinare la legalità negli alloggi popolari e proseguire con gli sgomberi delle occupazioni abusive, a partire dai soggetti legati alla criminalità organizzata. Dal Comune assicurano che verranno valutate caso per caso le situazioni di reale emergenza abitativa. Intanto, le donne annunciano nuove iniziative nei prossimi giorni.

È successo nella notte sulla provinciale 156. Grave incidente stradale, nella notte, sulla strada provinciale 156 che collega Bitonto a Palese, quartiere alla periferia nord di Bari. Nel frontale tra due utilitarie, una Fiat Panda e una Citroen Picasso, ha perso la vita Giuseppe Vero, 30 anni, di Giovinazzo. Gravemente ferito un 24enne, trasportato in ospedale dal 118.

Due le esplosioni intorno alle 4. Danneggiata un’auto parcheggiata vicino. Nuovo assalto ai bancomat nel barese. Nella notte, intorno alle 4, malviventi hanno spaventato gli abitanti di Giovinazzo. Due le esplosioni che hanno colpito lo sportello della banca Monte Paschi di Siena. Ingenti i danni alla struttura. A causa dell’esplosione è stato danneggiato anche un veicolo parcheggiato nei pressi dello sportello.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di far parte di un’associazione dedita agli assalti con esplosivo a sportelli ATM e di altri reati. I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto,nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Foggia, nei confronti di indagati accusati a vario titolo di far parte di un’associazione dedita agli assalti con esplosivo a sportelli ATM e di altri reati. (notizia in aggiornamento)

Lo ha disposto la Corte d’appello di Lecce. Una sentenza storica, che libera l’ente dal rischio di un altro dissesto. Arriva col viso disteso e un gran sorriso il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, alla conferenza stampa convocata d’urgenza sulla vicenda Boc. Ha l’espressione di chi sa bene quanto fosse enorme il pericolo scampato: il Comune non dovrà più restituire il prestito di 250 milioni sottoscritto 22 anni fa, ai tempi dell’amministrazione Di Bello, con l’ex banca Opi, nel frattempo diventata Banca Intesa. Contratto “immorale” per la Corte di Appello di Lecce quello stipulato con l’operazione Boc, Buoni ordinari comunali, per estinguere una serie di mutui accesi con Cassa depositi e prestiti e per la realizzazione di alcune opere pubbliche. Il servizio con l’intervista al sindaco Piero Bitetti qui

Un riconoscimento, è stato detto, in considerazione “dell’altissimo valore della sua opera di divulgazione scientifica volta a promuovere la comprensione del profondo legame tra l’uomo, il mondo animale e l’ambiente, nonché del suo costante impegno nella tutela della biodiversità. “Passione e altissima qualità, perché la qualità paga sempre”. Con queste parole, rivolte agli studenti, Alberto Angela ha aperto oggi la sua lectio magistralis “Uomini e animali: una storia millenaria” nella facoltà di medicina Veterinaria dell’università di Bari. L’ateneo “Aldo Moro” gli ha conferito la laurea Honoris causa in medicina Veterinaria, nella cerimonia presieduta dal Rettore Roberto Bellotti. Un riconoscimento, è stato detto, in considerazione “dell’altissimo valore della sua opera di divulgazione scientifica volta a promuovere la comprensione del profondo legame tra l’uomo, il mondo animale e l’ambiente, nonché del suo costante impegno nella tutela della biodiversità”. Angela si è detto “emozionato”: nel corso della sua lectio magistralis, si è soffermato sul rapporto storico tra gli uomini e gli animali e sulla trasformazione che ha portato l’uomo a considerare l’animale “da una preda a qualcosa da salvare e proteggere”.

Si è costituito l’automobilista che nel tardo pomeriggio del 29 gennaio ha investito un ragazzo di 24 anni ed è scappato via senza prestare soccorso. L’incidente è avvenuto a Taranto, in viale Cannata al quartiere Paolo VI. In serata si è recato al Comando della Polizia locale ammettendo le proprie responsabilità. L’incidente è avvenuto all’altezza della rotatoria che porta al centro commerciale della zona. Il giovane è stato soccorso dal 118 ed è stato trasportato al pronto soccorso del SS Annunziata. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi. É vigile, è stato sottoposto a tac. Ha dolori diffusi, soprattutto agli arti, ma è fuori pericolo. 

La gip ha convalidato l’arresto. L’uomo che ha precedenti penali, non avrebbe fornito spiegazioni sul movente che sarebbe da ricercare in una incomprensione avvenuta per strada. Il 37enne avrebbe detto di non sapere chi fosse la vittima. Resta in carcere il 37enne che due sere fa avrebbe aggredito il Console generale di Georgia Irakli Koiava mentre si trovava in corso Vittorio Emanuele a Bari. La gip ha convalidato l’arresto. L’uomo che ha precedenti penali, non avrebbe fornito spiegazioni sul movente che, secondo quanto si apprende, sarebbe da ricercare in una incomprensione avvenuta per strada. Il 37enne avrebbe detto di non sapere chi fosse la vittima. Ora è in carcere con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti degli agenti della polizia locale che lo hanno fermato.

Per l’omicidio è stato arrestato Antonio Rizzi, 43 anni, preso pochi giorni dopo il delitto avvenuto il 7 gennaio del 2025. Dogna fu ucciso con 85 coltellate al culmine di un litigio. Udienza in Corte d’Assise oggi a Bari per l’omicidio di Franco Dogna, il 63enne ucciso il 7 gennaio del 2025 nel suo appartamento a Santo Spirito di Bari. Sono stati ascoltati alcuni testimoni. Hanno raccontato che Dogna aveva paura di una persona che in passato aveva aiutato e che si presentava la sera a casa sua spaventando i vicini. Per l’omicidio è stato arrestato Antonio Rizzi, 43 anni, preso pochi giorni dopo il delitto. Dogna fu ucciso con 85 coltellate al culmine di un litigio. Rizzi, nella confessione, riferì di contrasti legati all’uso di droga ma dall’autopsia emerse che la vittima non avesse mai assunto sostanze stupefacenti. I due si sarebbero conosciuti anni prima quando Rizzi lavorava nell’impresa che si occupava di pulizie nella sede della Regione Puglia. Dogna gi aveva chiesto una mano per recuperare un credito che vantava nei confronti di un ex socio in affari con cui aveva aperto un b&b. E nonostante le continue vessazoni di Rizzi, Dogna non lo denunciava perché temeva venisse fuori la storia del recupero crediti. la prossima udienza è fissata per il 5 febbraio.

Rapina in villa: Un vigilante ha liberato i coniugi e ha allertato i carabinieri. Non è noto al momento l’ammontare del bottino. Erano in tre, armati e col volto coperto dai passamontagna, i banditi che mercoledì sera (28 gennaio) hanno fatto irruzione nella villa di un medico a Ceglie Messapica. In casa, in Contrada Fedele Grande, c’erano marito e moglie. I coniugi sono stati immobilizzati e rinchiusi in uno scantinato. I rapinatori hanno fatto razzia di preziosi e denaro custoditi nella cassaforte e poi sono fuggiti via. Il medico è riuscito a dare l’allarme grazie al dispositivo antirapina installato nell’abitazione che ha consentito l’arrivo immediato delle guardie giurate della Cosmopol. Un vigilante ha liberato i coniugi e ha allertato i carabinieri. Non è noto al momento l’ammontare del bottino. Una rapina simile avvenne la sera del 28 novembre 2025 nelle campagne di Ostuni, sempre ai danni di un medico. Anche in quel caso i banditi erano tre, armati e con il volto coperto da un passamontagna.

Il ragazzo avrebbe tentato di estorcere denaro a un cittadino disperato per il furto della propria auto. Ha solo 14 anni il ragazzo foggiano arrestato per aver tentato di estorcere denaro a un cittadino disperato per il furto della propria auto. Con la promessa di restituirgliela, gli ha chiesto una somma in contanti: un chiaro caso di “cavallo di ritorno”. Ma la vittima, anziché cedere, ha chiamato il 112. All’appuntamento si è presentato il minore, bloccato in flagranza dalla squadra mobile. L’arresto è stato convalidato: il giovane, già noto per una violenta aggressione, è stato trasferito nell’istituto penitenziario minorile di Potenza.

Quattro gli episodi di furti avvenuti tra il 16 dicembre e il 26 gennaio. È stato arrestato a Bari dalla Polizia di Stato un cittadino marocchino di 37 anni per una serie di furti con spaccata in alcuni esercizi commerciali della città. Gli inquirenti hanno ricostruito 4 episodi di furti avvenuti tra il 16 dicembre e il 26 gennaio, attraverso la visione delle videocamere di sorveglianza e grazie ad alcune tracce ritrovate sul luogo del furto. Dopo l’ultima incursione notturna in un noto ristorante di Corso Vittorio Emanuele, sono stati intensificati i controlli. Si tratta di un uomo senza fissa dimora, di fatto irreperibile, che è stato rintracciavano presso i giardini di piazza “Eroi del Mare”. L’uomo è in carcere.

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