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Le altre notizie

Due delle cinque strutture erano coperte da tettoie in eternit, in evidente stato di deterioramento. La Capitaneria di Porto di Manfredonia, insieme ai Carabinieri Forestali, hanno accertato gravi criticità ambientali a Zapponeta: cinque immobili in uno stabilimento balneare erano in totale stato di abbandono da molti anni. All’interno delle strutture sono stati trovati ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi, come materiali metallici, plastici, gomma, legno e altro per un totale di 150 metri cubi. Stessa situazione è stata rilevata in altre aree del comprensorio dove erano presenti ulteriori rifiuti speciali non pericolosi, accumulati e mischiati senza alcuna distinzione. Due delle cinque strutture erano coperte da tettoie in eternit, in evidente stato di deterioramento. I responsabili sono stati denunciati, l’area di circa 10.000 mq è stata sequestrata.

Sono stati trovati oltre 100 mq di rifiuti vari, tra cui materiali rivenienti da attività di costruzione e demolizione. La polizia locale di Bari ha posto sotto sequestro un’area privata trasformata in una discarica abusiva a pochi chilometri dal centro cittadino, nel quartiere Libertà.  All’interno dell’area sequestrata sono stati trovati oltre 100 mq di rifiuti vari, tra cui materiali rivenienti da attività di costruzione e demolizione, miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e altro. A breve seguirà l’emissione di un’ordinanza di bonifica dell’area a carico del proprietario. “Grazie alle segnalazioni puntuali di cittadini che non intendono rassegnarsi al degrado e agli abbandoni illeciti di rifiuti che continuano a interessare diverse aree della città, la Polizia Locale ha portato a termine un intervento di grande importanza sotto il profilo della legalità e della tutela dell’igiene urbana – commenta l’assessora alla Vivibilità urbana e Polizia Locale Carla Palone -. La collaborazione tra istituzioni e cittadini si conferma uno strumento fondamentale per individuare e contrastare comportamenti che arrecano danni all’ambiente, al decoro urbano e alla qualità della vita delle persone”. “Desidero esprimere il mio ringraziamento agli agenti della Polizia Locale per il costante impegno profuso a tutela della città – prosegue l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino -. Il sequestro di un’area privata trasformata in una vera e propria discarica abusiva rappresenta un risultato significativo, reso possibile dalla stretta collaborazione tra la Ripartizione Igiene e Ambiente, la Polizia Locale e l’Autorità giudiziaria. Interventi come questo testimoniano l’attenzione dell’amministrazione comunale nella lotta agli illeciti ambientali e nella salvaguardia del territorio. Proseguiremo con determinazione nelle attività di vigilanza, prevenzione e contrasto dell’abbandono incontrollato dei rifiuti, consapevoli di dover lavorare per una sempre maggiore sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, bene comune da tutelare nell’interesse della collettività e delle future generazioni”.

L’idea è di Diego Contino. Quattro immagini-manifesto costruite attorno alle parole: vergogna, rispetto, infame, basta. In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 5 giugno, Lecce affida alla forza della creatività un messaggio di sensibilizzazione contro l’abbandono dei rifiuti sul territorio. Nasce così una campagna ideata e donata al Comune da Diego Contino, produttore creativo salentino: quattro immagini-manifesto costruite attorno ad altrettante parole forti: vergogna, rispetto, infame, basta. La campagna nasce da un’idea semplice ma volutamente provocatoria: trasformare i rifiuti abbandonati in un messaggio visivo diretto, quasi scomodo, capace di colpire lo sguardo e chiamare in causa la coscienza di chi osserva. La creatività sceglie di non addolcire il problema, ma di mostrarlo nella sua evidenza, restituendo al gesto dell’abbandono tutto il suo peso civile e morale. “Ho voluto donare questa campagna alla Città di Lecce perché credo che la creatività debba servire anche a questo: far vedere ciò che spesso fingiamo di non vedere”, dichiara Diego Contino. “Quando si parla di rifiuti abbandonati, a volte la comunicazione istituzionale rischia di essere troppo gentile. Io volevo usare parole nette, parole che non lasciassero spazio all’indifferenza. “Vergogna”, “Rispetto”, “Infame”, “Basta” sono messaggi duri, ma purtroppo necessari. Perché chi deturpa il territorio deve sentire che quel gesto non è normale, non è tollerabile, non è invisibile.” “Abbiamo scelto di sostenere questa campagna perché parla un linguaggio immediato, diretto e comprensibile a tutti”, dichiara il Sindaco Adriana Poli Bortone. “Lecce e il Salento sono luoghi di straordinaria bellezza e questa bellezza va difesa ogni giorno. Il rispetto dell’ambiente non è un tema astratto, ma un dovere concreto che riguarda i nostri comportamenti quotidiani.” La campagna sarà diffusa attraverso i canali digitali e istituzionali della Città di Lecce, con l’obiettivo di raggiungere cittadini, visitatori e comunità locali in un periodo particolarmente significativo, alla vigilia della stagione estiva.

L’intervento si inserisce nella strategia regionale di sviluppo rurale e di contrasto allo spopolamento. In Basilicata sono 126 le nuove iniziative imprenditoriali di agricoltori lucani Over 40 finanziate dalla Regione con il bando “Insediamento nuovi agricoltori”, per un importo complessivo di 4,7 milioni di euro. A darne notizia l’assessore alle Politiche agricole della Regione Basilicata, Carmine Cicala, che ha ricordato come negli ultimi mesi sia stato sostenuto anche “l’insediamento di oltre 365 giovani agricoltori attraverso le misure dedicate agli Under 40”. L’intervento si inserisce nella strategia regionale di sviluppo rurale e di contrasto allo spopolamento, “rafforzando il tessuto economico delle aree interne e sostenendo la nascita di nuove attività produttive legate alle vocazioni agricole del territorio”.

Il giovane è stato stato posto ai domiciliari. La Guardia di finanza a Matera ha arrestato un ventenne del posto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. A seguito di una perquisizione sequestrati 52 grammi di cocaina suddivisa in 95 dosi, un coltello utilizzato per il taglio di altro stupefacente e 905 euro in contanti, ritenutoprovento del reato di spaccio. Il giovane è stato stato posto ai domiciliari.

Dodici anni fa una fuga di gas causò un’esplosione nel cuore della notte, che sventrò un edificio di sei piani. Foggia ha ricordato le tre vittime del crollo nella palazzina in via De Amicis, avvenuto dodici anni fa. Una fuga di gas causò un’esplosione nel cuore della notte, che sventrò un edificio di sei piani, al civico 22. Come ogni anno, il Comune ha deposto una corona di fiori davanti al luogo della tragedia. Nel crollo morirono i coniugi Luigi Veneziano, di 37 anni, e Giuseppina Fiore, di 29, che fecero scudo con i corpi al loro figlio di 3 anni, che rimase ferito, ma riuscì a salvarsi. Pochi giorni dopo, a causa delle gravi lesioni, morì anche Antonio Morelli, di 85 anni, nel cui appartamento avvenne l’esplosione. Furono più di 20 le famiglie sfollate, che dovettero attendere parecchi mesi prima che l’edificio fosse messo in sicurezza e potesse tornare agibile. 

I sigilli riguardano sei capannoni in ferro e lamiere estesi per circa 750 metri quadrati. Pietre e marmi lavorati in assenza di autorizzazioni da operai irregolari in capannoni risultati abusivi. È quanto scoperto ad Andria dalla guardia di finanza che ha denunciato il titolare della ditta di marmi, per reati ambientali e abusi edilizi, e sequestrato l’intera area. I sigilli riguardano sei capannoni in ferro e lamiere estesi per circa 750 metri quadrati, tutti risultati senza permesso in cui venivano lavorati “marmi e pietre in assenza di qualsiasi misura sul piano della sicurezza nei luoghi di lavoro”. A supportare i controlli dei militari è stato il personale dello Spesal della Asl Bat. Sotto sequestro sono finiti anche un piazzate da 10mila metri quadrati pavimentati senza autorizzazioni, due discariche abusive di poco meno di 600 metri quadrati, in cui sarebbero stati sversati gli scarti di lavorazione, e un vascone in cui sarebbero stati accumulati fanghi e liquami che in parte sarebbero finiti su terreno vicino. Sono stati trovati e sequestrati anche duemila litri di gasolio agricolo detenuto in assenza di titoli e autorizzazioni e una villetta di 200 metri quadrati abusiva.

Si sono fatti consegnare i soldi della cassa e sono fuggiti. Rapinatori in azione a Casarano dove tre malviventi hanno fatto irruzione nella “Clinica Città di Casarano” in via Santa Chiara. Col volto coperto da passamontagna, armati di fucile e coltello, hanno intimato all’addetto all’accettazione di consegnare i soldi contenuti in cassa. Poi sono fuggiti a bordo di una Fiat Panda grigia risultata di provenienza furtiva. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

Guidato da un tablet a distanza di anche 150 metri, può acquisire immagini e informazioni relative ad aree di intervento. Saprà muoversi in luoghi impervi, avendo anche compiti di antisabotaggio. Potrà mappare luoghi con sistemi di rilevazione laser e termici capaci di individuare anche tracce poco evidenti di esplosivo o agenti chimici e radiologici. È Saetta, il cane robot reclutato dai carabinieri del comando provinciale di Bari. Richiama, nel profilo, le auto di pronto intervento dell’Arma e intende migliorare l’operatività grazie anche al suo braccio robotico con cui potrà prelevare ordigni e grossi petardi inesplosi, perché è “un concentrato di alta ingegneria e intelligenza artificiale ed è stato configurato per supportare gli artificieri nelle attività più delicate”. Guidato da un tablet a distanza di anche 150 metri, Saetta può acquisire immagini e informazioni relative ad aree di intervento, aiutando così i militari e incrementando gli standard di sicurezza a tutela dell’incolumità del personale quando lavora “in scenari ad alto rischio, fornendo un risposta sempre più tempestiva, efficace e sicura alle esigenze delle comunità. Con l’introduzione del cane robotico, il comando provinciale di Bari conferma l’attenzione posta dall’Arma per la ricerca e lo sviluppo in tema di nuove tecnologie”.

Si tratta di un robot per i lavori agricoli, il murale al porto di Bari e la reinterpretazione di una spianatoia tradizionale. Anche quest’anno la Puglia ha saputo affermarsi al XXIX Premio Compasso d’Oro ADI, il riconoscimento più prestigioso del design italiano, istituito nel 1954, con due Menzioni d’Onore e un Attestato nell’ambito del nuovo premio Compasso d’Oro Young. Un risultato che conferma come il design pugliese stia maturando una propria identità distintiva, capace di mettere in dialogo radici territoriali, innovazione industriale e responsabilità culturale. «Questi tre riconoscimenti ci dicono qualcosa di importante sulla Puglia di oggi – commenta Guido Santilio, presidente di ADI Puglia e Basilicata –. Non si tratta di episodi isolati: emergono da territori, istituzioni e imprese che hanno scelto il design come linguaggio per interpretare il presente. Un robot agricolo nato nel Tarantino, un murale che racconta la memoria collettiva pugliese sul fronte mare di Bari, una spianatoia che rilegge la tradizione attraverso i materiali della crisi ambientale. Sono progetti che parlano di chi siamo e di dove vogliamo andare.» La prima Menzione d’Onore va ad Atomatika®, robot agricolo cingolato autonomo e multiattrezzo sviluppato da Agricobots di Montemesola (Taranto) con la partnership tecnica di Hymach (in foto copertina). Progettato per ottimizzare la distribuzione degli agrofarmaci in contesti complessi come vigneti, frutteti e terreni collinari, integra il sistema di guida autonoma KAS® con mappatura in tempo reale, navigazione offline e gestione a tasso variabile. La tecnologia di avvio semplificato Play & Relax ne consente l’utilizzo anche da parte di operatori non specializzati, mentre i cingoli in gomma garantiscono stabilità su pendenze fino al 70% e la gestione remota riduce significativamente l’esposizione a vibrazioni, rumori e agenti chimici. La seconda Menzione d’Onore premia il Murale monumentale sui silos del porto di Bari, realizzato dall’artista australiano Guido van Helten su commissione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Monumentale e fotorealistico, l’intervento trasforma sedici silos industriali in un racconto visivo della memoria regionale pugliese, attraverso immagini ispirate a fotografie d’archivio che ritraggono persone reali e luoghi del territorio. L’opera accoglie i viaggiatori in arrivo via mare restituendo loro un’identità collettiva, ed è realizzata con vernici fotocatalitiche KEIM che ne garantiscono durabilità e sostenibilità ambientale. Con questo riconoscimento, l’ADI valorizza la capacità del progetto di unire rigenerazione urbana, arte pubblica e patrimonio culturale in un unico gesto progettuale di grande impatto civico. A completare il quadro dei riconoscimenti pugliesi è l’Attestato Compasso d’Oro Young assegnato a PaStation, progetto di Roberta Galletta, laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia sotto la supervisione della docente Rosaria Copeta. Si tratta della prima edizione di questo nuovo riconoscimento, che sostituisce la storica Targa Giovani equiparandone il valore a quello dei premi e delle menzioni del concorso principale. PaStation reinterpreta la spianatoia tradizionale in un oggetto che integra tutti gli accessori per la pasta fatta in casa valorizzando materiali di recupero: marmo, legno d’ulivo colpito da Xylella e scarti litici. Nato concettualmente in una masseria pugliese, il progetto traduce in forme ispirate alla foglia dell’elce un’idea di sostenibilità, identità territoriale e innovazione che parte dalla tradizione per proiettarsi nel futuro.

Nel corso della manifestazione, consegnate le onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”. Anche a Matera sono state organizzate iniziative dalla Prefettura in occasione dell’80° Anniversario della Repubblica Italiana. Momento clou in piazza Vittorio Veneto, con l’Alzabandiera e la deposizione della corona di alloro in memoria dei Caduti. Sono seguiti poi la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni. Nel corso della manifestazione, consegnate le onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, concesse con decreto del Capo dello Stato a personalità della provincia materana che si sono distinte nel disimpegno di cariche pubbliche, per attività svolte a fini sociali, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere militari e civili.

Accolto il ricorso di un’associazione ambientalista e annulla parte di una delibera della Regione Puglia. In Puglia non si possono abbattere ulivi non monumentali per far posto a pannelli fotovoltaci e serre. Il Tar ha annullato la delibera del 2025 della regione giudicandola illegittima nella parte in cui comprende nelle opere di pubblica utilità anche gli impianti privati per la produzione di energia rinnovabile. Secondo i giudici amministrativi la legge statale circoscrive l’installazione di impianti fotovoltaici a terra in zone agricole ad ipotesi tassative, nessuna delle quali contempla l’abbattimento di oliveti. Il Tar ha accolto un ricorso presentato dal gruppo di intervento giuridico, associazione di protezione ambientale.

. È mistero sul ferimento di un uomo di 57 anni, già noto alle forze dell’ordine, gambizzato domenica sera (31 maggio) nelle campagne di Tuturano, frazione di Brindisi. L’episodio è avvenuto intorno alle 21.30. Il 57enne si è presentato al Pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi con una ferita di arma da fuoco ad una gamba. Le sue condizioni non sono gravi. Sulla vicenda indagano gli agenti della Squadra Mobile di Brindisi, intervenuti insieme alla Scientifica della Polizia di Stato per i rilievi del caso. Ascoltato dagli investigatori, l’uomo avrebbe riferito di non aver visto chi gli ha sparato. Restano ancora da chiarire dinamica e movente dell’accaduto. Al momento non si esclude alcuna ipotesi.

. Tentata rapina questa mattina (1 giugno) nell’ufficio postale centrale di piazza Sant’Antonio, a Ceglie Messapica, nel Brindisino. Due persone con il volto coperto da passamontagna hanno fatto irruzione nella struttura ma immediatamente dopo, per cause in corso di accertamento, hanno desistito fuggendo via a mani vuote. I due sono scappati a piedi, dileguandosi tra le stradine del centro cittadino. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che indagano per identificare i responsabili,

. La prima denuncia per violenza di genere nella provincia di Taranto ora è esposta a Taranto. Risale al 1925 quando a Mottola un uomo viene denunciato e condannato perché picchiava la moglie. E’ solo uno dei documenti storici presenti nella mostra inaugurata nel Castello Aragonese dai Carabinieri, in occasione della 212esima Festa dell’Arma. Ai documenti, forniti dall’Archivio di Stato, sono abbinate le opere dell’artista René. L’accostamento tra storia e pop art supporta la narrazione della forza armata presente, da sempre e per sempre, sul territorio. Sono esposti documenti che vanno dal 1860 al 1942. La mostra è a ingresso gratuito e rimarrà aperta fino alla fine della settimana.

Si tratta degli ospedali San Carlo e Madonna delle Grazie. In Basilicata, sono gli ospedali San Carlo di Potenza e Madonna delle Grazie i centri di riferimento per eventuali casi sospetti di Ebola. In particolare per l’Azienda ospedaliera regionale (Aor) San Carlo di Potenza, le attività fanno capo all’Unità operativa complessa (Uoc) di Malattie Infettive del nosocomio potentino. Per l’Azienda sanitaria locale di Matera (Asm), il centro di riferimento è l’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale Madonna delle Grazie.

L’uomo è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bonomo di Andria. Un uomo di 77 anni è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bonomo di Andria, a causa delle ferite riportate durante un’aggressione avvenuta al culmine di una lite avvenuta sabato in strada aCanosa di Puglia. Secondo quanto emerso, avrebbe avuto una violenta discussione con una persona che poi è fuggita. Ad avere le peggio è stato il 77enne che soccorso dal personale del 118, è stato trasportato ad Andria per un trauma cranico. Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato sono sulle tracce dell’aggressore.

Il manufatto è stato ritrovato imballato e pronto a varcare i confini nazionali. Era stato già confezionato per essere spedito all’estero a un ignoto acquirente, ma l’intervento repentino dei carabinieri ha evitato il peggio. La comunità di Maranola, frazione di Formia provincia di Latina, ha potuto riabbracciare uno dei suoi simboli religiosi, il “Bambinello di Sant’Antonio“, rubato nel 2015 dalla chiesa della Santissima Annunziata. Il ritrovamento è avvenuto grazie alle attività di investigazione dei carabinieri di Genzano di Lucania che hanno recuperato il simulacro in un’abitazione privata del comune lucano. Il manufatto è stato ritrovato imballato e pronto a varcare i confini nazionali: se fosse entrato nel circuito del collezionismo internazionale sarebbe andato perduto per sempre. L’arma ha riconsegnato così il bambinello in coincidenza con l’apertura dei solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova. Grande la commozione dei fedeli della comunità laziale che, dopo 11 anni, si riappropriano di uno dei loro simboli religiosi più amati.

L’uomo è stato trovato in una sala slot di Bari. La polizia ha arrestato un 22enne di Bitonto ritenuto responsabile di una rapina avvenuta nei giorni scorsi in un supermercato della città. Il giovane si sarebbe presentato nell’attività con il volto coperto da un passamontagna e, dopo aver minacciato la cassiera con un coltello, si sarebbe fatto consegnare il denaro presente in cassa prima di fuggire. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del commissariato di Bitonto, che hanno sequestrato a poca distanza dal supermercato sia il passamontagna che il coltello. Dall’analisi delle telecamere di sorveglianza del supermercato è stato possibile ricostruire i momenti della rapina e quelli immediatamente precedenti. Il 22enne è stato poi arrestato a Bari, all’interno di una sala slot. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari. 

Nessun accordo tra i candidati a Trani, Molfetta, Casarano, Tricase e San Giovanni Rotondo. Nessun apparentamento nei principali comuni pugliesi chiamati al ballottaggio. A Trani, alla scadenza dei termini fissata per ieri, non è stato formalizzato alcun accordo tra i candidati sindaci del centrosinistra Marco Galiano e del centrodestra Angelo Guarriello con il candidato civico Giacomo Marinaro, arrivato terzo al primo turno. Nessun apparentamento anche a Molfetta, dove Manuel Minervini e Pietro Mastropasqua si contenderanno la carica di sindaco senza accordi ufficiali e senza il sostegno formale delle altre coalizioni. Stesso scenario negli altri comuni al voto, Casarano, Tricase e a San Giovanni Rotondo.

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