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Primo Piano

Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, piange disperatamente. L’assalto della folla. Tatiana Tramacere è viva: la 27enne è stata trovata dai carabinieri nella mansarda dell’abitazione di Dragos Gheormescu, l’amico 30enne romeno. L’uomo è indagato per istigazione al suicidio. In serata era stato ritrovato un cadavere a Galatone e s’era diffusa la notizia della morte della ragazza irreperibile dal 24 novembre scorso, dopo essere uscita di casa nel pomeriggio dicendo di essere diretta a Lecce per lavoro. Tatiana invece è viva. Fuori dall’abitazione Vladimir, il fratello di Tatiana, piange disperatamente. È stato lui stesso a raccontarlo alle telecamere di Chi l’ha visto mercoledì 3 dicembre. L’ha incontrata lunedì sera, il 24 novembre, sembra volesse accompagnarla a Brescia. Tatiana voleva andarci per raggiungere l’ex fidanzato e aveva già acquistato i biglietti dell’autobus. Il cellulare di Dragos è stato sequestrato. Si sono registrati momenti di tensione quando una folla inferocita si è radunata sotto casa del 30enne. Tante persone hanno urlato insulti diretti a Dragos e si sono accalcate verso l’ingresso per volerlo raggiungere. E’ possibile però che la persona verso la quale si stavano dirigendo fosse il fratello di Tatiana, Vladimir, e non Dragos che forse era già nella caserma dei carabinieri per l’interrogatorio. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti sul percorso che da casa di Tatiana, in via XXV Luglio, conduce a Parco Raho, luogo in cui la ragazza si sarebbe incontrata la sera di lunedì 24 novembre intorno alle 19.30 con Dragos. La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio. Nel pomeriggio è stato ascoltato il titolare del locale di Nardò in cui lavora Dragos. Vogliono capire che rapporti ci fossero tra lui e Tatiana. Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, non lo conosceva: “Non sapevamo di questa amicizia con Dragos” ha detto al TgNorba “Non posso sbilanciarmi ma se lui l’ha vista lunedì sera, qualcosa dovrà sapere”. Non ha aggiunto altro se non un ultimo disperato appello alla sorella: “Tatiana, torna a casa” 

Caduti anche alberi di Natale e gazebo. Alberi di Natale, bar e anche opere d’arte. Ingenti i danni provocati dal maltempo che si è abbattuto su Bari. Crollata a causa del forte vento e della pioggia battente, una parte della grande opera dell’artista Edoardo Tresoldi realizzata in piazza San Pietro, nella città vecchia. A cedere è stata una porzione della struttura metallica che evoca la chiesa e il convento un tempo presenti nella piazza che era ancora in fase di montaggio e doveva essere assemblata proprio nelle prossime ore. L’area è stata delimitata è messa in sicurezza per evitare rischi. Sul posto gli operai del cantiere e i tecnici del comune. La Soprintendenza di Bari e l’artista stanno valutando come ripristinare la parte danneggiata e ripristinare i lavori. Il temporale ha fatto cadere alcuni degli abeti del bosco urbano di natale allestito in piazza del Ferrarese per le feste. Verranno ripristinati nelle prossime ore. Infine il gazebo di un noto bar in largo Giordano Bruno, sul lungomare di Bari è stato letteralmente divelto dal vento. Intorno alle 7.30 di questa mattina, la copertura è stata sradicata e i pilastri metallici che la reggevano sono stati abbattuti. Fortunatamente in nessun caso si registrano feriti.

Sabato 13 parteciperà a un panel sulla trasparenza e l’efficienza nella sanità. Antonio Decaro, in attesa della proclamazione ufficiale come nuovo presidente della Regione Puglia, sta iniziando a costruire una nuova immagine istituzionale della Regione e a definire la sua agenda politica. Sabato 13 sarà a Roma come ospite della festa di Fratelli d’Italia, Atreju, dove parteciperà a un panel sulla trasparenza e l’efficienza nella sanità. Decaro ha ottimi rapporti sia con la premier Giorgia Meloni che con il vicepresidente della Commissione UE Raffaele Fitto. Dopo la sua elezione, Decaro ha ringraziato Meloni per gli auguri e ha assicurato collaborazione istituzionale, ricordando però di essere sempre stato fermo nel difendere gli interessi dei Comuni, anche durante le discussioni sui fondi PNRR. Da ambienti di Fratelli d’Italia viene spiegato che l’invito rivolto a Decaro rientra nella loro visione politica, secondo cui è il voto popolare a legittimare chi governa.

La documentazione a corredo del trasporto si presentava priva di indicazioni concernenti l’origine del prodotto. Era privo di qualunque tipo di informazione sull’origine del prodotto. Per questo motivo i finanzieri di Bari hanno sequestrato al porto oltre 3 tonnellate di olio extravergine di oliva, presumibilmente di origine greca. L’operazione ha permesso l’individuazione, all’interno di un autoarticolato proveniente dalla Grecia, di 3 cisterne contenenti 3.600 litri di olio extravergine di oliva privo dei requisiti per l’immissione in consumo in Italia. La documentazione a corredo del trasporto si presentava priva di indicazioni concernenti l’origine del prodotto che, solo in seguito di ispezione fisica del carico, veniva identificato come “extravergine”.

Disagi a Trani, Bisceglie, Andria, Barletta e Margherita di Savoia. Un grosso albero di pino caduto su una vettura, un istante prima che una famiglia salisse a bordo, in via Olanda; il sottopasso di Pozzo piano di nuovo allagato con gli agenti della polizia locale ad impedire il transito delle auto, da via Falcone e da via Martiri di Palermo. A causa dell’ondata eccezionale di maltempo si registrano diversi disagi a Trani con ricadute sulla viabilità urbana ed extra urbana. Le precipitazioni stanno creando problemi anche a Bisceglie, ad Andria, dove sono saltati alcuni tombini della fogna, a Barletta dove è stato chiuso il sottovia di via Andria e a Molfetta, soprattutto nella zona Asi dove insistono i grandi centri commerciali, letteralmente invasa dall’acqua. Diversi gli interventi dei vigili del fuoco. Abbondanti precipitazioni piovose anche a Margherita di Savoia dove a fine agosto scorso il corso principale rimase letteralmente sott’acqua. Questa volta però le pompe di sollevamento, in azione già dalla serata di ieri, hanno funzionato alla perfezione e la situazione è rimasta per fortuna sotto controllo. Curiosità: a causa del forte vento e della pioggia un colombo ha trovato riparo in un H24 del centro cittadino.

Nel corso della notte si sono registrati anche due incendi di autovetture. Notte di superlavoro per i Vigili del Fuoco di Lecce, impegnati in numerosi interventi a causa del maltempo che ha colpito la provincia con piogge intense e forti raffiche di vento. Alberi e pali caduti sulla sede stradale, linee telefoniche ed elettriche danneggiate e viabilità compromessa: le squadre operano senza sosta per mettere in sicurezza le aree e ripristinare la circolazione. Nel corso della notte si sono registrati anche due incendi di autovetture: il primo intorno alle 02:10 a Nardò, dove sono andate a fuoco un’Audi A4; il secondo verso le 04:50 a Martano, con il coinvolgimento di una Alfa Romeo Giulietta. In entrambi i casi i Vigili del Fuoco hanno spento le fiamme e messo in sicurezza le zone.

Le cause ancora da accertare, ma potrebbero essere legate al maltempo e alle piogge incessanti. Tragedia questa mattina sulla statale 16 all’altezza di Cerignola: il conducente di un autoarticolato è morto in seguito ad un incidente stradale. Il mezzo è uscito strada e si è ribaltato. Le cause sono ancora da accertare, ma potrebbero essere legate al maltempo e alle piogge incessanti. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, vigili del fuoco e mezzi dell’Anas per la gestione del traffico. All’altezza del km 715,900 la corsia è temporaneamente chiusa al traffico.

Sono stati registrati disagi al traffico e danni alle auto. A causa delle forti piogge della notte in una delle strade a della zona industriale a Matera si sono aperte delle grosse voragini nell’asfalto. Sono stati registrati disagi al traffico e danni alle auto che questa mattina hanno percorso il tratto. La strada si trova a ridosso del parco pubblico “Quattro Evangelisti”.

I vigili del fuoco stanno liberando alcune persone rimaste bloccate in casa. Altre sono soccorse dell’ambulanza. Paura a Taranto per un incendio in appartamento, in via Emilia. Distrutta l’abitazione, al quinto piano, dalla quale è partito il rogo per cause ancora in fase di accertamento. Cinque persone sono state trasportate in ospedale per intossicazione. Tra loro, due donne e un bambino. I residenti si sono messi in salvo da soli, quando intorno alle 7:00, si sono resi conto della situazione. Si sono precipitati in strada, ancora in pigiama, e hanno chiesto aiuto. Soltanto una famiglia è rimasta bloccata in casa, al sesto piano, fino all’arrivo dei vigili del fuoco che con l’aiuto dell’autogru hanno tirato fuori tutti. Sul posto la Polizia. Si è affacciato anche il sindaco, Bitetti. “Sono stati attimi di terrore – raccontano i vicini e i negozianti – le fiamme fuoriuscivano dal balcone e abbiamo pensato al peggio”. 

“Non sapevamo di questa amicizia con Dragos” dice in diretta “non posso sbilanciarmi ma se l’ha vista lunedì sera, qualcosa dovrà sapere”. . Ha il volto consumato Vladimir Tramacere, fratello di Tatiana, la 27enne scomparsa ormai da 10 giorni. Ai microfoni del TgNorba poche parole ma un messaggio chiaro: impossibile che nessuno sappia cosa sia accaduto a sua sorella. Ci sono due persone in particolare che l’hanno vista nelle ore precedenti alla sua scomparsa. Alessandro, il ragazzo che frequentava da un anno. Hanno cenato insieme domenica sera, poi da lunedì 24 il silenzio. Lui le ha mandato un messaggio, lei non lo ha mai ricevuto. Vladimir dice di non averlo più sentito o visto dalla scomparsa di Tatiana, ma “senza puntare il dito contro nessuno” precisa, crede che Alessandro possa sapere qualcosa. Più di lui Dragos, l’amico che Tatiana avrebbe visto lunedì sera intorno alle 19.30, ultima volta che è stata avvisata anche da un parente nella piazza di Nardò. I carabinieri gli hanno sequestrato il telefono, si indaga per istigazione al suicidio e lui potrebbe essere tra gli indagati. Ma Vladimir non ha sentito nemmeno lui: “Non sapevamo di questa amicizia con Dragos” dice in diretta “e non posso sbilanciarmi ma se l’ha vista lunedì sera, qualcosa dovrà sapere”. Non aggiunge altro se non un ultimo disperato appello alla sorella: “Tatiana, torna a casa” . L’intervista integrale realizzata da Linda Cappello:

Operai e sindacati si spostano all’interno dello stabilimento ex Ilva per il consiglio di fabbrica permanente nel quale stabilire come proseguire con l’azione sindacale. Blocco delle statali rimosso a Taranto per allerta meteo. Operai e sindacati si spostano all’interno dello stabilimento ex Ilva per il consiglio di fabbrica permanente nel quale stabilire come proseguire con l’azione sindacale. Nessuna convocazione è arrivata intanto dal governo, nonostante le due giornate di mobilitazione e di disagi creati alla città. Il ministro Urso non incontrerà i sindacati ma per lui restano confermati gli appuntamenti gia in calendario con le regioni Piemonte Liguria e Puglia per ridefinire il piano di reindustrializzazione. Nelle scorse ore ha comunque dichiarato che non ci sarà  nessuna chiusura. I metalmeccanici temono invece il disastro sociale. Chiedono il ritiro immediato del piano presentato a novembre, che prevede migliaia di nuovi cassintegrati. “Riteniamo inaccettabile – hanno detto – il silenzio del governo che ad oggi si è mostrato totalmente indifferente al grido di sofferenza di migliaia di lavoratori”. Da qui lo sciopero, al quale si erano affiancati per solidarietà anche i rappresentanti dei lavoratori della vicina raffineria. I dipendenti Eni avrebbero scioperato per 8 ore ma l’azione è stata ritirata, dopo lo scioglimento dei presidi sulle statali sulle quali il traffico veicolare è ripreso regolarmente, sia lungo la via Appia che costeggia l’ex Ilva, che sulla 106.

Allagamenti e disagi alla circolazione. Pioggia almeno fino al primo pomeriggio. Questa mattina, 4 dicembre, siamo entrati nel clou dell’ondata di maltempo che da ieri sta interessando anche Puglia e Basilicata. Forti piogge sin da questa notte hanno caratterizzato i territori causando allagamenti e disagi alla circolazione. Quasi ovunque sono stati superati i 70 millimetri e si viaggia verso i 100 millimetri, ovvero la pioggia che solitamente si registra nell’arco di 30 giorni. Continua anche oggi l’allerta arancione diramata ieri dalla Protezione Civile. In diverse scuole in Puglia e Basilicata sono state emesse ordinanze di chiusura delle scuole. A Matera si sono create grosse voragini nell’asfalto. A causa del maltempo, con forti venti e pioggia incessante, il Comune di Bari ha disposto la chiusura dei cimiteri cittadini. Per la stessa ragione, resteranno chiusi anche i parchi e i giardini cittadini. A Molfetta, nella zona industriale, le auto sono rimaste intrappolate a causa del livello dell’acqua: sul posto i vigili del fuoco. Nelle prossime ore è previsto ancora maltempo, anche con rischio di acquazzoni, fino al primo pomeriggio.

Il sacerdote, coinvolto in un incidente ad agosto scorso, era ricoverato al Policlinico di Bari, per via delle ustioni profonde riportate agli arti e alla schiena. Non ce l’ha fatta don Antonio Meliante, 51 anni, parroco di Pantano di Pignola (Pz), coinvolto in un incidente stradale avvenuto lo scorso 26 agosto a pochi chilometri da Brienza. Il sacerdote era ricoverato al Policlinico di Bari, per via delle ustioni profonde riportate agli arti e alla schiena. Purtroppo, nonostante i numerosi interventi chirurgici e le lunghe cure, oggi il suo cuore ha ceduto.

Sequestrato il cellulare di un 30enne amico della ragazza. Ancora nessuna traccia di Tatiana Tramacere, la 27enne scomparsa da Nardò il 24 novembre. Intanto la Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio. I carabinieri hanno sequestrato nelle scorse ore il cellulare di un 30enne amico della ragazza. I due si sarebbero visti la sera della scomparsa intorno alle 19.30. Quel giorno Tatiana avrebbe detto alla madre che andava a Lavorare a Lecce e non si è fatta più sentire. Sembra che la 27enne negli ultimi tempi volesse tornare a Brescia dove vive l’ex fidanzato, tornato in Puglia per aiutare nelle ricerche. Dal giorno della scomparsa di Tatiana anche Alessandro aveva fatto perdere le sue tracce. Era stato ascoltato due volte dai carabinieri, non era rientrato al lavoro e non si vedeva in giro in città

Previsti temporali, vento forte e mareggiate su tutto il versante ionico. Scuole chiuse domani (giovedì 4 dicembre) a Taranto e Policoro a causa dell’allerta meteo arancione diramata dalla Protezione Civile per Puglia e Basilicata. A Taranto il sindaco ha firmato un’ordinanza che sospende tutte le attività didattiche e formative, pubbliche e private, dagli asili nido agli istituti di formazione superiore. La misura riguarda l’intero territorio comunale. L’ordinanza prevede inoltre la chiusura di parchi e giardini pubblici recintati, il divieto di accesso alle aree verdi non recintate e la chiusura dei cimiteri cittadini, fatta eccezione per i funerali già programmati, che si svolgeranno con particolare cautela. A Policoro il sindaco Enrico Bianco ha emanato un’apposita ordinanza al fine di tutelare l’incolumità dei concittadini vista il rischio di allagamenti nel territorio comunale che potrebbero provocare disagi e pericoli di sicurezza. Il maltempo sarà causato da un sistema depressionario sullo Ionio in movimento verso i Balcani, che porterà piogge intense, temporali e forti raffiche di vento soprattutto sui settori ionici. Particolarmente esposte le aree del Salento e del Metapontino, dove si prevedono criticità idrogeologiche e disagi alla viabilità. La Protezione Civile invita la popolazione a prestare la massima attenzione.

È stata condannata a sette anni di reclusione la donna straniera accusata di maltrattamenti in famiglia ai danni del marito, morto suicida a Santeramo il 10 aprile 2024 lanciandosi dal balcone di casa dei genitori. La sentenza è stata emessa al termine del processo con rito abbreviato dal gup Vittorio Rinaldi, che ha escluso l’aggravante della morte come conseguenza dei maltrattamenti. Disposta inoltre una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro a testa per ciascuno dei genitori, e 40mila per figlia minorenne, rappresentata in giudizio dall’avvocato Giuseppe Massari, oltre al risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede. Pare che la donna avesse accettato malvolentieri di vivere nel piccolo centro del Barese, mentre avrebbe preferito tornare nel suo paese d’origine. Quando era fuori dall’Italia con la figlia, avrebbe minacciato il marito che non sarebbe più tornata a casa: “se non mi mandi i soldi non vedrai più tua figlia le dirò che sei morto …. la vedrai solo con il consolato o con la polizia … mi dovrai dare il tuo stipendio e la casa”. Nel capo di imputazione i magistrati parlano di minacce, vessazioni e continue richieste di denaro, al punto che il 3 aprile, pochi giorni prima del suicidio, l’uomo si sarebbe trasferito dai genitori

Determinanti ai fini dell’inchiesta, le rivelazioni del pentito Michele Guglielmi. Condanna a 17 anni di reclusione per i due ragazzi baresi accusati di concorso in omicidio volontario ai danni di Singh Nardev, cittadino indiano ucciso all’esterno di un capannone di Ceglie del Campo la sera del 31 maggio dello scorso anno. La condanna è stata emessa dal gup del Tribunale per i minorenni di Bari al termine del processo con rito abbreviato: l’accusa aveva chiesto per ciascuno una condanna a 20 anni. I due, all’epoca dei fatti non ancora maggiorenni, sono imputati in concorso con il 22enne Paolo Natale Guglielmi, che si trova invece a processo in Corte d’Assise. Secondo la ricostruzione dell’accusa, lo straniero sarebbe stato ucciso perché i tre volevano testare la pistola su un bersaglio umano. Determinanti ai fini dell’inchiesta, le rivelazioni del pentito Michele Guglielmi, nipote dell’imputato 22enne. È lui a raccontare agli investigatori della Squadra Mobile di aver parlato con il giovane dopo l’omicidio e di aver appreso quanto accaduto. I legali dei due ragazzi , gli avvocati Andrea Melpignano e Renato D’Erasmo, presenteranno appello non appena verranno depositate le motivazioni. Il processo nei confronti di Guglielmi, invece, inizierà il prossimo 9 dicembre.

I genitori hanno una appello alla ragazza: “ Torna a casa e non ti preoccupare Ti aspettiamo a braccia aperte”. Ma cresce il timore che possa esserle accaduto qualcosa. “Torna a casa e non ti preoccupare, ti aspettiamo a braccia aperte”: papà Rino e Mamma Ornella nutrono la speranza che Tatiana possa essersi allontanata volontariamente ma temono che possa esserle successo qualcosa. Di Tatiana Tramacere, 27 anni, di Nardò, non si hanno notizie dal pomeriggio del 24 novembre. Nove lunghissimi giorni di silenzio. La ragazza lunedì è uscita dicendo che sarebbe andata a Lecce per lavoro. Da allora non è più stata raggiungibile. Le ricerche proseguono su tutto il territorio nazionale. In città è arrivato anche l’ex fidanzato, partito da Brescia per collaborare alle ricerche. Era per lui che Tatiana aveva acquistato un biglietto del treno, voleva raggiungerlo al più presto, forse per riallacciare la relazione. Ma nella sua vita a Nardò c’è anche Alessandro, 30 anni, al quale era legato da un anno. Tatiana era stata con lui e sua madre la sera prima della scomparsa, avevano cenato insieme e visto la tv. Alessandro è sparito dalla circolazione da giorni: ascoltato due volte dai carabinieri, non è tornato al lavoro e non si vede in giro per la città. Stamattina (3 dicembre) davanti alla sua abitazione, una volante della Polizia: la madre, alla vista delle telecamere, ha accelerato evitando ogni contatto. Si è chiusa nello studio fotografico in cui lavora. Sotto casa Tramacere intanto staziona una pattuglia dei Carabinieri. I genitori, papà Rino e mamma Ornella, sono dentro, ma non rispondono. Sono giorni di attesa, di speranza, ma soprattutto di paura. Intanto le indagini si concentrano sulla geolocalizzazione dello smartphone della ragazza che avrebbe emesso un segnale da una cella telefonica di Nardò, non lontano dalla sua abitazione. Sarebbero stati sentiti anche tutti gli amici che hanno avuto contatti con lei i giorni prima della scomparsa.

Le priorità emerse sono tre: più semplicità, più coordinamento e investimenti più mirati. L’iniziativa comprende un nuovo portale Ue per le città, un helpdesk dedicato e una piattaforma per le città. Un dialogo permanente tra Bruxelles e le città, strumenti di semplificazione e investimenti più strategici a livello locale: sono tre i pilastri su cui si fonda l’agenda Ue per le città adottata oggi dal collegio dei commissari. Li indica il vicepresidente alla Coesione Raffaele Fitto sottolineando che il nuovo quadro europeo è pensato “per rispondere in modo concreto alle esigenze delle aree urbane” ed è frutto di “un anno di confronto diretto con sindaci e amministratori di tutta Europa”. Le priorità emerse sono tre: più semplicità, più coordinamento e investimenti più mirati. L’iniziativa comprende un nuovo portale Ue per le città, un helpdesk dedicato e una piattaforma per le città. “Il 75% degli europei vive nelle città e ogni giorno affronta sfide molto reali: accesso alla casa, sicurezza, costi della vita, mobilità, inclusione sociale”, ha ricordato Fitto. “Con l’agenda rafforziamo il ruolo delle città, rispondendo alle esigenze dei cittadini e ascoltando la voce dei sindaci”. 

Sarebbe intervenuta per fornire assistenza, informando i passeggeri dell’accaduto e richiedendo una fermata straordinaria a Barletta. Nonostante ciò, la famiglia avrebbe reagito con insulti e minacce di morte. Una capotreno di Trenitalia è stata aggredita verbalmente da una famiglia a bordo del treno ad Alta Velocità 9809, in viaggio da Foggia a Bari. Il gruppo, diretto a Cerignola, non è riuscito a scendere alla fermata prevista a causa di un problema tecnico che avrebbe impedito l’apertura tempestiva delle porte. Secondo quanto riferito dalle segreterie regionali pugliesi di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl Ferrovieri, Fast-Confsal e Orsa Ferrovie, la capotreno è intervenuta per fornire assistenza, informando i passeggeri dell’accaduto e richiedendo una fermata straordinaria a Barletta. Nonostante ciò, la famiglia avrebbe reagito con insulti e minacce di morte, arrivando anche a ostacolare la ripartenza del convoglio e bloccando di fatto treno e viaggiatori. I sindacati denunciano inoltre l’assenza delle forze dell’ordine: sebbene allertate dal personale, non sarebbero mai intervenute, lasciando la dipendente e i passeggeri «esposti all’azione degli aggressori». «Siamo di fronte all’ennesimo episodio che conferma l’escalation di violenze ai danni del personale ferroviario», si legge nella nota congiunta. «Non è accettabile che situazioni del genere diventino routine. I treni devono tornare a essere luoghi sicuri, per chi lavora e per chi viaggia».

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