
Truffe a Bari, clonato il numero della Questura: “Diffidate da chi chiede pagamenti”
LA DENUNCIA Per mettere in atto il raggiro è stata utilizzata la tecnica del “caller spoofing”, attraverso la quale è possibile replicare numeri di telefono
Per mettere in atto il raggiro è stata utilizzata la tecnica del “caller spoofing”, attraverso la quale è possibile replicare numeri di telefono. La Polizia ha denunciato l’utilizzo fraudolento, da parte di truffatori, del numero di telefono della Questura di Bari (080-5291111), che avrebbero chiesto a ignari cittadini “grandi somme di denaro approfittando proprio della naturale fiducia che gli utenti nutrono nei confronti delle forze dell’ordine”. Per mettere in atto il raggiro è stata utilizzata la tecnica del “caller spoofing”, attraverso la quale è possibile replicare numeri di telefono. La questura ricorda di “diffidare da chi richiede l’esecuzione di bonifici bancari o pagamenti in qualsiasi forma, spacciandosi per un operatore delle forze dell’ordine. Bisogna anche prestare attenzione a chi si presenta personalmente presso la propria abitazione chiedendo di appurare la mancanza di oggetti di valore o denaro”.
Gli ambienti di cura vengono adattati per accogliere persone con ridotta mobilità o particolari sensibilità sensoriali, attraverso tecniche e protocolli dedicati. Bambini e adulti con disabilità, disturbi neurologici o condizioni mediche complesse necessitano di percorsi assistenziali dedicati, capaci di coniugare competenze cliniche, attenzione relazionale e sicurezza durante il trattamento odontoiatrico. Al Policlinico di Bari questi pazienti possono contare su un percorso di cura personalizzato pensato per rispondere ai loro bisogni specifici grazie al lavoro dell’unità operativa di Odontoiatria, diretta dal prof. Gianfranco Favia, attiva nella prevenzione, diagnosi e cura delle patologie dentali e del cavo orale nei pazienti con bisogni speciali. Da inizio anno sono state loro dedicate 748 prestazioni, di cui 240 rivolte a pazienti con forme di fragilità o disabilità che hanno richiesto il trattamento in sala operatoria tra il Giovanni XXIII e il blocco di otorinolaringoiatria al Policlinico di Bari. 32 di queste sedute sono state eseguite nell’ambito del piano di recupero promosso dalla Regione Puglia per le prestazioni classificate con priorità U (urgente) e B (breve). Le ultime si sono svolte sabato scorso, coordinate dal prof. Francesco Inchingolo, dirigente medico dell’unità operativa di odontoiatria e direttore della scuola di specializzazione di Ortognatodonzia dell’Università di Bari. “Oltre i casi più gravi come le sindromi di Down, la paralisi cerebrale, i disturbi dello spettro autistico, l’epilessia – spiega il prof. Inchingolo – ci sono i pazienti diabetici, per cui è necessaria una preparazione specifica prima dell’intervento. A parte il controllo dell’albumina, effettuiamo una serie di esami prima di interventi mirati e localizzati. Si rivolgono alla nostra struttura anche pazienti in dialisi così come i pazienti che hanno l’osteonecrosi causata da problemi di farmaci assunti durante la fase della chemioterapia”. L’odontoiatria per bisogni speciali prevede, quando necessario, l’utilizzo della sedazione endovenosa profonda o dell’anestesia generale nei pazienti con difficoltà comportamentali o comunicative. Inoltre, gli ambienti di cura vengono adattati per accogliere persone con ridotta mobilità o particolari sensibilità sensoriali, attraverso tecniche e protocolli dedicati.
Operano nel settore della fabbricazione e commercializzazione di ricambi per autoveicoli. Il Gip di Trani, su richiesta della Procura, ha disposto il sequestro preventivo di beni per oltre 3,2 milioni di euro, eseguito dalla Guardia di Finanza, nei confronti di due società operanti nel settore della fabbricazione e commercializzazione di ricambi per autoveicoli. Due persone di Barletta risultano indagate per bancarotta, reati fiscali e riciclaggio. È stato acclarato il dissesto finanziario di una società a causa degli ingenti debiti maturati con l’erario e seguente svuotamento dei beni appartenenti alla medesima e la contestuale creazione di una nuova società con lo stesso oggetto sociale della precedente, in cui sono stati fatti confluire fraudolentemente i beni immobili/mobili della società in liquidazione giudiziale. Il compendio aziendale della società “madre” era stato integralmente e fraudolentemente trasferito in una nuova società creata ad hoc: i dipendenti svolgevano, nella nuova società, le stesse mansioni rispetto alla precedente e il reimpiego dei beni aziendali.
Il nido è stato individuato nell’ambito delle attività di monitoraggio delle spiagge condotte dal centro recupero tartarughe marine del Museo di storia naturale del Salento di Calimera. È stato trovato sulla costa di Ugento il primo nido di tartaruga marina (caretta caretta) della stagione in Puglia. La scoperta rappresenta un evento di grande rilevanza naturalistica e conferma il ruolo strategico del litorale ugentino per la conservazione della biodiversità del Mediterraneo. Il nido è stato individuato nell’ambito delle attività di monitoraggio delle spiagge condotte dal centro recupero tartarughe marine del Museo di storia naturale del Salento di Calimera. Importante anche il supporto del Parco naturale regionale litorale di Ugento, che da quest’anno ha avviato un programma strutturato di monitoraggio e tutela delle nidificazioni lungo la costa. “Questo primo nido della stagione rappresenta una notizia straordinaria per la nostra comunità e per l’intera Regione – dice il sindaco di Ugento, Salvatore Chiga -. Le tartarughe marine sono un patrimonio naturale di valore inestimabile e testimoniano la qualità ambientale del nostro territorio. Ugento si conferma un sito di interesse nazionale e mediterraneo per la conservazione di questa specie simbolo. Questo importante risultato rafforza la necessità di una politica integrata della costa, capace di coniugare tutela ambientale, gestione sostenibile delle spiagge e fruizione responsabile del territorio”.
Alla vista dei militari, avrebbe dapprima cercato di colpirli con una bottiglia di vetro spaccata e, successivamente, si è dato alla fuga a piedi lungo le strade cittadine ma è stato bloccato. Si sarebbe fatto consegnare 200 euro e poi avrebbe colpito l’uomo al volto con un coltello. È successo nella villa comunale di Torremaggiore. I carabinieri di San Severo hanno sottoposto a fermo l’aggressore, un 24enne del posto, accusato di rapina. Un uomo si è presentato in pronto soccorso con una profonda ferita al volto, raccontando di essere stato aggredito. I militari hanno subito attivato le ricerche. L’aggressore è stato rintracciato poco dopo a Torremaggiore ma alla vista dei militari, avrebbe dapprima cercato di colpirli con una bottiglia di vetro spaccata e, successivamente, si è dato alla fuga a piedi lungo le strade cittadine ma è stato bloccato. Altermine delle indagini, il 24enne è stato arrestato.
Premio promosso dal Politecnico di Milano. Un riconoscimento nazionale per un progetto pugliese all’insegna dell’inclusione e della sostenibilità. Arca Puglia Centrale si è aggiudicata l’Impact Award 2026 nella categoria Pubblica Amministrazione – Impatto Sociale, promosso dal Politecnico di Milano. Premiato il programma di riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento dell’accessibilità. Il progetto è stato scelto tra venti finalisti per la sua capacità di generare benefici concreti e duraturi per le persone e per il territorio.
Al centro la battaglia su aumento dei costi di produzione, crescita delle importazioni dall’estero e decremento delle superfici coltivate a grano. Un grande flash-mob a difesa del grano duro italiano, con produttori provenienti non solo da tutte le province pugliesi, ma anche da Marche, Basilicata, Molise e tutto il Centro Sud: venerdì 12 giugno, alle 10.30, CIA Agricoltori Italiani di Puglia, in pieno accordo e sinergia con il livello nazionale dell’organizzazione presieduta da Cristiano Fini, riunirà al “Varco della Vittoria” del porto di Bari tutto il popolo e le città del grano. La questione al centro dell’iniziativa è la battaglia che la CIA sta conducendo ormai da anni, con una mobilitazione che si è ulteriormente intensificata dal 2023, un anno che ha segnato uno spartiacque per il comparto cerealicolo, affossato dal crollo dei prezzi al produttore e da una crisi inarrestabile caratterizzata da alcune costanti: aumento dei costi di produzione, crescita delle importazioni dall’estero, decremento in Puglia e nelle altre principali regioni cerealicole delle superfici coltivate a grano, fortissima e negativa incidenza delle conseguenze inerenti ai cambiamenti climatici. “Chiamiamo a raccolta non solo i produttori e le istituzioni, ma anche i consumatori“ – ha dichiarato Gennaro Sicolo – vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani. “Nei nostri porti, continuano ad arrivare tonnellate di grano duro dall’estero, spesso è difficile anche risalire alla reale origine di quei carichi e non sempre si è in grado di valutare la sicurezza alimentare e i parametri qualitativi e di salubrità di quanto arriva” ha aggiunto Sicolo. “La questione, dunque, assume un’importanza capitale almeno rispetto a tre fondamentali elementi: il crollo del settore con l’impoverimento e la scomparsa di centinaia di aziende cerealicole; il rischio sempre più concreto di perdere la nostra sovranità alimentare in un comparto strategico del made in Italy; la tutela della salute dei consumatori di pane e pasta, ai quali in etichetta ancora non sono fornite in modo chiaro e inequivocabile tutte le informazioni necessarie a essere pienamente consapevoli dell’origine del grano utilizzato per i prodotti che acquistano”. CIA Agricoltori Italiani negli scorsi mesi ha promosso una petizione nazionale a difesa del grano duro italiano che ha totalizzato circa 100mila firme; in Puglia, 45 amministrazioni comunali hanno sottoscritto le proposte CIA per la tutela e il rilancio del comparto cerealicolo; a Foggia, Bari e Roma sono state organizzate mobilitazioni che hanno coinvolto migliaia di produttori. A Bari, la CIA chiederà alle istituzioni la tutela e il rilancio del comparto cerealicolo in 6 punti: la piena attuazione della legge sulle pratiche sleali, che vieta prezzi al produttore inferiori ai costi di produzione; il divieto per la CUN Commissione Unica sul grano duro di quotare prezzi inferiori ai costi di produzione; una nuova legge che preveda una cera contrattazione interprofessionale a partire dai costi di produzione e dal giusto reddito per i cerealicoltori; una svolta nei controlli portuali, dove tutte le navi che scaricano grano duro devono essere controllate da NAS, Guardia di Finanza, Sanità Marittima e Osservatorio Fitosanitario regionale; il rispetto rigoroso degli standard sanitari, ambientali e merceologici del grano duro importato e della pasta da esso ottenuta. La CIA, inoltre, chiede la corretta applicazione della pratica del “perfezionamento attivo”, vale a dire l’esenzione della tassa doganale agevolata sul grano duro importato. “Gli agricoltori non possono continuare a essere l’anello debole della filiera. Rinnoviamo l’appello ai consumatori italiani: scegliete solo e soltanto la pasta fatta con il 100% di grano italiano: per il benessere e la salute, da una parte, e per la salvaguardia di una concreta sovranità alimentare e sostenibilità economica della cerealicoltura italiana” ha concluso Sicolo.
Una decisione che permetterà di preservare una tradizione particolarmente sentita dai cittadini e dai numerosi visitatori che ogni anno partecipano ai festeggiamenti del 2 luglio. Le luminarie previste per le celebrazioni della Festa della Bruna saranno regolarmente installate in piazza Vittorio Veneto, a seguito del ripensamento del proprietario di un immobile rispetto alla precedente posizione che ne aveva impedito l’installazione. È quanto fanno sapere il Comune di Matera e l’associazione Maria Santissima della Bruna. Una decisione che permetterà di preservare una tradizione particolarmente sentita dai cittadini e dai numerosi visitatori che ogni anno partecipano ai festeggiamenti del 2 luglio.
Sono stati 70 i volontari che hanno partecipato all’iniziativa. Quinta edizione da record per “Caccia alla cicca”, l’iniziativa promossa da Retake Mola di Bari per contrastare l’abbandono dei mozziconi di sigaretta negli spazi pubblici e sensibilizzare la cittadinanza alla cura del territorio.Al termine dell’iniziativa sono stati raccolti circa 12.000 mozziconi di sigaretta, sottratti a un’area destinata quotidianamente al gioco dei più piccoli e alla vita della comunità. Un risultato che conferma quanto il fenomeno sia ancora diffuso ma che dimostra anche la forza della partecipazione civica quando cittadini e volontari scelgono di mettersi in gioco per il bene comune.«Questa quinta edizione di Caccia alla cicca entrerà negli annali – commenta Vincenzo Pietanza, responsabile di Retake Mola di Bari -. Settanta partecipanti, settanta eroi che hanno liberato l’area delle giostrine da circa dodicimila mozziconi di sigaretta. La presenza di tanti ragazzi ci fa guardare con fiducia al futuro: significa che il messaggio della cura dei beni comuni continua a coinvolgere nuove generazioni. Un immenso grazie va anche a tutte le attività commerciali che ci sostengono e che, anche quest’anno, hanno reso possibile la distribuzione di oltre 70 ticket ai nostri volontari».
Cronaca. I vandali non risparmiano nemmeno i lavoretti realizzati bambini delle scuole elementari. A Bari, a Parco 2 Giugno, ignoti hanno distrutto i cartelli disegnati dagli alunni dell’istituto comprensivo Zingarelli – Anna Frank. Sull’accaduto indaga la polizia locale che sta visionando le immagini del sistema di videosorveglianza della zona. I manifesti erano stati creati dalla fantasia dei bambini e delle bambine per sensibilizzare la cittadinanza al rispetto del codice della strada.
. Era morto a soli 38 anni dopo aver prestato servizio in Kosovo, nel 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti ‘Col Moschin’. Aveva contratto una patologia ematica per l’esposizione ad uranio impoverito e nanoparticelle. Per la Corte di Appello di Lecce il militare originario di Grottaglie è vittima del dovere. In primo grado il Tribunale di Taranto aveva respinto la richiesta di accesso ai benefici previsti dalla legge per le vittime del dovere e i soggetti equiparati. La Corte ha invece riconosciuto il diritto dei familiari alle provvidenze economiche previste dalla normativa, ritenendo sussistente il nesso concausale tra il servizio svolto e la malattia che ha portato al decesso. La vicenda è stata seguita dagli avvocati Massimo Spagnulo, Ciro Santoro e Maria Santoro.
La chiusura dei tre stabilimenti – su cinque – avrebbe un tremendo impatto socioeconomico. Ieri mattina il Ministro delle Imprese Urso aveva espresso un cauto ottimismo sulla vertenza. Poi la comunicazione, arrivata durante l’incontro preparatorio al tavolo dell’11 giugno al Ministero delle Imprese: Natuzzi intende chiudere tre stabilimenti, delocalizzando verso la Romania. A rischio il plesso centrale di Santeramo in Colle, e i siti di Jesce 2 e Graviscella. Decisioni che – secondo le sigle sindacali – sarebbero già state definite e considerate non modificabili dall’azienda. Una scelta che rappresenta una rottura rispetto agli impegni assunti in sede ministeriale, come l’accordo sulla cassa integrazione ridotta dall’80 al 62%, l’anticipo del trattamento salariale da parte dell’azienda, il mantenimento del perimetro industriale italiano ed un piano di incentivazione all’esodo volontario. Soprattutto ci sono circa duemila dipendenti coinvolti, alle prese da anni con una grave incertezza dovuta a cassa integrazione e rotazioni forzate. Facile quindi immaginarne lo smarrimento, altrettanto conseguente la dura reazione dei sindacati, pronti alla mobilitazione. L’azienda – affermano – ha beneficiato di sostegni pubblici e disponibilità al confronto anche da parte delle istituzioni nazionali e locali, ma continua a tradire gli impegni, con effetti pesantissimi su lavoratrici, lavoratori e comunità locali. La chiusura dei tre stabilimenti – su cinque – avrebbe un tremendo impatto socioeconomico, proprio mentre Puglia e Basilicata discutono del rilancio e della vocazione produttiva del distretto del mobile imbottito. Chiesto l’intervento immediato del governo nazionale, già al tavolo di giovedì prossimo.
Menzionate numerose operazioni, per le quali sono state conferite le onorificenze ai militari che si sono distinti per il valore umano e operativo. Comando provinciale dei Carabinieri di Taranto in festa per il 212° Anniversario dalla fondazione dell’Arma. Oltre due secoli di storia per una istituzione che attraversa il tempo continuando a garantire legalità e vicinanza ai cittadini, in particolare alle donne e ai giovani, come emerge dall’intervento del Comandante provinciale, col. Antonio Marinucci: “Il nostro impegno è rivolto a infondere nelle coscienze dei più giovani la cultura del rispetto, senza la quale nessuna sicurezza può dirsi possibile e autentica”. Al centro del discorso, il richiamo ai fatti di piazza Fontana: “Il ricordo di Bakary Sako deve diventare un monito collettivo”. Il riferimento poi alle principali attività. Dai reati ambientali al contrasto alla droga; dalle indagini sugli assalti ai bancomat al contrasto alla criminalità organizzata. Menzionate numerose operazioni, per le quali sono state conferite le onorificenze ai militari che si sono distinti per il valore umano e operativo.
In totale sono 5 le località ad aver ottenuto il riconoscimento. In Italia Otranto è passata dal decimo al terzo posto. Sono 5 le località pugliesi che hanno ottenuto le 5 Vele 2026 assegnate da Legambiente e da Touring Club Italiano. Il prestigioso riconoscimento viene ogni anno assegnato a quelle realtà che puntano su un turismo e una gestione sostenibile, ma che si stanno adattando anche alla crisi climatica in atto fornendo soluzioni e proposte per vacanze più fresche e alla scoperta dei territori. Le 5 Vele sono state assegnate a Otranto, a Nardò, a Melendugno, a Vieste e a Gallipoli. La città di Otranto conquista il terzo posto su base nazionale. Per quanto riguarda il fratino, il litorale a sud di Bari è tra i più gettonati per questa specie, che cerca luoghi tranquilli dove costruire il nido che si mimetizza con l’arenile. Barletta è, invece, il primo Comune in Italia “custode del fratino”, dopo aver sottoscritto il protocollo d’intesa promosso da Legambiente. Per quanto riguarda le tartarughe, invece, la Puglia sta lavorando molto sulla tutela delle aree di nidificazione delle Caretta Caretta e della loro reimmissione nell’ambiente marino. Ci sono 6 centri: a Manfredonia, a Torre Guaceto, a Molfetta, a Calimera e al Parco di Rauccio. Buone notizie anche dalla Basilicata. Maratea si conferma tra le eccellenze italiane del turismo sostenibile e mantiene le Cinque Vele anche per il 2026. La Perla del Tirreno è stata premiata per la qualità ambientale e per le politiche di tutela del territorio. Insieme a Maratea, anche Policoro e Rotondella figurano tra i Comuni lucani “Amici delle tartarughe”, a testimonianza di un impegno crescente nella salvaguardia delle coste e delle aree di nidificazione.
I toni in breve sarebbero degenerati . Finisce alle mani un alterco divampato ieri mattina tra il sindaco di Cavallino Bruno Ciccarese e un consulente comunale architetto Luca Pasquino, presidente della Lupaie Servizi, società partecipata del comune di Lecce. Il litigio tra i due sarebbe divampato per una questione relativa ad una questione relativa alla manutenzione del verde pubblico in via Lizzanello. I toni in breve sarebbero degenerati col sindaco che avrebbe aggredito Pasquino, colpendolo al volto. Il consulente non avrebbe reagito, recandosi al Pronto Soccorso dove avrebbe riferito ai sanitari l’accaduto. Medicato è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni.
Faranno base negli aeroporti Gino Lisa di Foggia e Arlotta di Grottaglie . Per i prossimi tre anni ci saranno saranno due elicotteri a disposizione della Regione Puglia per la prevenzione e il contrasto degli incendi boschivi e per ulteriori attività di protezione civile durante i periodi a maggiore rischio. Il contratto è stato firmato dalla sezione della protezione civile regionale con l’impresa Eliossola srl. La presenza di elicotteri antincendio è passo avanti importante per la tutela dell’ambiente soprattutto nel periodo estivo. Il contratto prevede lo schieramento fisso e continuativo dei due elicotteri tra i mesi di giugno e settembre. Avranno come basi operative l’aeroporto Gino Lisa di Foggia e l’aeroporto Arlotta di Grottaglie.
Il progetto avrà l’anno prossimo una dimensione nazionale. A Taranto la tappa conclusiva della prima Staffetta Blu della Legalità, l’iniziativa che promuove, rivolgendosi soprattutto ai giovani, i valori della legalità, della cittadinanza attiva e del rispetto delle regole. L’incontro, patrocinato e sostenuto dalla Rete dei Comuni Sostenibili, è stato ospitato dalla SVAM, Scuola Scuola Volontari Aeronautica Militare, nella giornata di ieri, 4 giugno. Hanno partecipato le scuole che assieme alle istituzioni, all’imprenditoria, a tutta la cittadinanza, hanno un ruolo centrale nella costruzione di un cambiamento positivo e duraturo. “La Staffetta Blu della Legalità, spiega il direttore generale della Rete dei Comuni, Giovanni Gostoli, costituisce una buona pratica di rilevanza nazionale per legalità e sostenibilità ambientale”; infatti, dopo questa prima edizione pugliese, il progetto avrà l’anno prossimo una dimensione nazionale.
Sono in corso tutti gli accertamenti.. Ancora due incidenti all’ex Ilva di Taranto. Due operai sono rimasti feriti questa mattina mentre lavoravano nel siderurgico. Il primo, un lavoratore di una ditta dell’appalto, era in turno nell’area dell’Afo4 e ha riportato un trauma da schiacciamento alla mano sinistra. L’altro operaio rimasto ferito si trovava invece nel reparto Agglomerato, in zona Officine manutenzione e opere. Stando alle prime informazioni, ha battuto la testa a causa del ribaltamento di un mezzo di una ditta esterna. Sono in corso tutti gli accertamenti.
Due delle cinque strutture erano coperte da tettoie in eternit, in evidente stato di deterioramento. La Capitaneria di Porto di Manfredonia, insieme ai Carabinieri Forestali, hanno accertato gravi criticità ambientali a Zapponeta: cinque immobili in uno stabilimento balneare erano in totale stato di abbandono da molti anni. All’interno delle strutture sono stati trovati ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi, come materiali metallici, plastici, gomma, legno e altro per un totale di 150 metri cubi. Stessa situazione è stata rilevata in altre aree del comprensorio dove erano presenti ulteriori rifiuti speciali non pericolosi, accumulati e mischiati senza alcuna distinzione. Due delle cinque strutture erano coperte da tettoie in eternit, in evidente stato di deterioramento. I responsabili sono stati denunciati, l’area di circa 10.000 mq è stata sequestrata.
Sono stati trovati oltre 100 mq di rifiuti vari, tra cui materiali rivenienti da attività di costruzione e demolizione. La polizia locale di Bari ha posto sotto sequestro un’area privata trasformata in una discarica abusiva a pochi chilometri dal centro cittadino, nel quartiere Libertà. All’interno dell’area sequestrata sono stati trovati oltre 100 mq di rifiuti vari, tra cui materiali rivenienti da attività di costruzione e demolizione, miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e altro. A breve seguirà l’emissione di un’ordinanza di bonifica dell’area a carico del proprietario. “Grazie alle segnalazioni puntuali di cittadini che non intendono rassegnarsi al degrado e agli abbandoni illeciti di rifiuti che continuano a interessare diverse aree della città, la Polizia Locale ha portato a termine un intervento di grande importanza sotto il profilo della legalità e della tutela dell’igiene urbana – commenta l’assessora alla Vivibilità urbana e Polizia Locale Carla Palone -. La collaborazione tra istituzioni e cittadini si conferma uno strumento fondamentale per individuare e contrastare comportamenti che arrecano danni all’ambiente, al decoro urbano e alla qualità della vita delle persone”. “Desidero esprimere il mio ringraziamento agli agenti della Polizia Locale per il costante impegno profuso a tutela della città – prosegue l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino -. Il sequestro di un’area privata trasformata in una vera e propria discarica abusiva rappresenta un risultato significativo, reso possibile dalla stretta collaborazione tra la Ripartizione Igiene e Ambiente, la Polizia Locale e l’Autorità giudiziaria. Interventi come questo testimoniano l’attenzione dell’amministrazione comunale nella lotta agli illeciti ambientali e nella salvaguardia del territorio. Proseguiremo con determinazione nelle attività di vigilanza, prevenzione e contrasto dell’abbandono incontrollato dei rifiuti, consapevoli di dover lavorare per una sempre maggiore sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, bene comune da tutelare nell’interesse della collettività e delle future generazioni”.

LA DENUNCIA Per mettere in atto il raggiro è stata utilizzata la tecnica del “caller spoofing”, attraverso la quale è possibile replicare numeri di telefono

SALUTE Gli ambienti di cura vengono adattati per accogliere persone con ridotta mobilità o particolari sensibilità sensoriali, attraverso tecniche e protocolli dedicati Bambini e adulti

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CRONACA Sono stati trovati oltre 100 mq di rifiuti vari, tra cui materiali rivenienti da attività di costruzione e demolizione La polizia locale di Bari