
Cane trascinato con l’auto: padre e figlio condannati, multa di 8mila euro ciascuno
L’episodio avvenne nel 2025 lungo la provinciale tra Cassano delle Murge e Altamura Condannati a una multa di 8mila euro ciascuno i due uomini, padre

L’episodio avvenne nel 2025 lungo la provinciale tra Cassano delle Murge e Altamura. Condannati a una multa di 8mila euro ciascuno i due uomini, padre e figlio, che nel gennaio 2025 trascinarono con l’auto il loro cane lungo la provinciale tra Cassano delle Murge e Altamura. Il Tribunale di Bari ha accolto la richiesta di patteggiamento, disponendo anche il pagamento delle spese legali delle parti civili, tra cui la Lav. L’animale, gravemente ferito, fu soccorso dopo la segnalazione di due automobilisti e affidato alle cure dei veterinari. Successivamente è stato sequestrato e dato in adozione.
A dare l’allarme il collega. L’uomo era tra gli operatori storici dell’azienda. Un operatore ecologico di 60 anni dipendente dell’azienda di igiene pubblica urbana Amiu di Foggia è stato stroncato da un malore, con ogni probabilità un infarto, questa mattina intorno alle 7 mentre era al lavoro. L’uomo, tra gli operatori storici dell’azienda, era addetto alla disinfestazione e deblatizzazione e stava svolgendo la sua attività nei quartieri settecenteschi di Foggia. A dare l’allarme il collega. Sul posto sono giunti gli operatori del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 60enne.
L’inchiesta è stata aperta all’inizio del 2026. Della richiesta di fallimento si è saputo solo oggi . La Procura di Bari ha chiesto il fallimento della SSC Bari, dopo la retrocessione della squadra di calcio in serie C, sancita il 22 maggio scorso con la partita di ritorno dei playout per la salvezza in casa del Sudtirol, finita 0 a 0. Della richiesta si è saputo solo oggi. Dagli atti dell’inchiesta che ha portato oggi a perquisizioni nei confronti di Luigi e Aurelio De Laurentiis e delle società SSC Bari, SSC Napoli e Filmauro, emerge che l’inchiesta è stata aperta all’inizio del 2026. La prima consulenza tecnica disposta dalla Procura sui bilanci del Bari dal 2019 al 2024 è stata depositata il 26 gennaio 2026 e integrata a maggio, sulla scorta degli ulteriori dati del bilancio del 2025 e della sopravvenuta retrocessione in Serie C. La Procura ha chiesto l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale “per l’insolvenza della società sportiva”. Il valore del patrimonio netto, negli esercizi dal 2019 al 2021, è risultato positivo soltanto in funzione dell’utilizzo a copertura delle perdite d’esercizio mediante il versamento di circa 4,5 milioni fatto nel 2020 dal socio unico Filmauro; la rivalutazione del marchio pari a 5,3 milioni nel 2021; le rinunce a crediti, vantati dal socio unico, connessi ai finanziamenti erogati nonché a rapporti di natura commerciale. Le perdite, così, avrebbero “definitivamente eroso il capitale sociale e le riserve disponibili” e “solo grazie ainterventi straordinari del socio unico (Filmauro) costituiti dalla immissione di nuova finanza, nonché alla rivalutazione del marchio”, la società calcistica sarebbe riuscita a “coprire, seppur parzialmente, le rilevanti e reiterate perdite d’esercizio”.
Questa mattina le perquisizioni della Guardia di Finanza. I De Laurentiis in una nota: “Lascia basiti la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici”. Aurelio e Luigi De Laurentiis sono indagati. Il presidente del Napoli e l’amministratore unico del Bari sono al centro di un’inchiesta della Procura di Bari che ipotizza, a vario titolo, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. L’indagine nasce dall’analisi dei bilanci del club biancorosso e dalla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale per il suo stato di insolvenza. La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro, la holding della famiglia De Laurentiis, acquisendo documentazione ritenuta utile alle indagini. Il cuore dell’indagine è un’operazione di mercato: quella che, nell’estate del 2023, ha portato il portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli. Secondo la Procura, il Bari avrebbe ceduto il calciatore per circa 2.200.000 euro senza prevedere alcuna clausola che gli consentisse di partecipare ai futuri ricavi di una successiva rivendita. Una scelta che, secondo gli investigatori, non sarebbe stata nell’interesse del club biancorosso, già alle prese con una grave situazione economica e patrimoniale. Per gli inquirenti, quella futura plusvalenza avrebbe potuto essere realizzata, almeno in parte, anche dal Bari, invece sarebbe rimasta interamente al Napoli, che dopo aver valorizzato il giocatore lo ha successivamente ceduto, realizzando un’importante plusvalenza. Un’operazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe contribuito ad aggravare il dissesto della società biancorossa. Gli accertamenti, supportati da consulenze tecniche, descrivono un Bari in perdita sistemica, con circa 30 milioni di euro di perdite accumulate tra il 2019 e il 2025, un rilevante deficit patrimoniale e una consistente esposizione debitoria, in assenza di un concreto piano di riequilibrio. Un quadro che ha spinto la Procura a chiedere al Tribunale l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale della società per il suo stato di insolvenza. Sono arrivate in serata le prime dichiarazioni della famiglia De Laurentiis. In una nota congiunta si legge che: “SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno appreso esterrefatti le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ed eseguito questa mattina”. Sulla situazione del Bari: “Lascia basiti, poi, la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, proposta dalla medesima Procura, ai sensi dell’articolo 38 CCI, trattandosi di società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici, le cui perdite di esercizio – fisiologiche nel settore calcistico – vengono sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie”. Inoltre si dicono convinti che “la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente Autorità Giudiziaria auspicando la tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento tenuto conto della estrema serietà con cui quotidianamente i soggetti coinvolti operano, ed hanno sempre operato, nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali” – conclude il comunicato.
Stessa richiesta anche per il suo ex braccio destro Armando De Francesco. Chiesto il rinvio a giudizio per Sandrino Cataldo, fondatore del movimento politico “Sud al Centro” e marito dell’ex assessora regionale Anita Maurodinoia, e per il suo ex braccio destro Armando De Francesco, accusati di calunnia. Secondo la Procura di Bari avrebbero costruito un falso complotto per screditare un maresciallo della Guardia di Finanza e l’avvocato Michele Laforgia, sostenendo di essere stati incastrati nell’inchiesta sulla presunta compravendita di voti. Per gli inquirenti quel complotto non è mai esistito. L’udienza preliminare è fissata per il primo ottobre.
Tre uomini con il volto coperto gli hanno teso un agguato, attendendolo davanti alla sua abitazione. Aggredito a colpi di spranghe davanti casa, Antonio Sicuro, 67 anni, attivista politico. È successo a Laterza, all’alba di lunedì 6 luglio. Tre uomini con il volto coperto gli hanno teso un agguato, attendendolo davanti la sua abitazione per poi aggredirlo, facendolo finire in ospedale, al pronto soccorso del San Pio di Castellaneta. Ha riportato contusioni al volto. Fortunatamente le condizioni non sono gravi. Sull’episodio indagano i carabinieri. Gli aggressori sono fuggiti a bordo di un’auto. Forza Italia Castellaneta esprime vicinanza “all’amico e sostenitore”, “nella speranza si possano conoscere quanto prima i responsabili di questa follia”, si legge in un post. Vicinanza anche dalla segretaria del Pd di Taranto, Anna Filippetti che condanna l’episodio con un messaggio sui social: “È un atto vile che non può trovare alcuna giustificazione. Un fatto gravissimo che scuote l’intera comunità”.
. Centinaia di visite private, in nero, durante le ore di lavoro nella struttura sanitaria pubblica, modificando le date sui referti e falsando le timbrature del cartellino. A finire sotto la lente della procura di Brindisi, un dirigente medico del PTA, Presidio Territoriale di Assistenza, di Ceglie Messapica, 65 anni, indagato per truffa aggravata nei confronti dello Stato, falso ideologico in atto pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio. Una truffa da 68mila euro ai danni della Asl brindisina, alla quale il medico non avrebbe versato le quote spettanti, pur appoggiandosi alla struttura pubblica, avvalendosi del personale del reparto, tutto senza alcuna autorizzazione. Stando alle indagini dei NAS di Taranto, si faceva pagare 100 euro a visita, in un caso accertato senza ricevuta fiscale. Quando il professionista ha avuto il sentore dei controlli, ha iniziato anche a modificare la data di emissione dei referti, omettendo puntualmente di timbrare il cartellino, per apparare l’orario di lavoro settimanale. La truffa è venuta alla luce durante una più vasta operazione di controllo dei Nas, estesa su tutto il territorio nazionale, sulla trasparenza nel settore sanitario, in particolare sul corretto smaltimento delle liste di attesa e sulle attività intramaenia negli ospedali. Il medico è stato segnalato e la Asl, parte lesa, ha già avviato i dovuti provvedimenti disciplinari, nei suoi riguardi e del personale coinvolto. Nei mesi scorsi, sempre nella provincia di Brindisi, era stato scoperto un altro dirigente medico che invece manometteva le prenotazioni e le liste di attesa, favorendo le proprie conoscenze.
Altre due persone sono rimaste ferite. Una persona è morta ed altre due sono rimaste ferite in un incidente avvenuto in mattinata a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza. A scontrarsi, per cause in corso di accertamento, una Volkswagen e una Peugeot. Un uomo di 78 anni è deceduto, mentre due persone sono rimaste ferite in modo lieve. Sul posto sanitari del 118 e carabinieri.
Sembra che le fiamme siano partite dall’androne dell’edificio di sette piani, forse a causa di una sigaretta gettata per terra. Un incendio ha interessato nella tarda mattinata di oggi una palazzina in via Tommaso Fiore, nel quartiere Libertà di Bari. La dinamica è ancora da ricostruire, ma sembra che le fiamme siano partite dall’androne dell’edificio di sette piani, forse a causa di una sigaretta gettata per terra. Avrebbero interessato anche l’appartamento dell’ultimo piano a cui i vigili del fuoco hanno tentato di raggiungere con un’autoscala. Il fumo ha invaso il vano delle scale dell’immobile. Molti dei residenti, per paura, sono scesi per strada. Sul posto anche la polizia locale, che ha transennato il tratto di strada.
Un importante traguardo di studio che si trasforma in una concreta opportunità di inserimento lavorativo. Marco Santacroce, ospite del Centro di riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa, in Basilicata, ha conseguito nei giorni scorsi il diploma di ragioniere e a breve inizierà un tirocinio formativo nell’area amministrativa della struttura. Ventinove anni, nato a Taranto, è stato accolto nel centro della cittadina oraziana nel febbraio 2020, in regime residenziale. Negli anni scolastici 2024-2025 e 2025-2026 ha frequentato il corso serale a indirizzo Servizi Commerciali dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Ernesto Battaglini” di Venosa, conseguendo il diploma con la votazione di 73/100. Durante il percorso scolastico è stato costantemente sostenuto dal direttore dei Centri di riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, Vito Campanale, dall’équipe multidisciplinare, dagli educatori e dal proprio terapista, che lo hanno accompagnato nella preparazione agli esami, incoraggiandolo nei momenti di maggiore difficoltà. La frequenza scolastica è stata regolare, con pochissime assenze, alcune delle quali dovute alla concomitanza con le attività riabilitative previste dal suo percorso. Marco, infatti, partecipa anche ai laboratori teatrali del Centro ed è stato tra i protagonisti del musical “Il Mistero di Notre Dame”, portato in scena dai Padri Trinitari in diversi teatri italiani. “Marco – sottolinea il direttore Vito Campanale – ha affrontato ogni fase del percorso con dedizione, dimostrando una straordinaria capacità di perseverare anche di fronte alle difficoltà. La sua volontà di mettersi in gioco, di apprendere e di migliorarsi ogni giorno ha rappresentato un esempio positivo per tutti coloro che gli sono stati accanto.
Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco e dei volontari della protezione civile. Torna a bruciare l’Oasi Lago Salso, l’area protetta nei pressi di Manfredonia, in provincia di Foggia. Un vasto incendio si è sviluppato in tarda mattinata, nello stesso punto in cui avvenne il grave rogo del 18 luglio dello scorso anno. Probabile anche in questo caso l’origine dolosa. Un’altissima colonna di fumo è visibile a parecchi chilometri di distanza. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco e dei volontari della protezione civile. In azione anche i mezzi aerei per circoscrivere l’incendio. “È l’ennesimo atto criminale che colpisce un’area importante del nostro territorio, che vogliamo valorizzare d’intesa col Parco nazionale del Gargano”, ha detto al TgNorba il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca. “Occorrono strumenti idonei per colpire questi delinquenti – ha aggiunto il primo cittadino – e chiediamo, ancora una volta, la presenza dei canadair all’aeroporto di Foggia, perché non possono arrivare da Roma o Lamezia Terme”.
L’operazione è dei Carabinieri del N.A.S. di Taranto. Si sono concluse le indagini preliminari nei confronti di un dirigente medico in servizio presso un Presidio Territoriale di Assistenza della provincia di Brindisi. Le ipotesi di reato contestate all’indagato riguardano i delitti di falso ideologico in atto pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione della presenza in servizio. Sono state accertate diverse condotte illecite. Il professionista avrebbe eseguito prestazioni specialistiche a pagamento (con tariffe fino a 100 euro a visita) in concomitanza con il proprio orario di servizioistituzionale. In una occasione, l’indagato avrebbe riscosso il corrispettivo direttamente in contanti daipazienti, omettendo il rilascio della ricevuta fiscale. Per sanare la propria posizione a seguito dell’avvio delle ispezioni da parte dei militari del N.A.S., il medico avrebbe redatto referti medici falsi e si sarebbe avvalso irregolarmente del supporto del personale sanitario della struttura. Per far risultare formalmente il rispetto dell’orario di lavoro contrattuale (38 ore settimanali), il medico avrebbe omesso sistematicamente le timbrature di uscita dalla propria sede, effettuandole a distanza di ore presso un differente presidio ospedaliero in cui non era autorizzato a prestare servizio. Il danno patrimoniale complessivo cagionato all’Azienda Sanitaria Locale è stato quantificato in circa 68.000 euro. L’operazione è dei Carabinieri del N.A.S. di Taranto.
Il commando era riuscito ad impossessarsi della merce e a sequestrare due vigilantes. Assalto questa mattina a un tir carico di sigarette lungo la strada statale 655, in agro di Ascoli Satriano. Il commando ha bloccato il mezzo pesante e riuscendo a impossessarsi del carico dopo aver sequestrato l’autista e le due guardie giurate incaricate della scorta. Il camion, proveniente dalla Campania, aveva lasciato l’autostrada all’uscita di Candela quando, poco dopo, sulla Statale 655, è stato fermato da un mezzo pesante che trasportava balle di paglia. Contemporaneamente sarebbero entrate in azione alcune automobili con a bordo uomini incappucciati, che hanno portato a termine la rapina. L’autista del tir è stato successivamente ritrovato nelle campagne di Ascoli Satriano. A soccorrerlo è stato un agricoltore che lo ha riaccompagnato sulla Statale 655.Le sue condizioni di salute sono buone. I due vigilantes della società di sicurezza che seguivano il camion a bordo di un altro veicolo, sarebberoinvece stati sequestrati dai rapinatori e successivamente abbandonati nelle campagne di Minervino Murge. Anche loro sono stati ritrovati in buone condizioni. Ai due sarebbero state sottratte le uniformi di servizio e le armi in dotazione. Le forze dell’ordine hanno recuperato il bottino di tabacchi nei pressi di un capannone nelle campagne di Andria. I militari stanno conducendo le indagini per risalire alla banda che ha messo a segno il colpo. Al vaglio degli inquirenti ci sono le immagini di videosorveglianza del camion.
I malviventi sarebbero riusciti a rubare il denaro, non ancora quantificato anche perché una parte è in strada. Assalto ad un portavalori. È accaduto questa mattina alla periferia di Cerignola, nel Foggiano, vicino la strada provinciale per Canosa, la SP 231. Secondo una prima ricostruzione, il veicolo blindato, con a bordo tre vigilantes, sarebbe stato bloccato da due auto, dalle quali, banditi incappucciati e armati di fucile, avrebbero esploso diversi colpi all’indirizzo del mezzo blindato, costringendolo ad arrestare la corsa, facendo poi esplodere il portellone con esplosivo. I malviventi sarebbero riusciti a rubare il denaro, non ancora quantificato anche perché una parte è in strada. I banditi per rallentare l’arrivo delle forze di polizia avrebbero dato alle fiamme anche due automobili. Sul posto sta operando la Polizia per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e risalire alla banda. Non si registrano feriti. Seguono aggiornamenti.
L’allarme è stato dato da personale Arif impegnato in alcuni lavori nella zona. Un ordigno bellico è stato rinvenuto a Sant’Isidoro all’interno di un terreno sito sulla strada provinciale che collega a Porto Cesareo, all’altezza del parcheggio Frascone. L’allarme è stato dato da personale Arif impegnato in alcuni lavori nella zona. Il residuato si trova a pochi metri dalla strada e dal parcheggio, e pertanto è stata interdetta la viabilità e l’ingresso al parcheggio fino all’arrivo degli artificieri della Questura già allertati.
Le persone denunciate rispondono di emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta. Società create per emettere fatture false e frodare il Fisco. È quanto scoperto dai finanzieri del comando provinciale di Barletta che hanno denunciato 34 persone, sequestrato cinque imprese e beni per sei milioni di euro riconducibili a 13 aziende che avrebbero beneficiato della presunta frode. L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani, è iniziata nello scorso settembre dopo una verifica fiscale eseguita dai militari nei confronti di una società di Bisceglie attiva nel commercio di indumenti per adulti. Dai controlli sono emersi “indici di pericolosità fiscale” confermati da “una serie di anomalie relative a rapporti commerciali intrattenuti con alcuni fornitori” sparsi in tutta Italia e che sarebbero risultati evasori fiscali con lavoratori irregolari o in nero. Le persone denunciate rispondono di emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Sono state inoltre segnalate sette società beneficiarie della presunta frode delle 45 coinvolte.
Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri. Incidente mortale prima dell’alba sulla strada provinciale che collega Taviano alla marina di Mancaversa. A perdere la vita un ragazzo di 22 anni, Alessio Rizzo, originario di Melissano ma residente a Mancaversa. Viaggiava a bordo del suo scooterone quando, secondo una prima ricostruzione dei fatti, avrebbe perso il controllo del mezzo uscendo fuori strada e finendo contro un muro. Vani i soccorsi. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri.
Maxi operazione in tutta Italia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Nove persone sono state arrestate questa mattina in provincia di Foggia perchè accusate di avere partecipato, con ruoli e compiti differenti, alla organizzazione e realizzazione di tre omicidi di mafia compiuti a Manfredonia e a Mattinata tra il 2011 ed il 2016. L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del tribunale di Bari, è stata eseguita dai carabinieri del Ros e dal personale del comando provinciale di Foggia. Gli omicidi furono realizzati nell’ambito della storica sanguinosa faida del Gargano che per anni ha visto scontrarsi i clan Romito-Lombardi-Ricucci con quello del Li Bergolis. Tre degli arrestati sono già condannati per associazione mafiosa nell’ambito dell’indagine Omnia Nostra del ROS (che ricomprendeva l’arco temporale dal giugno 2008 al luglio 2022), in quanto appartenenti al clan Romito-Lombardi-Ricucci. Per altri tre indagati il processo è ancora in corso. I tre omicidi di mafia commessi sul Gargano tra il 2011 e il 2016, i cui presunti responsabili sono stati arrestati oggi dai carabinieri, sono le due ‘lupare bianche‘ del 41enne del Francesco Li Bergolis (2011) e del 29enne Francesco Armiento (2016) e l’omicidio del 37enne Ivan Rosa (2014) (quest’ultimo è un omicidio su cui si proietta ancora una volta quel famoso “colpo di grazia” esploso al volto con il fucile a canne mozze, quindi la cancellazione del volto). “Si tratta di tre vicende che hanno creato un allarme particolarmente intenso nell’opinione pubblica” ha detto il procuratore aggiunto di Bari, coordinatore della Dda, Giuseppe Gatti, evidenziando che “sono vicende che colpiscono soggetti che erano al di fuori della guerra di mafia. Una mafia – ha detto Gatti – che non si limita a farsi la guerra, ma impone un controllo del territorio annichilendo una comunità, facendo ricorso all’esercizio indiscriminato, generalizzato e spregiudicato della violenza in una dimensione di odio”.
Celebrate a Sanarica le esequie di Gennaro Cagnazzo, il 54enne morto dopo aver salvato i suoi figli gemelli che rischiavano di annegare . C’erano anche i due bambini, i gemelli di 8 anni, al funerale. Gennaro Cagnazzo, 54 anni, è morto dopo averli salvati dal mare in burrasca. Le esequie si sono svolte nella piccola chiesa matrice del borgo di Sanarica. Qui il video dei funerali
. La Guardia Costiera ha salvato cinque bagnanti a bordo di tavole da Sup nelle acque antistanti il fiume Chidro, a san Pietro in Bevagna. A causa delle forti raffiche di vento, i malcapitati non riuscivano più a tornare a riva. Il mezzo navale ha raggiunto le persone e le ha riportate a terra. Erano visibilmente provate. La Guardia Costiera ribadisce che la pratica di sport acquatici richiede prudenza estrema soprattutto con i Sup che sono natanti molto leggeri. L’appello è non avventurarsi mai in mare aperto se non si possiede un’ottima preparazione fisica e tecnica.

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Maxi operazione in tutta Italia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari Nove persone sono state arrestate questa mattina in provincia di Foggia perchè accusate

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