parco-della-grancia
oropan

Tgnorba

Telenorba

bassi-home-giugno

Primo Piano

Bedrock ha già una esperienza nell’acciaio. Anche il fondo americano Bedrock ha presentato la sua offerta per acquisire l’intero gruppo di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, l’ex Ilva. Bedrock ha formalizzato la sua offerta poco prima dellamezzanotte di ieri. Prima di Bedrock, era stato un altro fondo americano, Flacks Group, a consegnare l’offerta. Bedrock ha già una esperienza nell’acciaio: ha gestito la canadese Stelco che poi nel 2024 ha ceduto ai siderurgici americani di Cleveland Cliffs. Al contrario di Flacks Group che si è presentato alla gara solo aseguito del secondo bando lanciato ad agosto scorso, Bedrock, invece, ha partecipato anche alla gara partita con il primo bando di fine luglio 2024 e il deposito della sua offerta c’è stato a gennaio 2025 insieme a quelle di Jindal International e Baku Steel, due gruppi, quest’ultimi, poi ritiratisi. A confermarlo in una nota i Commissari Straordinari di Acciaierie d’Italia e di ILVA: “Entro il termine fissato alla mezzanotte dell’11 dicembre 2025 – scrivono in una nota – sono pervenute due offerte per l’acquisizione dei complessi aziendali facenti capo agli stabilimenti ex Ilva. Le proposte, entrambe relative all’acquisto di tutti i complessi aziendali, provengono da Bedrock Industries e Flacks Group. Le due offerte sono state regolarmente depositate secondo quanto previsto dalle procedure e i Commissari Straordinari procederanno ora all’esame delle proposte per valutarne la completezza e la conformità ai requisiti indicati nel bando. La procedura di gara rimane comunque aperta: come previsto dal bando, eventuali ulteriori soggetti interessati potranno presentare una propria offerta purché migliorativa rispetto a quelle già pervenute”.

. Circonvenzione di incapace e truffa. Finisce con una condanna a tre anni di reclusione, il pm ne aveva chiesti 5, il processo davanti al tribunale di Trani nei confronti di un maresciallo dei carabinieri in servizio alla stazione di Trani, Emanuele Di Reda, imputato in concorso con un avvocato, Francesco Di Pace, invece assolto per non aver commesso il fatto. I due finirono ai domiciliari a fine gennaio del 2020 accusati di aver raggirato due anziani, marito e moglie, facendo credere alla coppia di curare la compravendita di un loro immobile in provincia di Salerno e di indagare su ammanchi “anomali” di denaro verificati sul conto corrente, fino a sottrare una cifra intorno ai 60mila euro. Secondo quanto accertato dalle indagini il luogotenente si sarebbe fatto nominare erede universale dei coniugi, utilizzando documenti falsificati, il legale invece avrebbe fatto intendere di cause penali che in realtà non c’erano. Il militare, la cui difesa ha preannunciato ricorso in Appello, è stato assolto dal reato di detenzione abusiva di munizioni e da quella di ricettazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, che erano state trovate in caserma. L’avvocato Francesco Di Pace era difeso dal collega Antonio Florio. Parti offese i coniugi e il Comando generale dell’Arma dei carabinieri.

In Puglia il cuore della protesta sarà Bari. Oggi è il giorno dello sciopero generale proclamato dalla Cgil contro la manovra di bilancio. Manifestazioni in piazza in diverse città in Italia. In Puglia il cuore della protesta sarà Bari, dove alle 9.30 in piazza Massari arriveranno delegazioni di lavoratori, pensionati e giovani da tutte le province. La manifestazione regionale comincerà subito dopo. Il corteo si snoderà per le vie del centro per poi raggiungere  piazza Libertà per i comizi finali, con il segretario nazionale Christian Ferrari. Bassi salari, crescente disagio sociale e politiche economiche inadeguate: queste le grandi questioni che secondo il sindacato il governo Meloni non riesce ad affrontare. Per la segretaria generale pugliese, Gigia Bucci le ricadute della manovra sono ancora più drammatiche al Sud e in Puglia dove più forte è il precariato e la crisi di molti settori produttivi.

La vittima aveva 49 anni, agricoltore. É stato freddato con un colpo d’arma da fuoco appena arrivato nella sua abitazione. Ucciso a colpi d’arma da fuoco – forse di fucile – davanti al cancello della sua proprietà in campagna, forse sorpreso alle spalle dal killer, che non gli ha lasciato alcuna possibilità di fuga: sembra un agguato in piena regola quello costato la vita a Gaetano Cicerale, 49 anni, incensurato. L’omicidio è avvenuto ieri sera (venerdì 12 dicembre) nei pressi di San Severo, all’ingresso della masseria della vittima. Cicerale pare fosse appena arrivato; probabilmente chi ha fatto fuoco ha aspettato che l’uomo scendesse dall’auto per aprire il cancello; a quel punto, l’assassino ha sparato e lo ha ucciso all’istante con almeno un colpo d’arma da fuoco, pare di fucile. Il 49enne non avrebbe avuto nemmeno il tempo di reagire. Quando sono giunti sul posto, il corpo era riverso a terra. Sull’accaduto indagano i carabinieri, che stanno ricostruendo le ultime ore di vita di Cicerale. Secondo indiscrezioni, il movente dell’agguato mortale potrebbe essere legato a screzi con uno o più agricoltori della zona, in contrada ‘Casone’, a circa cinque chilometri da San Severo. (notizia in aggiornamento)

È stata una vicina a dare l’allarme e a chiedere aiuto. Quando i soccorsi sono arrivati, hanno trovato la 92enne in soggiorno, ormai esanime.. Una donna di 92 anni è morta a causa di un incendio divampato nella sua abitazione. È accaduto nelle campagne di Giovinazzo, al confine con Molfetta. L’anziana sarebbe deceduta a causa delle esalazioni di fumo. Il rogo sarebbe partito da un climatizzatore malfunzionamento.  È stata una vicina a dare l’allarme e a chiedere aiuto. Quando i soccorsi sono arrivati, hanno trovato la 92enne in soggiorno, ormai esanime. La salma, trasferita nelll’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, sarà restituita ai familiari nelle prossime ore. I carabinieri indagano sulle cause dell’incendio. 

Si vede il momento in cui escono dalla vettura, piazzano la bomba (solita tecnica della marmotta) e fanno esplodere l’Atm. Prima di agire avevano disseminato punte chiodate lungo le vie d’accesso . Erano da poco passate le quattro quando i due banditi sono arrivati in piazza Lama, ad Oria, a bordo di una macchina. Nel video si vede il momento in cui escono dalla vettura, piazzano la bomba (solita tecnica della marmotta) e fanno esplodere l’Atm. Prima di agire avevano disseminato punte chiodate lungo le vie d’accesso per rallentare eventuali interventi delle forze dell’ordine. Dopo l’esplosione si vede chiaramente che tornano per recuperare il bottino, non ancora quantificato, e poi fuggono via. Si tratta dell’ennesimo episodio in zona e non si esclude che ad agire possa esser sempre la stessa banda. Assalti simili sono stati registrati a Savelletri, San Pietro Vernotico, San Donaci e in altri comuni della provincia di Lecce. Le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica e identificare i responsabili, oltre che per quantificare il bottino.

Il commando, composto da almeno otto persone, ha preso di mira un blindato della Cosmopol. Un commando, composto almeno otto persone, ha rapinato un portavalori della ‘Cosmopol’, proveniente dalle sede centrale di Avellino. È accaduto nel pomeriggio (11 dicembre) lungo la Statale 655, tra Foggia e Candela, in territorio di Ascoli Satriano. I banditi hanno bloccato la strada bloccata con un mezzo pesante, minacciato i vigilantes a bordo del blindato, esploso del colpi di pistola a scopo intimidatorio e assaltato il mezzo, che è stato sventrato – forse con un ordigno – e svaligiato. L’assalto è andato a segno, fruttando almeno 300 mila euro. Per fortuna, solo un grande spavento per le due guardie giurate che viaggiavano sul blindato della Cosmopol, che è finita spesso nel mirino dei banditi, in Capitanata e non solo. Il traffico lungo la Bradanica è rimasto a lungo paralizzato nei pressi dello svincolo di Deliceto, causando una lunga fila di auto e mezzi pesanti. Le indagini sono condotte dalla polizia.

Lo scontro è avvenuto tra una Ranault Clio e una Jeep Renegade . Una terza persona è stata portata in ospedale in ambulanza con ferite lievi . Tragico incidente stradale nel pomeriggio (11 dicembre) a Pantano di Pignola, a pochi chilometri da Potenza. Un uomo di 51 anni, Giulio Nappi, è morto e il figlio di 9 anni è ferito in gravi condizioni. Lo scontro è avvenuto tra una Ranault Clio e una Jeep Renegade . Una terza persona è stata portata in ospedale in ambulanza con ferite lievi al momento si trova in osservazione al pronto soccorso. Sul posto personale del 118 e i carabinieri che stanno effettuando i rilievi per determinare l’esatta causa del sinistro.

Sono due uomini, hanno subito un politrauma ma non sarebbero in pericolo di vita.  Sul posto 118, Polizia, Vigili del fuoco. Paura a Taranto per il crollo di un balcone al secondo piano dello stabile all’angolo tra via Pisanelli e via Oberdan. Due  persone sono rimaste ferite. Erano sul balcone al momento del cedimento. Si tratta del proprietario dell’appartamento, 76 anni, precipitato e caduto sul ballatoio del primo piano. Con lui, il tecnico della caldaia, finito invece sul marciapiedi. Trasportati d’urgenza in ospedale. Hanno subito un politrauma. Sarebbero fuori pericolo. In corso tutti gli accertamenti. In casa, al momento del crollo, c’era anche la moglie dell’anziano, ancora sotto choc. Sul posto 118, Vigili del fuoco, Polizia. È arrivata anche la Scientifica per i rilievi. Stando alle prime informazioni,  lo stabile originariamente contava solo due piani.  Alcuni decenni fa sono stati costruiti gli  altri quattro. Di recente sarebbe stato effettuato anche un intervento, proprio per accertare la stabilità dei balconi. Il lavoro avrebbe interessato solo i piani superiori e non i primi due, più antichi, perché sarebbero stati ritenuti idonei. È stata una tragedia sfiorata. Lo stabile è in una zona centralissima, vicina a bar, negozi, università. “Questa mattina sono passata da qui – racconta una mamma – perché ho accompagnato mia figlia a scuola”. “Ho sentito un tonfo e ho visto l’operaio a terra – aggiunge un barista – ho temuto il peggio”.

È il fondo che ha offerto solo un euro per l’acquisto del gruppo dell’acciaio: ha stimato in circa 5 miliardi di euro il costo complessivo del risanamento e dichiara di aver già ottenuto l’appoggio finanziario di un gruppo di istituti italiani e statunitensi. A poche ore dalla scadenza dei termini per la presentazione delle offerte per l’acquisizione dell’ex Ilva – alle 24 di oggi – uno dei due gruppi in gara, il fondo americano Flacks Group con sede a Miami, spiega i contenuti della proposta già formalizzata ai commissari di Acciaierie d’Italia. E lo fa attraverso un’intervista che Michael Flacks, fondatore del gruppo, che è un fondo di investimento, ha rilasciato a Bloomberg. “Noi vogliamo farlo crescere – ha detto Flacks in relazione al polo dell’ex Ilva – Il nostro piano prevede 8.500 lavoratori”. Flacks, che è anche il fondo che ha offerto solo un euro per l’acquisto del gruppo dell’acciaio, dice di aver stimato in circa 5 miliardi di euro il costo complessivo del risanamento dell’ex Ilva e dichiara di aver già ottenuto l’appoggio finanziario di un gruppo di istituti italiani e statunitensi. Flacks prevede investimenti per portare la produzione di acciaio ed è a favore della presenza pubblica nell’azienda. Lo Stato manterrebbe una quota del 40% nell’ex Ilva che poi Flacks acquisterebbe in futuro per una cifra compresa tra 500 milioni e un miliardo di euro. Per Michael Flacks, “non si può costruire un’acciaieria di queste dimensioni da zero. A fine novembre i rappresentanti di Flacks sono stati a Tarantoe hanno visto gli impianti. Loro consulente per l’operazione sull’ex Ilva è Steel Business Europe. L’altra realtà da cui si attende oggi l’offerta è il fondo americano Bedrock, anch’esso interessato a tutta l’ex Ilva.

I malviventi gli hanno intimato di scendere dal mezzo, lo hanno caricato sull’auto, trattenuto per due ore e poi abbandonato in campagna vicino Canosa di Puglia. Viaggiava sulla statale 16 con il furgone carico di merce quando, tra Barletta e Trani, è stato affiancato da un’auto da cui sono saltati fuori quattro banditi armati e a volto coperto. Il corriere, dipendente di una ditta di spedizioni, è stato rapinato e sequestrato. I malviventi gli hanno intimato di scendere dal mezzo, lo hanno caricato sull’auto, trattenuto per due ore e poi abbandonato in campagna vicino Canosa di Puglia. Furgone e carico sono spariti. Lui è stato soccorso dagli agenti di polizia. Non ha riportato ferite, si è solo molto spaventato.

Si chiamano Frida, Nico e Diana e sono i primi tre “dottori Scondizola” del Salento. A partire da mercoledì 17 dicembre, nell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, prenderanno servizio tre medici molto speciali. Si chiamano Frida, Nico e Diana e sono i primi tre “dottori Scondizola” del Salento. I tre cani scorrazzeranno nel reparto pediatrico per portare sollievo e allegria ai bambini ricoverati.  Il progetto “dottor Scodinzola” sarà attivo nelle Unità Operative di Pediatria degli Ospedali di Lecce, Scorrano e Gallipoli, nel reparto di Oncoematologia pediatrica di Lecce, nel reparto di Chirurgia Pediatrica di Lecce e nel reparto di Immunologia e reumatologia pediatrica di Lecce.  Nei diversi reparti pediatrici opererà un’equipe formata da medici e personale esperto ed altamente specializzato.

Le operazioni di riparazione, comprensive di lavaggio, sanificazione della condotta e graduale ripristino del flusso idrico, andranno avanti per tutta la giornata. Disagi all’erogazione idrica potrebbero interessare oltre venti comuni del materano per via di una rottura della condotta adduttrice principale del “Frida” in contrada Sorbaro, nel territorio di Valsinni, in prossimità del confine con la Calabria. Si tratta, fa sapere Acquedotto lucano, di un’infrastruttura primaria di importanza strategica per l’approvvigionamento idrico di un vasto territorio della Basilicata. La complessità dell’intervento richiede operazioni tecniche particolarmente delicate che le squadre operative stanno affrontando con il massimo impegno. I disagi potrebbero interessare, in misura variabile in base all’altitudine e alla disponibilità di riserve idriche locali nei serbatoi: Accettura, Calciano, Cirigliano, Colobraro, Craco, Ferrandina, Garaguso, Gorgoglione, Grassano, Grottole, Miglionico, Montalbano Jonico, Nova Siri, Oliveto Lucano, Pisticci, Pomarico, Rotondella, Salandra, San Giorgio Lucano, San Mauro Forte, Stigliano, Tursi, Valsinni. Le operazioni di riparazione, comprensive di lavaggio, sanificazione della condotta e graduale ripristino del flusso idrico, sono previste in conclusione entro le ore serali di oggi

Pescano a bordo di un antico sandalo a remi. Un’imbarcazione simbolo di un’epoca che rischia di svanire. Pescare è la passione di tutta la vita, per i fratelli Michele e Domenico Di Miscia, 79 e 91 anni. Ogni mattina, calano le reti nel lago di Varano, a Cagnano, a bordo di un antico sandalo a remi. Un’imbarcazione di legno simbolo di un’epoca che rischia di svanire. Di imbarcazioni simili ne sono rimaste giusto due o tre, i fratelli Di Miscia sono gli unici che vanno ancora a remi. Per Michele il lago è il terzo fratello: “Per me è vita” afferma con convinzione. Domenico invece è tornato a pescare dopo la pensione ma ha anche tante altre passioni: pittura, scultura e ha scritto anche sei libri. Interviste a Piero Iannone, associazione ‘Amici del lago’; Domenico Di Miscia, pescatore; Michele Di Miscia, pescatore

Mezzogiorno in difficoltà: divario del 26% rispetto al Nord, lavoro precario e salari bassi spingono i giovani a cercare opportunità altrove. La questione salariale in Italia rappresenta una vera e propria emergenza sociale, e nel Mezzogiorno il problema è ancora più grave. Secondo uno studio dell’Ufficio economia della Cgil, basato sui dati Inps del settore privato, nel 2024 il salario lordo medio nazionale si attesta a 24.486 euro annui, mentre nel Sud scende a 18.148 euro, segnando un divario del 25,9% rispetto alla media italiana. La fotografia del mercato del lavoro meridionale è preoccupante. La Cgil rileva che quasi la metà dei lavoratori del Sud, circa 2,1 milioni di persone, percepisce un reddito fino a 15mila euro lordi annui, che corrispondono, nel migliore dei casi, a poco più di 1.100 euro netti al mese. Dietro a questi numeri ci sono diverse dinamiche: nel Sud le giornate medie retribuite all’anno sono 228 contro le 247 del resto del Paese, le attività economiche a basso salario hanno un peso maggiore e il lavoro atipico è molto diffuso. Nel Meridione, infatti, il lavoro a termine riguarda il 34,5% dei lavoratori rispetto al 26,7% nazionale, il part-time tocca il 43,6% contro il 33% e il lavoro discontinuo arriva al 56,5%, ben oltre la media nazionale del 45,6%. Per il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, questi dati non lasciano spazio a dubbi: la questione salariale nel Mezzogiorno è “un’emergenza nell’emergenza” e spiega, più di ogni altra causa, l’esodo di 175mila giovani meridionali tra il 2022 e il 2024 verso altre regioni italiane o all’estero, in cerca di un lavoro dignitoso e di una vita migliore. Secondo Ferrari, la manovra di bilancio in discussione non risponde a queste urgenze, tanto che il sindacato ha indetto lo sciopero generale del 12 dicembre per chiedere interventi concreti. Nel Sud, quasi la metà dei lavoratori del settore privato percepisce meno di 15mila euro lordi annui, una cifra che evidenzia come le cosiddette gabbie salariali esistano già e siano, di fatto, parte della realtà quotidiana. Ferrari sottolinea inoltre che l’aumento dell’occupazione riguarda quasi esclusivamente gli over50, spinto dall’innalzamento dell’età pensionabile, ed è concentrato in settori a basso valore aggiunto, caratterizzati da lavoro povero e sfruttamento. Tutto questo accade in particolare nelle regioni meridionali, dove si concentrano le criticità del mercato del lavoro: meno giornate retribuite, più precarietà, part-time involontario, lavoro discontinuo e minore occupazione femminile. Secondo il segretario confederale, il primo passo per affrontare questa realtà è guardarla negli occhi, ma il governo continua a ignorare il problema, senza proporre interventi che possano ridurre il divario e garantire salari più dignitosi per i lavoratori del Sud.

Sospese 16 attività imprenditoriali. I militari del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce tra ottobre e novembre hanno controllato complessivamente 51 aziende attive in vari settori, tra cuiedilizia, commercio e agriturismo-ristorazione. Sono state riscontrate diverse irregolarità come l’impiego di lavoratori in nero e gravi violazioni in materia di sicurezza. Per questo sono state disposte 16 sospensioni di attività imprenditoriali. Comminate ammende per un totale di 220.000 euro e sanzioni amministrative pari a 63.500 euro. Complessivamente, 40 persone sono state denunciate.

La Guardia di Finanza ha eseguito all’alba gli arresti, su ordinanza del GIP del tribunale di Lecce e su richiesta della DDA. Blitz della Guardia di finanza di Taranto nei quartieri Salinella e Tramontone, dove sono state eseguite all’alba perquisizioni a carico di 19 indagati nell’ambito di una inchiesta per traffico di sostanzestupefacenti. Cinque persone sono state arrestate per un duplice tentato omicidio che fu sventato dalle fiamme gialle. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Lecce Angelo Zizzari su richiesta del pm della Direzione distrettuale antimafia Milto Stefano De Nozza, è stata notificata a Domenico Salamina, detto Nico, di 36 anni; Antonio De Mitri, di 23 anni; Francesco Alex Colella, 22 anni; Riccardo De Pace, di 18 anni; e Cosimo De Lauro ,di 29 anni. I primi quattro rispondono di concorso in tentato omicidiopluriaggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso. A Salamina l’ordinanza è stata notificata in carcere. Il gruppo, stando alle contestazioni, aveva pianificato un agguato contro due esponenti del clan rivale degli Appeso, presunti esattori del pizzo imposto sulla piazza di spaccio della Salinella, circa settemila euro al mese. L’episodio risale al 29 agosto scorso. 

Tra esami difficilissimi, accuse di irregolarità e richieste di ricorso, il ministero prepara una soluzione per evitare posti vacanti. Tutti in graduatoria, anche chi non avrà ottenuto il famoso “18”, cioè la sufficienza, in tutte e tre le prove necessarie per proseguire in medicina. Ma con un obbligo: recuperare i crediti formativi mancanti. È l’ipotesi su cui sta lavorando il Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur), e che potrebbe realizzare gli appelli – e in molti casi le preghiere – degli studenti più preoccupati, soprattutto dopo l’ultimo esame. Molti ragazzi, infatti, si sono trovati davanti quesiti considerati “estremamente complessi” e una prova di fisica ritenuta addirittura “impossibile”. Nei gruppi e sui social si è riversato un vero fiume di commenti degli aspiranti medici che hanno sostenuto il secondo appello del semestre filtro di medicina: l’ultima possibilità per entrare in una graduatoria che, come ha garantito ieri la ministra Anna Maria Bernini, sarà comunque completata. Secondo quanto discusso al Mur, la graduatoria verrà organizzata così: per primi gli studenti che avranno ottenuto almeno tre 18; subito dopo chi avrà raggiunto due sufficienze; e a seguire tutti gli altri. Anche chi non avrà preso 18 in tutte e tre le materie riceverà comunque una sede universitaria: in quell’ateneo, però, dovrà recuperare i crediti formativi non raggiunti. Intanto, quasi 50.000 studenti di tutta Italia hanno affrontato oggi le prove di biologia, chimica – giudicata da alcuni “più facile” – e della temutissima fisica. «A fronte delle rassicurazioni della ministra sulla presunta solidità del sistema, oggi abbiamo avuto la prova che l’organizzazione del semestre filtro è fallace e non garantisce condizioni realmente omogenee e trasparenti. Non può essere questa la risposta all’esigenza di formare nuovi medici», ha dichiarato l’Unione degli Universitari (Udu), presente questa mattina davanti a tutte le sedi d’esame “per ricordare agli studenti che esiste la possibilità di presentare ricorso contro questo sistema profondamente ingiusto”. Le preoccupazioni dell’Udu nascevano dal timore che non venissero coperti tutti i posti disponibili, dopo i risultati del primo appello. Molti ragazzi hanno infatti chiesto un terzo appello: «L’unico modo è aprire tutto o fare un terzo appello», ha spiegato Elisa, una delle studentesse che ha sostenuto la prova. Ma la sua proposta è stata accolta con scetticismo da altri, come Tiziana: «Chi si rimette a studiare di nuovo?». C’è anche chi propone di eliminare l’obbligo del 18 in fisica, come Monica – un’idea che coincide con l’ipotesi al vaglio del ministero. Nel frattempo, sui social alcuni avvocati segnalano nuove presunte irregolarità: circolazione di messaggi WhatsApp con le domande, richieste d’aiuto e picchi di ricerche su Google con parole chiave specifiche nella serata di ieri. Per continuare la mobilitazione “contro il semestre filtro”, gli studenti si ritroveranno domani a Roma, nei pressi del Senato, «per rilanciare il ricorso collettivo» promosso dall’Udu dopo il primo appello e «per chiedere al governo un cambio di passo».

Operazione all’aeroporto dei Finanzieri del II Gruppo Bari, insieme ai Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I Finanzieri del II Gruppo Bari, insieme ai Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, all’Aeroporto di Bari hanno intercettato un passeggero che tentava di lasciare il Paese, con destinazione Varsavia, con oltre 14 mila euro in contanti e due lingotti d’oro da 100 grammi ciascuno, del valore complessivo di 23.354 euro, nascosti all’interno dei propri effetti personali, senza dichiararli. Per il trasgressore è scattato il pagamento di una sanzione pari al 30% della somma eccedente il limite consentito (entro 10 mila euro), ossia 8.212 euro.

Il prodotto sequestrato è stato reimmesso in mare. Circa 400 chili di vongole (specie Chamelea gallina) sono stati sequestrati dalla sezione operativa navale della guardia di finanza di Manfredonia. L’operazione ha permesso di intercettare un furgone al cui interno erano trasportati, in maniera irregolare, i molluschi, già confezionati in retine di plastica e pronti per essere immessi illegalmente nel circuito commerciale, presumibilmente destinati al mercato itticonazionale. A causa della totale assenza di tracciabilità, il prodotto sequestrato è stato reimmesso in mare.

deliziosa
deliziosa