Skin Telenorba50
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

bcc-san-marzano

Cronaca

Ad accorgersene è stato un volontario dell’associazione animalista “Cuori randagi odv” che ha subito fatto scattare i soccorsi. Sorpresa tra gli scaffali della biblioteca di Presicce: una gattina randagia l’ha evidentemente presa come nursery, partorendo i suoi cuccioli quattro cuccioli, ironia della sorte, in una scatola contenente i fumetti di Topolino. Ad accorgersene è stato un volontario dell’associazione animalista “Cuori randagi odv” che ha subito fatto scattare i soccorsi. Alla gattina è stato così portato del cibo e poi è stata trasferita con i cuccioli da un’altra volontaria. La gatta, oltre ai suoi, ora sta anche badando e allattando quattro gattini rimasti senza mamma.

La guardia giurata, dopo il delitto, si è presentato dai carabinieri raccontando di aver trovato sua moglie a terra, ferita, senza confessare l’omicidio. Ora è in carcere. Stefania Rago, la 46enne uccisa a Foggia con quattro colpi di pistola, aveva deciso di separarsi dal marito, Antonio Fortebraccio, 48 anni. Dopo 30 anni di matrimonio e due figli, ormai adulti, voleva riprendersi la vita, lasciando quell’uomo con cui litigava troppo spesso. Lo ha raccontato suo padre, Giuseppe Rago: “Lo aveva detto a noi e anche a lui”. Potrebbe essere stato questo il motivo che ha spinto la guardia giurata ad ucciderla con la pistola d’ordinanza. Fortebraccio, dopo il delitto, si è presentato dai carabinieri raccontando di aver trovato sua moglie a terra, ferita, senza confessare l’omicidio. Ora è in carcere. L’arma utilizzata è la sua ed è stata recuperata in casa dai militari. Il luogo del delitto, la casa in cui marito e moglie vivevano insieme, in via Salvemini. I vicini parlano di discussioni frequenti, tensioni che andavano avanti da tempo. Scenate e contrasti continui. È accaduto anche negli istanti antecedenti il femminicidio: prima si sono sentite urla, poi i colpi di pistola. Stefania Rago, sul suo profilo fb, ha come foto le scarpette rosse che simboleggiano la lotta alla violenza di genere: “Se mai abbasserò la testa” scriveva in un post  “sarà solo per ammirare le mie scarpe”. Non risultano denunce pregresse per maltrattamenti. Gli investigatori hanno sequestrato i cellulari sia della vittima che del marito. Serviranno per ricostruire i dissapori o frizioni nella coppia. Nelle prossime ore sarà fissata l’udienza di convalida del fermo. Dura la reazione della sindaca di Foggia, Maria Aida Piscopo: “Faremo rumore come comunità per urlare la nostra rabbia e la nostra ribellione alle mentalità alla radice di queste azioni e questi comportamenti criminali” afferma la sindaca, “agirò e agiremo in ogni sede per giustizia e verità, moltiplicherò e moltiplicheremo l’impegno per supportare i centri antiviolenza e le campagne di prevenzione e di educazione affettiva”.  I cinque centri antiviolenza di Foggia hanno inviato una nota congiunta: “Le donne che arrivano ai Centri Antiviolenza rappresentano solo una parte di una realtà molto più ampia e sommersa. Per questo è fondamentale rafforzare la rete di prevenzione”. Scrivono  Cav telefono donna, Filo di Arianna, Cav Morlino, Rinascita donna e Cav Titina Cioffi che esprimono “la più profonda solidarietà, vicinanza e piena disponibilità ai due figli di Stefania Rago”. 

Gli agenti della polizia hanno acquisito la documentazione clinica e raccolto elementi utili alle indagini sull’accaduto. Durante una lite scoppiata ieri all’interno dell’ospedale “Perrino” di Brindisi, una donna incinta è stata colpita da una gomitata mentre attendeva di sottoporsi a un tracciato. La donna è stata subito assistita dal personale sanitario, medicata e dimessa nel giro di poche ore. Poi ha presentato denuncia alla polizia. Secondo quanto emerso, il diverbio sarebbe nato tra due uomini tra il pronto soccorso e gli ambulatori di ostetricia e ginecologia, a seguito di accuse reciproche su presunti favoritismi nell’assistenza alle rispettive compagne. La discussione sarebbe poi degenerata fino a spintoni e contatti fisici, nel corso dei quali sarebbe rimasta coinvolta anche la donna incinta. Gli agenti della polizia hanno acquisito la documentazione clinica e raccolto elementi utili alle indagini sull’accaduto.

L’uomo ha 37 anni. A Muro Lucano, nel potentino, queta mattina un allevatore di 37 anni è rimasto gravemente ferito nel suo terreno dopo essere stato colpito da un toro. L’incidente è avvenuto in contrada San Pietro Pialgaro. Immediato l’intervento dei sanitari del 118 Basilicata Soccorso, che hanno trasferito l’uomo in codice rosso all’ospedale “San Carlo”  di Potenza per via di un politrauma.

Grazie al tempestivo intervento, l’incendio è stato circoscritto. Incendio in un’abitazione questa mattina intorno alle 9.30 a Palo del Colle, fortunatamente senza gravi conseguenze. Sul posto sono state inviate tre squadre dei Vigili del Fuoco, supportate da autoscala e autobotte, che hanno prontamente avviato le operazioni di spegnimento. Le fiamme hanno interessato un sottotetto adibito a gazebo, all’interno del quale erano presenti alcuni elettrodomestici. Grazie al tempestivo intervento, l’incendio è stato circoscritto, evitando conseguenze più gravi per l’intera struttura. Le squadre sono ancora impegnate nelle operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area.

I vigili del fuoco sono al lavoro da questa mattina per mettere in sicurezza l’area. Un tir, per cause in corso di accertamento, ha divelto una colonnina di erogazione del gpl in una stazione di servizio lungo l’autostrada A14 in direzione Nord tra i caselli di Poggio Imperiale e Termoli provocando una fuga di gas. I vigili del fuoco sono al lavoro da questa mattina per mettere in sicurezza l’area e bloccare la fuoriuscita di gas. La stazione di servizio è temporaneamente chiusa.

Vincenzo Minicozzi era stato arrestato con l’accusa di essere a capo e promotore di un’associazione che gestiva lo spaccio di sostanze stupefacenti di associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti. In esecuzione di un decreto di sequestro di beni emesso dal Tribunale di Lecce – Sezione Riesame e Misure di Prevenzione, la Direzione investigativa antimafia di Lecce ha sequestrato un patrimonio dal valore di circa 500 mila euro, riconducibile a Vincenzo Minicozzi, 37 anni di Ugento, pregiudicato, ritenuto socialmente pericoloso sulla base delle risultanze emerse delle indagini patrimoniali. Gravato da numerosi precedenti penali, è stato arrestato il 15 novembre 2021, nell’ambito dell’operazione “ Zeus” condotta dai carabinieri di Casarano, con l’accusa di essere a capo e promotore di un’associazione che gestiva lo spaccio di sostanze stupefacenti di associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini patrimoniali hanno consentito di desumere come l’imprenditore avesse illecitamente accumulato un ingente patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, ricorrendo anche all’intestazione di beni a propri congiunti. Il sequestro finalizzato alla successiva confisca ha interessato 1 villa con piscina, 1 locale deposito, 2 terreni agricoli e 5 cavalli.

L’uomo è figura di spicco della criminalità organizzata locale attiva negli assalti ai portavalori. Gli uomini della Direzione investigativa antimafia hanno sequestrato un nuovo bene a un pluripregiudicato di Cerignola, nel Foggiano, figura di spicco della criminalità organizzata locale attiva negli assalti ai portavalori. Il provvedimento riguarda in particolare un mezzo agricolo del valore di oltre 40 mila euro. L’intervento si inserisce in un più ampio filone investigativo che, a partire da gennaio 2023, ha già portato a quattro distinte misure di prevenzione patrimoniale nei confronti dello stesso soggetto. Nel complesso, i beni sottratti ammontano a circa 13 milioni di euro. Le indagini hanno evidenziato come l’uomo abbia continuato a ricorrere a sofisticate strategie per occultare la reale disponibilità di beni di valore, attraverso operazioni finanziarie e societarie complesse. Secondo gli inquirenti, si tratta di investimenti alimentati da capitali ritenuti incompatibili con le dichiarate fonti di reddito, segno di un sistema consolidato di reinvestimento di proventi illeciti.

L’operazione della guardia di finanza. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale Barletta Andria Trani hanno scoperto un laboratorio tessile abusivo a San Ferdinando di Puglia. Nel tempo è stato registrato un anomalo e significativo flusso di persone nei pressi di un locale, al piano strada, privo di qualsiasi insegna. Infatti, nell’immobile non risultava dichiarata alcuna attività economica operativa. All’interno un laboratorio dedicato alla lavorazione e confezionamento di materiale tessile. Sono stati sequestrati 8 macchinari, circa 6.500 capi di abbigliamento semilavorati, pronti per essere ceduti, dopo la lavorazione finale, ad operatori commerciali per la successiva vendita, oltre a materiale di consumo di varia natura e destinazione come le oltre 600 rocche di cotone. La titolare dell’attività clandestina è stata segnalata, sono previste sanzioni fino a 5mila euro.

La vettura sulla quale viaggiavano si è scontrata con un’altra che procedeva in senso inverso e sulla quale c’erano cinque persone rimaste gravemente ferite, trasferite negli ospedali di Barletta e Andria. Si chiamavano Savina Carbonaro di 61 anni e Francesco Berteramo di 68 le due vittime del terribile incidente stradale di questa sera sulla provinciale 15, tra Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia. L’auto sulla quale viaggiavano si è scontrata con un’altra vettura che procedeva in senso inverso e sulla quale c’erano cinque persone rimaste gravemente ferite, trasferite negli ospedali di Barletta e Andria. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno estratto una persona rimasta incastrata tra le lamiere della vettura, oltre a personale del 118 e dell’elisoccorso da Foggia. Per i rilievi ci sono i carabinieri e agenti della polizia locale. Il tratto di strada è stato in passato teatro di diversi incidente, di cui molti anche mortali

L’assassino forse ha esploso quattro colpi: ha chiamato i carabinieri e poi si è costituito. Prima la lite e poi i colpi in rapida successione (forse quattro), esplosi con la pistola d’ordinanza; infine, la telefonata ai carabinieri per confessare ciò che aveva commesso e costituirsi: la tragedia si è consumata a Foggia in un appartamento al quarto piano di una palazzina in via Salvemini, nei pressi dello stadio.La vittima è Stefania Rago, 46 anni, uccisa con tre, forse quattro colpi di pistola da suo marito, Antonio Tommaso Fortebraccio, 48. Lei lavorava come collaboratrice domestica, lui come guardia giurata. La coppia ha due figli, entrambi maggiorenni, che non erano in casa al momento della tragedia. Questa mattina, 24 aprile, l’uomo è stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale e portato in carcere dai carabinieri. “Erano sposati da quasi 30 anni e mia figlia aveva deciso di separarsi. Problemi c’erano nel senso cheera troppo geloso. Geloso di tutto quello che faceva. Lei andava in palestra e ultimamente aveva deciso di lasciarlo. Lo aveva detto a noi e lo aveva detto a lui”. Lo ha detto Giuseppe Rago, padre di Stefania. “Mia figlia era un angelo – ha aggiunto l’uomo – Una bravissima ragazza. Non so cosa sia venuto in mente a questo”. “Durante l’interrogatorio non ha raccontato nulla dell’accaduto, di un eventuale litigio. Nonaveva la lucidità. E’ come se non capisse quanto accaduto. Era in affanno. Non ha mostrato alcun tipo di reazione emotiva”. E’ quanto dichiarato dall’avvocata Rosa Archidiacono, legale di ufficio di Antonio Fortebraccio, la guardia giurata di 48 anni fermata con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale della moglie, la 46enne Stefania Rago uccisa all’interno della loro abitazione in via Gaetano Salvemini a Foggia. Secondo l’avvocata, l’uomo non avrebbe confessato l’uccisione della moglie e non è stato nemmeno in grado di ricostruire l’accaduto: “si è presentato ieri sera in caserma dai carabinieri dicendo che alla moglie avevano sparato e chiedendo aiuto, dicendo di non sapere se la moglie fosse morta o meno. Quando i sanitari sono giunti nell’abitazione, hanno accertato che per la donna non c’era più nulla da fare”. “Era sotto choc profondo, dispiaciuto, non ha raccontato nulla di quanto accaduto”. Gli investigatori hanno sequestrato i cellulari della vittima e del marito al fine di ricostruire l’esistenza di dissapori o frizioni nella coppia.

Tragico incidente stradale sulla statale 275, all’altezza di Surano. Incidente mortale sulla statale 275 che collega Maglie a Leuca, in Salento. La vittima è un ragazzo di 25 anni, Luigi Calora, di Castro. A bordo della sua motocicletta, all’altezza di Surano, si è scontrato frontalmente con una Ford Puma condotta da una donna di 46 anni di Trepuzzi con a bordo il marito. La donna nell’impatto non ha riportato gravi conseguenze. Sul posto per i rilievi i carabinieri. La donna è stata portata presso il Vito Fazzi di Lecce per gli accertamenti di rito

La prontezza di riflessi di alcuni militari, che lo hanno afferrato per un braccio mentre tentava di lanciarsi nel vuoto, ha evitato il peggio. Blitz dei carabinieri a Trani in un appartamento di via Grecia, periferia della città, dove è stata scoperta una coppia dedita allo spaccio di cocaina. Marito e moglie sono stati denunciati, recuperati soldi e cellulari per ricevere le ordinazioni. In una successiva perquisizione in una abitazione poco distante i militari hanno trovato un grande quantitativo di cocaina e della mannite con cui tagliare la sostanza stupefacente. Qui c’era un giovane che è stato arrestato dopo aver cercato di gettarsi dal terzo piano per togliersi la vita all’arrivo dei carabinieri. La prontezza di riflessi di alcuni militari, che lo hanno afferrato per un braccio mentre tentava di lanciarsi nel vuoto, ha evitato il peggio.

La sentenza è stata emessa dai giudici della Corte d’Assise di Lecce, presidente Pietro Baffa. Disposto anche l’isolamento diurno per 6 mesi. È stato condannato all’ergastolo Albano Galati, il 56enne di Taurisano che il 16 marzo 2024 uccise in casa con 20 coltellate la moglie, Aneta Danelczyk 49 anni di origini polacche da cui si era da poco separato, aggredendo e ferendo la vicina dove la donna aveva tentato di rifugiarsi per mettersi in salvo. La sentenza è stata emessa dai giudici della Corte d’Assise di Lecce, presidente Pietro Baffa. Disposto anche l’isolamento diurno per 6 mesi. Nel corso dell’udienza l’uomo aveva letto in aula una lettera nella quale rivolgendosi ai giudici si professava incapace di spiegare l’accaduto, di ricordare poco di quel giorno e di come ne fosse tormentato ogni giorno non riuscendo a capire quanto fatto, che quel giorno non era lui, annebbiato dai farmaci che era costretto a prendere, raccontando di una forte depressione, di come in quel periodo si sentisse fallito, senza dignità dopo aver sempre lavorato e non aver fatto mancare mai nulla alla famiglia. I figli verranno risarciti con una provvisionale di 50 mila euro ciascuno , la donna ferita con 25 mila. Galati era difeso dagli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto.

Quando sono tornati a riprenderlo hanno trovato i carabinieri. Un attimo di distrazione è costato caro ad un uomo di Andria e alla sua compagna. I due sono stati arrestati dai carabinieri dopo avere dimenticato, sul tavolo di un McDonald, un borsello contenente una pistola.I fatti risalgono a venerdì scorso. L’uomo, alle 19, ha fatto una telefona piuttosto concitata al McDonald’s di Santa Caterina, a Bari: “Per caso avete trovato un borsello?” ha chiesto preoccupato. Quando gli hanno risposto che sì, ce n’era uno, si è sincerato che glielo tenessero da parte ed è tornato per recuperarlo. Purtroppo per lui ad attenderlo c’erano i carabinieri che. La coppia, in possesso anche di un’altra pistola, è stata arrestata.

Sono sette i minorenni autori della bravata che a Stornara, nel Foggiano, poteva costare cara a un uomo caduto col monopattino. I ragazzi sono stati individuati grazie alla videosorveglianza. Una banda di giovanissimi, che – nella tarda serata di lunedì – ha, prima, tranciato i cavi elettrici di una cabina dell’Enel e, poi, ha teso un filo di metallo rivestito in plastica tra un lampione e l’inferriata di una finestra al piano terra, in una stradina nei pressi del Municipio.Tutto sarebbe stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, che avrebbero immortalato una baby gang composta da almeno sette ragazzi fra i 13 e i 15 anni.Sarebbero loro gli autori del gesto vandalico che poteva costare caro a Stefano Matteucci, all’alba di martedì, a Stornara.Il 35enne stava andando a lavorare, in monopattino, quando è rimasto impigliato in un cavo elettrico, cadendo violentemente sull’asfalto e riportando ferite al volto, al collo e a una spalla.Per fortuna, il casco ha evitato conseguenze ancora più gravi.Tutti e sette sarebbero già stati identificati.Da tempo, i residenti nella zona lamentano schiamazzi fino a tarda ora, che sarebbero causati proprio da numerosi ragazzini.La vicenda è all’attenzione della Procura per i minorenni di Bari, che coordina le indagini dei carabinieri, a cui la vittima ha presentato denuncia.

Hanno tra i 16 e i 17 anni. Sono tutti originari di Bisceglie e hanno un’età compresa tra i 16 e i 17 anni i quattro minori arrestati dalla polizia, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari, perché ritenuti responsabili della rapina commessa a bordo di un treno regionale. I fatti risalgono allo scorso 28 febbraio, quando i quattro ragazzi, dalla stazione di Trani, sarebbero saliti a bordo di un treno che percorreva la tratta Foggia-Bari e avrebbero da subito preso di mira un giovane passeggero: la vittima sarebbe stata dapprima minacciata e accerchiata, quindi aggredita fisicamente e rapinata del cellulare e di una collanina d’oro. All’arrivo alla stazione di Bisceglie, la vittima è riuscita a divincolarsi e ad allertare il 112 tramite il telefono di un viaggiatore. I quattro minori dovranno rispondere, a vario titolo e in concorso tra loro, di violenza privata, rapina e lesioni personali.

Piazza della Vittoria è stata temporaneamente interdetta a pedoni e auto. Un falso allarme bomba questa mattina nella centralissima piazza della Vittoria a Taranto. Immediato intervento delle forze dell’ordine per la presenza di una borsa abbandonata per strada. La piazza è stata temporaneamente interdetta a pedoni e auto e sono stati chiusi temporaneamente negozi e uffici della zona. Sono intervenuti gli artificieri anti sabotaggio per verificare se all’interno non ci fosse materiale esplosivo, ma nella borsa c’erano solo rifiuti. La zona è stata riaperta verso le 11.30

Tre uomini sono entrati nel locale, intimando ai presenti di non muoversi e agendo in pochi minuti. Attimi di terrore in mattina a Policoro per via di una rapina a mano armata, all’interno di una gioielleria del centro commerciale Heraclea, lungo la strada statale 106 Jonica. Tre uomini sono entrati nel locale, intimando ai presenti di non muoversi e agendo in pochi minuti. Dopo aver infranto le vetrine, hanno portato via numerosi monili e oggetti preziosi, fuggendo a bordo di un’auto guidata da un complice. La vettura è stata poi ritrovata incendiata a circa un chilometro dal centro commerciale. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Policoro per i rilievi e le indagini. Non si registrano feriti.

Il sacerdote ha riportato lesioni guaribili in cinque giorni. Ha destato sconcerto l’aggressione subita ieri dal parroco don Dino D’Aloia nella sacrestia della Parrocchia San Giuseppe Artigiano di San Severo. Il sacerdote è stato colpito da un parrocchiano, riportando lesioni guaribili in cinque giorni dopo aver fatto ricorso alle cure nel Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile Teresa Masselli Mascia di San Severo. “La notizia dell’aggressione – dichiara la sindaca Lidya Colangelo – non ha precedenti nella storia della nostra Città, siamo particolarmente vicini a don Dino, un sacerdote che si spende tantissimo per la sua comunità, che ha fatto tanto in questi anni in un quartiere di periferia, sia per i giovani che per gli anziani. Siamo tutti scossi per la gravità dell’accaduto. A don Dino vanno i sentimenti di affetto e di vicinanza dell’Amministrazione, del Presidente del Consiglio Rosa Caposiena, del Vice Sindaco Anna Paola Giuliani, della Giunta e dell’intero Consiglio Comunale. Esprimiamo la più ferma condanna per l’accaduto nella certezza che simili, deprecabili episodi non abbiano più a verificarsi”. Unanime solidarietà è stata espressa anche dalla Diocesi di San Severo. Qui di seguito il videomessaggio del sacerdote: Solo qualche giorno fa, a Terlizzi, un altro sacerdote era stato aggredito: don Michele Stragapede, parroco della chiesa di San Gioacchino, era in sella alla sua bici quando è stato affiancato da un’auto da cui si è sporto un uomo che gli ha sferrato un pugno.

deliziosa
deliziosa