colonna-suites
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

maldarizzi-automotive

Cronaca

Secondo quanto emerso durante il dibattimento, la donna aveva fatto tutto da sola . È stata condannata a sedici anni di reclusione la 29enne italo-brasiliana, accusata di infanticidio. Nel 2024, dopo aver partorito una bambina l’aveva affogata nel water, nell’appartamento sovrastante il locale notturno in cui lavorava in provincia di Padova. Secondo quanto emerso durante il dibattimento, la donna aveva fatto tutto da sola ed aveva continuato ad esibirsi nel locale nonostante lo stato di gravidanza fosse evidente. Dall’autopsia era risultato che la bambina era nata viva. La donna si trova in Puglia agli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori.

Tra gli indagati figurano nomi già noti alle cronache, tra cui Salvatore Buccarella e altri otto soggetti già raggiunti da decreto di fermo o custodia cautelare. Sono 22 le persone indagate nell’ambito dell’operazione “Colemi”, condotta dalla squadra mobile di Brindisi e coordinata dalla Dda di Lecce, che ha portato a diversi arresti fra giugno 2025 e marzo 2026, con l’obiettivo di bloccare il tentativo di “rialzare la testa” della frangia dei “tuturanesi” della Sacra Corona Unita. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato nelle scorse ore. Tra gli indagati figurano nomi già noti alle cronache, tra cui lo storico volto della Scu Salvatore Buccarella e altri otto soggetti già raggiunti da decreto di fermo o custodia cautelare, mentre altri sono indagati in stato di libertà. Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione di tipo mafioso (416 bis), alle estorsioni, al favoreggiamento, fino alla detenzione e cessione di stupefacenti. L’inchiesta aveva già portato a fermi e arresti tra settembre 2025 e marzo 2026: tra questi, Vincenzo e Umberto Attanasi con il figlio Pasquale, Salvatore Buccarella, Stefano Malerba, Adriano Vitale, Mauro Iaia, Pietro Guadalupi e Alessandro Blasi, quest’ultimo irreperibile fino alla costituzione spontanea. Gli altri indagati in stato di libertà sono Vitantonio Fiaccone, Antonio e Carlo Carriere, Antonio e Andrea Bruno, Mauro Bianco, Simone Fai, Francesco Castellano, Andrea Galasso, Antonio e Giuseppe Caliandro, accusati di reati che vanno dal favoreggiamento alla detenzione di droga. Secondo gli inquirenti, i due Attanasi e Schiavone avrebbero posto in essere estorsioni e traffici di cocaina, mentre alcuni gestori di locali del Brindisino, tra cui il Domus Caffè di Tuturano, sono indagati per favoreggiamento aggravato per non aver fornito immagini di videosorveglianza richieste dagli agenti.

. Maxi sequestro a Taranto di un deposito di ricambi di auto, probabilmente rubati e destinati alla vendita. Il blitz si è svolto nel pomeriggio di ieri (25 marzo), eseguito dalla polizia, tra via Minniti e via Mazzini, in pieno centro, col supporto dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell’area, delle unità cinofile e di diversi carroattrezzi per portare via tutto. Ingente il materiale sequestrato, tanto da non essere stato ancora quantificato. L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile, ha permesso allo smantellamento dell’attività illecita. La strada è rimasta temporanemante chiusa al traffico. Prosegue l’attività, i cui particolari saranno forniti nelle prossime ore. Non si escludono arresti. Sempre nella stessa giornata e sempre in una zona centrale della città, la polizia ha sequestrato oltre un chilo di cocaina, arrestando un giovane. 

Ignoti hanno gettato del liquido infiammabile sulla pedana di legno della struttura. Attentato incendiario la scorsa notte a Squinzano ai danni del bar “Ristoro” in via Monte Grappa. Ignoti hanno prima tagliato il telo del gazebo esterno per poi gettare del liquido infiammabile sulla pedana di legno della struttura, appiccando fuoco. Il danno è in fase di quantificazione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri al cui vaglio sono le immagini delle telecamere di sicurezza del locale.

Sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale che hanno spento le fiamme e messo in sicurezza le aree interessate. Tre auto sono state incendiate nella notte tra martedì 24 e mercoledì 25 marzo nel Brindisino. Il primo episodio si è verificato a Cellino San Marco, in via De Viti, dove un veicolo è stato completamente distrutto dalle fiamme, le cui cause sono ancora in corso di accertamento. Il secondo intervento ha riguardato due auto – una Peugeot e una Fiat – in via Benedetto Croce, a Brindisi, intorno alle 4 del mattino. Anche in questo caso le cause dell’incendio sono al vaglio delle forze dell’ordine. In entrambe le situazioni sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale, che hanno spento le fiamme e messo in sicurezza le aree interessate.

I due sono agli arresti domiciliari. Sono agli arresti domiciliari un 22enne e un 50enne napoletani per una truffa ai danni di un’anziana residente a Bari. L’operazione è del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, coadiuvato da personale dell’Arma di Napoli. Le indagini sono iniziate dopo la denuncia sporta dalla vittima: la donna è stata contattata da un giovane che si presentava come suo nipote. Il padre si trovava presso un ufficio postale per effettuare un’operazione per cui era necessario versare a “garanzia” dei monili in oro. Di lì a poco è giunto presso l’abitazione della vittima un sedicente collaboratore, che si è fatto consegnare i gioielli, dal valore complessivo di circa 100.000 euro, per poi dileguarsi.

Il progetto delittuoso è stato realizzato da tre soggetti di Trani. Tra questi, un consulente fiscale. È scattato il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di oltre 11 milioni di euro e di 7 immobili per imprese coinvolte in una frode fiscale per emissione di fatture false. Il provvedimento è stato eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale Barletta-Andria-Trani e vede coinvolte 36 imprese. L’illecito è di circa 18 milioni di euro. Gli approfondimenti investigativi hanno fatto emergere l’esistenza di imprese come “scatole vuote”,prive di qualsivoglia struttura aziendale. Le fatture false venivano inizialmente accompagnate da un reale flusso di denaro, poi rimesso nella disponibilità di chi emetteva i falsi documenti fiscali e contabili. Il progetto delittuoso è stato realizzato da tre soggetti di Trani. Tra questi, un consulente fiscale ha assunto un ruolo fondamentale gestendo le fittizie assunzioni di dipendenti in capo alle imprese “cartiere”. Sequestrati anche 4 immobili in provincia di Milano e uno a Molfetta. Cessate anche 12 partite IVA.

Segnalati all’autorità giudiziaria sia il farmacista che sua moglie. Farmacia abusiva scoperta dai Nas di Foggia. Individuato un farmacista che svolgeva l’attività in maniera non autorizzata. Sequestrati 3mila 200 prodotti tra medicinali e bombole di ossigeno. Segnalati all’autorità giudiziaria sia il farmacista che sua moglie.

La pista più accreditata è quella dolosa, visto che la natura delle fiamme non pare derivare dalla combustione di parti interne del veicolo . Un martedì sera di tensione quello appena trascorso nel parcheggio dell’ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano, nel leccese. Intorno alle ore serali di oggi, 24 marzo, una Renault Captur parcheggiata all’interno dell’area ospedaliera è stata improvvisamente avvolta dalle fiamme, scatenando il panico tra i presenti. L’auto appartiene ad un operatore sanitario in servizio nella struttura. Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che il rogo si propagasse ad altre auto in sosta o alle strutture limitrofe, permettendo di mettere in sicurezza l’intera area in breve tempo. Al momento, il reparto dei Carabinieri ha avviato i rilievi per determinare l’origine del rogo. La pista più accreditata è quella di origine dolosa, visto che la natura delle fiamme non pare derivare dalla combustione di parti interne del veicolo che era parcheggiato da diverse ore all’interno dell’area di sosta nel nosocomio. 

Sul posto sono giunti gli artificieri per le delicate operazioni di bonifica e verifica dell’ordigno inesploso. Paura nel pomeriggio a Nardò, dove il ritrovamento di una bomba a mano su un muretto in via Calabrese, nella zona est della cittadina, ha fatto scattare un imponente dispositivo di sicurezza. L’allarme, lanciato dai residenti, ha portato l’immediato intervento del Commissariato di Polizia che ha isolato l’intero perimetro con nastro segnaletico. Per garantire l’incolumità pubblica, le autorità hanno interdetto il traffico veicolare e pedonale, disponendo inoltre l’evacuazione temporanea delle abitazioni più vicine al punto del ritrovamento. Sul posto sono giunti gli artificieri per le delicate operazioni di bonifica e verifica dell’ordigno inesploso. Mentre l’area viene messa in sicurezza, gli inquirenti tentano di risolvere il giallo sull’origine dell’abbandono. Fondamentali per le indagini e l’identificazione dei responsabili saranno i filmati delle telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che private, presenti nella zon

Per tutto il giorno aveva rifiutato di aprire la porta di casa, nel centro storico, dov’era detenuto agli arresti domiciliari. È stato bloccato in serata un 23enne che, a Rignano Garganico, nel Foggiano, ha tenuto sotto scacco il paese, minacciando di farsi esplodere in casa con delle bombole di gas.Il ragazzo è stato bloccato poco prima delle 20 dai carabinieri: per tutto il giorno aveva rifiutato di aprire la porta di casa, nel centro storico, dov’era detenuto agli arresti domiciliari.Dopo aver impedito l’ingresso ai militari, intorno a mezzogiorno, il 23enne si era barricato nell’abitazione.Alla fine, i carabinieri hanno fatto irruzione e lo hanno bloccato, consegnandolo al personale sanitario, che lo ha trasportato all’ospedale di San Giovanni Rotondo.

Il post del giudice barese ha scatenato molte polemiche. Un avvocato calabrese ha presentato un esposto al Csm e al ministro Nordio . “Vi invito ad abbandonare la toga non perché avete sostenuto legittimamente il sì ma perché ho letto di vostri ricorsi o sentenze e l’aggettivo che meglio si attaglia è imbarazzanti”. Lo ha scritto in un post su Facebook lunedì sera il giudice barese Francesco Agnino, ora in servizio in Corte di Cassazione, scatenando le polemiche. Il post, che si chiude con la frase “adesso è giusto togliersi qualche sassolino dalle scarpe”, è stato rimosso dopo 20 minuti ma ormai era troppo tardi. Un avvocato calabrese, Antonello Talerico, ha presentato un esposto al Csm e al ministro Carlo Nordio chiedendo di avviare un procedimento disciplinare a carico del magistrato.“Non si tratta di un commento innocente – scrive il legale – è la dichiarazione esplicita di un proposito personale di rivalsa, formulata da un magistrato della massima giurisdizione del Paese”. “Il silenzio delle istituzioni – conclude- sarebbe complicità”.

La donna 53enne avrebbe partecipato alle violenze della figlia, i due sono nel carcere di Lecce. Un uomo di 71 anni ed una donna di 53 anni sono stati arrestati a Lecce con accuse di violenza sessuale aggravata, produzione e detenzione di materiale pedopornografico. Gli indagati avrebbero costretto una bambina di otto anni a subire abusi sessuali da parte dell’uomo, ai quali la 53enne, madre della bimba, avrebbe partecipato. La donna avrebbe documentato tutto con foto e video, inviandoli poi all’uomo. Il materiale informatico dei due è stato sequestrato dai carabinieri. I due salentini non risultano essere conviventi e i fatti contestati nel provvedimento restrittivo fanno riferimento al periodo tra l’agosto 2024 e l’agosto 2025. La bambina verrà affidata ad una comunità protetta. L’uomo di 71 anni si spacciava per un sedicente ginecologo, una sorta di santone in grado di guarire con le preghiere e ai consigli dispensati ogni problema di natura sentimentale e medica. L’indagine che ha portato al suo arresto insieme alla madre della piccola, prende le mosse dal caso del genitore di un’altra minorenne. Quest’ultimo si era accordo di una chat in cui il 71enne aveva più volte chiesto alla figlia, all’epoca dei fatti 17enne, di inviargli foto intime che a suo dire gli sarebbero servite per curare il suo caso. Il padre della ragazzina aveva così deciso di affrontare il santone con l’intento di farsi consegnare il cellulare contente le foto compromettenti della figlia, riuscendo a impossessarsene dopo una colluttazione. Così, una volta portato il dispositivo mobile ai carabinieri, si è scoperto che all’interno c’era una storia raccapricciante nascosta, l’esistenza di abusi subiti da una bambina di 8 anni commessi dall’uomo con la complicità della madre della piccola.

Non si registrano feriti né intossicati. Un incendio è divampato nella notte in strada della Torretta, a Brindisi, distruggendo un furgone camperizzato di proprietà di un 50enne. L’allarme è scattato intorno alle 2.45, quando sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco del comando provinciale. Le fiamme hanno avvolto completamente il mezzo, sprigionando una densa colonna di fumo. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha permesso di circoscrivere il rogo ed evitare conseguenze più gravi. Il calore ha danneggiato anche due autovetture parcheggiate nelle vicinanze. Al termine delle operazioni di spegnimento l’area è stata messa in sicurezza. Sulle cause dell’incendio sono in corso accertamenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Sezione radiomobile di Brindisi, che stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Non si registrano feriti né intossicati.

A Brindisi portata a termine un’operazione “di altissimo valore umano e civile”. Nella notte, all’ospedale Perrino di Brindisi è stato effettuato un prelievo multiorgano da una donna che in vita aveva espresso la volontà di voler donare. Ad operare è stato un team di chirurghi provenienti dal Policlinico di Bari e dal Cardarelli di Napoli, affiancando i medici del presidio brindisino. L’équipe è stata coordinata dalla dott.ssa Ada Patrizio. Il prelievo si è concluso intorno alle 7 di mattina. Il direttore generale dell’Asl di Brindisi Maurizio De Nuccio si è detto “grato per il gesto di straordinaria generosità della donatrice e della sua famiglia”. Il direttore ha concluso rimarcando “professionalità, competenza e sensibilità di medici, infermieri ed operatori”.

Il ragazzo di Cerignola morì a 26 anni dopo una rissa avvenuta all’esterno di una discoteca di Foggia. Sarà pronunciata il prossimo 13 luglio dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Bari la sentenza per l’omicidio di Donato Monopoli, il ragazzo di Cerignola morto a 26 anni dopo una rissa avvenuta all’esterno di una discoteca di Foggia. La procura generale, dopo il rinvio della Corte di Cassazione, ha chiesto la conferma delle condanne già comminate in appello rispettivamente a 10 e 7 anni per i due imputati accusati di omicidio preterintenzionale : si tratta di Francesco Stallone e Michele Verderosa. All’udienza, svoltasi a porte chiuse, hanno partecipato i familiari di Donato: “Non cerchiamo vendetta ma giustizia“.

È accaduto in via Conenna, vigili del fuoco sul posto. Sono 16 le famiglie evacuate. Al TgNorba parla una residente. Paura in zona Sant’Anna di Bari dove un incendio è divampato in una pizzeria di via Mimmo Conenna, propagandosi anche alle abitazioni sovrastanti. L’episodio è accaduto pochi minuti prima delle 6. Le fiamme e il denso fumo hanno interessato il piano terra dell’attività commerciale e i balconi degli appartamenti ai piani superiori, rendendo necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco con due squadre e un’autobotte. A scopo precauzionale è stata evacuata l’intera palazzina composta da 16 famiglie. Sul posto sono intervenuti anche gli operatori sanitari del 118, ma non si registrano feriti. Non si esclude l’origine dolosa del rogo. Ai microfoni di Linda Cappello parla una residente della palazzina evacuata. Qui l’intervista.

Secondo indiscrezioni, si tratterebbe di soggetti noti alle forze dell’ordine: uno sarebbe riuscito a fuggire, mentre l’altro è stato bloccato dai carabinieri stesso. Due carabinieri feriti, per fortuna non gravemente, dopo che la loro auto è stata speronata, nel pomeriggio, nei pressi di Cagnano Varano, nel Foggiano.L’auto dei militari è stata colpita dal veicolo su cui viaggiavano due persone.Secondo indiscrezioni, si tratterebbe di soggetti noti alle forze dell’ordine: uno sarebbe riuscito a fuggire, mentre l’altro è stato bloccato dai carabinieri stessi.Sul posto sono intervenute due ambulanze, che hanno medicato i militari, trasportandoli all’ospedale di San Giovanni Rotondo.

Disagi, in particolare, nella borgata di Talsano dove le strade si sono trasformate in fiumi d’acqua. È bastato un forte acquazzone per far allagare alcune strade di Taranto. Disagi, in particolare, nella borgata di Talsano dove le strade si sono trasformate in fiumi d’acqua. Gli automobilisti hanno espresso diverse difficoltà sfogandosi sui social, pubblicando i video delle strade allagate e imbiancate dalla grandine. Puntualmente, quando piove, le vie di Talsano, ma anche di Lama e di San Vito, si allagano mettendo a rischio automobilisti e pedoni. Tappezzata di buche Viale Ionio, dove l’asfalto è stato più volte rattoppato. Prevista pioggia anche nelle prossime ore.

La titolare si è accorta del tentativo del raggiro e ha denunciato. Truffe e tentativi di raggiri sono purtroppo all’ordine del giorno. A pagarne le conseguenze non sono soltanto i cittadini più fragili. Spesso anche le attività vengono prese di mira dai malfattori. Come è capitato lo scorso weekend alla titolare di un Bed and Breakfast di Trani. La donna ha ricevuto una telefonata da una persona che diceva essere il comandante della stazione dei carabinieri di Sesto San Giovanni. Voleva prenotare due camere per dei militari. Accettata la prenotazione, parte il raggiro. Arriva prima una mail con la contabile del bonifico pari al doppio rispetto alla somma pattuita. La titolare avverte dell’errore e riceve subito un’altra telefonata. Dall’altro lato della cornetta risponde una presunta segretaria del maresciallo, con chiaro accento dei Paesi dell’Est che spiega come risolvere la questione. La titolare del B&B avrebbe dovuto effettuare lo storno o tramite bonifico istantaneo o tramite una ricarica Postepay. Ed è in questo momento che la tranese si insospettisce: non effettua nessun pagamento, ma chiama la reale stazione dei carabinieri di Sesto San Giovanni da cui le confermano il tentativo di truffa. La donna ha sporto denuncia presso la caserma dei carabinieri di Trani.

deliziosa
deliziosa