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Primo Piano

. Con un’ordinanza il Comune di Taranto dispone la sospensione, entro 30 giorni, delle attività della Centrale termoelettrica interna all’ex Ilva, perché potenzialmente pericolosa per la salute pubblica.  L’azienda non ha ancora presentato la Valutazione del danno sanitario né il Piano di Riduzione del rischio sulle emissioni, in mancanza del quale la Regione diffida il soggetto ad adempiere l’obbligo entro un mese. Atteso il principio di precauzione ambientale il sindaco Bitetti ha emesso ordinanza di sospensione dell’impianto, trasmessa al ministero dell’Ambiente, al prefetto, all’Ispra, all’Arpa e a tutte le autorità di competenza.

Dino Carta è stato martedì sera, a colpi di pistola, mentre portava a spasso il cane. Il 42enne faceva il volontario in chiesa.. La palestra in cui lavorava è chiusa per lutto. È il giorno del dolore non solo per i familiari e gli amici, ma anche per i colleghi di Dino Carta, il personal trainer incensurato di 42 anni ucciso lunedì sera, a Foggia, nei pressi della sua abitazione in via Caracciolo, vicino alla stadio, mentre portava a spasso il cane. Il killer ha esploso quattro colpi di pistola che lo hanno raggiunto alle spalle, all’altezza del costato, uccidendolo all’istante. Durante la fuga, l’assassino ha perso il caricatore per strada. I carabinieri stanno cercando di capire se ci sia stato un litigio tra la vittima e il killer. Decisive potrebbero essere le telecamere di sorveglianza della zona. Gli investigatori escludono la pista della criminalità, organizzata o comune.Le indagini si starebbero concentrando sulla sfera personale, lavorativa e di amicizie del 42enne. Si ipotizza una vendetta, ma l’episodio scatenante è ancora avvolto nel mistero. Dino Carta era molto conosciuto a Foggia, sia per il suo lavoro di personal trainer che per il suo impegno quotidiano nella chiesa di San Francesco Saverio, dove serviva messa come ministrante, accanto al parroco Don Giulio Dal Maso, che aveva anche celebrato il suo matrimonio.“Dino era molto attivo in parrocchia, già da alcuni anni – racconta Don Giulio al TgNorba -, ho avuto la gioia di celebrare le sue nozze e di battezzare la sua seconda figlia, che ha appena 10 mesi. Era sempre disponibile e attento per tutto, amato e stimato. La comunità ha sentito forte lo strappo e non può che stringersi nella propria preghiera intorno alla sua famiglia”.

Hanno 77 e 72 anni e hanno reso la vita impossibile ad una pensionata 69enne . Una coppia di coniugi, lui 77 anni e lei 72, residenti a Diso, sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di reiterate condotte persecutorie nei confronti della loro vicina di casa, una donna 69enne, nubile e pensionata. L’arresto è scattato in seguito ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Lecce. Una situazione di disagio e reiterati atteggiamenti persecutori che, secondo quanto ricostruito dai militari si sarebbe protratta nel tempo tanto che in passato la Procura aveva già disposto nei confronti della vittima la vigilanza generica radiocollegata.

“Alicia vive” è scritto fuori ai cancelli della scuola Riccardo Monterisi. Parenti e insegnanti della bambina di Bisceglie morta travolta da un albero increduli e attoniti. La strada della tragedia è stata sequestrata, l’inchiesta procede con l’ipotesi di omicidio colposo, al momento a carico di ignoti. Interviste a cugina; prof.ssa Lucia Scarcelli, dir. scuola “Riccardo Monterisi”; prof.ssa Loredana Bianco, insegnante di Felicia

La comunità si stringe nel dolore. Questa mattina Porto Cesareo si stringe nel dolore per la morte di Antonio Basile, studente di ingegneria di soli 21 anni, morto in un incidente stradale. Centinaia le persone all’esterno della chiesa che hanno atteso l’arrivo del feretro. Antonio era figlio del consigliere regionale Dino Basile. Il giovane stava percorrendo la provinciale tra Lecce e Arnesano quando, forse per un colpo di sonno, ha perso il controllo del suo SUV schiantandosi contro il muro di una villa. La tragedia ha scosso profondamente l’intera regione, sollevando un’ondata di cordoglio che ha unito trasversalmente ogni colore politico.

Una tragedia che tutti dicono si doveva e poteva evitare. Più volte infatti era stata segnalata la pericolosità dei pini in una zona dove insistono diverse scuole. Come in pellegrinaggio davanti a via Veneziano, periferia di Bisceglie, la strada ora interdetta e sequestrata dove l’albero che ha travolto e ucciso Alicia, una bambina di appena 12 anni, è ancora qui, testimone di una tragedia che tutti dicono, si doveva e poteva evitare. Più volte infatti era stata segnalata la pericolosità dei pini in una zona dove insistono diverse scuole. Un dramma ancora vivo negli occhi di chi c’era quando l’albero è caduto, proprio mentre passava Alicia diretta a scuola per i corsi pomeridiani. Interviste a residenti; testimone e soccorritore

Ingenti danni interni in corso di quantificazione. In azione la banda della marmotta in Salento dove nella notte a Porto Cesareo in via Cosimo Albano n. 1 quattro malfattori, travisati, giunti a bordo di un auto, hanno fatto brillare l’ATM della BCC impossessandosi dei soldi contenuti nella cassa. Sono riusciti ad impadronirsi di 20mila euro. Ingenti danni interni in corso di quantificazione. Rilievi a cura personale artificieri e sezione rilievi del nucleo investigativo dei carabinieri.

Proclamato il lutto cittadino. Saranno celebrati oggi, 14 aprile, alle 16.00, nel Duomo di Massafra, i funerali di Cosimo e Simone Latte, padre e figlio morti sul colpo nell’incidente stradale del 9 aprile scorso sulla Bradanica, in Basilicata. La sindaca Giancarla Zàccaro ha proclamato il lutto cittadino e invita tutti a partecipare a tale sentimento, dalle attività commerciali alle organizzazioni politiche, sociali e produttive, fino alle associazioni sportive. Disposta anche l’esposizione a mezz’asta della bandiera della Città di Massafra nei Palazzi Comunali e su tutti gli edifici pubblici.

L’uomo era personal trainer incensurato. Era sposato e aveva due figlie, la seconda di soli 10 mesi. Ucciso con quattro colpi di pistola in strada, mentre portava a spasso il cane, nei pressi della sua abitazione.  È successo ieri sera a Foggia, in via Caracciolo, nei pressi dello stadio. La vittima è Annibale Carta, da tutti conosciuto come Dino, personal trainer incensurato, 42 anni, molto conosciuto in città anche per il suo impegno quotidiano nella chiesa di San Francesco Saverio. Chi ha fatto fuoco ha utilizzato una pistola di piccolo calibro, abbandonando sull’asfalto il caricatore durante la fuga. Sono stati alcuni cittadini a dare l’allarme, dopo aver udito quattro esplosioni in rapida successione. Sul posto sono giunti gli operatori del 118, che hanno tentato inutilmente di rianimarlo. L’uomo era sposato e aveva due figlie, la seconda di soli 10 mesi.  Le indagini dei carabinieri sono coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Mongelli. Al vaglio dei militari, le telecamere di sorveglianza presenti in via Caracciolo e nella zona. 

Alcune persone sono state sgomberate a scopo precauzionale. Un uomo di 63 anni è rimasto ferito questa sera, non in modo grave, a causa del crollo di parte del solaio di un’abitazione al secondo piano di un antico stabile di via Corrado IV di Svevia, nel cuore del centro storico di Andria. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che parlano di cedimenti parziali di elementi strutturali del soffitto, mentre l’uomo stava effettuando dei lavori. Sono in corso da parte anche dei tecnici comunali le verifiche sulla staticità dell’immobile. Alcune persone sono state sgomberate a scopo precauzionale. Nel pomeriggio per il crollo di un solaio, in via Crasso, cinque operai sono rimasti feriti.

Al Policlinico le raffiche hanno scardinato una finestra del dipartimento di scienze biomediche e per rimetterla in sicurezza è stato necessario l’intervento del Saf. Oltre 150 interventi sono stati effettuati nella giornata di oggi, dai vigili del fuoco di Bari, per il forte vento di scirocco che sta sferzando la città e il nord barese. Per lo più, si è trattato della messa in sicurezza di alberi, cornicioni, e cartelloni pubblicitari e segnali stradali pericolanti. Impressionanti sono le immagini di questo balcone che ha perso la ringhiera al quinto piano, in corso Italia, all’angolo di piazza Moro E poi un abete di oltre venti metri, che si è abbattuto su un palazzo in viale Eritrea, a poche centinaia di metri di distanza. Due interventi sono stati necessari, anche la Policlinico, dove le raffiche hanno scardinato una finestra del dipartimento di scienze biomediche, e per rimetterla in sicurezza è stato necessario l’intervento del Saf. Per fortuna, nonostante si trattasse di zone centrali densamente popolate, non si sono registrati danni a persone.

La donna lo scorso agosto era stata raggiunta da un divieto di avvicinamento al prete, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, misura caduta alla luce della sentenza . Una donna di Taviano di 52 anni è stata assolta dall’accusa di stalking nei confronti del parroco del suo paese. Era stata accusata di aver avuto, dal 2022 al 2025, comportamenti ossessivi nel confronti del sacerdote. Il pm Maria Grazia Anastasia aveva chiesto la condanna di un anno ma il gup Angelo Zizzar,i al termine del rito abbreviato, ha disposto l’assoluzione “ perché il fatto non sussiste”. Il parroco si era costituito parte civile. La donna lo scorso agosto era stata raggiunta da un divieto di avvicinamento al prete, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, misura caduta oggi alla luce della sentenza assolutoria

Alicia Amoruso stava camminando per strada quando è stata colpita in pieno dal tronco. L’uomo stava effettuando lavori di manutenzione all’impianto di illuminazione all’esterno del cimitero comunale san Brunone. Una strage in Puglia per il vento forte. Una bambina di 12 anni è morta Bisceglie, nel nord Barese, dopo essere stata colpita per strada da un albero caduto a causa del forte vento. La vittima, AliciaAmoruso, è morta per politrauma da schiacciamento. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul luogo dell’incidente, in via Sergio Cosmai a Bisceglie, la 12enne era incastrata sotto l’albero. Il suo cuore ha smesso di battere durante il trasporto in ambulanza verso il pronto soccorso dell’ospedale della città. La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio colposo per accertare le eventuali responsabilità. Altra tragedia a Taranto. Un operaio di 38 anni, Roberto Di Ponzio, è morto nel capoluogo jonico mentre effettuava lavori di manutenzione all’impianto di illuminazione all’esterno del cimitero comunale san Brunone. L’uomo era dipendente della ditta Tec gen srl. L’uomo si trovava su una gru quando forse, per il forte vento, sarebbe stato colpito da un palo. L’operaio sarebbe morto sul colpo. Sul posto i Carabinieri, lo Spesal ed il 118. E un grave incidente s’è verificato anche nella Bat, a Margherita di Savoia, dove un operaio di circasessant’anni è rimasto ferito all’interno di un’azienda agricola. Secondo una prima ricostruzione, a causa del forte vento alcuni cassoni sarebbero precipitati da un’altezza di circa cinque metri, travolgendo l’uomo mentre era impegnato nelle lavorazioni. L’operaio, originario di San Ferdinando di Puglia, ha riportato diversi traumi. Sul posto è intervenuta un’equipe sanitaria del 118 di Margherita di Savoia, che ha provveduto a stabilizzarlo prima del trasferimento in codice rosso con elisoccorso al Policlinico Riuniti di Foggia. Presenti anche i carabinieri e la polizia locale per i rilievi e gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente.

Era nato ad Imperia, da qualche mese si era trasferito in città, e qui è morto, in ospedale, a causa delle ferite riportate dopo una violenta aggressione subita da un suo coetaneo. Una comunità scossa quella dei volontari che si prendevano cura di Jacopo, il 49enne senza fissa dimora morto a Barletta dopo una aggressione subita da un suo coetaneo. Interviste a don Cosimo Fiorella, parroco chiesa san Benedetto; Rosa Tuosto, ambulatorio popolare; Lorenzo Chieppa, Caritas

Diramata l’allerta gialla per il forte vento. Il forte vento che da oggi, 13 aprile, sta interessando la Puglia sta causando problemi anche al traffico aereo. Come si può notare dal sito di Aeroporti di Puglia, sono almeno undici i voli che da Bari sono stati dirottati a Brindisi. I voli provengono sia dall’estero che dall’Italia come Siviglia, Barcellona, Venezia, Pisa, Torino e altri. La Protezione civile regionale ha diramato una allerta meteo gialla proprio per il forte vento che da questa notte soffia sulla Puglia. Il bollettino prevede fino alle 20 di oggi su tutta la regione “venti da forti a burrasca, con possibili raffiche di burrasca forte, dai quadranti meridionali” e “possibili mareggiate lungo le coste esposte”.

Secondo i giudici l’amministrazione non avrebbe garantito condizioni di sicurezza adeguate né informato correttamente il lavoratore sui rischi. Ammonta ad un milione di euro il risarcimento riconosciuto agli eredi di un lavoratore dell’indotto dell’Arsenale della Marina Militare di Taranto, deceduto dopo aver contratto un tumore ai polmoni a causa dell’esposizione all’amianto. Secondo i giudici l’amministrazione non avrebbe garantito condizioni di sicurezza adeguate né informato correttamente il lavoratore sui rischi. Nel 2023 il tribunale di Taranto condannò lo Stato al pagamento di circa 200 mila euro poi la vicenda giudiziaria, seguita dall’avvocato Giuseppe Mastrocinque, legale della famiglia, è proseguita e oggi il tribunale di Lecce ha confermato la responsabilità del Ministero della Difesa, disponendo un ulteriore risarcimento di 800 mila euro.

Nessun danno è stato segnalato. Torna a tremare la terra in provincia di Foggia. Un terremoto di magnitudo 2.2 è avvenuto nella zona di Monte Sant’Angelo, a 7 chilometri dalla cittadina garganica. La scossa è stata registrata dalla sala sismica dell’istituto di vulcanologia di Roma alle 00.26. Nessun danno è stato segnalato. L’ultima scossa, di magnitudo 3.2, era stata registrata il 4 aprile con epicentro a Lucera. 

Adamo era molto conosciuto nel suo territorio per l’attività agricola di famiglia e per la produzione del “Gin Gina”. Nel giorno di inaugurazione del Vinitaly, un imprenditore salentino di 51 anni, Stefano Adamo, è morto improvvisamente mentre si trovava a pranzo a Verona. L’uomo, originario di Alliste, era in città per partecipare alla fiera. Sarebbe stato colto da un malore fatale: non è ancora chiaro se si sia trattato di un problema di salute improvviso o di un soffocamento. Inutili i tentativi di soccorso. Adamo era molto conosciuto nel suo territorio per l’attività agricola di famiglia e per la produzione del “Gin Gina”.

Il cordoglio intorno alla famiglia del 21enne. Un impatto devastante, consumatosi poco prima dell’alba, ha spezzato la vita di Antonio Basile, studente di ingegneria di soli 21 anni. Il giovane stava percorrendo la provinciale tra Lecce e Arnesano quando, forse per un colpo di sonno, ha perso il controllo del suo SUV schiantandosi contro il muro di una villa. A fare la straziante scoperta è stato il padre, il consigliere regionale Dino Basile, che non vedendolo rincasare si era messo in auto a cercarlo nel buio. Mentre la comunità si prepara all’ultimo saluto, in programma domani, alle 10 nella sua Porto Cesareo, la cronaca si tinge di un ulteriore contorno drammatico. Proprio la notizia della morte di Antonio ha infatti innescato un secondo grave incidente: un amico della vittima, un uomo di 36 anni, si è messo immediatamente alla guida nel tentativo disperato di raggiungere il luogo della tragedia. Durante il tragitto, però, ha perso a sua volta il controllo del mezzo ribaltandosi più volte. L’uomo è ora ricoverato in rianimazione al “Vito Fazzi” di Lecce per un grave trauma toracico, ma nonostante la prognosi resti riservata, i medici hanno rassicurato che non è in pericolo di vita. Questa doppia tragedia ha scosso profondamente l’intera regione, sollevando un’ondata di cordoglio che ha unito trasversalmente ogni colore politico. Da Bruxelles, il vicepresidente Raffaele Fitto ha espresso il suo sgomento per un ragazzo visto crescere, mentre in Puglia il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e la sindaca Adriana Poli Bortone si sono stretti attorno alla famiglia. Un abbraccio che ha visto uniti i gruppi di Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, tutti concordi nel fermarsi davanti a un dolore che toglie le parole a un’intera comunità. di Matteo Bottazzo

Alla base una vendetta maturata in ambienti criminali. Uno dei fermati era già in carcere. Svolta a Taranto su un cold case del 2013: nella notte i carabinieri hanno arrestato due persone con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso e detenzione illegale di arma da fuoco. L’indagine riguarda l’uccisione di Martino Marangia, all’epoca 50enne, nelle campagne di Pulsano, in contrada Rotondelle. L’uomo fu raggiunto da diversi colpi di calibro 9×21 mentre si trovava accanto alla sua auto, sotto gli occhi della compagna, unica testimone, rimasta illesa. All’epoca si ipotizzò un agguato premeditato: i killer lo attesero in una zona isolata che la vittima percorreva abitualmente. Marangia, con precedenti per reati contro il patrimonio, aveva da poco avviato una piccola attività edile ed era stato coinvolto in una violenta rissa finita a processo. Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe legato a contrasti e a una precedente aggressione subita dal presunto mandante. Uno degli arrestati era già detenuto.

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