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Maurizio Marangelli

Al momento non si sa cosa stia succedendo ma si sono già attivati Consolato e Ministeri e si sta facendo tutto il possibile per il loro rilascio. È pugliese uno dei due italiani tra i dieci attivisti della carovana umanitaria della Flotilla fermati in Libia e con cui si sono persi i contatti. Si tratta di Domenico Centrone, di 33 anni, originario di Molfetta. Il gruppo intende raggiungere Gaza attraverso l’Egitto ma, al momento di attraversare il confine per procedere verso l’Egitto, a Sirte, nell’est della Libia, il gruppo della Flotilla è stato fermato al checkpoint dai miliziani del generale Haftar. Al momento non si sa cosa stia succedendo ma si sono già attivati Consolato e Ministeri e si sta facendo tutto il possibile per il loro rilascio. Questo è quanto è stato raccontato da un’altra pugliese che si trova lì, Sara Suriano di 33 anni di Andria.

Restano, tuttavia, alcuni fattori di fragilità. Buone prospettive per la campagna 2025-2026 del grano duro: la produzione dovrebbe riportare i volumi nazionali intorno alle 3,8 milioni di tonnellate, con un aumento del 5% circa rispetto alle 3,6 milioni di tonnellate della scorsa annata. Il superamento del deficit idrico che ha penalizzato negli ultimi due anni Puglia e Basilicata rappresenta un segnale rilevante anche in chiave strutturale. Permangono tuttavia alcuni fattori di fragilità: dalla progressiva riduzione degli investimenti agronomici per via dei costi, alla diffusione di fitopatie nel Mezzogiorno, anche in relazione al minore utilizzo di semente certificata, fino alle incertezze sul piano qualitativo, in particolare per quanto riguarda il contenuto proteico. La vulnerabilità agli stress climatici e i costi della difesa fitosanitaria sono i principali fattori che oggi pesano sulla redditività della cerealicoltura italiana, motivo per il quale il Crea (Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali) di Foggia punta sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) per intervenire sui cereali a paglia con strumenti di editing genomico di precisione.

Analisi del report FMI: perché l’economia greca corre mentre l’Italia resta frenata da bonus e bassa produttività. La consolazione di non essere l’ultima ruota del carro europeo sta per svanire: nel 2026 l’Italia compirà lo storico e drammatico sorpasso sulla Grecia, diventando ufficialmente il paese con il debito pubblico più alto dell’Unione Europea. Secondo il Fiscal Monitor del Fondo Monetario Internazionale, il rapporto debito/PIL greco crollerà al 136,9%, mentre quello italiano salirà inesorabilmente al 138,4%, certificando il fallimento delle politiche di bilancio dell’ultimo decennio. Questo ribaltamento non è un incidente di percorso, ma la conseguenza di una gestione economica diametralmente opposta: mentre Atene, uscita dal baratro del default, ha accettato riforme brutali recuperando la fiducia dei mercati e abbattendo il debito di 70 punti dal picco pandemico, Roma è rimasta paralizzata da un immobilismo strutturale e da scelte fiscali scriteriate. Il peso del Superbonus, costato quasi 200 miliardi di euro, agisce come una zavorra che impedisce ogni risanamento, mentre la crescita asfittica allo 0,5% — contro il dinamico 2,2% della Grecia — rende il nostro debito matematicamente insostenibile nel lungo periodo. L’Italia si ritrova così prigioniera di un “effetto palla di neve” perverso, dove gli interessi da pagare corrono più veloci della ricchezza prodotta, un vicolo cieco alimentato da una produttività ferma e da investimenti pubblici dispersi in micro-mance elettorali anziché in infrastrutture strategiche. Se la Grecia ha saputo reinventarsi puntando su tecnologia ed esportazioni, l’Italia sconta l’illusione che il debito potesse crescere all’infinito senza conseguenze, finendo ora nel mirino della sorveglianza europea come il vero malato d’Europa. Il sorpasso del 2026 segna la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova emergenza nazionale: senza un’inversione di rotta radicale sulla spesa pubblica e una vera politica industriale, la maglia nera del debito trasformerà l’Italia nell’anello debole dell’Eurozona, superata persino da chi, solo quindici anni fa, sembrava destinato al fallimento totale.

I dati Istat di aprile confermano il record negativo: rincari per 204 euro a famiglia e salari giù del 7,8%. La situazione economica del Paese peggiora drasticamente: ad aprile 2026 la fiducia dei consumatori scende a 90,8, il minimo da tre anni, mentre quella delle imprese cala a 95,2. Il segnale dell’Istat è chiaro: tra il 2021 e il 2025 le retribuzioni contrattuali sono crollate del 7,8% a fronte di un aumento del 24% del carrello della spesa, erodendo il potere d’acquisto. Il nostro Osservatorio Nazionale rileva un impatto medio di +204,31 euro a famiglia negli ultimi due mesi a causa del conflitto in Medio Oriente, con rincari pesanti su carburanti (+60 €), agroalimentari (+52,21 €) e trasporti (+31,28 €). In Basilicata la crisi è amplificata da un reddito pro capite inferiore del 15-18% rispetto alla media nazionale; qui le famiglie spendono fino al 5% in più per beni essenziali e riscaldamento, subendo un’inflazione alimentare reale che pesa per 195 € annui solo sui prodotti di prima necessità. Sul fronte energia e trasporti, la riduzione del taglio delle accise (da 25 a 5 centesimi) si traduce in un aumento netto di 18-19 centesimi al litro, mentre l’Euribor al 3,2% mantiene altissime le rate dei mutui variabili, rendendo la surroga (tassi 2,8-3,0%) l’unica via d’uscita. Anche il bonus elettrodomestici risulta paradossale: con un tetto ISEE a 25.000 €, chi è davvero in difficoltà non può anticipare i costi di acquisto. Chiediamo al Governo misure urgenti: rimodulazione dell’IVA sui beni primari (risparmio di 516 € annui), tassazione degli extraprofitti, fondo contro la povertà energetica e controlli severi contro le speculazioni per difendere i bilanci delle famiglie lucane e italiane.

Il presidente Alfonso Cavallo: “Scenario insostenibile nello Stretto di Hormuz”. Gasolio agricolo a 1,42 euro e rincari record per i fertilizzanti. L’aggravarsi del conflitto in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno provocando una vera e propria tempesta economica sulle aziende agricole della Puglia. Secondo l’ultimo report di Coldiretti Puglia, l’escalation dei costi di produzione ha raggiunto picchi del 45%, mettendo a rischio la tenuta del comparto regionale. A pesare è soprattutto la fiammata dei prezzi dei fertilizzanti e dei carburanti, influenzata dall’instabilità di uno snodo logistico cruciale per gli approvvigionamenti mondiali. I numeri delineano un quadro allarmante: il prezzo dell’urea è schizzato a 870 euro a tonnellata, segnando un rincaro dell’85% rispetto allo scorso anno. Non va meglio per il nitrato ammonico (+38%) e per il gasolio agricolo, che è tornato a correre toccando quota 1,42 euro al litro, contro gli 0,85 euro di inizio anno. Questi aumenti, uniti ai rincari di plastica e materie prime, soffocano i bilanci delle imprese agricole già provate dall’emergenza energetica. Le soluzioni di Coldiretti: digestato e alternative green Per ridurre la dipendenza dall’estero e mitigare i costi, Coldiretti Puglia sollecita un cambio di passo deciso verso l’economia circolare. Tra le risorse strategiche figurano: Il digestato: un biofertilizzante naturale derivante dalla produzione di biogas, ottenuto da scarti agricoli e liquami, capace di rigenerare i suoli con alto valore nutritivo. L’acido pelargonico: un erbicida naturale biodegradabile, eccellenza produttiva che trova in Sardegna un polo di riferimento. Rappresenta l’alternativa sostenibile al glifosato, non lasciando residui nel suolo e tutelando la biodiversità. Il grido d’aiuto dei produttori pugliesi “L’aumento dei costi ha raggiunto livelli non più sostenibili – dichiara Alfonso Cavallo, Presidente di Coldiretti Puglia – le nostre imprese non possono assorbire ulteriori rincari. In assenza di interventi a sostegno del reddito agricolo, rischiamo di compromettere l’intero sistema produttivo regionale”. Sulla stessa linea il direttore Pietro Piccioni, che evidenzia il paradosso della filiera: mentre i costi di produzione esplodono, i prezzi di vendita riconosciuti agli agricoltori restano insufficienti a coprire le spese, con ripercussioni pesanti anche sui carrelli della spesa dei consumatori. Secondo Coldiretti, l’Unione Europea appare ancora troppo distratta e in ritardo rispetto alle necessità urgenti dei coltivatori, impegnati a garantire cibo sicuro e di qualità in un clima di forte incertezza geopolitica.

Risultati trimestrali positivi per l’istituto: cresce il sostegno al territorio con 400 milioni a famiglie e imprese, mentre parte il piano per 15 nuove filiali. Il Consiglio di Amministrazione di BdM Banca ha analizzato e approvato i risultati finanziari relativi al primo trimestre 2026, consolidando il percorso di crescita e stabilità dell’istituto. La banca ha chiuso il periodo al 31 marzo 2026 con un utile netto di 5,58 milioni di euro, un risultato che, seppur inferiore ai 15,02 milioni dell’anno precedente, si inserisce in un contesto di profondo rinnovamento strutturale e operativo. La solidità patrimoniale rimane uno dei pilastri fondamentali, con un CET1/Tier1 ratio al 14% e un Total Capital ratio al 15,75%, valori che garantiscono sicurezza e capacità di tenuta di fronte alle oscillazioni del mercato. Uno degli aspetti più rilevanti della trimestrale è il forte sostegno al territorio, che ha visto un incremento del 20% nelle erogazioni. BdM Banca ha immesso nel sistema economico locale oltre 400 milioni di euro in finanziamenti, destinati prioritariamente a famiglie e imprese per sostenere la resilienza e i progetti di investimento. Parallelamente, si registra una dinamica positiva nella fiducia dei risparmiatori: la raccolta totale da clientela è salita a 12.776,06 milioni di euro, segnando un aumento del 5,8% rispetto ai dati di fine 2025. Per quanto riguarda la gestione del credito, la qualità dell’attivo si conferma su livelli d’eccellenza con un NPE ratio netto al 2,7%, mentre gli impieghi netti sono cresciuti fino a 6.265,81 milioni di euro. Sul fronte operativo, la banca sta attuando con determinazione il Piano Sportelli approvato nel 2025: dopo aver concluso la fase di razionalizzazione della rete esistente, è stata avviata la pianificazione per l’apertura di 15 nuove filiali, un segnale concreto della volontà di potenziare la presenza fisica nelle aree strategiche. Nonostante la contrazione del margine di interesse, attestatosi a 53,03 milioni di euro, si nota una crescita delle commissioni nette, salite a 30,3 milioni di euro. L’Amministratore Delegato Cristiano Carrus ha commentato positivamente questi traguardi, definendo il modello di banca del territorio come un fattore vitale per il dialogo con le realtà imprenditoriali dinamiche e le comunità locali. Secondo Carrus, il supporto fornito non è solo un parametro contabile, ma il frutto di un lavoro quotidiano volto a favorire la fiducia e lo sviluppo in linea con la mission storica dell’istituto.

Presentato a Bari il festival di teatro dedicato ai più piccoli, “Maggio all’infanzia”. E’ dedicato alle nuove generazioni e in questa 29ma edizione si ispira all’amata fiaba “altri pinocchi” di collodi nel bicententario della sua nascita. E’ il festival di teatro “maggio all’infanzia” che per tutto il mese conquistera’ grandi e piccini in otto comuni pugliesi. Oltre 60 eventi per tutte le età che coinvolgeranno Bari, Lecce, Taranto, Manfredonia, Martina franca, Molfetta, Monopoli e Ruvo. Biglietti a sette euro per spettacoli teatrali, produzioni internazionali di circo contemporaneo, eventi diffusi in piazza e biblioteche. Repliche mattutine gratuite per le scuole. Intervista a Teresa Ludovico Direttrice Artistica Festival “Maggio all’infanzia”

Guida completa alle novità su Bonus Donne, Giovani e ZES: requisiti, importi e decontribuzione per le imprese. Il Governo vara il nuovo pacchetto di incentivi al lavoro con il Decreto 1° maggio. Le novità principali riguardano il potenziamento dei bonus per l’occupazione di giovani e donne (versioni 2.0), il sostegno alle assunzioni nel Mezzogiorno (Bonus ZES) e nuove misure per la conciliazione vita-lavoro. Di seguito l’analisi dettagliata di tutte le agevolazioni contributive previste per i datori di lavoro. 1. Bonus Donne 2.0: Esonero Contributivo Totale Il nuovo incentivo per l’occupazione femminile punta a favorire l’inserimento di lavoratrici in condizioni di svantaggio. Destinatari: Donne di qualsiasi età, senza impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (o 12 mesi se appartenenti a categorie svantaggiate). Agevolazione: Esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali. Durata e Importo: Massimo 24 mesi. Il limite è di 650 euro mensili, che sale a 800 euro per le assunzioni nelle regioni della ZES Unica del Mezzogiorno. Condizioni: L’assunzione deve generare un incremento occupazionale netto. Il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti nei 6 mesi precedenti nella stessa unità produttiva. 2. Bonus Giovani 2.0: Incentivi Under 35 Per contrastare la disoccupazione giovanile, il decreto stabilizza e potenzia le agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate fino al 31 dicembre 2026. Requisiti e Massimali Target: Giovani under 35 privi di impiego regolare da almeno 24 mesi (o 12 mesi per profili svantaggiati). Sconto Contributivo: 100% dei contributi per 24 mesi. Tetto mensile: 500 euro per la generalità dei datori di lavoro. 650 euro per chi assume nel Centro-Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria). Nota: L’incentivo non è applicabile ai contratti di apprendistato e al lavoro domestico. 3. Bonus ZES 2.0: Sostegno al Sud Italia Specificatamente pensato per ridurre il divario territoriale, questo bonus si rivolge alle piccole imprese operanti nella Zona Economica Speciale (ZES) Unica. A chi spetta: Aziende fino a 10 dipendenti. Requisiti lavoratore: Over 35 disoccupati da almeno 24 mesi. Vantaggio: Esonero contributivo totale (100%) fino a 650 euro/mese per un massimo di 24 mesi. 4. Decontribuzione per la Conciliazione Vita-Lavoro Una delle novità più attese della bozza riguarda il benessere aziendale. Viene introdotta una decontribuzione specifica per i datori di lavoro che implementano soluzioni di welfare aziendale volte a favorire l’equilibrio tra vita privata e professionale (es. smart working strutturale, asili nido aziendali, flessibilità oraria). Riepilogo degli Incentivi 2026 MisuraTargetDurataMassimale MensileBonus Donne 2.0Donne svantaggiate24 mesi650€ (800€ al Sud)Bonus Giovani 2.0Under 3524 mesi500€ (650€ al Sud)Bonus ZES 2.0Over 35 (PMI Sud)24 mesi650€ConciliazioneImprese virtuoseDa definireSconto contributivo Esporta in Fogli FAQ Veloci Quando entra in vigore il decreto? Il testo è atteso in Consiglio dei Ministri il 1° maggio 2026 per l’approvazione definitiva. Cosa si intende per incremento occupazionale netto? Significa che il numero dei dipendenti dopo l’assunzione deve essere superiore alla media dei dodici mesi precedenti. I bonus sono cumulabili? Generalmente gli esoneri totali non sono cumulabili con altre agevolazioni sulla stessa risorsa, ma si attende la circolare INPS per i dettagli operativi.

La tipologia è diffusa per i prodotti per la persona (31,9%), abbigliamento e turismo (16,9%) e i prodotti per la casa. Il compra ora paga dopo (in inglese buy now pay later) che, soprattutto per gli acquisti online, permette di pagare in piccole rate, continua a diffondersi in Italia. Nel secondo semestre del 2025 si è registrata una crescita del 23% rispetto allo stesso periodo del 2024 (+220% rispetto al primo semestre 2022, quando il fenomeno è esploso anche da noi). Secondo le ultime analisi, il 55% delle richieste arriva da donne. Per quanto riguarda l’età la maggior parte degli utenti appartiene alle generazioni Gen X (34%) e Millennials (29,5%). Nel mercato italiano si conferma progressivamente la dinamica di sostituzione tra il credito finalizzato tradizionale e le soluzioni Bnpl relativamente alle fasce di importo più contenute; il 60% dei contratti Bnpl mostrano ticket inferiori ai 1.000 euro, mentre nel 24% dei casi i finanziamenti salgono sopra la soglia dei 1.500 euro. In termini di preferenze di acquisto, il prestito finalizzato Small Ticket risulta particolarmente diffuso tra i dealer specializzati in apparecchiature informatiche (43%) e nella grande distribuzione (35%). Il Bnp invece è diffuso anche in altri segmenti di mercato, quali i prodotti per la persona (31,9%), abbigliamento e turismo (16,9%) e i prodotti per la casa (15,2%).

I dati del primo trimestre del 2026. Il sistema imprenditoriale pugliese avvia il 2026 con un segnale moderatamente positivo. Nel primo trimestre dell’anno, il saldo tra iscrizioni e cessazioni si attesta a +266 imprese, per un tasso di crescita del +0,07%, in linea con la dinamica del Mezzogiorno e leggermente superiore alla media nazionale (+0,01%). A trainare la crescita sono ancora una volta le società di capitali, che in Puglia registrano un aumento dell’1,12%, contro lo 0,80 nazionale, confermandosi il motore della trasformazione del tessuto imprenditoriale verso modelli più strutturati. Continuano invece a ridursi le forme tradizionali: società di persone: -0,34% ditte individuali: -0,39% altre forme: -0,19% Focus provinciale: Brindisi e Bari guidano una timida crescita L’analisi territoriale mostra un quadro differenziato: Brindisi registra la performance migliore con +0,31% (saldo +121 imprese) Bari segue con +0,12% (+171 imprese) Lecce si mantiene in territorio positivo con +0,08% (+63 imprese) Foggia chiude leggermente in calo (-0,07%, saldo -49) Taranto segna una flessione (-0,08%, saldo -40) «Il dato del primo trimestre – commenta la presidente di Unioncamere Puglia, Luciana Di Bisceglie – conferma anche in Puglia una tendenza ormai strutturale: le imprese crescono quando sono più organizzate, capitalizzate e orientate ai servizi. Allo stesso tempo, però, restano segnali di fragilità in alcune aree e nei segmenti più tradizionali del tessuto produttivo. È su questi fronti che occorre rafforzare le politiche di accompagnamento e innovazione, per sostenere la competitività e favorire una crescita più equilibrata su tutto il territorio regionale».

Inchieste delle procure di Lecce e Bari. Saccheggiava le Rsa per poi accaparrarsi altre società. Con l’accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale è finito agli arresti domiciliari l’imprenditore brindisino 50enne Michele Schettino, amministratore di una società poi fallita che gestiva le residenze socio sanitarie per anziani di Miggiano e San Donaci. Sotto i riflettori anche la gestione di una Rsa ad Adelfia. Arresti domiciliari effettuati dalla guardia di finanza anche per Giovanni Vurro, 49 anni, di Adelfia, considerato il braccio destro di Schettino. Per altre due persone è stata disposta l’interdizione ad esercitare l’attività d’impresa e a ricoprire incarichi direttivi. Complessivamente nove gli indagati. Accertata la distrazione di circa 720 mila euro con una serie di artifici e una presunta rete societaria illecita. soldi poi utilizzati per viaggi, auto e altre spese personali. Accumulati debiti per oltre tre milioni di euro. Le inchieste sono due, distinte, condotte dalla procura di Lecce e dalla procura di Bari che si occupa di un altro filone, riguarda le collusioni con Asl e Regione che avrebbero dovuto controllare.

Si scava nella vita professionale e privata della vittima, si ascoltano parenti, amici, conoscenti, frequentatori della palestra. Dino Carta conosceva il suo assassino. La conferma arriva dalla registrazione di un audio catturato da una telecamera condominiale a pochi metri dal luogo dove lunedì sera a Foggia è stato ucciso il personal trainer 42enne. Sono i 40 secondi prima dell’omicidio: si sentono, sovrapposte e poco chiare, tre voci, tra cui quella di una donna, discutono animatamente, forse a causa di un cane, poi sembrerebbero le ultime disperate parole della vittima e gli spari. Nel filmato si vede il presunto killer: un uomo in biciletta con il capo coperto che si allontana. Sono questi i nuovi elementi su cui si concentrano le indagini anche se il suocero di Dino carta sostiene che quella non è la sua voce. Il procuratore di Foggia Enrico Infante ha sottolineato che occorre una perizia fonica per capire le voci, servono verifiche e riscontri anche sui filmati, ma gli inquirenti assicurano massimo impegno. Si scava nella vita professionale e privata della vittima, si ascoltano parenti, amici, conoscenti, frequentatori della palestra. L’appello, anche dall’avvocato della famiglia Carta, è a chiunque possa fornire elementi utili a collaborare, a farsi avanti, garantendo anche l’anonimato.

Analisi 2026: Bari si conferma la provincia più cara, mentre i canoni di locazione balzano del 7,3% su base regionale nonostante la stabilità delle compravendite. Il mercato residenziale della Puglia apre il primo trimestre del 2026 con un volto a due facce: se i prezzi per l’acquisto di una casa restano sostanzialmente invariati, il comparto delle locazioni subisce una forte accelerazione. Secondo l’ultimo Osservatorio di Immobiliare.it Insights, i canoni di affitto in regione sono cresciuti del 7,3% su base annua. Attualmente, il costo medio per l’acquisto di un immobile in Puglia si attesta a 1.437 €/mq, mentre per affittare sono necessari mediamente 9,2 €/mq. Focus Bari: il capoluogo è la città più cara della regione Bari si conferma la regina del mercato immobiliare pugliese, essendo l’unico territorio a superare le soglie critiche di prezzo: Vendita: 2.255 €/mq (+2,6% rispetto al 2025). Affitto: 13 €/mq (+7,2% su base annua). A differenza del trend regionale, a Bari la domanda di acquisto è in crescita (+2,9%), mentre lo stock di case disponibili diminuisce (-2,8%), rendendo il mercato del capoluogo particolarmente competitivo. Compravendite in Puglia: i trend nelle province L’analisi territoriale mostra un panorama variegato. Alle spalle di Bari, la Provincia di Brindisi si posiziona come la seconda area più costosa per comprare casa (1.787 €/mq). Dove conviene comprare casa? Se cerchi le zone più economiche, i dati indicano: Taranto (Comune): È l’unica zona sotto i 1.000 euro, con una media di 949 €/mq. Foggia (Comune): Segna il calo più vistoso dei prezzi con un -3,6%. Lecce e Taranto (Province): Prezzi in leggera flessione, rispettivamente -2,2% e -1,6%. L’offerta di immobili in vendita è in aumento quasi ovunque in regione (+6,1%), con eccezioni rilevanti a Bari, Taranto e Lecce, dove le case disponibili sono in calo. Affitti in Puglia: Foggia guida la crescita dei canoni Il settore delle locazioni è quello che mostra il maggior dinamismo. Se Trani è la seconda città più cara per affittare (9,6 €/mq), è la Provincia di Foggia a registrare l’impennata record dei canoni: +20% in soli dodici mesi. Riepilogo costi affitto per area: TerritorioPrezzo medio al mqTrend annualeBari (Comune)13,0 €+7,2%Trani (Comune)9,6 €In aumentoFoggia (Provincia)Variabile+20,0%Taranto (Comune)7,0 €Il più economico Mentre l’offerta di appartamenti in affitto aumenta a doppia cifra in regione (+11,6%), la pressione della domanda (il numero di contatti per singolo annuncio) registra un calo generalizzato (-2,9%), con l’eccezione clamorosa del Comune di Barletta, dove l’interesse dei potenziali inquilini è schizzato del +34,3%. Conclusioni: cosa aspettarsi dal 2026 Il mercato immobiliare pugliese nel 2026 riflette un aumento della disponibilità di immobili che, tuttavia, non sta ancora calmierando i prezzi degli affitti, spinti verso l’alto da una domanda polarizzata sui centri principali e da un’inflazione del settore turistico-ricettivo.

Ha conquistato il gradino più alto del podio il pilota campano Salvatore Venanzio. Sessantadue piloti a bordo di vetture performanti. Si è aperto in Puglia, con la 32ma edizione dello slalom dei trulli, il campionato italiano assoluto slalom Aci sport.

La difesa dell’uomo, un 69enne invalido, ha dimostrato l’inattendibilità anche degli altri condomini che nutrivano forte rancore nei confronti dell’uomo. 12 denunce per stalinking con tanto di testimonianze di altri condomini. Le aveva presentate una donna di Lucera nei confronti di un 69enne invalido che abita nel suo palazzo. L’uomo è stato accusato di atti persecutori aggravati e interferenze illecite nella vita privata tanto che il 2 aprile scorso era stato costretto a lasciare la sua abitazione per il divieto di avvicinamento alla donna. Un provvedimento giustificato dalle presunte molestie e minacce subite dalla condomina che aveva persino raccontato di essere stata vittima di un tentativo di investimento e oggetto di riprese filmate. Un quadro accusatorio smontato nel corso dell’interrogatorio di garanzia dal quale è emerso l’intento infamante della sedicente vittima. Le analisi delle telecamere di videsorveglianza hanno dimostrato che il tentativo di investimento non è mai avvenuto. Inoltre la difesa dell’uomo ha dimostrato l’inattendibilità anche degli altri condomini che nutrivano forte rancore nei confronti dell’uomo. Così la misura cautelare è stata revocata e la donna è stata nel frattempo denunciata per calunnia.

Le novità presentate a Bari. Produrre di più e meglio. Questa la sfida dell’acquacoltura in Puglia, regione dove il consumo di pesce è elevato e il turismo in crescita ne aumenta la domanda. Eppure, pur essendo tra le prime 5 regioni per numero di impianti, 65, la Puglia non riesce a primeggiare in termini di produzione. Nasce da questa esigenza il progetto finanziato dal programma di cooperazione internazionale Italia-Grecia presentato a Bari dalla Lega Coop Puglia, tra i partner dell’iniziativa transfrontaliera.

Analisi CoMar sul rinnovo dei vertici MEF: in scadenza 214 organi sociali per un valore di 206 miliardi di ricavi e oltre 800 poltrone tra CdA e Collegi Sindacali. Il 2026 si preannuncia come un anno cruciale per la governance delle aziende pubbliche italiane. Con le prossime assemblee di bilancio, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) si appresta a gestire una tornata di nomine senza precedenti per numeri e importanza economica. Secondo la nona edizione dell’analisi del Centro Studi CoMar, presieduto da Massimo Rossi, saranno rinnovati ben 214 organi sociali in 155 società partecipate, sia dirette che indirette. I numeri del rinnovo: consigli d’amministrazione e collegi sindacali L’analisi dettagliata mostra un ricambio massiccio che coinvolgerà 842 professionisti. Nello specifico, la scadenza riguarda: 118 Consigli di Amministrazione (CdA) (516 consiglieri); 96 Collegi Sindacali (326 sindaci). Distribuzione tra partecipate dirette e indirette Il peso delle nomine è distribuito tra il cuore del Ministero e le sue ramificazioni: Controllate Dirette MEF: 158 persone in scadenza (118 consiglieri e 40 sindaci) in 21 società. Controllate Indirette: 684 persone in 134 società (398 consiglieri e 286 sindaci). Le grandi quotate in scadenza: un tesoro da 206 miliardi Quest’anno il rinnovo non è solo una questione numerica, ma di rilevanza strategica nazionale. Giungono infatti a termine i mandati triennali dei giganti di Piazza Affari e delle infrastrutture. Le società più rilevanti Tra le società quotate figurano nomi di primo piano come: Eni, Enel, Terna, Leonardo, Poste Italiane, Banca MPS ed Enav. A queste si aggiungono pilastri infrastrutturali e dei servizi come RFI, Trenitalia, PagoPA, Italgas (tramite controllate), Sogin, e la galassia Rai (Rai Cinema, Rai Way, Rai Com). L’impatto economico in cifre I dati calcolati da CoMar sugli ultimi bilanci evidenziano l’enorme valore delle società coinvolte: IndicatoreValoreRicavi Complessivi206 Miliardi di €Utili Totali16,5 Miliardi di €Numero Dipendenti288.120Capitalizzazione di Borsa (al 2 aprile)> 282,6 Miliardi di € Esporta in Fogli Il trend delle nomine: 2026 anno record Confrontando i dati con gli anni precedenti, emerge chiaramente come il 2026 rappresenti un picco nel ciclo delle nomine pubbliche: 2026: 214 Organi (842 componenti) 2025: 187 Organi (736 componenti) 2024: 154 Organi (694 componenti) 2023: 142 Organi (610 componenti) Considerando il periodo dal 1° novembre 2022 al 31 marzo 2026, il numero totale di consiglieri d’amministrazione nominati o confermati raggiungerà la quota impressionante di 1.792 persone. Focus Gender Balance: cresce la presenza femminile Un punto centrale dell’analisi CoMar riguarda l’equilibrio di genere nelle partecipate statali. Il trend mostra un miglioramento costante verso la parità, seppur con margini di crescita. Presenza attuale: Le donne negli organi in scadenza sono 322 (38,2%). Evoluzione storica: Si è passati dal 28% degli anni passati al 31,3% del 2021, fino al dato odierno. Cda vs Collegi Sindacali: Nelle controllate dirette MEF, la presenza femminile raggiunge il 43,2%, mentre cala leggermente nelle indirette (41,1%) e si attesta al 33,1% nei collegi sindacali. Scadenze e procedure: quando avverranno le nomine? Per chi segue i mercati e la politica industriale, le date chiave sono dettate dal Codice Civile e dagli statuti societari: Assemblee Ordinarie: Devono tenersi entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio (solitamente entro fine giugno). Deposito Liste: Gli azionisti devono presentare i nominativi dei candidati entro il 25° giorno precedente la data dell’assemblea. Questo processo di selezione non riflette solo le scelte del MEF, ma coinvolge attivamente anche gli altri azionisti attraverso i consueti meccanismi di rappresentanza e le liste di minoranza.

Rispetto al 2024 ci sono 13 imprese attive in meno. Nel 2025 in Puglia l’export del settore calzaturiero ha evidenziato una contrazione in valore del 7% sul 2024 (a livello nazionale la flessione delle esportazioni è stata del 1,1%). Le prime cinque destinazioni dell’export pugliese sono Francia (+5,6%), Germania (-10,8%), Spagna (-1,7%), Albania (+1,5%) e Polonia (-12,1%). Il numero di imprese attive (calzaturifici e produttori di parti per calzature) ha subìto, tra industria e artigianato, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, un calo di 13 imprese rispetto al 2024, accompagnato da un saldo negativo di 359 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da Inps per le imprese pugliesi della filiera pelle nel 2025, si è registrata una flessione del -37,2% rispetto al 2024: sono state autorizzate circa 2,2 milioni di ore, un numero comunque ancora elevato, decisamente al di sopra (+316,3%) dei livelli 2019 pre-Covid. 

Lanciato il nuovo codice di condotta per gli oltre 800 fornitori. Rafforza l’impegno per la sostenibilità l’azienda Oropan di Altamura che ha dedicato una giornata a clienti, fornitori e istituzioni. Intervista a Lucia Forte, AD&CEO di Oropan

Primo tempo assoluto della manifestazione del tranese Simone Santomauro. Nel suggestivo scenario dello stadio delle terme di Caracalla, i ragazzi della Bat sono stati i protagonisti delle finali nazionali dei mille della corsa di Miguel. Su tutti il primo tempo assoluto della manifestazione del tranese Simone Santomauro, studente del liceo scientifico sportivo Cafiero di Barletta, che gli è valso anche il primo posto di categoria. Interviste a Simone Santomauro, atleta liceo scientifico Cafiero di Barletta; Manuela Oliveri, vedova Pietro Mennea

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