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Un cittadino di Agrigento a capo della truffa. Una presunta frode fiscale per oltre 35 milioni di euro che coinvolgerebbe oltre 200 imprese di cinque regioni italiane, tra cui anche la Puglia, che si sono avvalse di oltre 2.000 fatture emesse da sette società “cartiere”, inesistenti e intestate a prestanome. A scoprire il raggiro i militari della guardia di finanza di Agrigento. Nell’inchiesta sono indagate, a vario titolo, per frode fiscale e omessa dichiarazione, 18 persone e 13 società. Dietro la frode ci sarebbe la “regia unitaria” di un cittadino di Agrigento che tratteneva l’Iva delle fatture false, oltre a una “commissione”, variabile dal 5 al 14%, sugli importi indicati nei falsi documenti fiscali falsi. L’uomo è stato denunciato anche per autoriciclaggio. Durante una perquisizione gli sono stati sequestrati 305.000 euro in contati, con 225mila in banconote suddivise in mazzette, etichettate all’interno di sacchetti sottovuoto e nascoste in un’intercapedine di un sottoscala.

Cinque i malviventi che incappucciati sono poi fuggiti a bordo di una Maserati. Furto con scasso la notte scorsa in una gioielleria in viale Salerno a Policoro, a pochi metri dall’ospedale. È successo intorno alle 3. Cinque i malviventi che incappucciati, sono entrati nel locale e dopo aver rotte le vetrine, hanno portato via gioielli per un valore di circa 60 mila euro. Sono poi fuggiti a bordo di una Maserati. Sul fatto indagano i carabinieri della compagnia di Policoro guidati dal maggiore Roberto Rampino.

La commissione di indagine ha concluso, dopo meno di tre mesi, i suoi lavori. Ci sono state possibili infiltrazioni mafiose al Comune di Modugno. E’ la conclusione, a cui sono arrivati gli ispettori della Commissione di indagine, nominata a dicembre dal Prefetto di Bari Francesco Russo, che ha concluso i suoi lavori, dopo meno di tre mesi. La nomina degli ispettori, era arrivata dopo l’inchiesta sul presunto voto di scambio, coordinata dalla Dda di bari e condotta dalla Guardia di finanza, nell’ambito della quale, è stato arrestato l’assessore allo sviluppo economico Antonio Lopez, ed è indagato il sindaco Nicola Bonasia.

Avevano pistola e martello e hanno colpito uno dei commercianti che stava rientrando nel negozio con la moglie. Li hanno attesi fuori dalla gioielleria, spinti all’interno e picchiati. Erano in quattro, a volto coperto, armati di pistola e di un martello con cui hanno colpito il figlio che stava rientrando nel negozio con la moglie, dove erano i genitori. È successo nel centro di Bitonto Qui la testimonianza di un uomo che ha visto i banditi fuggire

Il Ministero dell’Ambiente blocca temporaneamente la Valutazione di Impatto Ambientale per il rigassificatore nel porto di Taranto: criticità sull’area del molo polisettoriale e richieste di chiarimenti alla società proponente.. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha sospeso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) per il progetto del rigassificatore nel porto di Taranto, previsto nell’area del molo polisettoriale. Il ministero ha chiesto chiarimenti alla società proponente, Terminale di Rigassificazione GNL Taranto Srl, bloccando temporaneamente l’iter autorizzativo. La decisione arriva a cinque mesi dalla presentazione dell’istanza, avvenuta il 10 ottobre. Anche sul sito ufficiale del Mase la procedura risulta attualmente sospesa. Chi c’è dietro il progetto del rigassificatore di Taranto La società Terminale di Rigassificazione GNL Taranto Srl, con sede a Milano, è controllata per il 95% da Denali GNL (Ginevra) e per il 5% da Belenergia, già attiva nella realizzazione del parco eolico offshore a Taranto. Il progetto del rigassificatore terrestre a Taranto prevede un investimento di circa 600 milioni di euro e una capacità di 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Di questi, circa 3 miliardi potrebbero essere destinati all’ex Ilva, con l’obiettivo di favorire il passaggio dagli altiforni ai forni elettrici e accelerare la decarbonizzazione della produzione di acciaio. Perché il Mase ha sospeso la Via Nella comunicazione ufficiale, la Direzione generale per le valutazioni ambientali del Mase ricorda che il 2 febbraio l’istanza era stata dichiarata procedibile, avviando la fase di consultazione pubblica. Tuttavia, sono emerse due criticità principali: la compatibilità del rigassificatore con le attività già presenti al molo polisettoriale; la necessità di maggiori informazioni sugli assetti proprietari della società proponente. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha infatti segnalato che l’area individuata per l’impianto rientra in una concessione demaniale marittima già assegnata alla San Cataldo Container Terminal Spa, destinata allo sviluppo di un terminal multipurpose per traffici commerciali, container, merci varie e ro-ro. Secondo quanto rilevato, l’area non sarebbe attualmente disponibile per l’insediamento del nuovo impianto. Per questo motivo, il ministero ha chiesto alla società di fornire chiarimenti entro 30 giorni, disponendo nel frattempo la sospensione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Le richieste del ministero alla società Oltre ai chiarimenti sulla disponibilità dell’area portuale, il Mase ha richiesto la trasmissione di un’autodichiarazione dettagliata sugli assetti proprietari della società proponente, sull’eventuale controllante e sulla consistenza del capitale sociale. Le criticità sollevate dal Comune di Taranto Anche il Comune di Taranto, attraverso la commissione Ambiente, ha espresso perplessità sul progetto del rigassificatore nel porto. In una prima analisi sono emersi elementi di criticità legati a: impatto sui residenti delle aree limitrofe. sicurezza ambientale; sicurezza dell’impianto; tutela della fauna; compatibilità urbanistica e paesaggistica;

Gli investigatori stanno visionando i filmati. Le indagini dovranno stabilire i tempi e le modalità e se i video siano stati venduti a qualche sito. Si dichiara estraneo alla vicenda il proprietario della villa, adibita a B&B, nella zona di Tramontone, a Taranto, denunciato a perché avrebbe spiato i clienti attraverso telecamere installate nella struttura. Le prenotazioni avvenivano tramite la piattaforma tiktok. Una coppia, ospite del B&B, si è accorta di essere spiata. A far scattare il sospetto alcuni lievi sfarfallii provenienti dalla luce di emergenza in camera da letto che hanno consentito di individuare un piccolo dispositivo nascosto. Allertate le forze dell’ordine, nella struttura sono state ritrovate altre due telecamere, una all’ingresso della villa e l’altra vicino alla piscina all’interno della struttura. Sono stati sequestrati computer e gli investigatori stanno visionando i filmati. Le indagini dovranno stabilire i tempi e le modalità e se i video siano stati venduti a qualche sito

Disposta inoltre una provvisionale di 50mila euro per i familiari della 16enne, assistiti dagli avvocati Massimo Bellini e Pasquale Merola. Sì è concluso con quattro condanne ad un anno di reclusione il processo davanti al Tribunale di Trani nei confronti di altrettanti operatori all’epoca dei fatti in servizio in una comunità di Andria, accusati di omicidio colposo in relazione al suicidio di una 16enne originaria della provincia di Lecce.I fatti risalgono al 18 giugno 2019. La ragazza, affetta da disturbo della personalità, era stata collocata in struttura dal Tribunale per i minorenni. La procura contesta agli operatori di aver lasciato che la ragazza, dopo un tentativo di fuga, rientrasse sola nella stanza senza essere sorvegliata ed in possesso di una cintura – che gli operatori avrebbero dovuto ritirare – con la quale la giovane si è poi impiccata. Disposta inoltre una provvisionale di 50mila euro per i familiari della 16enne, assistiti dagli avvocati Massimo Bellini e Pasquale Merola.

Le squadre di Kyma ambiente sono al lavoro da ore, ci vorrà almeno una settimana . Dopo la denuncia del TgNorba, Kyma ambiente è intervenuta in mattinata (del 25 febbraio) sulla litoranea salentina, all’altezza di Lizzano, per spostare la sabbia che ha invaso la carreggiata. Una situazione pericolosa per automobilisti e motociclisti. Le squadre sono al lavoro nell’isola amministrativa del comune di Taranto per liberare il tratto di strada e per analizzare la sabbia e decidere la destinazione finale. Ci vorrà circa una settimana.

Particolare attenzione è stata rivolta, negli ultimi due giorni, all’area a ridosso del cosiddetto “Campo Panareo”, dove poco dopo l’assalto al portavalori, sono stati cattura due presunti componenti della banda . Proseguono senza sosta le attività investigative e operative dei Carabinieri per far luce sull’ assalto ad un portavalori avvenuto lo scorso 9 febbraio lungo la statale 613 “Brindisi-Lecce”, nei pressi di Tuturano. Alle operazioni sta prendendo parte anche lo Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Puglia e Calabria. Si sta procedendo a rastrellamenti e perlustrazioni lungo le possibili direttricidi fuga, setacciando le aree rurali e le zone impervie comprese tra le campagne salentine e la provincia di Lecce. Nel corso delle operazioni vengono ispezionati anche casolari abbandonati, strutture ruralidismesse e aree isolate, che i banditi possono aver usato come nascondiglio temporaneo.Particolare attenzione è stata rivolta, negli ultimi due giorni, all’area a ridosso del cosiddetto “Campo Panareo”, dove poco dopo l’assalto al portavalori, sono stati cattura due presunti componenti della banda Giuseppe Iannelli 39 anni e Giuseppe Russo di 62, entrambi foggiani .La zona continua a essere oggetto di perlustrazioni accurate anche in considerazione del fatto che, in passato, nello stesso contesto territoriale i Carabinieri di Lecce hanno rinvenuto veicoli impiegati in assalti a sportelli bancomat, elemento che rafforza l’ipotesi investigativa circa l’utilizzo dell’area quale base logistica per attività criminali organizzat

Sei quelle elevate nelle ultime ore tra via Cognetti e Piazza Massari. Necessario anche l’intervento del carroattrezzi. Raffica di multe a Bari contro la sosta selvaggia sugli stalli dei taxi.È il primo risultato concreto dopo il confronto di lunedì scorso tra amministrazione comunale e sindacati USB e Radiotaxi dei tassisti, che lamentavano le difficoltà sul lavoro a causa degli stalli a loro dedicati occupati da automobilisti indisciplinati.Come promesso dell’assessora alla Polizia locale Carla Palone e dal comandante Michele Palumbo, sono stati potenziati i controlli e elevate le sanzioni: sei tra ieri e oggi, tra via Cognetti, dove è stato necessario l’intervento del carroattrezzi, e Piazza Massari. Multe salate che prevedono anche la decurtazione di due punti sulla patente. I controlli proseguiranno

Ferito il marito, 71 anni, ricoverato all’ospedale Bonomo di Andria. Tragico incidente stradale alla periferia di Bisceglie. Per cause da accertare una Ford Focus è uscita fuori strada finendo contro un muretto a secco. Nell’impatto è morta sul colpo Donata Cioce, 68 anni. Ferito il marito, 71 anni, trasportato in codice rosso all’ospedale Bonomo di Andria. Sull’accaduto indaga la polizia locale di Bisceglie.

È successo a Foggia. Ha trovato nei pressi di uno sportello bancomat di Foggia una banconota da 50 euro e, non sapendo di chi fosse, l’ha portata dalla guardia di finanza. I finanzieri dopo alcune settimane sono riuscite a risalire al proprietario a cui è stata riconsegnata. Tramite l’analisi delle immagini di videosorveglianza, i militari sono risaliti al proprietario che, sorpreso e felice, ha ringraziato.

L’incidente mortale è avvenuto lungo la strada statale 585. Una persona è morta ed un’altra è rimasta ferita in modo grave in un incidente avvenuto in mattina lungo la strada statale 585 “Fondo Valle del Noce”, all’altezza di Rivello, nel potentino. A perdere la vita Biagio Schettino, 65 anni, dirigente della Azienda sanitaria di Potenza, originario di Maratea, molto conosciuto nell’area del Lagonegrese. Lo scontro ha coinvolto tre veicoli. La persona ferita è stata trasferita, in codice rosso, con l’eliambulanza all’ospedale” San Carlo” di Potenza. Sul posto presenti carabinieri, vigili del fuoco e operatori del 118. Disposta la chiusura temporanea della strada in entrambe le direzioni.

Nel mirino è finito lo sportello dell’Unicredit, nel centralissimo corso Regina Margherita. Nono bancomat assaltato con l’esplosivo in provincia di Foggia dall’inizio dell’anno. La scorsa notte, i banditi hanno colpito a Troia. Nel mirino è finito lo sportello dell’Unicredit, nel centralissimo corso Regina Margherita. Tre i boati in rapida successione, avvertiti in tutto il paese dei Monti Dauni. Il commando sarebbe riuscito a portare via la cassaforte. L’area è stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

Si tratta di un 25enne di nazionalità nigeriana, senza fissa dimora, già destinatario di un ordine di espulsione mai eseguito. C’è un fermo per le aggressioni a donne verificatesi a Palese negli ultimi mesi e di cui ci eravamo occupati due settimane fa. Si tratta di un 25enne di nazionalità nigeriana, senza fissa dimora, già destinatario di un ordine di espulsione mai eseguito. Il ragazzo è stato rintracciato dai carabinieri che lo hanno trasferito nel Centro di permanenza per rimpatri di Palese. Qui resterà in attesa delle procedure di rimpatrio. Il 25enne era diventato l’incubo delle residenti. Negli ultimi giorni era stato notato mentre camminava in tangenziale, creando problemi alla circolazione stradale. Qualcuno lo aveva anche filmato diffondendo il video sui social.

Si tratta di un edificio in ristrutturazione che diventerà uno studentato. Paura a Taranto per il crollo di un edificio in ristrutturazione nella città vecchia, lì dove il comune sta realizzando uno studentato. Non ci sono stati feriti. Ha ceduto una parte della palazzina che si trova tra via Garibaldi, vico Vianuova e vico Novelune. Tutti illesi anche i lavoratori dell’impresa edile impegnata nel cantiere. L’area è stata messa in sicurezza

Il 48enne imprenditore vitivinicolo di San Severo è accusato dell’omicidio premeditato della moglie 47enne Lucia Salcone . Prima notte in carcere per Ciro Caliendo, il 48enne imprenditore vitivinicolo di San Severo accusato dell’omicidio premeditato della moglie 47enne Lucia Salcone uccisa inscenando un incidente stradale la sera del 27 settembre del 2024 lungo la strada provinciale 13 nelle campagne del comune dell’Alto Tavoliere. Ieri mattina, 23 febbraio, gli investigatori della squadra mobile, insieme ai colleghi della polizia stradale di San Severo, hanno eseguito la misura cautelare del carcere emessa dalla procura di Foggia che ha coordinato l’inchiesta durata nove mesi. Il 27 febbraio alle 9 è previsto l’interrogatorio di garanzia in carcere da parte del Gip. Diverse le prove, stando a quelle che sono le evidenze investigative, raccolte a suo carico durante i mesi di indagini che hanno smontato la versione dell’incidente stradale, tra cui le perizie tecniche sul veicolo, sulla velocità, l’autopsia sul corpo della donna che avrebbe rivelato la presenza nei polmoni di monossido di carbonio, le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stessa abitazione coniugale e una lettera inviata dall’uomo ad una parente della moglie in cui riferiva “la decisione di volersi separare ad ogni costo dalla coniuge perché innamorato di un’altra donna”. Secondo l’ipotesi accusatoria, proprio il movente sentimentale, legato a quello economico con la paura di perdere la casa coniugale ed altri beni, avrebbe portato l’uomo ad inscenare l’incidente stradale, per mascherare il delitto.

Abbiamo trovato di tutto: plastica, vetro, amianto, scarti di macelleria. Sulla strada che da Mottola conduce a Massafra, a circa sei chilometri dal centro abitato, le guardie ambientali di Anuu Mottola, guidate da Giovanni Gravina, hanno scovato l’inferno. Una discarica abusiva in cui c’è di tutto, anche amianto. Guardate

Il suo passo indietro ora potrebbe portare al rimpasto in giunta da tempo chiesto da una parte del partito e del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Si è dimessa la vice sindaca di Brindisi Giuliana Tedesco. La decisione dopo la diffusione della notizia che è indagata nell’ambito dell’inchiesta sul traffico internazionale di rifiuti tra Italia, Grecia e Bulgaria. In quota Fratelli d’Italia, Tedesco è indagata per fatti connessi alla sua attività professionale di commercialista. In una nota l’ex vice sindaca di Brindisi afferma che, pur non essendoci collegamenti tra la vicenda oggetto di indagine e le funzioni istituzionali esercitate, ritiene doveroso dimettersi per garantire la prosecuzione dell’attività amministrativa senza condizionamenti. Il suo passo indietro ora potrebbe portare al rimpasto in giunta da tempo chiesto da una parte del partito e del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia

Anche in appello è stato assolto l’imprenditore agricolo Luigi Terrone accusa di omicidio colposo. Confermata la prima sentenza che esclude ogni responsabilità nel decesso della donna affetta da una patologia cardiaca. Morì di fatica sotto il sole nei campi ma rimarrà senza giustizia Paola Clemente, la bracciante agricola di San Giorgio Jonico deceduta a 49 anni di infarto in un vigneto di Andria il 13 luglio del 2015.  Anche in appello è stato assolto l’imprenditore agricolo Luigi Terrone accusa di omicidio colposo. I giudici di secondo grado hanno confermato la prima sentenza escludendo ogni responsabilità nel decesso della donna affetta da una patologia cardiaca.  Opposta la tesi sostenuta dalla pubblica accuse e dai familiari di  Paola Clemente: la donna poteva essere salvata se fosse stata soccorsa tempestivamente e con le giuste procedure e se fossero state rispettate le visite mediche preventive previste dalle norme sul lavoro.

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