
Agguato contro Danilo Notarangelo: a sparare due persone, indaga la Dda
I due aggressori avrebbero esploso almeno tre colpi contro l’uomo, colpendolo all’addome e a un braccio Procedono le indagini per ricostruire la dinamica dell’agguato di
I due aggressori avrebbero esploso almeno tre colpi contro l’uomo, colpendolo all’addome e a un braccio. Procedono le indagini per ricostruire la dinamica dell’agguato di ieri sera a Vieste in cui è stato ferito Danilo Notarangelo, 35 anni. A sparare sarebbero state due persone, a bordo di un’auto, armate di un fucile caricato a pallettoni. Sull’episodio indaga anche la Direzione distrettuale antimafia di Bari. Idue aggressori avrebbero esploso almeno tre colpi contro l’uomo, colpendolo all’addome e a un braccio. Nonostante le ferite, Notarangelo è riuscito a mettersi in salvo trovando rifugio in un vicino negozio di alimentari. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 e l’elisoccorso. Le sue condizioni non sarebbero gravi e non è in pericolo di vita.
Appuntamento in seconda serata. I primi mesi del 2026 hanno registrato un incremento del 5% degli arrivi di turisti in Puglia e il 2025 si è chiuso invece per la Basilicata con una cifra record per numero di visitatori superando quota 1,35 milioni. Non più soltanto sole, mare e paesaggi, ma anche eventi, cultura e ospitalità. Le province di Bari e Lecce sono i territori che hanno aumentato maggiormente il numero di visitatori in questa prima fase dell’anno, in rapporto allo stesso periodo del 2025. Ma come stanno cambiando le città, i servizi e le infrastrutture? La risposta nella prossima puntata di Orizzonti, in onda oggi (20 marzo) in seconda serata su Telenorba, condotta da Stefania Rotolo con la chiave di lettura del direttore del TgNorba, Domenico Castellaneta. In studio ospiti autorevoli, in rappresentanza del settore turistico, immobiliare e dell’hospitality, ma anche i decisori politici e personaggi dello spettacolo. Racconteremo l’evoluzione dei centri storici e gli elementi più identitari dei nostri territori alle prese con un vero e proprio cambio di passo. Orizzonti, oggi in seconda serata su Telenorba.
Stessa posizione anche per gli altri indagati. Hanno respinto tutte le accuse nel corso degli interrogatori di garanzia davanti al gip del tribunale di Lecce Francesca Mariano. A cominciare dall’ex presidente del consiglio comunale Pietro Guadalupi, coinvolto nell’inchiesta sulla presunta ricostituzione della frangia tuturanese della Sacra Corona Unita. Assistito dal suo legale, l’avvocato Danilo Di Serio, Guadalupi ha negato di aver avuto un ruolo di “facilitatore” in un presunto episodio estorsivo, cioè di aver messo in contatto un imprenditore con ambienti criminali. Provato dalla detenzione – si trova nel carcere di Borgo San Nicola – ha sostenuto di essere estraneo ai fatti e, anzi, vittima del sistema emerso nell’indagine. Una linea difensiva che punta anche su alcune intercettazioni, nelle quali soggetti vicini al clan parlerebbero di un “Guadalupi” con toni minacciosi: secondo la difesa, si tratterebbe proprio dell’ex politico, che sarebbe quindi stato oggetto di pressioni. Nelle prossime ore, la difesa potrebbe presentare ricorso al Riesame. Davanti al gip ha risposto anche Mauro Iaia, ritenuto dagli inquirenti vicino agli ambienti del clan. Secondo la ricostruzione della Dda di Lecce, sarebbe stato coinvolto in un percorso di avvicinamento alla criminalità organizzata, fino a un incontro con esponenti del gruppo guidato da Salvatore Buccarella, dopo il quale si sarebbe messo a disposizione del clan. Anche lui, però, ha respinto ogni addebito. Stessa posizione per Adriano Vitale, chiamato a rispondere di un’altra ipotesi di estorsione. Al giudice ha spiegato che i rapporti con le presunte vittime erano esclusivamente di natura lavorativa, e non legati ad attività illecite. L’inchiesta, condotta dalla squadra mobile di Brindisi, ha portato a misure cautelari nei confronti di quattro persone: uno risponde anche di associazione mafiosa, gli altri di diversi episodi estorsivi.
Alcuni dei soggetti sono già noti alle forze dell’ordine, uno è irreperibile. I carabinieri di Avellino hanno eseguito 5 ordinanze cautelari a carico di soggetti pugliesi, dai 21 ai 29 anni. Sono ritenuti responsabili di una serie di assalti a sportelli bancomat, con la tecnica dell’esplosivo. Non solo in Campania, ma anche in Abruzzo e Molise. Alcuni dei soggetti sono già noti alle forze dell’ordine, uno è irreperibile.
Pace, per sua stessa ammissione affiliato ad clan di Ottavio di Cillo e dunque riconducibile al gruppo di Savinuccio, risponde di 8 capi di imputazione per cessioni di droga risalenti al 2023. Avrebbe reso dichiarazioni autoaccusatorie coinvolgendo anche altri imputati Sabino Pace detto Bino, originario di Sannicandro e ritenuto vicino al clan Parisi. Attualmente sotto processo con rito abbreviato con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, martedì scorso avrebbe ammesso le proprie responsabilità davanti al gup Isabella Valenzi.Pace, per sua stessa ammissione affiliato ad clan di Ottavio di Cillo e dunque riconducibile al gruppo di Savinuccio, risponde di 8 capi di imputazione per cessioni di droga risalenti al 2023.La sua collaborazione è recente, risale a poco più di 20 giorni fa: pare che i suoi più stretti congiunti siano già sottoposti ad un programma di protezione.Pace e imputato anche in un altro processo a Lecce, nel quale risponde stavolta di associazione per delinquere. Nel suo casellario giudiziale compare soltanto una condanna definitiva, per droga.La prossima udienza del processo sullo spaccio a Sannicandro è fissata per il 7 aprile per le discussioni dei difensori: ma il pubblico ministero Fabio Buquicchio ha già annunciato che, alla luce della collaborazione, dovrà riformulare la richiesta di condanna per Pace.
Danilo Notarangelo era già sfuggito a un agguato nell’estate di quattro anni fa, colpito all’addome da colpi di fucile mentre era con un amico. Sparatoria in serata a Vieste. Ferito a un braccio il 35enne Danilo Notarangelo, volto noto alle forze dell’ordine, cugino di secondo grado del defunto boss Angelo Notarangelo, ucciso nel 2015.L’agguato è avvenuto davanti a un supermercato non lontano dalla caserma dei carabinieri.La vittima, insanguinata, ha cercato riparo nel negozio, dove c’erano numerosi clienti.Sul posto è intervenuto l’elisoccorso. Le sue condizioni non sarebbero gravi.Danilo Notarangelo era già sfuggito a un agguato nell’estate di quattro anni fa, lungo la strada interna per Mattinata: in quella circostanza, fu colpito all’addome da colpi di fucile mentre era con un amico, a sua volta ferito.Il 35enne ha precedenti penali per detenzione illegale di armi.Sull’accaduto indagano i carabinieri.
Danneggiata anche la sede di via prof. Mauro Terlizzi. Il sindaco Angarano: “Rubare alla Caritas è rubare ad ognuno di noi”. Ladri senza scrupoli quelli che hanno preso di mira la Caritas di Bisceglie. L’accaduto è stato denunciato dal sindaco Angeloantonio Angarano: “Un gesto che colpisce e interroga tutti noi da vicino” ha scritto,”Rubare alla Caritas è rubare alla Città. Ad ognuno di noi”.Sono stati portati via alimenti raccolti nei giorni scorsi con la colletta nei supermercati, frutto della generosità di tanti cittadini. Non solo: sono stati danneggiati i locali che si trovano in via prof. Mauro Terlizzi. Ci sono indagini in corso
Avrebbe agito sempre con lo stesso copione, armato di coltello e volto coperto. Due rapine a mano armata ai danni di altrettanti centri di scommesse del paese messe a segno una dopo l’altra nel giro di poche ore, ma alla fine il malvivente è stato arrestato. E’ accaduto a Squinzano. A finire in manette un 38enne del posto, Gian Paolo Taurino. Avrebbe agito sempre con lo stesso copione, armato di coltello e volto coperto. I carabinieri lo hanno bloccato mentre, dopo l’ultimo colpo al centro Eurobet di piazza Vittoria, stava tentando di fuggire con i soldi rapinati, poco più di 3 mila euro in totale. Sono in corso accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento nella rapina dello scorso 15 marzo ai danni dell’Eurobet di Trepuzzi. Ad agire erano stati due uomini armati riusciti a fuggire con un bottino di 7.000 euro.
Il crollo potrebbe anche essere stato causato dalle piogge che stanno interessando la provincia di Foggia nel corso degli ultimi giorni. Paura questa mattina, 19 marzo, in vico dei Conciatori a Foggia per il crollo di un solaio al secondo pianodi uno stabile. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. Non ci sarebbero persone coinvolte. Sono in corso accertamenti da parte del personale dei vigili del fuoco. Il crollo potrebbe anche essere stato causato dalle piogge che stanno interessando la provincia di Foggia nel corso degli ultimi giorni.
Tra le persone raggiunte dal provvedimento figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto, insieme ad altri quattro indagati, nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Diviesti. Sarebbero responsabili di aver costretto un uomo a salire con la forza in auto per poi aggredirlo brutalmente allo scopo di ottenere il pagamento di un debito. Per questo il Tribunale di Trani, su richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone, tutte originarie di Barletta, di età compresa tra 22 e 59 anni, con le accuse di violenza privata e tentata estorsione. L’indagine è partita da una segnalazione anonima nella quale si riferiva di un uomo costretto a salire su un’autovettura. Dagli accertamenti è emerso che la vittima, un 47enne barlettano, sarebbe stata prelevata con la forza e condotta all’interno di un bar, dove sarebbe stata picchiata con violenza, anche mediante l’uso di un bastone e di uno sgabello. L’uomo ha riferito agli investigatori che l’aggressione sarebbe legata a un debito non saldato, contratto per esigenze personali. Tra le persone raggiunte dal provvedimento figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto, insieme ad altri quattro indagati, nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Diviesti, il 26enne barlettano scomparso il 25 aprile scorso e ritrovato carbonizzato pochi giorni dopo in un casolare tra Canosa e Minervino Murge.
Il provvedimento, disposto dall’autorità giudiziaria, è stato eseguito dai militari della Compagnia della Guardia di finanza. Due immobili di proprietà di Arca Nord Salento sono stati sequestrati e sgomberati a Francavilla Fontana dalla Guardia di finanza, nell’ambito di un’attività di controllo del territorio. Il provvedimento, disposto dall’autorità giudiziaria, è stato eseguito dai militari della Compagnia della Guardia di finanza di Francavilla Fontana, con il supporto dei “baschi verdi” del reparto Pronto impiego di Brindisi e degli assistenti sociali del Comune. L’intervento ha riguardato immobili occupati arbitrariamente, in alcuni casi da soggetti in condizioni di fragilità, circostanza che ha reso più delicate le operazioni di sgombero. Al termine delle attività, gli immobili sono stati liberati e restituiti all’ente proprietario, con il ripristino delle condizioni di legalità.
Disposta la confisca di 13 borse di lusso. ”Era uso e costume all’interno della Asl Bari avanzare pretese”. Lo scrive il Tribunale di Bari nelle motivazioni della sentenza di condanna a 4 anni e 6 mesi emessa nel dicembre scorso nei confronti di Concetta Sciannimanico, l’ex funzionaria accusata di associazione a delinquere e di un episodio corruzione per aver percepito una tangente nella gestione di due appalti. “L’imputata non ha infatti manifestato alcuna sincera resipiscenza – si legge – trincerandosi dietro l’allegato ambiente maschilista interno all’ASL di Bari e alla conseguente condizione di inferiorità in cui versava”. Il giudice parla anche di un “atteggiamento parassitario” per aver chiesto a due imprenditori lavori di ristrutturazioni gratuiti per le sue abitazioni. “Una condotta, quindi, per nulla improntata alla legalità e orientata a fini di lucro extra istituzionali”. È stata inoltre disposta la confisca di 13 borse di lusso.
Si tratta di Alessandro Blasi, 44 anni, originario di San Pietro Vernotico. È stato arrestato anche il quarto uomo coinvolto nell’operazione “Colemi”, il blitz condotto dalla polizia contro la frangia tuturanese della Sacra corona unita che ha portato in carcere, tra gli altri, l’ex presidente del consiglio comunale di Brindisi Pietro Guadalupi. Si tratta di Alessandro Blasi, 44 anni, originario di San Pietro Vernotico, che nella mattinata di ieri era riuscito a sottrarsi alla cattura fuggendo dalla propria abitazione, probabilmente passando dai tetti. Dopo ore di ricerche serrate, gli agenti della squadra mobile di Brindisi sono riusciti a rintracciarlo e arrestarlo, ponendo fine alla sua breve latitanza.
Avevano puntato furgoni blindati di una nota società di trasporto valori in partenza da Bologna e diretti a Paderno Dugnano in transito sull’autostrada A1. La Polizia di Stato ha sventato un assalto al furgoni portavalori sull’autostrada A1 pianificato da un gruppo armato ed organizzato di numerosi uomini, tutti provenienti dall’area di Cerignola e Foggia. L’operazione è avvenuta nelle campagne di Vignola, in provincia di Modena, nei pressi del mercato ortofrutticolo. Sono state arrestate 14 persone e rinvenute e sequestrate numerose armi. Tra queste almeno quattro mitragliatori modello AK 47 e polvere da sparo con congegni elettronici e manuali, tre secchi di chiodi a punta per bloccare il transito degli altri veicoli in autostrada, alcune taniche di benzina, numerosi indumenti per che sarebbero stati utilizzati per l’assalto e l’apertura dei furgoni blindati di una nota società di trasporto valori in partenza da Bologna e diretti a Paderno Dugnano in transito sull’autostrada A1. Nel corso dell’operazione di polizia giudiziaria sono stati sequestrati un autoarticolato di proprietà di uno degli arrestati utilizzato per il trasporto di parte dell’attrezzatura, tre Maserati ed un Audi. Gli arrestati avevano altresì a disposizione un apparecchio Jammer per inibire le comunicazioni via telefono durante l’assalto ed impedire o quantomeno rallentare i soccorsi e l’arrivo delle forze di polizia. L’intervento conclusivo ha visto l’impiego di numerosi agenti del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, uno dei quali rimasto leggermente ferito, delle Squadre Mobili di Chieti e Modena con il supporto operativo dei reparti speciali dei Nocs e di un elicottero per il supporto dall’alto.
La delibera è stata approvata all’unanimità. Il provvedimento richiama criticità nella gestione della società partecipata. La giunta comunale di Brindisi ha avviato il procedimento per la revoca dell’incarico dell’amministratrice unica della Brindisi Multiservizi, Rossana Palladino, motivando la decisione con il venir meno del rapporto fiduciario. La delibera è stata approvata all’unanimità. Il provvedimento richiama criticità nella gestione della società partecipata, tra cui la risoluzione del contratto con il direttore tecnico senza il coinvolgimento preventivo del socio unico, possibili profili di diseconomicità e relazioni sindacali definite conflittuali. Contestati anche aspetti legati alla gestione del parco mezzi e a presunte iniziative mediatiche ritenute lesive del rapporto con l’ente. La decisione finale spetterà al sindaco Pino Marchionna, che ha annunciato la firma del decreto di revoca nelle prossime ore. Prevista una fase transitoria per garantire l’ordinaria amministrazione in attesa di un nuovo bando. Il Comune ha inoltre annunciato la costituzione di parte civile nel procedimento a carico di un dipendente della società.
In queste ore il Comune con le guardie zoofile sta approntando dei manifesti da affiggere nelle vie del paese recanti una serie di raccomandazioni a cui attenersi. Due esemplari di lupo sono stati avvistati mentre si aggiravano indisturbati in pieno giorno in una strada del centro abitato di Supersano, nel Sud Salento. I due esemplari , immortalati col cellulare da un passante, sono stati avvistati in una zona non distante dalla campagna e dalla zona della collina da dove probabilmente sono arrivati. In queste ore il Comune con le guardie zoofile sta approntando dei manifesti da affiggere nelle vie del paese recanti una serie di raccomandazioni a cui attenersi, come custodire al chiuso i propri animali domestici durante le ore notturne. Un mese fa i lupi hanno sbranato proprio a Supersano il cavallo di un allevatore che l’uomo aveva lasciato fuori dalle stalle. La presenza in zona dei lupi, tutt’oggi specie protetta, ha indotto molti camminatori a rinunciare a percorrere i sentieri rurali.
Lo strato di ghiaccio ha reso scivoloso l’asfalto. Una violenta grandinata si è abbattuta nel tardo pomeriggio (del 18 marzo) sulla statale 106, all’altezza di Palagiano. Gli automobilisti si sono trovati immersi in una coltre bianca che ha azzerato la visibilità. I chicchi hanno formato uno strato scivoloso sull’asfalto.
Il giudice ha ritenuto inadeguato rispetto ai fatti contestati il programma di volontariato presso la Caritas presentato per poter ottenere la misura alternativa della messa alla prova. É stata rinviata a giudizio Carmela Fiorella, moglie dell’ex consigliere regionale del Pd Filippo Caracciolo accusata di falso e truffa per aver presentato una laurea falsa in occasione di una selezione per un posto da dirigente delle Risorse Umane ad Aeroporti di Puglia.Il giudice Vittorio Rinaldi ha ritenuto inadeguato rispetto ai fatti contestati, il programma di volontariato presso la Caritas presentato per poter ottenere la misura alternativa della messa alla prova. Ha pertanto disposto il giudizio per il prossimo 7 ottobre. Quel giorno la difesa, rappresentata dall’avvocato Vincenzo Papeo, potrà presentare un nuovo programma implementato, e dunque chiedere nuovamente la messa alla prova.A Fiorella, che risponde di falso e truffa aggravata, viene contestato di aver presentato una falsa laurea in Economia e Management – richiesta dal bando – mentre da un controllo negli archivi dell’Università di Bari risulta laureata in Scienze dell’Amministrazione. Dopo che la vicenda è divenuta di dominio pubblico, Carmela Fiorella si è dimessa dall’incarico e ha pubblicamente ammesso le proprie responsabilità. Aeroporti di Puglia è stato risarcito con 35mila euro.
L’ex sindaco non andava arrestato. Non è prospettabile un diverso epilogo in un eventuale giudizio di rinvio. Così la Corte di Cassazione nelle 9 pagine in cui motiva la sentenza con cui ha annullato, senza rinvio, sia l’ordinanza del gip del tribunale di Trani che dispose l’arresto dell’ex sindaco di Molfetta Tommaso Minervini che quella del Riesame con la quale veniva attenuata la misura con il divieto di dimora per un anno negli uffici comunali. I giudici hanno scritto così la parola fine sulla vicenda che aveva portato ai domiciliari, dal 6 al 28 giugno del 2025, l’esponente socialista coinvolto, con altre persone, in un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici in città. Per tutti i 9 capi di imputazione, scrivono gli ermellini, non ci sono indizi di colpevolezza, esclusa qualsiasi rilevanza penale per ognuna delle contestazioni. In pratica Minervini non andava arrestato. Ricordiamo che l’amministrazione comunale, inizialmente retta dal vice sindaco Nicola Piergiovanni, fu sciolta dopo le dimissioni di 13 consiglieri. Dallo scorso mese a reggere le sorti del Comune c’è un commissario straordinario nominato dalla Prefettura.
A quasi quattro anni dal conferimento, il 20 marzo verrà materialmente consegnata alla famiglia: “Uno degli esempi più alti di altruismo e senso di umanità”. Ci sono voluti quattro anni ma finalmente la data è arrivata: il 20 marzo sarà consegnata la Medaglia d’Oro al Valor Civile ai familiari di Giuseppe Girolamo. Il ragazzo di Alberobello, la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, all’Isola del Giglio cedette il proprio posto sulla scialuppa di salvataggio durante il naufragio della nave Costa Concordia. Il riconoscimento era stato conferito il 12 luglio 2022 dal presidente della Repubblica. Ora sarà materialmente consegnata alla famiglia con una cerimonia istituzionale in programma il 20 marzo, alle 11, al Comune di Alberobello. “Il gesto di Giuseppe Girolamo rappresenta uno degli esempi più alti di altruismo e senso di umanità – dichiara il sindaco di Alberobello Francesco De Carlo – . Con il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Civile, la nostra comunità rinnova il ricordo di un giovane che, nel momento più drammatico, scelse dimettere la vita degli altri prima della propria. Alberobello non dimentica e continuerà a custodire la memoria di Giuseppe come testimonianza di coraggio, solidarietà e spirito di sacrificio”.

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