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Primo Piano

Nel pomeriggio resteranno fuori dai cancelli della porta n.6. dello stadio San Nicola, boicottando la gara contro il Pescara. Fumogeni, striscioni e rabbia: gli ultrà del Bari si sono radunati in piazza Prefettura per protestare contro la società. “Noi vogliamo un grande Bari” urlano in coro e ancora “Qui non è Napoli, Bari non è per te, De Laurentis vattene”. É confermato che nel pomeriggio resteranno fuori dai cancelli della porta n.6. dello stadio San Nicola, boicottando la gara contro il Pescara. Nei giorni scorsi avevano diramato una nota in cui esprimevano tutto il loro rammarico per la situazione che vive la squadra: «Viviamo giorni bui. E lo sappiamo. Negli ultimi anni le cose hanno preso una brutta piega e non solo per la deficitaria situazione di classifica che la nostra squadra sta attraversando” Se la prendono con la società e non le mandano a dire: “Come sappiamo tutti, il “pesce puzza dalla testa”: se la società è assente, menefreghista e arrogante, lo diventano in automatico anche i suoi tesserati, forti della “protezione” della presidenza. Proprio come avvenuto durante e dopo la brutta sconfitta di Empoli. C’è chi ha scelto di boicottare la squadra, chi invece, come noi, ha deciso di contestare in presenza, cercando in tutti i modi di essere espressione del malcontento di tutti, compresi coloro che stanno preferendo la disaffezione a gradoni e chilometri”. 

La struttura è stata danneggiata. Bottino da quantificare. L’ennesimo colpo a segno in una banca. Questa volta è toccato alla filiale Widiba, in corso Vittorio Emanuele a Palagiano. Ignoti hanno fatto esplodere un ordigno per scardinare il bancomat. La struttura è stata danneggiata. Il bottino deve essere quantificato. Questo sarebbe il sesto colpo nel giro di qualche mese. La settimana scorsa a Ginosa, poi a Mottola, a Monteiasi, a Montemesola e a Statte quando i Carabinieri trovarono l’esplosivo all’interno di un’auto prima che la banda entrasse in azione. 

Le registrazioni sono già state messe a disposizione delle Forze dell’Ordine per l’identificazione formale. Ancora un’aggressione ai danni di un operatore di Kyma Mobilità. Sabato sera alle 21.20 in via Margherita, a Taranto, un uomo ha tentato invano di salire sul pullman al di fuori di una regolare fermata di linea. Così per vendicarsi, ha raggiunto il conducente del bus al capolinea in via Orsini, al quartiere Tamburi, e gli ha dato un pugno al volto. L’uomo è stato trasportato al pronto soccorso del SS. Annunziata. Ha riportato una contusione ad un occhio. L’azienda, intanto, rende noto che l’autore dell’aggressione è stato immortalato dalle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza a circuito chiuso installato su tutti i mezzi. Le registrazioni sono già state messe a disposizione delle Forze dell’Ordine per l’identificazione formale. Un attacco vile e premeditato, dichiarano i sindacati di categoria, che dal 9 novembre scorso hanno chiesto un incontro urgente al prefetto, senza mai ricevere risposta. Troppi gli episodi di aggressione e le segnalazioni di situazioni a rischio per il personale di Kyma Mobilità.

La donna lavorava nel canile comunale. Commosso il ricordo del sindaco Giuseppe Colonna. Incidente mortale questa mattina alle porte di Mola di Bari dove una donna ha perso la vita. Si tratta di Catia Spada. Lo scontro frontale è avvenuto tra un’auto che procedeva verso Mola e una moto che si dirigeva verso Conversano. La donna lavorava nel canile comunale: era qui che si stava dirigendo a bordo del motociclo. Sul posto i carabinieri e il 118, ma per la donna non c’è stato nulla da fare ed è deceduta durante il tragitto verso l’ospedale Di Venere. Non è ancora chiara la dinamica dello scontro. Commosso il ricordo del sindaco di Mola, Giuseppe Colonna, che affida ai social il suo pensiero: “Catia era una presenza discreta ma costante, una donna capace di trasformare ogni gesto quotidiano in cura e attenzione, soprattutto verso chi non ha voce. La sua dedizione, il suo sorriso gentile e la passione autentica che metteva nel suo lavoro lasciano un segno profondo in tutta la comunità. Volontaria della Protezione Civile di Mola di Bari, dove non ha mai fatto mancare il suo contributo, sempre pronta a impegnarsi con generosità e senso del dovere verso il prossimo in ogni circostanza. Un dolore che mi tocca da vicino. Conserverò il ricordo della sua umanità, della sua forza silenziosa e della sua inesauribile bontà”.

I sindacati denunciano “l’ennesima aggressione” e chiedono misure immediate per rafforzare la sicurezza a bordo dei convogli. Nuovo episodio di violenza sui treni pugliesi. Ieri mattina un passeggero, pare un cittadino straniero in forte stato di agitazione, ha aggredito un ferroviere diretto al lavoro, a bordo del regionale Bari-Foggia, all’altezza della stazione di Incoronata. Nel tentativo di riportare la calma, anche la giovane capotreno è stata insultata e minacciata. L’intervento delle forze dell’ordine alla stazione di Foggia ha riportato la calma. I sindacati denunciano “l’ennesima aggressione” e chiedono misure immediate per rafforzare la sicurezza a bordo dei convogli, invocando “tolleranza zero” verso chi mette a rischio personale e passeggeri.

La frana nel tratto compreso tra Vieste e Mattinata. Traffico deviato. Un grosso masso si è staccato da un costone di roccia che sovrasta la statale 89 garganica ed èfranato sulla strada provocandone l’interruzione nel tratto compreso tra Vieste e Mattinata. L’Anas ha disposto la chiusura della strada per procedere alle operazioni di rimozione del materiale franato e per consentire ulteriori approfondimenti e verifiche sul territorio. Il traffico veicolare è stato deviato lungo la strada provinciale 53. 

L’uomo è stato individuato: si tratta di uno straniero irregolare. Rilasciato il nulla osta per l’espulsione dall’Italia. Avrebbe aggredito una donna senza motivo impugnando un coltello, sfogando la sua rabbia anche contro il suo cagnolino. È accaduto sulla Strada Provinciale San Vito. La segnalazione è partita da alcuni passanti che hanno visto quanto stava accadendo in quel momento. Giunte sul posto, le volanti della questura di Brindisi hanno appurato che l’uomo non solo aveva spintonato, strattonato e colpito la donna al volto con un pugno, ma aveva anche sfogato la sua rabbia sul suo cagnolino sferrandogli alcuni calci. Grazie alle immagini di videosorveglianza, il giovane è stato individuato. Al momento del controllo indossava gli stessi indumenti della sera dell’aggressione e aveva nascosto dentro un marsupio un coltello risultato identico a quello usato contro la donna. La signora ha riconosciuto l’uomo: si tratta di uno straniero irregolare: per lui è stato rilasciato il nulla osta per l’espulsione dall’Italia.

L’aggressore è già noto per aver l’anno scorso minacciato personale sanitario dell’Ospedale Di Venere. Un addetto alla vigilanza del Policlinico di Bari è stato aggredito da un uomo che pretendeva con insistenza una visita immediata per un familiare anziano. Sul posto è giunta la polizia di Stato che ha posto ai domiciliari l’uomo. Secondo quanto riferito dal personale ospedaliero, avrebbe disturbato le attività mediche in corso, urlando e richiedendo l’immediata consulenza dei sanitari. Invitato dalla guardia giurata a rispettare l’ordine del reparto, l’uomo avrebbe reagito con violenza, gridando frasi minacciose e tentando di impossessarsi di un estintore presente nel corridoio. Nel tentativo di riportarlo alla calma, la guardia giurata sarebbe stata colpita con schiaffi e calci, riportando ferite giudicate guaribili in 10 giorni. L’aggressore è già noto per aver l’anno scorso minacciato personale sanitario dell’Ospedale Di Venere.

Gli inquirenti sono convinti che quello di Tatiana è stato un allontanamento volontario. Dovrebbe essere ascoltata dalle forze dell’ordine nei prossimi giorni insieme a Dragos. Ieri le prime parole di lui e di Vladimir. Un caso chiuso che va verso l’archiviazione. Per la Procura di Lecce non c’è alcun reato ipotizzabile. Gli inquirenti sono convinti che quello di Tatiana è stato un allontanamento volontario. Un’avventura di comune accordo per il forte sentimento reciproco con il 30enne rumeno Dragos che l’ha nascosta nella mansarda della sua abitazione per 11 interminabili giorni. Tatiana è tornata a casa dopo gli accertamenti in ospedale, sta bene, ha bisogno di riposo e serenità. Quando vorrà racconterà i motivi del gesto, soprattutto perchè abbia voluto isolarsi inducendo tutti a pensare al peggio. Dovrebbe essere ascoltata dalle forze dell’ordine nei prossimi giorni insieme all’amico. Fondamentali per le indagini sono state le immagini delle telecamere che ritraevano Tatiana e Dragos allontanarsi dal parco e poi entrare in casa di lui. Da quel luogo, come hanno rivelato le immagini dei giorni successivi, Tatiana non è più uscita. per questo si è temuto che le fosse accaduto qualcosa.

È subito scattato infatti l’antifurto nebbiogeno che ha impedito a chi era all’interno della gioielleria di poter agire indisturbato. Non c’è pace per San Ferdinando di Puglia. Un’altra spaccata ai danni di una gioielleria si è verificata questa mattina all’alba, in via Roma. Questa volta però gli autori non hanno portato via nulla, si registrano solo danni alla vetrata d’ingresso dall’attività commerciale. È subito scattato infatti l’antifurto nebbiogeno che ha impedito a chi era all’interno della gioielleria di poter agire indisturbato. Sul posto è intervenuta una pattuglia della vigilanza Pegaso. Appena lo scorso 1 dicembre, lo ricordiamo, era stata presa di mira un’altra gioielleria, in via XXIV maggio, proprio all’indomani dell’assalto all’ufficio postale con un escavatore.

In particolare le immagini della sera del 24 novembre, mostrano due persone che entrano nella residenza di Dragos e poi dalla stessa abitazione esce solo lui. La svolta nelle indagini sul caso di Tatiana Tramacere è arrivata dopo dell’esame accurato di oltre quaranta ore di registrazioni filmate da una telecamera di videosorveglianza che inquadrava l’uscio dell’abitazione di Dragos Ioan Gheormescu. In particolare le immagini della sera del 24 novembre, mostrano due persone che entrano nella residenza di Dragos e poi dalla stessa abitazione esce solo lui. Motivo per cui la Procura ha dato ordine ai carabinieri di perquisire l’abitazione. La 27enne di Nardò, resasi irreperibile il 24 novembre, era libera, poteva tranquillamente uscire per strada se avesse voluto farlo. Ecco perché per gli investigatori si è trattato di un allontanamento volontario  addebitabile a ragioni ancora non del tutto chiare.

Le prime parole del 30enne amico di Tatiana. Parla anche il suo avvocato. Ecco le prime parole di Dragos, l’amico 30enne di Tatiana. In questi giorni, dice, “siamo stati sereni, bene. Tra noi c’è affetto”. L’intervista. Sulla vicenda è intervenuto l’avvocato di Dragos, Angelo Greco. “Si è reso conto dopo l’intervista a Chi l’ha visto. Lì hanno capito che la notizia era nazionale. Lei aveva acquistato il biglietto per partire per Brescia con l’autobus. Poi è arrivata qui e si è sentita protetta, capita. C’è affetto reciproco tra persone adulte. Non volevano dare una etichetta a questa relazione, ma c’è. Ieri Dragos ha reso dichiarazioni come persona informata sui fatti, non come indagato, ha avuto uno spirito collaborativo”.

“Vogliamo aspettare che sia lei a decidere di parlare, non vogliamo stressarla”. Sono arrivate le prime parole di Vladimir, il fratello di Tatiana, la ragazza scomparsa e ritrovata ieri sera nella mansarda di casa del suo amico Dragos. “Ci siamo risvegliati con un sorriso – ha detto Vladimir -, come ha detto mio padre è un regalo di Natale anticipato. Mia sorella sta bene, ha bisogno della vicinanza della famiglia, ringrazio chi ha lavorato per le indagini: tutta l’arma dei carabinieri che non ha avuto sosta, come se stessero cercando la loro figlia. Grazie alla popolazione di Nardò”. Sulle condizioni di Tatiana dice: “Mia sorella era spaventata, fisicamente era un po’ giù, a tempo debito parlerà. Vogliamo aspettare che sia lei a decidere di parlare, non vogliamo stressarla”.

Trovati in un capannone nella zona industriale. I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno sequestrato circa 2000 pupazzi “Labubu popmart”, diventati oramai oggetti da collezione ricercatissimi. I prodotti erano custoditi in un capannone nella zona industriale di Modugno, pronti ad essere immessi sul mercato con l’approssimarsi del periodo natalizio, insieme ad altri 110.000 articoli risultati ugualmente oggetto di contraffazione. Sequestrati anche dispositivi e liquidi destinati all’inalazione da fumo, le sigarette elettroniche, privi del previsto contrassegno dei Monopoli di Stato. Se immessi sul mercato avrebbero potuto fruttare oltre 250.000 euro. I responsabili sono stati segnalati.

Sabato 6 dicembre, la città proverà a restituirgli voce e presenza attraverso tre momenti di memoria, costruiti con cura dai figli, Michele e Nicola. Sono passati trent’anni da quando Pietro Leonida Laforgia ha lasciato Bari, la sua città, eppure il suo nome continua a tornare nei racconti di chi lo ha conosciuto: l’avvocato che difendeva i più fragili, il professore che sapeva trasformare una lezione all’Istituto nautico in un viaggio, il politico che immaginava una Bari più giusta e più aperta. Sabato 6 dicembre, la città proverà a restituirgli voce e presenza attraverso tre momenti di memoria, costruiti con cura dai figli, Michele e Nicola. La giornata inizierà nella sala consiliare dell’Ordine degli avvocati, dove alle 10 i due fratelli premieranno due giovani legali, Rossella Mattencini e Valerio Cassano. È un gesto semplice, quasi simbolico: passare idealmente il testimone a chi oggi si dedica al diritto minorile, la stessa strada che Laforgia aveva percorso con dedizione. Accanto a loro ci sarà anche il presidente dell’Ordine, Salvatore D’Aluiso, a testimoniare l’eredità professionale lasciata dal padre. Poi, poco dopo le 11, il cammino si sposterà nell’ex Istituto nautico di via Abate Gimma. È un luogo che conserva ancora l’eco delle sue lezioni, degli studenti che seguiva con attenzione e severità gentile. Qui i figli hanno scelto di restaurare una grande mappa che raccoglie tutte le sedi degli Istituti nautici italiani: un manufatto antico, salvato dall’usura del tempo, che torna ora a raccontare il legame profondo di Laforgia con la scuola, con il mare, con l’idea di formazione come avventura. L’ultimo appuntamento, alle 12.30, sarà nel verde del Parco Troisi, a Japigia. Dieci alberi verranno messi a dimora in collaborazione con l’associazione «Amici di Ernest Verner». Dieci nuove radici, dieci nuove ombre, dieci nuove promesse. È un modo per ricordare il Laforgia politico, quello che cercava nella città un luogo da far crescere, da proteggere, da immaginare migliore. A partecipare ci sarà anche il sindaco Vito Leccese, a chiudere una mattinata che è insieme ricordo, affetto e sguardo al futuro. Così Bari ritroverà, almeno per un giorno, la traccia di una figura che l’ha accompagnata e guidata, lasciandole in eredità un modo gentile e rigoroso di stare al servizio degli altri.

La ragazza, scortata dalle forze dell’ordine, è entrata velocemente a bordo di un’auto che si è allontanata immediatamente. “E’ stata lei ad organizzare tutto e a chiedermi di aiutarla perché diceva che ero l’unico di cui si fidava. Mi ha detto che era giù di morale e voleva isolarsi dal mondo per un po’, ancora qualche giorno e poi sarebbe tornata a casa”. E’ questa la versione che l’amico trentenne, Dragos-Ioan Gheormescu, ha fornito ai carabinieri ieri sera dove è stato ascoltato prima e dopo il ritrovamento in casa sua a Nardò di Tatiana Tramacere, la ragazza di cui non si avevano notizie dal 24 ottobre scorso. Questa versione sarebbe stata confermata anche dalla stessa Tatiana che ieri notte, dopo i controlli in ospedale, è rientrata a casa come annunciato dal TgNorba nell’edizione delle 7.30. Dragos avrebbe anche rivelato di aver tentato di convincere Tatiana a finire tutto visto il clamoreche la vicenda stava suscitando. Quando i carabinieri sono entrati in casa di Dragos, ieri sera, non hanno trovato subito Tatiana perché, a quanto si è appreso, la ragazza non era nell’appartamento ma si era nascosta al buio in un abbaino, al quale si accede liberamente dal terrazzo dell’edificio.Secondo quanto accertato dai carabinieri del nucleo investigativo nelle indagini seguite alla scomparsa della ragazza il 24 novembre scorso, Dragos e Tatiana avevano una relazione. Sono stati ripresi dalle telecamere mentre si baciano al parco Raho – dove Dragos lavora in un bar – e poi mentre entrano nella palazzina dove abita il ragazzo. Da lì Tatiana non è stata più vista uscire.Il giovane avrebbe rivelato ai carabinieri che la ragazza stava attraversando un periodo non semplice anche per motivi di salute. “Non ho fatto niente” avrebbe detto spaventata ai carabinieri quando l’hanno rintracciata.

Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, piange. L’assalto della folla. Tatiana Tramacere è viva e sta bene. Lo ha annunciato il comandante provinciale dei carabinieri di Lecce, Andrea Siazzu.La svolta nel caso sulla scomparsa della studentessa 27enne di Nardò di cui si erano perse le tracce dal 24 novembre è arrivata in serata. È stata trovata dai carabinieri a Nardò in uno stanzino della mansarda nella disponibilità del 30enne rumeno Dragos-Ioan Ghermescu, l’amico che per ultimo l’avrebbe incontrata il pomeriggio della scomparsa. Il giovane, interrogato in caserma a Lecce, è indagato. Inizialmente per istigazione al suicidio ora, se dovesse essere confermata l’ipotesi del sequestro, l’ipotesi di reato potrebbemutare. Gli specialisti del Ris dei carabinieri hanno perquisito questa sera l’abitazione dell’indagato, dove poi è stata trovata la ragazza, mentre il 30enne è stato interrogato per ore nel comando provinciale dei carabinieri di Lecce.Da giorni gli investigatori stavano analizzando tabulati telefonici, chat e le immagini delle telecamere divideosorveglianza. Al 30enne, inizialmente sentito come persona informata sui fatti, era già stato sequestrato il telefono.Gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dal procuratore di Lecce Giuseppe Capoccia, si sono subito concentrati sulle ultime ore in cui la studentessa salentina è stata vista. Il pomeriggio della scomparsa la 27enne aveva incontrato Dragos. I due, è stato ricostruito dagli inquirenti e confermato dallo stesso indagato in una intervista a ‘Chi l’ha visto’, si erano incontrati in un parco a poche centinaia di metri dalla casa della famiglia Tramacere. Lì si sarebbero intrattenuti per un paio d’ore. Avrebbero parlato del viaggio che Tatiana intendeva fare a Brescia, per incontrare il suo ex fidanzato, e lui si sarebbe offerto di accompagnarla. L’incontro sarebbe culminato in una “piccola discussione” ha detto il 30enne, assicurando però che si sarebbero poi salutati “senza tensioni”, dandosi appuntamento al giorno dopo. Il biglietto per Brescia era già stato acquistato, ma sul bus la 27enne non è mai salita. La famiglia della ragazza non ha mai creduto all’ipotesi di un allontanamento volontario. “Io non lo so cosa sia successo, sicuramente non è un allontanamento volontario e la preoccupazione a casa è grande” aveva detto il fratello di Tatiana, Vladimir, che in serata ha raggiunto la casa del 30enne, dove era in corso la perquisizione, scoppiando in lacrime, accolto da una folla di cittadini. Alla notizia del ritrovamento della 27enne, la stessa folla ha iniziato ad applaudire e festeggiare.

Era il complice di Michele Mastropietro, l’uomo che uccise il carabiniere durante un inseguimento. E’ stato rinviato a giudizio Camillo Giannattasio, 57 anni, accusato di aver contribuito all’omicidio del brigadiere Carlo Legrottaglie. Lo ha deciso la gup Gianna Martino del Tribunale di Brindisi, aprendo la strada al processo che partirà il 27 gennaio 2026. Nel corso dell’udienza preliminare è stata ammessa la costituzione delle parti civili: la moglie e le figlie del militare ucciso, insieme al brigadiere Costanzo Giuseppe Garibaldi, presente al momento dell’agguato. A completare il gruppo delle parti civili figurano anche i colleghi Giovanni Fiorino e Stefano Andriola. L’omicidio di Legrottaglie, 59 anni, avvenne la mattina del 12 giugno scorso nelle campagne di Francavilla Fontana. A sparare fu Michele Mastropietro, rimasto poi ucciso nelle ore successive durante un nuovo conflitto a fuoco nelle campagne di Grottaglie. Secondo la ricostruzione della procura Giannattasio avrebbe avuto un ruolo determinante quel giorno: avrebbe incitato Mastropietro alla violenza, spingendolo ad aprire il fuoco contro i carabinieri.

Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, piange disperatamente. L’assalto della folla. Tatiana Tramacere è viva: la 27enne è stata trovata dai carabinieri nella mansarda dell’abitazione di Dragos Gheormescu, l’amico 30enne romeno. L’uomo è indagato per istigazione al suicidio. In serata era stato ritrovato un cadavere a Galatone e s’era diffusa la notizia della morte della ragazza irreperibile dal 24 novembre scorso, dopo essere uscita di casa nel pomeriggio dicendo di essere diretta a Lecce per lavoro. Tatiana invece è viva. Fuori dall’abitazione Vladimir, il fratello di Tatiana, piange disperatamente. È stato lui stesso a raccontarlo alle telecamere di Chi l’ha visto mercoledì 3 dicembre. L’ha incontrata lunedì sera, il 24 novembre, sembra volesse accompagnarla a Brescia. Tatiana voleva andarci per raggiungere l’ex fidanzato e aveva già acquistato i biglietti dell’autobus. Il cellulare di Dragos è stato sequestrato. Si sono registrati momenti di tensione quando una folla inferocita si è radunata sotto casa del 30enne. Tante persone hanno urlato insulti diretti a Dragos e si sono accalcate verso l’ingresso per volerlo raggiungere. E’ possibile però che la persona verso la quale si stavano dirigendo fosse il fratello di Tatiana, Vladimir, e non Dragos che forse era già nella caserma dei carabinieri per l’interrogatorio. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti sul percorso che da casa di Tatiana, in via XXV Luglio, conduce a Parco Raho, luogo in cui la ragazza si sarebbe incontrata la sera di lunedì 24 novembre intorno alle 19.30 con Dragos. La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio. Nel pomeriggio è stato ascoltato il titolare del locale di Nardò in cui lavora Dragos. Vogliono capire che rapporti ci fossero tra lui e Tatiana. Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, non lo conosceva: “Non sapevamo di questa amicizia con Dragos” ha detto al TgNorba “Non posso sbilanciarmi ma se lui l’ha vista lunedì sera, qualcosa dovrà sapere”. Non ha aggiunto altro se non un ultimo disperato appello alla sorella: “Tatiana, torna a casa” 

Caduti anche alberi di Natale e gazebo. Alberi di Natale, bar e anche opere d’arte. Ingenti i danni provocati dal maltempo che si è abbattuto su Bari. Crollata a causa del forte vento e della pioggia battente, una parte della grande opera dell’artista Edoardo Tresoldi realizzata in piazza San Pietro, nella città vecchia. A cedere è stata una porzione della struttura metallica che evoca la chiesa e il convento un tempo presenti nella piazza che era ancora in fase di montaggio e doveva essere assemblata proprio nelle prossime ore. L’area è stata delimitata è messa in sicurezza per evitare rischi. Sul posto gli operai del cantiere e i tecnici del comune. La Soprintendenza di Bari e l’artista stanno valutando come ripristinare la parte danneggiata e ripristinare i lavori. Il temporale ha fatto cadere alcuni degli abeti del bosco urbano di natale allestito in piazza del Ferrarese per le feste. Verranno ripristinati nelle prossime ore. Infine il gazebo di un noto bar in largo Giordano Bruno, sul lungomare di Bari è stato letteralmente divelto dal vento. Intorno alle 7.30 di questa mattina, la copertura è stata sradicata e i pilastri metallici che la reggevano sono stati abbattuti. Fortunatamente in nessun caso si registrano feriti.

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