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Si tratta della zona interessata alla posa della tubazione che dovrà convogliare l’acqua verso monte, fino al serbatoio di raccolta delle acque trattate. Sequestro nell’area del cantiere dove sono in corso i lavori per il progetto del dissalatore sul fiume Tara, a Taranto. La segnalazione arriva dagli ambientalisti Luciano Manna e Vincenzo Fornaro che hanno effettuato un sopralluogo. In pratica si tratta della zona interessata alla posa della tubazione che dovrà convogliare l’acqua verso monte, fino al serbatoio di raccolta delle acque trattate. Il provvedimento sarebbe stato eseguito dallo Spesal. Il cantiere si trova tra la masseria Carmine e la pineta della gravina di Mazzaracchio. Questa mattina, comunicano i due ambientalisti, sarebbero stati notati alcuni operatori di una ditta privata impegnati in rilievi ambientali e nel campionamento dei terreni. Non sono ancora chiari i motivi del sequestro. I due ambientalisti hanno denunciato più volte l’impatto del progetto dell’Aqp sul territorio e sugli ecosistemi interessati dal tracciato. I lavori, già dalla fase progettuale, sarebbero apparsi, secondo Manna e Fornaro, notevolmente invasivi ed impattanti rispetto alla macchia mediterranea dell’area.

Nel corso delle attività i militari hanno inoltre accertato la detenzione illegale di armi, sequestrando due pistole modificate nascoste a bordo delle auto degli indagati. Blitz antidroga nel barese: i Carabinieri della Compagnia di Monopoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tredici persone arrestate tra carcere e domiciliari. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla cessione di sostanze stupefacenti, detenzione di arma comune da sparo ed estorsione in concorso. Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa del N.O.R. di Monopoli attraverso pedinamenti, intercettazioni e il supporto di collaboratori di giustizia, hanno svelato un sodalizio criminale radicato nel territorio di Conversano. Secondo l’accusa, lo spaccio di cocaina, hashish e marijuana avveniva con consegne a domicilio o all’interno di un bar in centro a Conversano, previo contatto telefonico con linguaggio criptico. Al vertice del gruppo vi era il capo del sodalizio che, sebbene fosse detenuto nel carcere di Bari, riusciva a gestire l’approvvigionamento della droga e a ordinare richieste estorsive e intimidazioni ai danni dei debitori, utilizzando i sodali o l’invio di pizzini dal penitenziario. Nel corso delle attività i militari hanno inoltre accertato la detenzione illegale di armi, sequestrando due pistole modificate nascoste a bordo delle auto degli indagati. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e la colpevolezza degli arrestati dovrà essere accertata in sede di processo.

Sarà aperto in un ex ristorante con affaccio diretto sul porticciolo. Flavio Briatore investe in Puglia. Il manager ha scelto Savelletri per aprire una nuova sede di “Crazy Pizza”. L’inaugurazione si terrà il prossimo 22 maggio. Anche in Puglia come nelle altre sedi delCrazy Pizza la scelta sarà quella, si legge in una nota del gruppo, di creare uno “show cooking con pizzaioli acrobatici, musica e un’atmosfera glamour pensata per offrire al pubblico una serata che va oltre il concetto tradizionale di ristorazione”. Il nuovo “Crazy Pizza” sarà aperto in un ex ristorante con affaccio diretto sul porticciolo di Savelletri.

L’omelia pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica per la festa dei popoli. “L’integrazione non è uno slogan. Non si costruisce con parole facili. Richiede cammini lunghi, leggi giuste, responsabilità condivise, rispetto reciproco, educazione, pazienza, capacità di ascolto. Richiede il coraggio di non semplificare. Richiede di superare sia la paura di chi chiude, sia la superficialità di chi pensa che basti stare vicini per essere fratelli”. È un passaggio dell’omelia che l’arcivescovo di Bari – Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano ha pronunciato nel corso della celebrazione eucaristica per lafesta dei popoli. “La festa dei popoli è chiamata a essere non una parentesi colorata nella vita della città, ma una piccola profezia – ha continuato Satriano – un segno che dice a Bari che è possibile vivere insieme, incontrarsi, riconoscere le differenze non come una minaccia, ma come una ricchezza”. “Ma dobbiamo essere sinceri: tutto questo non è facile. Accogliere è faticoso. E anche farsi accogliere è faticoso. Chi accoglie può portare dentro paure, diffidenze, domande, senso di smarrimento. Talvolta teme di perdere qualcosa: sicurezza, identità, abitudini, spazi – ha proseguito l’arcivescovo – Chi arriva, d’altra parte, spesso porta nel cuore ferite profonde: la nostalgia della propria terra, il dolore degli affetti lasciati, la fatica di ricominciare, l’umiliazione di dover dimostrare continuamente di meritare fiducia, casa, lavoro, rispetto”. “La festa dei popoli deve diventare un appello alla coscienza per aiutarci a crescere insieme nell’amicizia”,ha concluso.

Si tratta di un 37enne albanese e un 37enne foggiano. I Carabinieri della Compagnia di Foggia hanno arrestato in flagranza di reato due uomini, un 37enne albanese e un 37enne foggiano, gravemente indiziati di tentato omicidio in concorso e porto di armi clandestine. Nella serata del 10 maggio scorso, nei pressi del parcheggio del “Penny Market” di via San Severo, era stata segnalata la presenza di un cittadino straniero che avrebbe ricevuto minacce di morte da parte di un proprio conoscente. Si udirono distintamente diversi colpi d’arma da fuoco dal parco di via Ugo Iarussi e vennero bloccate due persone ritenute coinvolte nella sparatoria, entrambe gravate da numerosi precedenti penali e di polizia. In quell’occasione una donna e un uomo avevano riportato ferite d’arma da fuoco. Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate due pistole, entrambe con matricola abrasa, che si ritiene siano state utilizzati dagli indagati.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari . Dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri del comando provinciale di Bari stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 13 persone. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illecita di armi comuni da sparo ed estorsione in concorso.

. Un uomo che cerca di far scendere con la forza un ragazzo dal pullman e poi gli sferra un pugno. La scena, immortalata da un telefonino, si riferisce a quanto è successo nel primo pomeriggio di oggi (lunedì 18 maggio) a Trani quando, secondo quanto si è appreso, un 15enne era salito sul mezzo pubblico per andare a casa della nonna dopo la scuola. Qui il video dell’aggressione Si ignora per quale motivo ma è nata una discussione con un signore che poi lo ha spinto fuori colpendolo violentemente dopo essere stato insultato. A quanto si sa la vittima è un ragazzo affetto da gravi disabilità, originario di Bisceglie. Sul posto è intervenuta una volante del commissariato di polizia, l’esatta dinamica dell’accaduto è al vaglio degli agenti.

. Grave incidente stradale sul lungomare di Bari all’altezza dell’ingresso monumentale della Fiera del Levante. Intorno alle 20.40, per cause ancora in fase di accertamento, una Fiat 500 nera si è scontrata con una moto di grossa cilindrata con a bordo due persone. Violentissimo l’impatto, nel quale la moto si è ribaltata, sbalzando i due passeggeri sull’asfalto. Immediato l’intervento di tre ambulanze che hanno trasportato i due feriti più gravi, tra cui presumibilmente un minorenne, al Policlinico di Bari e all’ospedale Di Venere e hanno soccorso anche la terza persona coinvolta, che era alla guida dell’automobile. Sul posto la polizia locale per i rilievi del caso. 

. Sono riprese nel primo pomeriggio di oggi le ricerche di Domenico Racanati, il pescatore di Bisceglie scomparso il 2 aprile dopo il crollo del ponte sul Trigno, in Molise. La guardia costiera ha ripreso le attività con un metal detector. Le attrezzature puntano a verificare la presenza sotto il troncone di ponte collassato dell’auto di Tacanati. Nelle ultime ore la moglie dell’uomo ha scritto sui social: “Mio marito da quasi due mesi è ancora sepolto nella foce del fiume. Due mesi di attesa, di dolore, di speranze distrutte e di silenzio. In tutto questo tempo non abbiamo visto nessun rappresentante dello stato fermarsi davvero davanti alla nostra tragedia, guardarci negli occhi, ascoltare il nostro dolore. Abbiamo avuto la sensazione di essere stati dimenticati. come se questa vicenda non fosse importante. Come se mio marito non fosse una persona”

A marzo vi abbiamo raccontato di un condominio, a Taranto, trasformato in una piccionaia. Nonostante l’ammonimento del questore, il condomino-allevatore continua a perseguitare i vicini. È il primo caso di stalking condominiale del genere: un cittadino di Taranto alleva nello stabile almeno una 80ina di piccioni e quindi cumuli di escrementi e cattivo odore. Nel condominio si è verificato anche un caso di infezione respiratoria. Non solo: “il signore dei piccioni” perseguita i condomini con lanci di uova, taglio di cavi di luce e rete internet, manomissione dei citofoni e danni alle auto. Il paradosso è che la storia dello stabile di via Mazzini va avanti da 20 anni. Un accanimento, in particolare contro tre condomini, difesi dall’avvocato Ivan Zaccaria.L’assurdo caso del signore dei piccioni qui

. È stato assolto per non aver commesso il fatto Emanuele Nardella, 24 anni, lo schermitore originario di San Severo, imputato con un altro atleta di violenza sessuale. La decisione è stata pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Siena al termine del processo con rito abbreviato. La vicenda risale alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un ritiro tra nazionali giovanili a Chianciano Terme, quando Fernanda Herrera, allora minorenne e promessa della scherma, avrebbe trascorso la serata in un locale con tre atleti italiani che, sempre secondo l’accusa, l’avrebbero convinta a bere, per poi portarla in una camera d’albergo, dove sarebbe stata abusata. La Procura di Siena, con il pubblico ministero Serena Menicucci, aveva richiesto la condanna di entrambi gli imputati a cinque anni e quattro mesi di reclusione. Per il giudice invece il fatto non sussiste. Emanuele Nardella, è cresciuto nel club Scherma San Severo ed è in forza al Centro Sportivo Esercito.

Il siderurgico entro un mese dovrà relazionare sulle cause dei superamenti ed indicare i tempi e le modalità per eliminare il problema. L’ex Ilva inquina nonostante la produzione sia quasi ferma e continua a farlo con gli scarichi idrici dei suoi impianti, attraverso l’attività produttiva dell’altoforno. Il ministero dell’ambiente ha diffidato l’azienda dopo che l’Ispra, durante un’ispezione a settembre del 2025, ha trovato fuori controllo tre parametri: alluminio, boro e solidi sospesi totali. Sono stati presi in esame otto scarichi idrici della fabbrica di Taranto e sono stati rilevati valori molto più alti rispetto a quelli fissati dal decreto del 2006. Oltre 9 milligrammi al litro contro l’uno previsto per l’alluminio, quasi 5 milligrammi contro il valore 2 previsto per il boro e 258 milligrammi per i solidi sospesi mentre il valore tabellare è di 80. L’ex Ilva entro un mese dovrà relazionare sulle cause dei superamenti ed indicare i tempi e le modalità per eliminare il problema. Commentando la diffida, Luciano Manna di Veraleaks dichiara che la loppa di altoforno continua a rappresentare una fonte di inquinamento accertato piu’ volte da Arpa Puglia e Ispra. Non solo quindi l’idrogeno solforato ed il biossido di zolfo emesso per aria senza captazioni, ma anche inquinanti negli scarichi idrici, scrive l’ambientalista. Non serve, quindi, cambiare l’Aia per risolvere i problemi. Gli impianti, dichiara Manna, restano sempre quelli che da anni continuano ad inquinare

. Hanno 15 e 17 anni i due ragazzi in moto che domenica sera a Taranto hanno investito un ragazzino di 15 anni che attraversava la strada sulle strisce pedonali e sono fuggiti via. I due, in tarda serata, si sono presentati in caserma dai carabinieri. Uno dei due risponde di guida senza patente, entrambi sono accusati di omissione di soccorso. Il 15enne intanto è ancora ricoverato in ospedale. È in gravi condizioni ma non è in pericolo di vita.

. È in corso lo sgombero della Residenza Sant’Anna di Polignano a Mare, ex residenza sanitaria assistita riconducibile all’imprenditore brindisino Michele Schettino. Sulla struttura, che ospita una ventina di persone, pende una procedura esecutiva immobiliare ed un decreto di sequestro preventivo. L’intervento si inserisce nel filone investigativo che riguarda l’inchiesta per bancarotta fraudolenta della società di Schettino.  Il provvedimento era stato annunciato da tempo. Regione Puglia, Asl e Comune avevano cercato di individuare strutture alternative ma per alcune famiglie la soluzione prospettata è inattuabile.

Nell’illustrare il piano di riequilibrio per sanare il buco della sanità pugliese, il presidente aveva detto di contare sulla collaborazione con il Governo, con una nota polemica. Continua la polemica politica sull’aumento dell’Irpef in Puglia, dovuto al deficit della sanità. Ai nostri microfoni, il sottosegretario Marcello Gemmato, chiamato in causa dal presidente Decaro, nella conferenza stampa di sabato, ha risposto così. Riprese e montaggio Orazio CorbacioIntervista a on. Marcello Gemmato, Sottosegretario alla Salute

Dal 16 luglio entrerà in vigore l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi. Con l’entrata in vigore dell’obbligo di targa per i monopattini elettrici sono arrivate le prime sanzioni della polizia locale di Foggia: in tutto 12 sanzioni quelle registrate nel primo week end dell’entrata invigore dell’obbligo. Ieri agenti della polizia locale hanno eseguito controlli che hanno portato sanzioni di 100 euro nei confronti di due minorenni e dieci maggiorenni. Il mezzo non potrà essere utilizzato fino all’applicazione del targhino. Una quindicina, invece, le sanzioni per assenza di casco. Invece, sono complessivamente 14 le multe fatte nelle scorse ore dagli agenti della polizia locale di Bariper violazioni relative al corretto uso dei monopattini. Dieci sono stati i mezzi trovati senza targa, nel primo giorno in cui è entrato in vigore l’obbligo a esporla, e quattro i conducenti senza casco. Dal 16 luglio, invece, entrerà in vigore l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi. 

Smantellata dalla Dda di Potenza una rete criminale che sfruttava i decreti flussi per ridurre in schiavitù braccianti agricoli in diverse province, a partire dalla Basilicata . Un’associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l’aggravante della transnazionalità è stata sgominata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Potenza e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo lucano. 12 le persone, tra italiane e indiane, destinatarie di misure cautelari: due in carcere, 5 agli arresti domiciliari, mentre per 5 soggetti èstato disposto obbligo/divieto di dimora. L’analisi degli investigatori ha evidenziato come il sodalizio criminale fosse in grado di gestire contemporaneamente decine di pratiche migratorie, utilizzando in maniera fraudolenta le procedure connesse ai cosiddetti decreti flussi. Gli intermediari all’estero selezionavano i lavoratori inducendoli a versare somme variabili tra gli 8.500 e i 13.000 euro per ottenere il visto. Una volta giunti sul territorio nazionale, i braccianti venivano privati della libertà di scelta e costretti a turni estenuanti, spesso oltre le 10-12 ore giornaliere, in cambio di paghe irrisorie. Tutto era accompagnato dalle continue minacce. Le indagini hanno interessato le province di Potenza, Matera, Salerno, Piacenza e Lecco, ed hanno consentito di accertare anche la posizione di quelle aziende agricole compiacenti che presentavano domande di assunzione per quote di lavoratori stagionali, dietro compenso illecito stimato tra i 3.500 e i4.000 euro per ogni singola pratica.

Il ragazzo è ferito in modo grave. Le forze dell’ordine sono alla ricerca dei due pirati della strada . Un ragazzo di 15 anni è rimasto ferito gravemente dopo essere stato investito, mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, da una moto con a bordo due giovani. È successo in viale Virgilio a Taranto. Il motociclista avrebbe frenato per evitare l’impatto ma non è riuscito ad evitare l’investimento. I due giovani sono caduti dalla moto ma si sarebbero rialzati subito e sono scappati. I Carabinieri e la Polizia locale starebbero visionando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona per individuare i due ragazzi

Martedì l’affidamento dell’autopsia. Il branco che ha aggredito e ucciso Bakari Sako, ha agito nella totale convinzione di impunità. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa ieri pomeriggio nei confronti di Cosimo Colucci, 22 anni, uno dei sei indagati per l’omicidio in concorso del 35enne bracciante maliano ucciso all’alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto. “Hanno  pestato un soggetto sconosciuto in pieno centro città, quasi in orario diurno” scrive il gip Taranto Gabriele Antonaci, “non preoccupandosi minimamente di essere visti da testimoni oculari o di essere immortalati dalle telecamere di videosorveglianza. Non si sono premurati, ad esempio, di occultare il proprio viso, tramite cappucci o caschi, mostrandosi liberamente mentre ponevano in essere una condotta gravemente sprezzante della vita altrui”. Sako era in giro in bici e si era fermato un attimo prima di andare a lavorare nei campi quando è stato iaccerchiato e picchiato senza un particolare motivo. Poi un 15enne gli ha sferrato tre coltellarìte, due all’addome e una al torace. Il 35nne è entrato in un bar per trovare riparo e si è accasciato sul pavimento. Il gestore lo ha mandato via e non ha chiamato le forze dell’ordine. Motivo per cui è indagato per favoreggiamento personale.  Martedì la procuratrice facente funzioni del tribunale per i minorenni Daniela Putignano affiderà l’autopsia al medico legale Roberto Vaglio. Nella stessa giornata la pm del Tribunale ordinario Paola Francesca Ranieri assegnerà la consulenza sui file video del bar di piazza Fontana e i cellulari dei due maggiorenni. 

La storia risale al  2021. La vittima si chiamava Fedelino Margheriti, di Torre Santa Susanna. Aveva 51 anni. Abbandonarono l’amico nel bosco di Crispiano e lui morì a causa di un infarto: i due sono stati condannati in primo grado a cinque anni e sei mesi per morte come conseguenza di altro reato. La storia risale al  2021. Il 5 dicembre di quell’anno Fedelino Margheriti, 51 anni, di Torre Santa Susanna, fu ritrovato senza vita nelle campagne di Crispiano. Due giorni prima era andato con due amici nel bosco per raccogliere funghi. Si erano divisi per darsi appuntamento in un luogo stabilito e tornare a casa. Margheriti però si perse e gli amici rientrarono senza cercarlo e senza nemmeno dare l’allarme, nonostante fossero a conoscenza delle delicate condizioni di salute dell’uomo e del fatto che non avesse con se il cellulare.  Le ricerche iniziano il pomeriggio dopo la denuncia dei familiari di Margheriti. Due giorni dopo i vigili del fuoco scoprirono il cadavere. L’autopsia evidenziò che la vittima era deceduta per un infarto generato, con molta probabilità, dallo stress subito per la perdita dell’orientamento.  Secondo la difesa dei due imputati Margheriti era in condizioni di salute tali per cui, anche se fosse stato tempestivamente soccorso, non ce l’avrebbe fatta. Ma i giudici non hanno condiviso la tesi e li hanno condannati. 

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